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Sui quotidiani e periodici 2019 aprile, maggio, giugno

Sui quotidiani e periodici 2019

 

aprile, maggio, giugno 

 

giornali e periodici 2019 apr mag giu 

L'informazione domina il mondo, molti giornali divengono sempre più grandi e zeppi di notizie tanto da rendere impossibile la loro completa lettura. Questa sezione si  propone di   fornire un aiuto mirato agli interessati di scienza, divulgazione e formazione che possono ritrovare in questa  pagina  articoli che giudichiamo degni di  essere   letti e meditati e   sono sfuggiti alla loro attenzione.

Sarà inoltre possibile accogliere suggerimenti dei lettori e contribuire a sostenere eventuali discussioni e riflessioni che possono scaturire.

 

 

 

 

 

Buona lettura Ermenegildo Carro

 

Sui quotidiani e periodici 2019 gennaio, febbraio, marzo - Sui quotidiani e periodici 2018

 

 

   

Ragazzi non mangiamoci il pianeta # Edgar Morin Alain Touraine Liberté, égalité fraternité Ma per tutti? # L’inquinamento si combatte a tavola # Punire, quanto ci fa soffrire! # Competenze sotto attacco # Greta, ascoltami ho un piano. Anzi tre # Una preghiera per la ricerca # L’incertezza delle regole che destabilizza la società # «All’università ero un po’ scarso Sono insonne e studio tanto» # Noa e il buio di una scelta # La scuola non boccia (quasi) più # Julio Velasco "La mia vita in panchina da ottimista" # il costo dell’istruzione resta occulto # Quelle famiglie senza genitori # «È stata ferita la libertà di pensiero» # Rachel Devlin La scuola, palestra contro il razzismo # Quello che dobbiamo sapere, anche se fa male e che Pietro Bartolo ci racconta # Non c’è ministro senza un maestro # L’arte di fare (e dire) le cose male # Quelli che... "Ne so di più io" # Il senso perduto di comunità # Il registro social della prof # Il chilo del terzo millennio # Italo Calvino dixit: “C’era un Paese fondato sull’illecito..."  # Che cosa hanno in comune i bambini e gli scienziati? # Amo i miei alunni, nonostante tutto...# L'economia dimenticata # Le ragioni scientifiche di Greta # Sa perché Mani Pulite è finita? # Abbiamo perso sulla corruzione: tocca ai ragazzi # Ocse, Italia bocciata in competenze digitali: «Mancano le basi» # Il pianeta può farcela Ma Greta non basta # Uno studente su tre esce dalle medie senza sapere leggere, scrivere e far di conto # La scuola: Come si cresce senza i limiti # Solitudine Globale # Gli insegnanti devono ribellarsi a questo sistema # Cappuccetto Rosso maestra di empatia liberaci tu dal lupo # La mia nuova resistenza # L’amicizia è vita che scorre dentro di te # Istruzione, una crisi di fiducia Ecco perché la scuola è affaticata # Dietro le quinte di Lessico familiare # Scienze e politica vittime della reciproca # Come i calli sulle mani # Il bello dei «nativi digitali» che vogliono salvare il pianeta # L'impresa che osa è patria del ribelle # Tecnologie e meno formalismi per la pubblica amministrazione # Nuovo ruolo per l'Europa puntando sull'ambiente # Deproducers, musica al servizio della scienza # Più flessibilità per più lavoro femminile # La forza della parola contro il degrado # La crisi della formazione e i segnali di decadenza # L’urlo di Jane "Serve più generosità per salvare il mondo" # Vi spiego cosa sono i buchi neri # La sua povertà culturale è imbarazzante La diversità è ricchezza # La nostra scuola non educa # Le periferie degli umiliati # Gli aiuti alle mamme # Così il populismo salta la mediazione politica # La forza della famiglia è quella di cambiare # Lettera aperta al Presidente della Repubblica # L’Africa del tesoro # Già Stuart Mill smontò l'idea della famiglia naturale # Non lo dice la scienza  #  Con il terrapiattismo non c'è molto da ridere # Crescita e sostenibilità

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la Repubblica 2019 giugno 6 GUIDE
Ricerca Ipsos-Fondazione Barilla
Ragazzi non mangiamoci il pianeta
Elisa Poli


Un’indagine su 800 giovani italiani (fra i 14 e i 27 anni) per sondare la consapevolezza alimentare e il suo impatto sulla salute e sulle risorse Più della metà del campione non conosce gli Obiettivi dell’Onu. Domani è un altro #FridaysforFuture, giorno di “sciopero ambientale”, per la Green Nation. E se oggi si parla sempre più, grazie alla mediatica Greta Thunberg, del rapporto dei ragazzi con il cambiamento climatico, basta guardare più avanti, ma non troppo, per arrivare al 2030: anno in cui gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs – Sustainable Development Goals) dovranno essere raggiunti. Buona notizia, quindi, i giovani sono informati e agguerriti per la conquista di un futuro sostenibile? Non è proprio così. La ricerca Ipsos commissionata da Fondazione Barilla “I giovani, gli SDGs e il cibo” – presentata ieri mattina nella sala Aldo Moro del Miur a Roma – ha coinvolto 800 ragazzi italiani fra i 14 e i 27 anni, indagandone la consapevolezza su temi quali l’alimentazione e la produzione di cibo e il loro impatto nel raggiungimento dei SDGs. I risultati sono interessanti, anzi sorprendenti.

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la Repubblica 2019 giugno 6

CULTURA IL DIALOGO
Edgar Morin Alain Touraine Liberté, égalité fraternité Ma per tutti?

Il futuro del continente. Il concetto di solidarietà. Le chiusure nazionalistiche e il dramma dei profughi. Le paure e la ricerca di capri espiatori. A confronto i due grandi sociologi
Eric Favereau, Thibaut Sardier


È stata l’ipotesi di una lista «Per un’Europa migrante e solidale» da presentare alle elezioni europee che li ha riuniti, lo scorso autunno. L’idea è naufragata alcune settimane dopo, ma i sociologi Edgar Morin, 97 anni, e Alain Touraine, 93 anni, restano convinti che il posto che riserviamo ai migranti rimane un «banco di prova» per un’Unione in declino.
Nell’epoca della globalizzazione, Alain Touraine dice spesso che lo straniero non esiste più. È anche la sua opinione?
Edgar Morin:

«Vorrei partire da questa idea che esistono delle soglie di tolleranza, e che bisognerebbe tenerne conto nel caso dei migranti. Secondo me è un’idea di cui bisognerebbe discutere: si tratta di una soglia di tolleranza psichica, biologica o psicologica? Possiamo presumere che una popolazione di indios amazzonici non sia in grado di accogliere o di sopportare l’arrivo di un gran
numero di stranieri: basta anche un piccolo numero di colonizzatori per distruggerla. Però possiamo ritenere che le popolazioni europee non siano sovrappopolate».

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la Repubblica 6/6/2019 GUIDE
Lo studio
L’inquinamento si combatte a tavola
Sonia Ricci


Può la riduzione dell’inquinamento ambientale passare anche per la tavola e, dunque, per quello che scegliamo di mettere nel carrello della spesa? La risposta alla domanda, che non è retorica, è positiva: la diminuzione delle emissioni di anidride carbonica nell’aria, tra i gas serra che incidono sui cambiamenti climatici, può a ragione partire da ciò che produciamo in agricoltura e poi mangiamo ogni giorno. Sembrerà paradossale ma alcuni cibi che scegliamo hanno un impatto più dannoso sull’ambiente rispetto ad altre forme di inquinamento maggiormente conosciute, come i trasporti e l’industria.

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Il Sole 24 Ore domenica 26 MAGGIO 2019
Paginette. In famiglia oggi nessuno infligge castighi e alle elementari sono state abolite note e sospensioni. Ma davvero sono pratiche così ignobili e datate per educare i giovani?
Punire, quanto ci fa soffrire!

Paola Mastrocola


Giorni fa, è comparsa la notizia che si abolivano le note e le sospensioni alle scuole elementari. Pare fosse un semplice adattamento alla normativa già vigente alle superiori, ma ha scatenato un ripullulare di opinioni e dibattiti sul tema punizioni a scuola, e più in generale teorie educative. Ben venga, non mi sottraggo. Punizione è una parola che oggi non ci piace per niente e pronunciamo malvolentieri. Bizzarro che invece la tolleriamo benissimo nel mondo calcistico: pare normale che ai giocatori l’arbitro affibbi punizioni, ad esempio in presenza di un fallo. Ma a parte lo sport che, si sa, è un altro mondo, non credo di generalizzare dicendo che la posizione della stragrande maggioranza è contraria a ogni sanzione che abbia anche il più tenue sentore punitivo. «Non credo alle punizioni» è frase consueta, ripetuta. Quante volte l’abbiamo sentita pronunciare intorno a noi?

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Il Sole 24 Ore domenica 26 MAGGIO 2019
Alleanza tra culture. È necessario difendere le conoscenze scientifiche, sociali e umanistiche e usarle insieme,al meglio, per orientare le scelte politiche. Soprattutto in un
momento storico di diffuso anti-intellettualismo
Competenze sotto attacco

Elena Cattaneo


La necessità di un’alleanza tra discipline scientifiche e umanistiche è un tema che riemerge puntuale nel dibattito pubblico nei momenti di grande cambiamento sociale e democratico. È un obiettivo ricercato da oltre un secolo e che - con l’impegno di ciascuno - le future generazioni potrebbero veder realizzato. Nel 1959, C. P. Snow, nel suo celebre The Two Cultures and the Scientific Revolution si interrogava su come poter regolare i rapporti di forza tra i due ambiti della conoscenza umana nelle istituzioni e nella politica britannica e americana, da poco uscite dal Secondo conflitto mondiale e già imperniate nella logica della Guerra fredda.

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Corriere della Sera · 26 magg. 2019 ·

Greta, ascoltami ho un piano. Anzi tre
ANTONIO MASSARUTTO

 

Conversazioni Prem Shankar jr ha certo che possiamo liberarci dalla schiavitù dei combustibili fossili.E lancia la siua strategia: 

 

la Repubblica 4/6/2019 COMMENTI
La lettera
Una preghiera per la ricerca
Silvio Garattini 


Caro direttore, credo che il pubblico, la classe dirigente e i politici di questo bel Paese di fatto non si rendano conto che, continuando a trascurare la ricerca scientifica, stiamo andando verso una grande riduzione del nostro potenziale industriale con la mancanza di prodotti ad alto valore aggiunto. In tutto il mondo la situazione è diversa. Negli Stati Uniti il National Institute of
Health aveva chiesto un miliardo di dollari in più, il Congresso ne ha concessi 3; la Cina ha aumentato le risorse per la ricerca e sta facendo ponti d’oro a chi vuole rientrare; la Germania, che spende già il 3,5 per cento del Pil per la ricerca, ha recentemente annunciato che spenderà altri 18 miliardi di euro spalmati su 10 anni; in media i Paesi dell’Ue spendono quasi il doppio di
quanto spende il nostro governo.

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Corriere della Sera · 3 giugno 2019 ·

L’incertezza delle regole che destabilizza la società
Luciano Violante

 

Si possono escogitare le disposizioni più ardite per sbloccare i camtieri. Ma i cantieri non si sbloccheranno sinché i funzionari pubblici no avranno la certezza sui confini della loro responsabilità penale e contabile. Più del 50% delle nchieste per abuso d'ufficio s chiude con unproscioglmento o una assoluzione. Ma nel frattenpo il dipendente pubblico ha visto la propria reputazione infangata, la carriera bloccata e le disponibilità finanziarie ridotte per essere stato costretto a pagarsi un difensore.

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Corriere della Sera · 27 magg. 2019 · 

«All’università ero un po’ scarso Sono insonne e studio tanto»

Il nuovo capo della ricerca scientifica in Europa: ia figlia missionaria dai mormoni
Gianna Fregonara

 

L'appuntamento + per le 11 a Houston, Texas, però sono le 4 del mattino. Superato l'imbarazzo di chiamare un numero fisso in piena notte, si scopre che per Mauro Ferrari, friulano, sessant'anni a luglio e da dieci nominato presidente european Research Council (ERC), è normale essere in attività a quest'ora: "dormno poco da sempre e le idee migliori mi vengono la mattina presto. Per anni ho cercato di curare questa che credevo una malattia del sonno, ora ne approfitto".

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la Repubblica 6/6/2019 COMMENTI Le idee
Noa e il buio di una scelta
Massimo Recalcati


Ci nascondiamo dietro un dito? Abbiamo paura di dire che nel cuore dell’Europa del Nord alla quale molti di noi guardano come a un esempio di libertà e solidarietà, esiste una legge che permette che una adolescente di 17 anni possa decidere di morire? Abbiamo forse paura di essere giudicati come moralisti o paternalisti, reazionari o conservatori? Ma non è proprio
questo il grande tema educativo che abbiamo oggi di fronte? Il collasso della differenza tra le generazioni, la diffusione di un concetto di libertà vuoto, astratto, che vorrebbe porsi come la legge ultima a fondamento di ogni legge, il sospetto di abuso nell’esercizio del potere che investe gli adulti ogni qualvolta provano a non indietreggiare rispetto ai propri compiti educativi.
Pratico da trent’anni la psicoanalisi e mi è capitato di ascoltare innumerevoli volte dai miei pazienti più gravi la dichiarazione ferma e risoluta, ripetuta nel tempo con determinata ostinazione: «Voglio morire!». Quando questo accade è sempre una scossa, un peso, un urto. In particolare poi quando accade nei soggetti più giovani, a una vita nel pieno della vita, senza malattie mortali irreversibili e senza disabilità pesanti che potrebbero rendere la vita invivibile e la morte, come può invece accadere, un dono necessario.

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Il Sole 24 Ore lunedì 03 GIUGNO 2019
Istruzione e merito
Gli ultimi dati sugli scrutini confermano il trend: dal 2013-2014 in poi gli ammessi alla classe successiva crescono di 6 punti, mentre le bocciature calano dal 9,8 al 7,4%
La scuola non boccia (quasi) più

Eugenio Bruno, Claudio Tucci


Nell’Italia malata di bassa crescita c’è una voce che in realtà è cresciuta a ritmi sostenuti: gli studenti promossi a fine anno. Mentre il Pil in termini reali, tra il 2013 e il 2018, è aumentato del 2,9%, gli iscritti alle secondarie di II grado che, nel frattempo, hanno ottenuto il passaggio alla classe successiva sono saliti di oltre il doppio. Grazie innanzitutto a una riduzione delle bocciature.

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la Repubblica 3/6/2019 SPORT
L’intervista
Julio Velasco "La mia vita in panchina da ottimista"
Valentina Desalvo


BOLOGNA — Ci ha fatto sentire speciali e questo è quasi imperdonabile. Julio Velasco diventa allenatore dell’Italia del volley nel 1989: l’anno prima la Nazionale era andata alle Olimpiadi di Seul grazie al boicottaggio di Cuba, da ripescata. Con lui vince subito l’Europeo, nel 1990 il Mondiale, e poi tanto altro ancora. La squadra di Tofoli, Gardini, Lucchetta, Cantagalli, Zorzi e
Bernardi diventa la squadra di tutti. Generazione di fenomeni, un modello, un ricordo felice. Velasco ha acceso una luce, facendo sentire migliore uno sport che, anche senza di lui, ha continuato ad avere successo. Negli ultimi 30 anni la pallavolo maschile, dove contava, ha vinto 19 medaglie d’oro più 3 argenti olimpici e un bronzo, nei 30 anni precedenti appena un bronzo
olimpico (e volendo un secondo posto mondiale). Velasco ci ha messo il metodo, la capacità di godere di quello che avevamo, il dono della sintesi. Racconta Andrea Zorzi: «La prima volta che ci siamo visti mi ha chiesto cosa mi serviva per diventare uno dei migliori attaccanti del mondo. Io ho cominciato a parlare di maggiore allenamento e concentrazione, di muri e battute.

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Il Sole 24 Ore lunedì 03 GIUGNO 2019
La trasparenza che non c'è
il costo dell’istruzione resta occulto

Luisa Ribolzi


Con lo stesso clamore delle grida manzoniane vengono periodicamente annunciati concorsi e sanatorie per inserire nella scuola nuovi insegnanti e risolvere una volta per tutte il problema del precariato. Eppure il Miur è già l’impresa italiana con il maggior numero di dipendenti, anche se è difficile avere dati esatti su quanti e quali siano, e la spesa per gestire questa macchina gigantesca è la quota dominante, se non esclusiva, della spesa per l’istruzione.

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Corriere della Sera · 2 giugno 2019 ·

Quelle famiglie senza genitori

Antonio Polito

 

Viviamo nell'era della società senza genitori.

Professor Massimo Ammanniti ci aiuti. Qui cìè bisogno di uno psicanalista. Che sta succedendo nelle famiglie italiane? Un tempo, neanche troppo tenpo fa, eravao campioni mondiali di familismo, la famiglia era al centro di tutto, nel bene dell'accudimento amorevole che dura una vita, dei legami di solidarietà ed affetto, e anche nel male del familismo amorale, del nepotismo, del paternalismo. 

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Corriere della Sera · 1 giugno 2019 · (Lapresse)

«È stata ferita la libertà di pensiero»
Elena Cattaneo e Liliana Segre Senatrici a vita

 

"Rimarginare una ferita alla libertà di pensiero che accompagna il percorso formatico nel luogo sacro dell'educazione anche civica del cittadino: la scuola. Rafforzare il senso della demicrazia conquistata. Mondare la macchia di uno Stato che impega funzionari di polizia per acquisire un lavoro frutto della libera elaborazione di quindicenni nell'ambito delle celebrazii per il Giorno della Memoria. Con questo spirito abbiamo incontrato i Senato i 21 alunni dell'istituto Vittorio Emanuele III di Palermoela loro professoressa Rosa Maria dell'Aria, protagonisti e simbolo loro malgrado di un'abnorme azione amministrativa, perché nel cuore dell'istituzione repubblicana, il Parlamento, si riconciliassero con un apparato statale dimostratosi solerte e ottuso, prima della salutare mobilitazione civile....

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DOMENICA Il Sole 24 Ore domenica 19 MAGGIO 2019
Rachel Devlin La scuola, palestra contro il razzismo
Ermanno Bencivenga


In un discorso del 1950, Piero Calamandrei affermava: «La scuola è un organo vitale della democrazia. È il complemento necessario del suffragio universale». Perché? Perché a scuola s’incontrano compagni di ogni estrazione sociale e condizione economica, oggi anche rappresentativi di un’Italia cosmopolita e multietnica, e s’impara a conviverci e interagirci, coltivando il germe di quel rispetto reciproco che è necessario per una civile convivenza ed è fondamento irrinunciabile della democrazia.

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 Huffpost 22/05/2019 14:34 

Quello che dobbiamo sapere, anche se fa male e che Pietro Bartolo ci racconta
Milene Mucci Fondazione "Antonino Caponnetto"

 

Su uno schermo partono le immagini: c’è un mare limpido, colori che vanno dal verde al turchese. La telecamera scende facendo diventare la scena surreale, ma non è certo un film alla Guillelmo Del Toro. Si intravedono forme lontane che diventano davanti a noi corpi fluttuanti, abbandonati nell’acqua come astronauti in assenza di gravità. La telecamera scende ancora e, sul fondale, incontra una barca. Qualcuno ne apre un portellone e, nel buio, si iniziano a intravedere decine e decine di corpi ammassati l’uno sull’altro come sardine in una scatola (e mai immagine fu più adatta e meno retorica). Uno sull’altro, lì rinchiusi in quella scatola sul fondo del mare, cosa che fa degli altri corpi visti prima fluttuare, quasi degli esseri fortunati, se solo esistesse una fortuna nella morte. “Vi farò vedere qualcosa”, ci ha detto Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa, prima di far partire questo video “che è comunque niente in confronto a quello che accade”.

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la Repubblica 21/5/2019 COMMENTI
Invece Concita
Non c’è ministro senza un maestro
Concita De Gregorio


«Sono un giovane insegnante precario della scuola italiana, uno dei tanti. È indubbio che l’unica bellezza possibile, per chi svolge il nostro ruolo, risieda nella capacità con la quale gli insegnanti aiutano a fare sbocciare i propri alunni, tirando fuori il meglio dalle loro capacità. Mi chiedo cosa altro avrebbe potuto fare la collega palermitana su cui si è abbattuta la sciabola della "giustizia" se non stimolare i suoi alunni a ragionare sul presente? Può mai essere considerato un reato "non sorvegliare" lo sviluppo delle capacità critiche?

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Il Sole 24 Ore domenica 19 MAGGIO 2019
abitare le parole / SCIATTERIA
L’arte di fare (e dire) le cose male

Nunzio Galantino


Nel linguaggio comune, la parola sciatteria è poco frequente. È tanto presente invece nella prassi. La derivazione etimologica della parola sciatteria è la stessa del verbo sciattare. Esperti lessicografi, all’interno dell’ambiente ebraico, ne fanno risalire l’etimologia all’ebraico shachat (radice sht), che ha come significato primario quello di «macellare animali secondo il rito ebraico» (M. Forti), e più genericamente «distruggere». Non saprei che relazione vi sia con il significato attribuito alla parola sciatteria quando la si fa derivare etimologicamente dal latino volgare exaptare, composto dal prefisso ex, con funzione privativo-detrattiva, e aptare (adattare). In questo caso, la sciatteria è la pratica o l’insieme dei gesti che rendono o fanno apparire inadatta una persona, un vestito, un linguaggio o un comportamento in genere. In questo caso, si ritiene sciatto tutto ciò che è trasandato, trascurato, negligente, insignificante, mediocre, squallido.

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la Repubblica 19/5/2019 
Quelli che... Ne so di più io
In edicola con Repubblica "La conoscenza e i suoi nemici" di Tom Nichols: libro denuncia contro chi odia gli esperti
di Giuliano Aluffi


Una volta gli italiani si limitavano a essere una nazione di commissari tecnici della nazionale di calcio, che al più intimavano —come accadde per gli Europei del 2004 — «Metti a Cassano!» con sintassi orgogliosamente popolana, all’indirizzo di un Trapattoni poco convinto delle virtù del fantasista barese. Era tutto ancora piuttosto innocente: la figura del profano che critica i professionisti evocava soprattutto burberi — ma in fondo teneri — folletti del folklore urbano come gli umarell appollaiati attorno a qualche cantiere. Prodighi di commenti taglienti lanciati all’indirizzo di muratori rassegnati a considerare l’ umarell di
turno un elemento fisso del paesaggio, simile — più per la staticità indotta dall’artrite che per virtù soprannaturali — alle statuette dei Lari Compitales , che nell’antica Roma proteggevano gli incroci stradali.

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Il Sole 24 Ore domenica 19 MAGGIO 2019
Dialoghi sull’uomo. A Pistoia il Festival di antropologia del contemporaneo affronta il
difficile tema della convivenza in un’epoca di condivisioni virtuali, di muri e razzismo
Il senso perduto di comunità
Marco Aime


C’era un bambino, che amava sedersi sulla sponda del fiume, dopo un temporale e guardare, con occhi sognanti l’arcobaleno. Un gioco di acque riflesse nel sole, un nastro di pioggia e colori, una seta lunga e sottile dalla vita breve. Il bambino chiudeva gli occhi perché non svanisse nel cielo morbido con il primo sole. Lo guardava specchiarsi nell’acqua senza patria del fiume, un riflesso diviso tra due mondi a metà.

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la Repubblica 19/05/2019
Il caso dell’insegnante sospesa
Il registro social della prof
Stefano Bartezzaghi


Quando la professoressa palermitana Rosellina Dell’Aria tornerà in aula, si spera per il rientro del provvedimento di sospensione e non per la scadenza dei suoi termini, avrà pronta una nuova lezione.
L’argomento è la comunicazione contemporanea, "social" e non solo "social". La teen age non è nota per i giudizi equilibrati, tantomeno è tarata sui bilancini del politicamente corretto — quello che è oggi realmente in vigore, cioè quello per cui mettere in dubbio le camere a gas nazista è diritto di opinione. Negli elaborati e nelle discussioni in classe si riversano enormità di ogni sorta e il primo compito della docente è rivolto al funzionamento dell’argomentazione: la correttezza logica e grammaticale, prima di quella detta "politica". 

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Il Sole 24 Ore domenica 19 MAGGIO 2019

Unità di misura. Scatta da domani la più profonda revisione che sia mai stata realizzata. Così il 20 maggio 2019 il cilindretto di Sèvres e i suoi quasi-gemelli andranno in pensione
Il chilo del terzo millennio

Vincenzo Barone

 

«Quando si può misurare ciò di cui si parla, ed esprimerlo in numeri, lo si conosce; quando non lo si può misurare, la conoscenza sarà povera e insoddisfacente». Affermazioni come questa – famosissima, dovuta a un grande fisico dell’Ottocento, Lord Kelvin – sembrano fatte apposta per attirare sulla scienza le solite accuse di aridità e di ossessione quantitativa. È difficile però contestare il fatto che gran parte di ciò che sappiamo del mondo (e di noi stessi) scaturisce in ultima analisi proprio da operazioni di misura.

 

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Il Fatto Quotidiano · 20 magg. 2019  

Italo Calvino dixit: “C’era un Paese fondato sull’illecito..." 

NANDO DALLA CHIESA

 

Nando Benigno o Cristiana Zanetti a Milano, Armida Filippelli a Napoli, Loredana Japichino o Pia Blandano o Vito Mercadante a Palermo, Raffaella Argentieri a Brindisi. Nomi che sbalzano fuori da questa grande storia collettiva insieme a tanti altri, con barbe color carbone, lunghe trecce o capelli candidi, e che certo ingiustamente qui privilegio per solo impulso di memoria rispetto ai moltissimi possibili. Con generazioni intere di studenti che li hanno seguiti e ascoltati, hanno letto e scritto, fatto gemellaggi con altre scuole, sentito e applaudito testimoni.

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Focus19 maggio 2019

Che cosa hanno in comune i bambini e gli scienziati?

I. P.

 

I metodi di apprendimento. I bambini piccoli imparano in modo molto simile agli scienziati: formulano ipotesi e le mettono alla prova, fanno esperimenti, analizzano le proprie scoperte e imparano dalle azioni altrui. Una ricerca dell'Università della California a Berkeley ha dimostrato che i piccoli imparano a usare modelli probabilistici e li utilizzano per fare previsioni.

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Corriere della Sera · 17 magg. 2019

Amo i miei alunni, nonostante tutto... Diario (sincero) di una maestra
Corrado Stajano

 

Povera maestra che insegnà per più di 40 anni nelle scuole materne ed elementari d'Abruzzo e odiava e amava i bambini, cissà. Scrisse un diario che dopo la sua morte una sua nipote ritrovò in un cassetto di casa. Aveva annotato, forse la notte, quel che pensava di questo o di quell'altro dei suoi scolari e ne assolveva pochi.

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Corriere 16 maggio 2019

L'economia dimenticata

Dario di Vico

 

In diversi Paesi vcome l'Italia il problema legato all'insoddisfazione nasce da una generaleinefficeienza delle istituzioni e dal malcostume diffuso del ceto politico. A pochi giorni dal voto europeo le ragioni dell'economia sono tornate prepotentemente in primo piano. E' accaduto non per la capacità dei partiti di governo di raccontare la verità agli elettori e per l'abilità delle forze di opposizione e delle parti sociali di riscrivere l'agenda delle priorità dell'esecutivo...

 

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Rocca 15 maggio 2019

Le ragioni scientifiche di Greta

Pietro Greco

 

Lasciamo perdere i costi che ammonteranno ad (appena) lo 0,15% del PIL dell'Unione Europea. Ma gli obiettivi vincolanti di riconversione energetica per contrastare i cambiamenti del clima che, nero si bianco, si sono dati i 27 + 1 paesi del Veccio continente che si riconoscono nella Commissione di Bruxelles sono piuttosto ambiziosi. Anzi sono gli obiettivi più ambiziosi a scla planetaria: riduzione del 40 % delle emissioni gas serra rispetto ai livelli di riferimento del 1990...

 

 

 

 

Corriere della Sera · 12 magg. 2019

Sa perché Mani Pulite è finita? 
Maurizio Giannattasio

Quando sono emerse le corruzioni del cittadino comune, il vigile o l’ispettore del lavoro, sono sparite le prove Cambiare è complicato perché vediamo le regole come un mezzo per imporre l’obbedienza: guardiamo molto. La prima cosa da fare è individuare il campo dove operare. E' quello educativo. In secondo secondo luogo è necessario conformare l'educazione al principio informatore della nuova organizzazione sociale. Non è semplice perché siamo imbevuti di cultura verticale e continuiamo a educare secondo il relativo schema.

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Corriere della Sera · 12 magg. 2019

Abbiamo perso sulla corruzione: tocca ai ragazzi
Maurizio Giannattasio

 

L'ex magistrato di Mani Pulite, il giudice della scoperta della P2 e del delitto Ambrosoli, il pm di processi Imi-sir/lodo Mondadori/sme. Un uomo che ha fatto tremare i potyenti. Ma il Gherardo Colombo che viene incontro è spiazzante. Ha appena fatto la spesa al supermercato e si presenta con tre sporte in mano. 

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Corriere della sera 9 maggio 2019
Ocse, Italia bocciata in competenze digitali: «Mancano le basi»
Il rapporto: «Impreparati ad affrontare le sfide della digitalizzazione». A rischio molti posti di lavoro. Lacune tra gli insegnanti: 3 su quattro hanno bisogno di formazione
Antonella De Gregorio

 

Voto «zero». Non abbiamo le competenze di base per «sopravvivere» nel mondo digitale. Una bocciatura senza mezzi termini quella che arriva dall’Ocse che nel rapporto «Skills Outlook 2019 - Thriving in a digital world» ci mette al fianco di Cile, Grecia, Lituania, Slovacchia e Turchia, sotto l’etichetta «gruppo con il ritardo digitale più consistente», impreparato ad affrontare le sfide della digitalizzazione. . Le lacune che, scrive l’Ocse, «si notano sia come individui che come lavoratori», impediscono alla popolazione italiana di prosperare nel mercato e nei mestieri legati allo sviluppo tecnologico.

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Corriere della Sera · 5 magg. 2019

Il pianeta può farcela Ma Greta non basta
ANTONIO MASSARUTTO

 

Abbiamo già tecnologie pr produrre gli stessi beni usando un quinto delle risorse. Per introdurlo servono difficili decisioni politiche. Nel bel libro "L'economia della ciambella" (ed. Ambiente, 2017) Kate Ratworth immagina il futuro dell'economia come due cerchi concentrici. Quello interno, la "base sociale",  definisce i bisogni: che non sono solo lo stretto indispensabile per sopravvivere, ma tutto quanto serve per una esistenza dignitosa e appagante. Ciò che l'ONU ha affermato essere il diritto di ogni cittadino del mondo. Quello esterno, il "tetto ambientale" è definito dai confini planetari...

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Corriere 3 maggio 2019
Uno studente su tre esce dalle medie senza sapere leggere, scrivere e far di conto
Gianna Fregonara
 

In base agli ultimi dati Invalsi solo il 65 per cento dei ragazzi delle medie ha un livello sufficiente di italiano, ancora di meno in matematica (59,9%). Ma le differenze tra regioni sono molto elevate. Bene il Nord Est

Terza media, solo due studenti su tre sono sufficienti. Come è possibile che, con una percentuale praticamente del 100 per cento di promossi in terza media, al test Invalsi di italiano ottengano la sufficienza piena soltanto il 65,6 per cento degli studenti? Va addirittura peggio in matematica dove i «promossi», cioè coloro a cui è riconosciuto un livello di competenze matematiche sufficiente o più alto, sono il 59,9 per cento. Il dato, pubblicato dall’Invalsi a luglio 2018, è stato rilanciato nei giorni scorsi dal Rapporto Istat «SDGs 2019. Informazioni statistiche per l’Agenda 2030 in Italia», nel capitolo dedicato al quarto «goal» dell’agenda, quello per una educazione di qualità per tutti: un obiettivo che - a leggere i risultati degli alunni italiani nelle prove Invalsi - è ancora molto lontano, viste le enormi disparità regionali e di genere registrate nei test e le drammatiche sacche di povertà educativa persistenti nel nostro Paese.

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la Repubblica 3/5/2019 COMMENTI
La scuola: Come si cresce senza i limiti
Michela Marzano


Le sanzioni non hanno più alcun valore educativo? È quanto sembrano suggerire i nostri parlamentari visto che ieri, in nome del patto educativo scuola- famiglia, la Camera ha deciso di abrogare alcuni articoli del Regio Decreto 1297 del 1928, che era ancora in vigore per le scuole elementari. D’ora in poi, niente più ammonizioni, niente più note sul registro con comunicazione ai genitori, niente più sospensioni. Per educare i bambini, spiegano in molti, basta d’altronde convincerli, prendendo in considerazione le loro caratteristiche psicologiche, magari convocando i genitori e risolvendo i problemi insieme a loro. Inutile avere in testa un modello ormai anacronistico della scuola. Non siamo d’altronde tutti d’accordo col fatto che è solo coinvolgendo i più piccoli, e aiutandoli a capire i propri errori, che si può poi sperare che crescano consapevoli delle proprie potenzialità e diventino autonomi?

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“Corriere della Sera” del 30 aprile 2019

Solitudine Globale
Mauro Magatti


Se è il World Economic Forum nel suo Global Risk Report 2019 a inserire la questione della «sostenibilità umana» tra i principali rischi a cui sono esposte le società contemporanee, c’è davvero da riflettere e preoccuparsi. I sintomi della crescente «fatica di vivere» sono ormai numerosi e provengono da fonti molto diverse. L’indice elaborato dal Pew Research Institute sulla natura positiva o negativa delle esperienze quotidiane segna un peggioramento costante negli ultimi anni. Nel 2017, quattro intervistati su dieci (la ricerca è internazionale) ammettono di vivere con molte preoccupazioni e stress; 3 su 10 di dover fare i conti col dolore fisico associato a malattie di diverso tipo; 2 su 10 di provare rabbia.

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 “Trentino” del 30 aprile 2019

Gli insegnanti devono ribellarsi a questo sistema
intervista a Goffredo Fofi a cura di Paolo Morando

Trovatene un altro come Goffredo Fofi, che a 82 anni ancora batte l'Italia in lungo e in largo nelle sue mille vesti di saggista, critico letterario e cinematografico, direttore di riviste, attivista culturale appassionato e instancabile. Dopodomani, 2 maggio, sarà a Trento, alle 17.30 alla Biblioteca comunale nell'ambito del ciclo di incontri di "Passioni pedagogiche". Interverrà su "Educazione e intervento sociale: che fare?". E da fare, secondo Fofi, ci sarebbe davvero moltissimo.

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la Repubblica 26/4/2019
Cappuccetto Rosso maestra di empatia liberaci tu dal lupo
ALBERTO MANGUEL


Lo scrittore argentino svela le letture che lo hanno messo a contatto con la gioia e il dolore degli altri. Dal libro “Cuore” alle avventure di Jane Eyre e Anna Karenina. Ecco come la letteratura diventa una palestra di emozioni Uno dei memorabili classici per l’infanzia della mia generazione (che ha già superato il limite dei settant’anni che ci consente la Bibbia) è Cuore di Edmondo de Amicis, autore ottocentesco oggi piuttosto dimenticato. L’episodio del libro che ha avuto più impatto in Argentina si intitola Dagli Appennini alle Ande e racconta di un bambino genovese che, per andare a cercare sua madre finita a fare la domestica in Argentina, attraversa l’Atlantico e poi viaggia fino alle pendici della cordigliera andina. Ricordo le mie ripetute letture di questa storia, ricordo di aver pianto ogni volta, ricordo che dopo aver chiuso il libro mi
chiedevo, singhiozzando, se sarei mai stato capace di un’avventura così rischiosa per andare a cercare mia madre se fosse improvvisamente scomparsa.

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“la Repubblica” del 24 aprile 2019

La mia nuova resistenza
Liliana Segre

Per me il 25 aprile del 1945 non fu il giorno della Liberazione. Non poteva esserlo perché io quel giorno ero ancora prigioniera nel piccolo campo di Malchow, nel Nord della Germania. C’era un grande nervosismo da parte dei nostri aguzzini, ma non sapevamo nulla di quel che accadeva in Europa. A darci qualche notizia furono dei giovani francesi prigionieri di guerra mentre passavano davanti al filo spinato. «Non morite adesso!», scongiurarono alla vista delle disgraziate ombre che eravamo. «Tenete duro. La guerra sta per finire.

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Corriere della Sera · 23 apr. 2019

L’amicizia è vita che scorre dentro di te

Raffaele La Capria

 

Elogio di un sentimento che rimane intenso anche a distanza di molto tempo. Ha meno sussulti dell'amore. Sa nutrirsi anche della ragione e dona insegnamenti preziosi. E' un bellissimo sentimento, uno scambio più ricco, la vita che scorre dentro di te.

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il Corriere 23 aprile 2019

Istruzione, una crisi di fiducia Ecco perché la scuola è affaticata

Jessica Chia

 

Scuola e Università oggi in Italia sono "affaticate". Per capire il quadro dell'istruzione del nostro Paese. il nuovo numero de la "lettura", il #386 in edicola, raccoglie nelle 4 pagine iniziali la testimonianza di chi lavora ogni giorno negli atenei e negli istituti.

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La Stampa 21  aprile 2019

Dietro le quinte di Lessico familiare

Marco Piccolino

 

Di Giuseppe Levi, grande studioso di anatomia e precursore delle tecniche moderne dell'indagine biologica, cominciamo ora a sapere molto, soprattutto per l'interesse che negli ultimi decenni la sua
figura ha richiamato da due diverse direzioni. Da quella scientifica, perché- oltre alle sue importanti scoperte personali- egli ha avuto il merito di avviare alla ricerca vari scienziati, tra cui tre premi Nobel
(Renato Dulbecco, Rita Levi-Montalcini e Salvador Luria).

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il Corriere 23 aprile 2019

Scienze e politica vittime della reciproca

Massimiano Bucchi

 

Negli ultimi tempi soprattutto nella relazione a temicome la vaccinazione e il clima, si è parlato di crisi di fiducia nella scienza e addirittura di un sempre più diffuso "antiscientismo". Provoamo a fare un po' di chiarezza. In realtà i dati nazionali e internazionali (osservatorio scienza tecnologia e cìsocietà, Eurobarometro, Pew center negli USA) smentiscono questa impressione per quanto riguarda la società.

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20/4/2019 la Repubblica L’AMACA
Come i calli sulle mani
Michele Serra


Michela Murgia, donna tosta e donna di popolo (popolo sardo: meglio non litigarci) ha steso con un uppercut il Salvini, e il colpo, bene assestato, merita il replay. Lui oppure gli impiegatini di partito che gli curano i social avevano scritto della Murgia che è "radical-chic", il monocorde epiteto che la povera destra italiana (povera di linguaggio) affibbia a chiunque non le garbi.

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“Avvenire” del 20 aprile 2019

Il bello dei «nativi digitali» che vogliono salvare il pianeta
di Adriano Fabris*

La nuova coscienza ambientale nella società ipertecnologica. I giovani cresciuti a tablet e smartphone vivono e condividono il presente virtuale ma rivelano un reale bisogno di futuro. Forse più della generazione 'figlia' della tv. Sono sempre di più in Italia, in Europa e nel mondo i ragazzi che manifestano per ricordare ai governanti dei rispettivi Paesi, ma anche a tutti noi, che non c’è più molto tempo se vogliamo intervenire davvero sui cambiamenti climatici, invertendone la tendenza. Bisogna fare qualcosa –dicono – e velocemente. Bisogna agire subito, se si vuol lasciare alle future generazioni un ambiente che possa essere abitato allo stesso modo in cui lo stiamo abitando noi. È anche questa una questione di giustizia: di giustizia intergenerazionale. Questi ragazzi sono parte in causa e perciò sono legittimati a intervenire.

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il Venerdì di Repubblica 20 aprile 2019

L'impresa che osa è patria del ribelle

Intervista di Luisa Grion

 

Sfidano il conformismo. Superano i ruoli. Sono curiosi. Dipendenti così, dice l'economista Francesca Gino, fanno grandi le aziende. E talvolta cambiano il mondo. 

Piantagrane, rompiscatole, elementi destabilizzanti da isolare: è cosi che nella maggior parte dei casi sono percepiti i ribelli. Chi rompe le regole ne paga le conseguenze. in famiglia come fra gli amici, figurarsi in una azienda. E, invece. sprecare tale energia è un errore imperdonabile. Per questo Francesca Gino - quarant'anni, economista laureata a Trento, specializzata al Sant'Anna di Pisa e oggi docente alla Harvard Business School di Boston - ai cosi poco amati bastian contrari ha dedicato addirittura un libro, Talento ribelle. Ovvero: chi sfida lostatus quo migliora anche te, digli di non smettere.

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Il Sole 24 Ore 13 APRILE 2019

Tecnologie e meno formalismi per la pubblica amministrazione

Gianfilippo Cuneo

 

A Torino un ragazzo è stato ucciso da un delinquente che avrebbe dovuto essere in galera. Una aberrazione simile è superata solo in assurdità dalla autoassoluzione fatta in televisione dal
Presidente della Corte di Appello: non è colpa sua se il delinquente non è stato tratto in prigione, mancavano i cancellieri!

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Corriere della Sera · 16 apr. 2019

Nuovo ruolo per l'Europa puntando sull'ambiente
Francesco Grillo

 

Clima e politica, l'Unione potrebbe essere l'istituzione capace di traghettarci in un futuro più pulito superando i ricatti che hanno definito un secolo definito 19 anni fa. Pragmatismo per ritrovare consenso e prospettive la UE dovrebbe consentrarsi sull'ambiente.

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Il Fatto Quotidiano · 16 apr. 2019

Deproducers, musica al servizio della scienza
DILETTA PARLANGELI

 

Se l'intera storia dell'universo fosse compressa nell'arco di un anno terrestre- così l'astronomo americano Cari Sagan intese il suo "calendario cosmico" -l'Homo sapiens farebbe la sua comparsa, giocandosi il tutto per tutto, nell'ultima mezzora (scarsa) del 31 dicembre.

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Il Sole 24 Ore 13 APRILE 2019

Più flessibilità per più lavoro femminile

Paola Profeta


L’Italia è 118esima su 149 Paesi. È questa la posizione del nostro Paese nell’ultima classifica annuale del World economic forum che misura le differenze tra uomini e donne nella partecipazione
e opportunità economiche. Disuguaglianze che ben conosciamo e su cui si è sviluppato un sano e fertile dibattito nell’ultimo decennio. Dibattito che oggi sembra più spento che in passato, quasi
rassegnato e stanco nel ripetere le stesse osservazioni, per ritrovarsi poi sempre in fondo alla classifica. Ma proprio oggi è più che mai necessario tutelare i risultati raggiunti, evitare pericolosi passi indietro e provare a continuare a innovare.

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Corriere della Sera · 16 apr. 2019

La forza della parola contro il degrado
Dacia Maraini

 

La tendenza al degrado della dttà di Roma che precede e simboleggia un degrado più ampio e ramtflcato In tutta la penisola, s1 manifesta In tanti. modi: l'Incuria In cui sono lasciate le
strade, l mezzi. pubblicl che bruciano come fossero scatole di ftammtfert, le buche nelle strade, n disordine del traffico che non viene regolato e controllato, l cassonetti che debordano
di rifiutl, gli alberi caduti. che nessuno rimuove, Intere zone della dttà abbandonate a se stesse. Ma c'è un altro degrado che riguarda tutto il Paese, che fa la spia all'imbarbarimento
della vita quotidiana, ed è il linguagglo.

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Corriere della Sera · 17 apr. 2019

La crisi della formazione e i segnali di decadenza

Gerardo Villanacci

 

Con la recente analisi sull'Italia, l'OCSE oltre a rappresentare un Paese che finirà il corrente anno in recessione annuncia l'aumento del deficit prevedendone il superamento della soglia del 2,5 % e del debito pubblico che oltrepasserà il 134%. Prospettive che minano significativamente il buonumore poiché se anche soltanto in parte le previsioni dell'OCSE dovessero attuarsi, le conseguenze sarebbero esiziali in quanto andrebbero ad aggravare le già  fortemente fragili condizioni sociali ed economiche e quelle del mercato del lavoro.

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la Repubblica 17/4/2019
L’urlo di Jane "Serve più generosità per salvare il mondo"
PIETRO DEL RE


Incontro con la Goodall. A 84 anni l’etologa è perennemente in viaggio per seguire i progetti della sua fondazione. "Le scelte individuali hanno enormi conseguenze a livello globale".
Nel corso della sua lunga vita l’etologa Jane Goodall ha visto sciogliersi i ghiacci del Kilimangiaro, massacrare elefanti e rinoceronti nelle savane africane e deforestare la "sua" giungla equatoriale, quella attorno al lago Tanganika, in Tanzania, dove agli inizi degli anni Sessanta cominciò a studiare il comportamento degli scimpanzé. « Ma il mondo è profondamente cambiato anche nel Sud dell’Inghilterra, dove quand’ero bambina al tramonto si sentiva soltanto il magico cinguettio di quei passerotti che oggi non ci sono più » , dice la Goodall, che a 84 anni, per seguire i tanti progetti della sua fondazione, tutti mirati a salvare
il pianeta, viaggia ancora trecento giorni l’anno.

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Il Fatto Quotidiano · 11 apr. 2019 · 16 

Vi spiego cosa sono i buchi neri (ce n’è uno nella nostra galassia)
VIRGINIA DELLA SALA


Amedeo Balbi , astrofisico, racconta cosa sifgnifica quella scoperta "fotografata" a 55 milioni di anni luce da noi. La foto attesa è arrivata, l'immagine di un buco nero, risultato di un progetto internazionale Event Horizon Telescope, al quale l'Italia ha partecipato con l'Istituto nazionale di Astrofisica e Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. La materia è difficile, ma talmente affascinante da nonl poter sesere ignorata.

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La Stampa del 10 aprile 2019

La sua povertà culturale è imbarazzante La diversità è ricchezza
intervista a Franco Lorenzoni, a cura di Nadia Ferrigo

È un maestro elementare e insegna a Giove, in Umbria. Franco Lorenzoni nel 1980 ha fondato la Casa-laboratorio di Cenci, un centro di sperimentazione educativa. Il suo ultimo libro è “I bambini
ci guardano”, edito da Sellerio, dove racconta la fatica di educare in un contesto sociale sempre più avvelenato da razzismi, diffidenza e mediocrità. 

Prima gli italiani, sottolinea il ministro dell’Istruzione Bussetti. Ma metterli “per primi”, può essere in qualche modo un bene? «Purtroppo la povertà culturale del ministro è imbarazzante. Come insegnante, non posso nemmeno pensare di dare la priorità a qualcuno in classe. E poi una classe disomogenea è una classe più ricca. Costa fatica, ci sono difficoltà di lingua e diversi riferimenti culturali, ma è una grande opportunità. Io credo che nei prossimi decenni avremo bisogno di milioni di immigrati».

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la Repubblica, 13 aprile 2019

La nostra scuola non educa

Umberto Galimberti

 

 

perché non è in grado di seguire i processi emotivi e sentimentali degli studenti attraverso i quali si forma un uomo
……. La scuola non dovrebbe riempirsi di strumenti tecnologici, computer, lavagne luminose, registri digitali, perché non si è all'altezza del nostro tempo grazie all'uso delle macchine, ma grazie alla cultura. Il fine della scuola, intatti, non è la competenza tecnologica che gli studenti già possiedono in abbondanza e meglio dei loro professori, ma la formazione dell'uomo che necessita dì educazione.

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COMMENTI la Repubblica 5/4/2019
Le periferie degli umiliati
Benedetta Tobagi


Il pregiudizio è antico, e il raggio dell’ostilità si estende ben oltre le periferie povere. « I rom sono l’anello debole della catena migratoria, sono molto disprezzati. Del bambino nero dicono tutti “Com’è bellino!”. Il bambino rom, no. Lo identificano con la sporcizia, il furto, la menzogna. I pregiudizi sono enormi » , mi spiegava, tempo fa, una dirigente scolastica del quartiere Barra, a Napoli, area poverissima e ad alta densità camorrista, la cui scuola (inattesa oasi felice dentro un brutto parallelepipedo prefabbricato) aveva nel bacino d’utenza un grande insediamento nomadi; «lavoro con gli immigrati da vent’anni, le difficoltà che abbiamo nei confronti dei rom non le ho mai trovate verso altri».

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COMMENTI la Repubblica 6/4/2019
Gli aiuti alle mamme
I mille giorni decisivi per i bambini
Chiara Saraceno


Le disuguaglianze sociali colpiscono già alla nascita e proseguono nell’infanzia, con conseguenze per tutta la vita. Incidono sulle condizioni di salute con cui si viene al mondo, sulle chances di sopravvivenza nel primo anno di vita. Come mostrano ricerche fatte nei paesi sviluppati rispetto ai bambini nati da genitori non poveri, quelli nati da genitori poveri hanno probabilità quasi doppie di nascere sotto peso e di morire nel primo anno di vita, e doppie di sperimentare una breve ospedalizzazione nel primo anno di vita. È un fenomeno presente anche in Italia, paese che pure ha un tasso di mortalità infantile tra i più bassi al mondo, al di sotto dei tre per mille nati. Esiste, infatti, un persistente, anche se in diminuzione, divario tra le regioni più ricche del Centro-Nord (2,4 per mille) e quelle del Mezzogiorno (3,4 per mille).

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la Repubblica 8/4/2019

Così il populismo salta la mediazione politica

Massimo Recalcati


"Le dieci bugie", un saggio di Alessandro Barbano Il populismo è una malattia dell’identità, sostiene Alessandro Barbano nel suo Le dieci bugie. Buone ragioni per combattere il populismo, edito recentemente da Mondadori. Questa diagnosi ha come presupposto la radicale avversione del populismo alla politica in quanto arte che compone gli interessi e i soggetti molteplici della vita della polis. I populisti in generale e quelli nostrani in particolare — di cui il governo giallo verde è massima espressione — hanno deciso di optare per la soppressione di ogni tipo di compromesso nel nome della volontà del popolo o dei cittadini. Un "lessico propagandistico" prende il posto del difficile compito della mediazione politica perseguendo la cattura, a qualunque mezzo, del consenso elettorale. Il pensiero necessariamente lungo della politica — come
ricordava Enrico Berlinguer — si schiaccia sull’immediatezza, ovvero su quell’altra malattia particolare del populismo che Barbano chiama "consensite": la ricerca del consenso prima di ogni altra cosa. Il suo maggiore sintomo è il "presentismo" che toglie ogni respiro alla politica e che "agisce", senza alcuna elaborazione simbolica, un vissuto diffuso di "tradimento".

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Corriere della Sera · 2 apr. 2019 

La forza della famiglia è quella di cambiare
Dacia Maraini

 

"Se ci fosse una cultura che riflettesse gli interessi veri delle donne, l'aborto non esisterebbe affatto. Invece è diventata una bandiera, anche se misera, per rivenicare un minimo di libertà in un mondo di proibizioni e limitazioni. Una bandiera stracciata, da schiave, una bandiera dolorosa che comporta una violenza contro il loro stesso corpoe l'interruzione di un progetto di vita."

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Lettera aperta al Presidente della Repubblica
Domenico Chianese e Patrizia Montagner, psicoanalisti della SPI, intercettando il profondo sentimento di molti membri della Società Psicoanalitica Italiana di far sentire la propria opinione sulle vicende riguardanti i Migranti che stanno avvenendo nel nostro Paese, hanno proposto di inviare una lettera aperta al Presidente della Repubblica su questo argomento. Il Gruppo di Geogra??e della Psicoanalisi e gran parte del Gruppo PER (Psicoanalisti Europei per i Rifugiati) insieme ad altri membri della SPI, hanno collaborato alla stesura di un testo comune che vi proponiamo. A questo appello umanitario hanno risposto in modo convinto e
preoccupato tantissimi psicoanalisti. Le ??rme raccolte sono state in totale 612 e la lettera è stata inviata al Presidente della Repubblica il 2 febbraio 2019.
(Daniela Battaglia)


Lettera aperta al Presidente della Repubblica
Noi tutti, firmatari di questa lettera, siamo psicoanalisti appartenenti alla storica Società Psicoanalitica Italiana (SPI), componente dell’International Psychoanalytical Association (IPA), della quale fanno parte società psicoanalitiche di tutto il mondo. Molti di noi fanno parte di un gruppo denominato PER (Psicoanalisti Europei Per i Rifugiati), con il quale la SPI ha inteso raccogliere le esperienze di molti psicoanalisti che
già da anni operano su tutto il territorio nazionale nel settore della migrazione.

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la Repubblica COMMENTI La demografia 8/4/2019
L’Africa del tesoro
Alessandro Rosina


Per tutta la storia dell’umanità la popolazione del pianeta è rimasta abbondantemente sotto il miliardo di abitanti. Tale soglia è stata superata con l’entrata nel XIX secolo. Ad inizio del XX siamo saliti oltre il miliardo e mezzo. Siamo poi entrati nel XXI superando i sei miliardi. Ad inizio del XXII potremmo trovarci sopra gli 11 miliardi. Quanto cresceremo in questo secolo dipenderà soprattutto dall’Africa. Prima di preoccuparci e capire come gestire questa crescita, va precisato che la popolazione aumenta per un motivo positivo, ovvero per la riduzione continua della mortalità rispetto agli elevati rischi del passato. 

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CULTURA la Repubblica 8/4/2019
Già Stuart Mill smontò l'idea della famiglia naturale
Nadia Urbinati


Centocinquanta anni fa, nel 1869, John Stuart Mill dava alle stampe La soggezione delle donne (The Subjection of Women). Il testo era pronto per la pubblicazione già nel 1861. Ma il suo autore era consapevole che gli argomenti proposti nel libro erano  così radicali per la società del tempo che se non accompagnati da una propaganda politica adeguata sarebbero caduti in un terreno arido, con l’effetto di compromettere invece che aiutare la causa femminile. Tra il 1861 e il 1869 importanti eventi internazionali accaddero che incisero sull’opinione publica: la nascita di movimenti emancipazionisti in diversi paesi, la petizione firmata da 1.446 donne inglesi per il diritto di voto, e infine la proposta di legge sul suffragio femminile che Mill stesso presentò alla Camera dei Comuni nel 1867, appena eletto deputato.

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 “Il Foglio” del 4 aprile 2019

Non lo dice la scienza
colloquio con Franco Prodi a cura di Umberto Minopoli

Al professor Franco Prodi, fisico e climatologo di fama internazionale, chiediamo di tornare sulle recenti manifestazioni sui cambiamenti climatici. Lui ha dichiarato, pubblicamente, una posizione particolare su di esse: “Giusta la protesta dei ragazzi contro il deterioramento ambientale ma cause e prospettive dei cambiamenti ambientali sono ancora da decifrare”. Gli chiediamo di illustrare il significato di questa prudenza.
Il professor Prodi inizia dalla sua esperienza di esperto alle prese con l’approccio che l’opinione pubblica ha avuto, in queste settimane, col fenomeno delle proteste ambientali.

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Corriere della Sera · 31 mar. 2019

Con il terrapiattismo non c'è molto da ridere
Roger Abravanel 

 

La settimana scorsa il bravo Gramellini ha scrtto un pezzo su questo quotidiano dal titolo "Terra piatta capoha", nel quale ha raccontato lo strano episodio di quatytro distinti signori che a Pavia si sono rifiutati di pagare il biglietto dell'intercitisostemendo di appartenere a uno Stato globale che rinonosce che la Terra è piatta e non rotonda e di rifiutare quindi le regole dello stato italiano.

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COMMENTI Il Sole 24 Ore 29 MARZO 2019
Crescita e sostenibilità - se l’economia genera benessere non solo materiale

Leonardo Becchetti


La frontiera della ricerca economica da tempo sta spingendosi oltre i limiti angusti di una visione di persona, impresa e valore che non solo non ci aiutano a interpretare correttamente la realtà, ma sono anche controproducenti per le aspirazioni di cittadini, imprese e istituzioni. Il premio Nobel per l’Economia Amartya Sen ama definire l’homo oeconomicus (colui che fa coincidere la propria felicità con la crescita delle proprie dotazioni monetarie) come un «folle razionale» o un «idiota sociale». Non si tratta di insulti a buon mercato, ma di definizioni scientifiche. La vita è fatta di dilemmi sociali (quelli catturati dagli schemi teorici del dilemma del prigioniero e del gioco della fiducia). Dobbiamo costruire famiglie, imprese, organizzazioni (unioni di stati come in Europa) con partner di cui non possiamo calcolare in anticipo le mosse in un’area grigia non coperta da norme legali e sanzioni. La fiducia può creare cooperazione e moltiplicare la nostra capacità di fare, ma è un rischio. E viene spesso paralizzata dalla paura di abuso della controparte.