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Sui quotidiani e periodici 2019 aprile, maggio, giugno

Sui quotidiani e periodici 2019

 

aprile, maggio, giugno 

 

giornali e periodici 2019 apr mag giu 

L'informazione domina il mondo, molti giornali divengono sempre più grandi e zeppi di notizie tanto da rendere impossibile la loro completa lettura. Questa sezione si  propone di   fornire un aiuto mirato agli interessati di scienza, divulgazione e formazione che possono ritrovare in questa  pagina  articoli che giudichiamo degni di  essere   letti e meditati e   sono sfuggiti alla loro attenzione.

Sarà inoltre possibile accogliere suggerimenti dei lettori e contribuire a sostenere eventuali discussioni e riflessioni che possono scaturire.

 

 

 

 

Buona lettura Ermenegildo Carro

 

Sui quotidiani e periodici 2019 gennaio, febbraio, marzo - Sui quotidiani e periodici 2018

 

 

 

 


 

Le periferie degli umiliati # Gli aiuti alle mamme # Così il populismo salta la mediazione politica # La forza della famiglia è quella di cambiare # Lettera aperta al Presidente della Repubblica # L’Africa del tesoro # Già Stuart Mill smontò l'idea della famiglia naturale Non lo dice la scienza  #  Con il terrapiattismo non c'è molto da ridereCrescita e sostenibilità

 


COMMENTI la Repubblica 5/4/2019
Le periferie degli umiliati
Benedetta Tobagi


Il pregiudizio è antico, e il raggio dell’ostilità si estende ben oltre le periferie povere. « I rom sono l’anello debole della catena migratoria, sono molto disprezzati. Del bambino nero dicono tutti “Com’è bellino!”. Il bambino rom, no. Lo identificano con la sporcizia, il furto, la menzogna. I pregiudizi sono enormi » , mi spiegava, tempo fa, una dirigente scolastica del quartiere Barra, a Napoli, area poverissima e ad alta densità camorrista, la cui scuola (inattesa oasi felice dentro un brutto parallelepipedo prefabbricato) aveva nel bacino d’utenza un grande insediamento nomadi; «lavoro con gli immigrati da vent’anni, le difficoltà che abbiamo nei confronti dei rom non le ho mai trovate verso altri».

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COMMENTI la Repubblica 6/4/2019
Gli aiuti alle mamme
I mille giorni decisivi per i bambini
Chiara Saraceno


Le disuguaglianze sociali colpiscono già alla nascita e proseguono nell’infanzia, con conseguenze per tutta la vita. Incidono sulle condizioni di salute con cui si viene al mondo, sulle chances di sopravvivenza nel primo anno di vita. Come mostrano ricerche fatte nei paesi sviluppati rispetto ai bambini nati da genitori non poveri, quelli nati da genitori poveri hanno probabilità quasi doppie di nascere sotto peso e di morire nel primo anno di vita, e doppie di sperimentare una breve ospedalizzazione nel primo anno di vita. È un fenomeno presente anche in Italia, paese che pure ha un tasso di mortalità infantile tra i più bassi al mondo, al di sotto dei tre per mille nati. Esiste, infatti, un persistente, anche se in diminuzione, divario tra le regioni più ricche del Centro-Nord (2,4 per mille) e quelle del Mezzogiorno (3,4 per mille).

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la Repubblica 8/4/2019

Così il populismo salta la mediazione politica

Massimo Recalcati


"Le dieci bugie", un saggio di Alessandro Barbano Il populismo è una malattia dell’identità, sostiene Alessandro Barbano nel suo Le dieci bugie. Buone ragioni per combattere il populismo, edito recentemente da Mondadori. Questa diagnosi ha come presupposto la radicale avversione del populismo alla politica in quanto arte che compone gli interessi e i soggetti molteplici della vita della polis. I populisti in generale e quelli nostrani in particolare — di cui il governo giallo verde è massima espressione — hanno deciso di optare per la soppressione di ogni tipo di compromesso nel nome della volontà del popolo o dei cittadini. Un "lessico propagandistico" prende il posto del difficile compito della mediazione politica perseguendo la cattura, a qualunque mezzo, del consenso elettorale. Il pensiero necessariamente lungo della politica — come
ricordava Enrico Berlinguer — si schiaccia sull’immediatezza, ovvero su quell’altra malattia particolare del populismo che Barbano chiama "consensite": la ricerca del consenso prima di ogni altra cosa. Il suo maggiore sintomo è il "presentismo" che toglie ogni respiro alla politica e che "agisce", senza alcuna elaborazione simbolica, un vissuto diffuso di "tradimento".

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Corriere della Sera · 2 apr. 2019 

La forza della famiglia è quella di cambiare
Dacia Maraini

 

"Se ci fosse una cultura che riflettesse gli interessi veri delle donne, l'aborto non esisterebbe affatto. Invece è diventata una bandiera, anche se misera, per rivenicare un minimo di libertà in un mondo di proibizioni e limitazioni. Una bandiera stracciata, da schiave, una bandiera dolorosa che comporta una violenza contro il loro stesso corpoe l'interruzione di un progetto di vita."

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Lettera aperta al Presidente della Repubblica
Domenico Chianese e Patrizia Montagner, psicoanalisti della SPI, intercettando il profondo sentimento di molti membri della Società Psicoanalitica Italiana di far sentire la propria opinione sulle vicende riguardanti i Migranti che stanno avvenendo nel nostro Paese, hanno proposto di inviare una lettera aperta al Presidente della Repubblica su questo argomento. Il Gruppo di Geogra??e della Psicoanalisi e gran parte del Gruppo PER (Psicoanalisti Europei per i Rifugiati) insieme ad altri membri della SPI, hanno collaborato alla stesura di un testo comune che vi proponiamo. A questo appello umanitario hanno risposto in modo convinto e
preoccupato tantissimi psicoanalisti. Le ??rme raccolte sono state in totale 612 e la lettera è stata inviata al Presidente della Repubblica il 2 febbraio 2019.
(Daniela Battaglia)


Lettera aperta al Presidente della Repubblica
Noi tutti, firmatari di questa lettera, siamo psicoanalisti appartenenti alla storica Società Psicoanalitica Italiana (SPI), componente dell’International Psychoanalytical Association (IPA), della quale fanno parte società psicoanalitiche di tutto il mondo. Molti di noi fanno parte di un gruppo denominato PER (Psicoanalisti Europei Per i Rifugiati), con il quale la SPI ha inteso raccogliere le esperienze di molti psicoanalisti che
già da anni operano su tutto il territorio nazionale nel settore della migrazione.

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la Repubblica COMMENTI La demografia 8/4/2019
L’Africa del tesoro
Alessandro Rosina


Per tutta la storia dell’umanità la popolazione del pianeta è rimasta abbondantemente sotto il miliardo di abitanti. Tale soglia è stata superata con l’entrata nel XIX secolo. Ad inizio del XX siamo saliti oltre il miliardo e mezzo. Siamo poi entrati nel XXI superando i sei miliardi. Ad inizio del XXII potremmo trovarci sopra gli 11 miliardi. Quanto cresceremo in questo secolo dipenderà soprattutto dall’Africa. Prima di preoccuparci e capire come gestire questa crescita, va precisato che la popolazione aumenta per un motivo positivo, ovvero per la riduzione continua della mortalità rispetto agli elevati rischi del passato. 

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CULTURA la Repubblica 8/4/2019
Già Stuart Mill smontò l'idea della famiglia naturale
Nadia Urbinati


Centocinquanta anni fa, nel 1869, John Stuart Mill dava alle stampe La soggezione delle donne (The Subjection of Women). Il testo era pronto per la pubblicazione già nel 1861. Ma il suo autore era consapevole che gli argomenti proposti nel libro erano  così radicali per la società del tempo che se non accompagnati da una propaganda politica adeguata sarebbero caduti in un terreno arido, con l’effetto di compromettere invece che aiutare la causa femminile. Tra il 1861 e il 1869 importanti eventi internazionali accaddero che incisero sull’opinione publica: la nascita di movimenti emancipazionisti in diversi paesi, la petizione firmata da 1.446 donne inglesi per il diritto di voto, e infine la proposta di legge sul suffragio femminile che Mill stesso presentò alla Camera dei Comuni nel 1867, appena eletto deputato.

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 “Il Foglio” del 4 aprile 2019

Non lo dice la scienza
colloquio con Franco Prodi a cura di Umberto Minopoli

Al professor Franco Prodi, fisico e climatologo di fama internazionale, chiediamo di tornare sulle recenti manifestazioni sui cambiamenti climatici. Lui ha dichiarato, pubblicamente, una posizione particolare su di esse: “Giusta la protesta dei ragazzi contro il deterioramento ambientale ma cause e prospettive dei cambiamenti ambientali sono ancora da decifrare”. Gli chiediamo di illustrare il significato di questa prudenza.
Il professor Prodi inizia dalla sua esperienza di esperto alle prese con l’approccio che l’opinione pubblica ha avuto, in queste settimane, col fenomeno delle proteste ambientali.

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Corriere della Sera · 31 mar. 2019

Con il terrapiattismo non c'è molto da ridere
Roger Abravanel 

 

La settimana scorsa il bravo Gramellini ha scrtto un pezzo su questo quotidiano dal titolo "Terra piatta capoha", nel quale ha raccontato lo strano episodio di quatytro distinti signori che a Pavia si sono rifiutati di pagare il biglietto dell'intercitisostemendo di appartenere a uno Stato globale che rinonosce che la Terra è piatta e non rotonda e di rifiutare quindi le regole dello stato italiano.

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COMMENTI Il Sole 24 Ore 29 MARZO 2019
Crescita e sostenibilità - se l’economia genera benessere non solo materiale

Leonardo Becchetti


La frontiera della ricerca economica da tempo sta spingendosi oltre i limiti angusti di una visione di persona, impresa e valore che non solo non ci aiutano a interpretare correttamente la realtà, ma sono anche controproducenti per le aspirazioni di cittadini, imprese e istituzioni. Il premio Nobel per l’Economia Amartya Sen ama definire l’homo oeconomicus (colui che fa coincidere la propria felicità con la crescita delle proprie dotazioni monetarie) come un «folle razionale» o un «idiota sociale». Non si tratta di insulti a buon mercato, ma di definizioni scientifiche. La vita è fatta di dilemmi sociali (quelli catturati dagli schemi teorici del dilemma del prigioniero e del gioco della fiducia). Dobbiamo costruire famiglie, imprese, organizzazioni (unioni di stati come in Europa) con partner di cui non possiamo calcolare in anticipo le mosse in un’area grigia non coperta da norme legali e sanzioni. La fiducia può creare cooperazione e moltiplicare la nostra capacità di fare, ma è un rischio. E viene spesso paralizzata dalla paura di abuso della controparte.