NATURALMENTE
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 SEGREDO di Elio Fabri 

Nuovi indirizzi per

l'insegnamento della fisica?

Lucca congresso AIF 19 novembre 2017

 

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LA CANDELA

piuttosto che maledire il buio

è meglio accendere una candela

Lao Tsu


Tutte le uscite della rubrica del

prof. Elio Fabri su NATURALMENTE


 

 

Polpo di scena

 

Magagnini
Enrico Pappalettere

 

TUTTOSCUOLA dispersione scolastica
._.

 

Inanellamento degli uccelli migratori album 12 foto, 1 video

 

Eventi

La grande Incertezza Anche fuori si impara Mostra micologica 

Insegnamento della Matematica nella scuola primaria 

Arthropoda. Viaggio in un microcosmo

Emmeciquadro: Con-corso MATEMATICA PER TUTTI

 PRISMA. Matematica, giochi, idee sul mondo!

Sfumature e sussulti

Floracafè autunno 2018 

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Foto curiosa

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Dichiarazione politica emigranti

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La Nuova Limonaia

Appello antirazzista

Genetica e società Le presunte basi genetiche del razzismo

Anna Maria Rossi Dipartimento di Biologia

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Èduscol informer et accompagner les professionels de l'éducation - Ministère de l'éducation national de l'enseignement superieur et de la recherche

Una nuova biologia più vicina alla descrizione del funzionamento del DNA

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Simone Farina

Paolo Savi (1823-1871)

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Fabio Fantini

Sintesi estesa e biologia quantistica

Uno sguardo sul mondo dei quanti

 

Estendere la Sintesi Moderna

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CIDIS Centro di Informazione e Documentazione per l’Innovazione Scolastica

Formazione alla complessità: "La civiltà dell’empatia nel pensiero di Jeremy Rifkin"

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Anna Cerati

Jeremy Rifkin interpreta la Storia come evoluzione verso La civiltà dell’empatia

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Mimma Liber

La centralità del riferimento alle leggi fisiche nel tracciare la storia dell’uomo

La matematica come gioco

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Fabio Fantini

Alle soglie di una nuova transizione evolutiva?

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Claudio Giunta

SCIENZA E FILOSOFIA insegnare a insegnare

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TUTTOSCUOLA  - La scuola colabrodo

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Lucia Torricelli 

Sperimentare la scienza (2003-2004)

Comunicare la Scienza (2002-2003)

Concorso per studenti

Leggere la Scienza (2001-2002)

Erba volant

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Maria Arcà

Lamentazioni didattiche

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Giorgio Porrotto

Scuola: destra divisa

 Meglio tardi che mai?

In memoria di Padre Reguzzoni

Gli altri articoli

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Maria Castelli 

Andar per fossili

Bernina in trenino a fine estate

Parlare di salute con il nonno di Raffaello

Acqua di fiume

tutte le proposte per la scuola

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Marida Baxiu

Altri pulcini a scuola

Pioppo grigio

Suggestioni e frammenti di lavoro

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Luciano Luciani

La donna? Un animale prodotto a caso

A proposito di tutto quell’odio che circola in rete

Versi che aprono spazi di libertà

tutte le "buone notizie"

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 Claudia Castelli

Inallenamento della avifauna migratoria

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 Patrizia Panicucci

Le fanciulle di Sigiriya

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Erika Mioni

Percorsi nel blu

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tutti gli INCONTRI

intelligenza artificiale moltiplicatore di equivoci
Ma che ci fai al mercatino del venerdì?

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Lettere - Segnalazioni

 Gli Sbornia Bond e la crisi economica

 


 

 

Parole
Nel 1976 il linguista Tullio De Mauro, di recente scomparso, aveva fatto una ricerca per vedere quante parole conosceva un ginnasiale: il risultato fu 1600. Ripetuto il sondaggio vent’anni dopo, il risultato fu che i ginna-siali del 1996 conoscevano dalle 600 alle 700 parole. Oggi io penso che se la cavino con 300 parole, se non di meno.
E’ un problema?
Sì, è un grosso problema perché, come ha ben evidenziato Heidegger, noi riusciamo a pensare limitatamente alle parole di cui disponiamo, perché non riusciamo ad avere pensieri ai quali non corrisponde una parola. Le parole non sono strumento per esprimere il pensiero, al contrario sono le condizioni per poter pensare.

 

Umberto Galimberti “La parola ai giovani” Feltrinelli ed., Milano, 2018

 

 

 

 

 

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Scienza Educazione E Didattica

OCCHIO alla PENNA

 

 

occhio alla penna

SCUOLA: DESTRA DIVISA

 

Giorgio Porrotto

 

iI Giornale (in prima pagina, prima colonna) “CONTESTATI DAGLI STUDENTI - IN PIAZZA IL FALÒ DELLA VANITÀ A CINQUE STELLE”, a firma del direttore Alessandro Sallusti: “Puntuale e inevitabile come la morte arriva l’autunno caldo degli studenti, rievocazione storica e folcloristica della rivoluzione sessantottina, anche se nessuno dei partecipanti sa esattamente il motivo per cui è chiamato a scendere in piazza a urlare, imbrattare, a volte menare o, come successo ieri in diverse città, incendiare i manichini raffiguranti il potere di turno. A questa gogna non sono sfuggiti neppure i presunti rivoluzionari del momento, Matteo Salvini e Luigi di Maio, che in punto di logica dovrebbero essere gli idoli dei giovani anti sistema. La morale è che quando ti ergi a rivoluzionario trovi sempre qualcuno più rivoluzionario di te che ti brucia in piazza. È una vecchia regola, il popolo sognatore non si oppone al sistema, qualsiasi esso sia, e scarica su di lui rabbia e frustrazione. Oggi il sistema è Di Maio. ”Cercavano la rivoluzione e trovarono l’agiatezza” diceva Leo Longanesi di tipi come lui, aggiornando la massima di Giolitti che recitava: ”Il migliore sedativo per le smanie rivoluzionarie è una poltrona ministeriale”.  

 

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Gli altri articoli

 


LA NUOVA LIMONAIA

di Pisa

 


 

 

 

Capire e argomentare: parole desuete per la scuola

Capire il significato dello studio in un contesto di senso e in forte connessione con la realtà è la via per imparare ad argomentare.

 

 

 

Scienza e scuola: capire per argomentare

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

Arthropoda al Museo di Calci

 

 

 


 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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