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Sui quotidiani e periodici 2019

Sui quotidiani e periodici 2019

 

giornali & periodici L'informazione domina il mondo, molti giornali divengono sempre più grandi e zeppi di notizie tanto da rendere impossibile la loro completa lettura. Questa sezione si propone di   fornire un aiuto mirato agli interessati di scienza, divulgazione e formazione che possono ritrovare in questa  pagina  articoli che giudichiamo degni di  essere letti e     meditati e   sono sfuggiti alla loro attenzione.

 Sarà inoltre possibile accogliere suggerimenti dei lettori e contribuire a sostenere eventuali discussioni e riflessioni che possono scaturire.

 

 Buona lettura Ermenegildo Carro

 

Sui quotidiani e periodici 2018

  

  

Una Tavola piena di poesia # L’Italia, una Repubblica fondata per i bambini # L’ultimo dono di Hawking narratore di universi # La scelta obbligata tra lavoro e famiglia # L'otto marzo e noi # I segreti degli astrociti Così cambia il cervello # Giocando s’impara Furono i cuccioli di Homo ludens a inventare la ruota # La tracotanza moralistica sta stancando gli italiani # “Prospettiva famiglia”, professori e genitori animano le periferie # Se l’editoria scientifica apre alla società # Solo i bambini ci salveranno da questo clima d'odio # Gianni Amelio "Io, ex prof, avrei paura a entrare in una classe" # Più donne di scienza per vincere la sfida della competitività # Liliana Segre "Ministro, ci ripensi non rubiamo il passato ai ragazzi" # Il nome della cosa. Per noi Mamma, non riesco a leggere le lettere # L’unità nella scuola # E il deportato disse alla guardia "Faccia il ladro, è più onesto" # Puntare sulla didattica # Che fatica fare oggi lo scienziato # La scienza e il declino di un paese # Ma la scuola ha bisogno anche di soldi # Lasciateli giocare Il senso delle donne per la scienza "Passione di granito" # Sta andando tutto molto bene # Una pietra d’inciampo per ricordare un giovane migrante # Un sacco di carbone # Nè élite né gente democrazia è unire la societàDemocrazia vuol dire conflitto tra élite e popolo # “Leopardi l’aveva già capito all’Italia serve un’altra élite” # "Troppa enfasi sulle élite in crisi il vero nodo è la disuguaglianza" # "Studio la polvere di stelle è da lì che nasce la vita" # La «decenza morale» di chi passa per ereticoNel ricambio dell’élite c’è la vita virtuosa di una democraziaTRA CULTURA E POVERTÀ C’È SOLO UN MAESTRONo, la sanità privata aiuta la sanità privataQuel che resta quando i ricordi se ne vannoParlamento, ministri, governi la classifica del potere senza laureaNON LITIGATE SUL LATINO # «LA FACCIA CATTIVA LA DEDICHI AI POTENTI CHE OCCUPANO CASA MIA» # L’ESAME È ISTIGAZIONE ALL’IDIOZIACari genitori leggete tante storie ai vostri bambiniLe minoranze organizzate che si spacciano per éliteLA RAGAZZA CHE CHIEDE DI RICORDARE # "Attenti ai profeti della rabbia contro le élite" # Invece Concita La pagella di Pietro, mio figlioVincenti o perdenti la nuova apartheidLa nonno-terapia sulla panchina LA LIBERTÀ DI STAMPA AL SUPER BOWLNoi figli di Truffaut # I calcoli del corvo tra le brezze del ventoUN PATTO ANTI FAKE NEWSEredi di Neanderthal? Si capisce dal cranioLa fiducia nasce dal basso # Che piacere leggere con le mani # Invece Concita Elogio postumo del pudore # L’università competitiva riparte (anche) dalla didattica # Università dimenticata e tutti contro tutti # Né élite né popolo chi guida il pianeta ne fa a menoChi manipola la collettività è la vera élite # Noi insegnanti dobbiamo ricucire questa società # Così l’Uomo Nuovo abbatte il sapere delle élite # E ora le élite si mettano in gioco I valori che offre la ScienzaEducazione civica: proviamoci # Se la politica dimentica la scuola # La reputazione dell'Italia e lo «spread civico» # Un sacco di carbone # Un ruolo più incisivo per i medici del Ssn 




DOMENICA Il Sole 24 Ore domenica 03 MARZO 2019
Anniversari. Un libro racconta la storia del Sistema Periodico degli elementi di Mendeleev che compie 150
anni. Una ricorrenza che coincide con i 100 dalla nascita di Primo Levi, che alla classificazione ha dedicato un libro
Una Tavola piena di poesia
Vincenzo Barone


Diceva Primo Levi che il Sistema Periodico degli elementi è poesia, per di più in rima. Le sue righe, in effetti, terminano tutte nello stesso modo, con un alogeno più un gas raro: fluoro e
neon, cloro e argon, e così via. Parlandone con Tullio Regge, nel famoso Dialogo del 1984 (Edizioni di Comunità, ora Einaudi), Levi immaginava l’emozione, anche estetica, che Dmitrij
Mendeleev doveva aver provato quando si era reso conto che organizzando in quel modo gli elementi chimici noti «il caos dava luogo all’ordine, l’indistinto al comprensibile: diventava
possibile (e Mendeleev lo fece) individuare caselle vuote che avrebbero dovuto essere riempite.

 

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DOMENICA Il Sole 24 Ore domenica 10 MARZO 2019
Costituzione italiana. La nostra Carta fondamentale narrata ai più piccoli
L’Italia, una Repubblica fondata per i bambini
Mauro Campus


Domandarsi da dove cominciare a ripensare la costruzione di un Paese capace di guardare alla sua Storia e alla sua collocazione nel sistema internazionale, è uno dei più assillanti tormenti per
chi voglia davvero osservare l’attuale congiuntura italiana. L’introflessione di una società crivellata dalle conseguenze di una crisi economico-politica interminabile che ha spento il
motore di un’informata partecipazione alla cosa pubblica, della capacità sociale di crescere e affermarsi forti della cognizione dei propri diritti, rappresenta il cris de coeur dell’attuale
(ennesima) crisi italiana.

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la Repubblica 11 marzo 2019
L’iniziativa
L’ultimo dono di Hawking narratore di universi
SILVIA BENCIVELLI


In edicola con "Repubblica" il libro testamento dell’astrofisico inglese sui grandi quesiti dell’uomo. Dall’esistenza di Dio ai viaggi nel tempo riflessioni che entrano nel cuore della scienza, della filosofia, della fede
Apochi scienziati è capitato, in vita, di diventare famosi come Stephen Hawking: famosi da finire in voce in un disco dei Pink Floyd, da comparire di persona in un episodio di Star Trek e in disegno nei cartoni animati dei Simpson, e da attirare folle di fan della scienza a ogni evento pubblico. Famoso come una pop star. E comunque in pochi si sarebbero divertiti quanto lui con la celebrità.

 

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la Repubblica 8 marzo 2019
I L P U N T O
La scelta obbligata tra lavoro e famiglia
Chiara Saraceno


Le donne in età lavorativa in Italia da oltre un trentennio hanno un livello di istruzione pari o superiore a quello dei loro
coetanei. Sono anche occupate in percentuali superiori alle loro madri, anche se meno della maggior parte delle loro coetanee
europee. Tuttavia la percentuale di coloro che escono dal mercato del lavoro alla nascita di un figlio rimane stabile attorno al 20%.

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“Trentino” del 8 marzo 2019

L'otto marzo e noi
Lucia Coppola

Mi è sempre piaciuto soffermarmi a scuola sul significato della "Festa della donna", l'Otto Marzo, al di fuori dei riti superficiali e consumistici, perché ho avvertito spesso nelle classi l'esigenza di
sensibilizzare i bambini al rispetto di genere, ad atteggiamenti di reciproco riconoscimento, pur nella diversità che, fortunatamente, ci caratterizza ancora. Abbiamo spesso riflettuto sulla scarsa
considerazione di cui gode il lavoro delle mamme, fuori e dentro la famiglia, che non si deve dare mai per scontato. Al contributo che tutti, maschi e femmine, bambini e bambine, dovremmo dare
perché le cose funzionino al meglio. È importante ragionare insieme sul lavoro domestico e di cura, perché non sia considerato solo appannaggio delle donne

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Corriere della Sera · 3 mar. 2019

I segreti degli astrociti Così cambia il cervello
VALENTINA BENFENATI

 

Quando parliamo di ceervello molti di noi pensano ai neuroni, eppure negli ultimi decenni è stato dimostrato che la visione neurone-centrica delle funzioni e disfunzioni cerebrali è sorpassata. Il cervello umano è infatti costituito per la maggior parte da cellule. dette gliali (da glue = colla) perché al tempo della loro scoperta, alla fine dell'Ottocento, si riteneva che fosse un collante che riempiva gli spazo tra neuroni.

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Corriere della Sera · 3 mar. 2019 · 30 

Giocando s’impara Furono i cuccioli di Homo ludens a inventare la ruota
MASSIMIANO BUCCHI 

 

Tecnologia Le ricerche archeologiche con fermano l'ipotesi dello storico Huzinga. Piccoli modellini utilizzati dai bimbi hanno consentito lo sviluppo di importanti invazioni.

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Corriere della Sera - 6 marzo 2019

La tracotanza moralistica sta stancando gli italiani

Giuseppe De Rita

Fra gli intellettuali che nella prima metà dell’800 delinearono un «carattere nazionale» degli italiani, il più ottimista fu Alessandro Manzoni, convinto che fossimo tutti «brava gente» operante in una
società tutto sommato «benevolente». Da buon rosminiano nell’anima egli teneva al primato della persona come «creatura umana», fatta da Dio in origine come uomo di terra (Adamo) e poi come
uomo potenzialmente celeste, perché credente nel Cristo disceso dal cielo. E tutto il suo contributo al nostro Risorgimento fu proprio volto a concepire gli italiani come semplicemente «umani», prima
ancora che contadini o padroni, massoni o cattolici, anglofili o papisti.

 

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Il Fatto Quotidiano · 11 mar. 2019

“Prospettiva famiglia”, professori e genitori animano le periferie
NANDO DALLA CHIESA

E chi l'avrebbe detto una volta? Sognore e signori, la buona educazione è progressista. Ma quale anticonformismo, quale trasgressione, quale rottura delle convenzioni. Tutti alibi per prepotenti e cialtroni organizzati. Questo ha pensato Paolo Mercato, funzionario di Banca veronese, mi ha abbracciato di primo mattino alla stazione della sua città.

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Il Sole 24 Ore 19 FEBBRAIO 2019
Se l’editoria scientifica apre alla società

Ricardo Franco Levi


Alcune settimane fa, nel presentare i primi dati dell’andamento dell’editoria italiana nel 2018, ricordavo che l’industria del libro è, per spesa dei consumatori, la prima industria culturale del Paese. È un dato che spesso stupisce. Tra le ragioni di questa costante sottovalutazione c’è la mancata percezione della varietà delle tessere che compongono il mosaico dell’editoria libraria.
Nel dibattito pubblico il segmento più trascurato è forse quello dell’editoria scientifica, di quelle pubblicazioni, cioè, che raccolgono i migliori risultati della ricerca accademica, e non solo. Sono edizioni fondamentali per contribuire allo sviluppo stesso della ricerca, attraverso il confronto tra studiosi, ma che sempre più devono avere un compito di aprire la ricerca verso la società.

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la Repubblica2019_2_23

Commento
Solo i bambini ci salveranno da questo clima d'odio
Franco Lorenzoni


Nel brutto pasticcio di Foligno gli unici che ne escono davvero bene sono le bambine e i bambini della scuola primaria, che hanno portato alla luce e denunciato con forza un comportamento adulto a loro apparso assurdo e violento, ancor prima che infame e razzista. Non so cosa abbia spinto davvero il docente precario di Foligno, che insegna nelle ore di "alternative alla religione cattolica", a prendere di mira e insultare un bambino perché nero, girare il suo banco e costringerlo a non rivolgere gli occhi dove guardavano i suoi compagni.
Certo è che ha ferito un bambino che aveva l’unico torto di essere figlio di genitori nigeriani, violando la più elementare delle leggi umane non scritte, che chiede a tutti di il massimo rispetto per l’infanzia. Ciò che ha messo in scena Mauro Bocci, con l’esplicita lingua dei gesti, rappresenta una delle più odiose discriminazioni, che è quella razziale. 

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la Repubblica 2919_2_23

Gianni Amelio "Io, ex prof, avrei paura a entrare in una classe"

Arianna Finos


Mentre sta per iniziare le riprese del film su Craxi, "una questione non risolta del Paese", il regista presenta due doc sulla scuola in onda dal 10 marzo su Rai1 

Intervista di ROMA
Fanciulli dal colletto inamidato, ragazzini senza scarpe e senza denti.
Lavagne nella polvere e sotto il sole, aule incastonate nell’architettura fascista, ricchi istituti svizzero napoletani. L’insegnamento di Don Milani, le canzoni di Gaber, i pensieri di Pasolini. Il primo alunno ha 91 anni e impara a scrivere per mandare lettere ai figli emigrati in America, gli ultimi sono un’istantanea della scuola multiculturale di oggi. È una storia d’Italia lunga 150 anni Registro di classe, il documentario in due parti di Gianni Amelio fatto con le immagini dell’Istituto Luce ( in onda su Rai 1 il 10 marzo nello speciale TG1). Il regista si prende una pausa dalla preparazione di Hammamet, il film segreto sulla figura di Craxi con Pierfrancesco Favino. L’attore ha raccontato: « Avevo 18 anni quando ci fu il lancio delle monetine al Raphael.

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Il Sole 24 Ore 19 FEBBRAIO 2019
Più donne di scienza per vincere la sfida della competitività

Andrea Goldstein e Ersilia Vaudo


Tra le giornate internazionale dell’Onu, quella delle donne nella scienza, che dal 2016 cade l’11 febbraio, è una delle quali si parla di più. Al di là del valore simbolico che ha ricordarsene una volta all’anno, perché non sia vacua retorica è fondamentale che di un tema tanto importante si discuta con serietà e continuità. I dati innanzitutto. Tra i laureati, le ragazze sono ormai la maggioranza in tutti i Paesi industrializzati. Ma ancora poche sono quelle che scelgono le discipline Stem (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica). A livello mondiale, secondo l’Unesco le donne rappresentano meno di un terzo degli studenti e dei ricercatori. Anche se in Italia, per una volta vien da dire, va un po’ meglio: il 53% dei laureati in discipline Stem è costituito da donne, contro una media Ocse ferma al 39%. Sono però i ragazzi a dominare in ingegneria e informatica.

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la Repubblica 26/2/2019

Riprendiamoci la storia - Il dibattito

Liliana Segre "Ministro, ci ripensi non rubiamo il passato ai ragazzi"
Simonetta Fiori


La senatrice a vita lancia un appello a Bussetti, titolare dell’Istruzione, perché ripristini la storia all’esame di maturità già dal prossimo anno scolastico. " Che cosa succederà quando noi testimoni della Shoah non ci saremo più?" «Un esame di maturità senza la storia mi fa paura. Per questo chiederò al ministro Bussetti di ripensarci». A Liliana Segre proprio non va giù. Da quattro mesi dà battaglia per sapere come sia stato possibile che il Miur abbia soppresso la traccia storica dalla prima prova scritta della maturità. Si è anche fatta promotrice di un "affare assegnato" che in linguaggio tecnico vuol dire promuovere una piccola indagine — in questo caso affidata alla Commissione Cultura del Senato — per sapere da che cosa sia nata la decisione del ministero di cancellare la traccia storica. I lavori parlamentari non sono ancora cominciati. «E ora da cittadina ho chiesto un incontro con il ministro».

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Corriere della Sera · 16 febbr. 2019

Dieci termini, dieci etimologie: Marco Balzano e la lingua come forma di civiltà

Il nome della cosa. Per noi
Di Annachiara Sacchi

 

Antidoto a tempi incerti, Alla miseria di certi discorsi urlanto, suaiati. Alla decadenza. Strumento per rifletterem pwer ragionare sulla storia e sulle storie che ogni parola porta con sé, arrivand da epoche lontane, da paesi lontani, presupposto oer ik confronto e quindi il dialogo. Rimedio alla noia, perché appena ci spiegano un'etimologia  - magicamente, vero professori?- l'attenzione torna a dsalire, una luce si avvende dentro di noi, sorpresi da "qualcosa non sapevamo di sapere".

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la Repubblica SALUTE 14/2/2019
Dislessia
Mamma, non riesco a leggere le lettere
ELENA DUSI


Vengono scambiati per bambini disattenti. Invece non distinguono le parole come gli altri. E la diagnosi arriva troppo tardi di L i hanno soprannominati " i bambini perduti". Perché ancora oggi, in quarta elementare, in Italia, la dislessia non riesce a essere diagnosticata in due casi su tre. Nelle regioni del sud solo un ragazzo su cinque viene riconosciuto in tempo. Il momento giusto per la valutazione viene considerato la fine della seconda elementare, quando la lettura dovrebbe essere automatizzata, le parole vengono riconosciute in blocco e non riuscire a interpretare un testo non è più questione di normale indolenza: c’è probabilmente un problema sotto. A mettere un punto fermo a una serie di statistiche ballerine, che nel nostro paese fino a ieri parlavano di un’incidenza tra l’ 1,3 e l’ 8,5%, è oggi uno studio su Plos One, coordinato dalla struttura complessa di Epidemiologia clinica dell’Ircss Burlo Garofolo di Trieste. Tra i bambini di quarta elementare che hanno fra 8 e 10 anni (i ricercatori ne hanno valutati più di 11mila in
9 regioni), la dislessia arriva a una percentuale del 3,5%, che oscilla fra il 3,6% al nord, il 3,2 al centro e il 3,7 al sud. 

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la Repubblica 28/2/2019 COMMENTI
I rischi dell’Autonomia
L’unità nella scuola
Alberto Asor Rosa


Una caratteristica singolare del governo giallo- verde è di produrre deliberati, ognuno dei quali si presta a una serie infinita di obiezioni, di volta in volta più argomentate e agguerrite. Un esempio evidente è la cosiddetta “ autonomia regionale differenziata”. Da un solo provvedimento si potrebbero cavare cento ben ragionate obiezioni. Io vorrei attirare l’attenzione su un campo tematico forse meno discusso: e cioè la scuola. Non c’è ombra di dubbio che la scuola, dalla materna all’Università, rappresenti, insieme con pochissime altre branche dello Stato, una delle strutture unitarie ancora funzionanti. È chiaro che “l’autonomia regionale differenziata” avrebbe lo scopo di spezzare questa spina dorsale del Paese, ridurla in briciole, sottometterla a interessi particolari di ogni genere. Ci si può chiedere quali sarebbero gli effetti, su tutti noi, ma soprattutto sui nostri giovani, e quindi sul futuro di questo Paese (se "questo Paese” significa ancora qualcosa qui da noi).

L’Italia ha conquistato l’unità da un tempo incredibilmente vicino a noi

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la Repubblica 22/2/2019 CULTURA
E il deportato disse alla guardia "Faccia il ladro, è più onesto"

Marco Belpoliti


Fossoli, vicino a Carpi, è il luogo dove Primo, Vanda e Luciana vengono portati da Aosta, la città in cui sono stati tenuti in cella. È il campo di prigionia numero 73, per i soldati britannici catturati in Africa.
Dopo l’8 settembre 1943 questi vengono trasferiti in Germania e si fa posto agli ebrei rastrellati nel Nord Italia. I tre amici vi restano da metà gennaio sino a metà febbraio sotto il controllo italiano. Poi, come scrive nella prima edizione di Se questo è un uomo, arriva un piccolo reparto delle Ss. Il libro pubblicato nel 1947, al ritorno da Monowitz, campo collegato ad Auschwitz, inizia così: «Alla metà del febbraio ’44, gli ebrei italiani nel campo di Fossoli erano circa seicento». Le prime memorabili pagine del libro di Levi raccontano il campo e la partenza dalla stazione di Carpi verso la Germania. I tedeschi fanno l’appello e li caricano sui carri bestiame.

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Il corriere 27 febbraio 2019

Puntare sulla didattica

Luciano Pilotti

 

I test Invalsi -ben commentati dal Corriere- dicono quel che già in parte sapevamo. I tassi di apprendimento degli studenti sidifferenziano per classi sociali (non necessariamente di reddito), soprattutto all'inizio e che poi si riducono nel ciclo temporale. La scuola "seleziona" ciò che è "già selezionato" socialmente, ma in parte nel tempo il gap si riduce. Segno dell'efficacvia didattica? Solo in parte.

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Il sole 24 ore 24 febbraio 2019

L’appello. Una comunità poco influente stretta tra populismo e sovranismoe manipolata da ciarlatani. Cosa fare?
Che fatica fare oggi lo scienziato
Gilberto Corbellini e Michele De Luca


Negli anni Trenta, mentre infuriavano in Europa i totalitarismi, cioè mentre Hitler, Mussolini e Stalin anelavano la guerra e piegavano ricerca e innovazione a fini bellici o ideologici, alcuni scienziati e intellettuali discutevano del ruolo sociale della scienza e degli effetti che fascismo, comunismo e capitalismo avevano sulla qualità della scienza. Nel 1938 il sociologo della scienza nordamericano, Robert Merton, spiegava che l’ethos della scienza è incompatibile con le ideologie totalitarie. La scienza presuppone libertà completa, salvo che non può fare male e danni per conseguire la conoscenza: libertà di decidere cosa studiare, libertà di critica, libertà di comunicazione, libertà da condizionamenti privati e pubblici, etc. Le leggi razziali nei paesi fascisti o le teorie lyssenkoiste in Unione Sovietica, insieme alla censura e alla politicizzazione della ricerca testimoniavano del fatto che senza democrazia la scienza esisteva solo come simulacro, usato per produrre tecnologie di guerra, discriminare e assassinare persone, manipolare i fatti, etc.

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1 marzo 2019,  Rocca periodico quindicinale Pro Civitate Christiana Assisi

Economia della conoscenza
La scienza e il declino di un paese
Pietro Greco

 

L'economia europea crescerà poco nel 2019. Secondo le previsioni della Commissione di Bruxelles rese note a inizio febbraio, il Prodotto intemo lordo (Pii) dell'Unione non andrà oltre 1'1,5% di aumento.
Germania, Francia e Regno Unito registreranno la medesima, flebile crescita: + 1,3%. Basterebbero questi numeri per dire che in Italia il Pil non aumenterà di qualche decimo di punto percentuale. Vale
la regola dell'l% in meno rispetto al resto dell'Europa. E infatti i tecnici della Commissione europea pronosticano per il Bel Paese un modestissimo aumento del Pil: +0,2%.

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la Repubblica CRONACA 10/2/2019
Commento
MA LA SCUOLA HA BISOGNO ANCHE DI SOLDI
Chiara Saraceno


Per i bambini che crescono nel Mezzogiorno le risorse educative pubbliche sono inferiori a quelle disponibili ai loro coetanei nelle altre regioni. Difficilmente hanno la possibilità di frequentare un asilo nido, dato che questi sono molto rari, soprattutto in Campania, Sicilia, Calabria, dove non coprono neppure il 10% dei bambini. Anche le scuole materne funzionano spesso a tempo parziale. L’offerta di tempo pieno nelle scuole dell’obbligo è molto ridotta. Ci sono anche più scuole prive di palestra, meno biblioteche scolastiche e non, meno spazi attrezzati per lo sport e il gioco, specie nei quartieri più poveri.

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la Repubblica 10/2/2019

Lasciateli giocare

Frida Nilsson, illustrazione di Elena Pensiero


Leggere aiuta davvero i bambini a diventare degli adulti migliori? Non dovrebbe essere anche divertimento puro? Una grande scrittrice svedese, Frida Nilsson, una sua idea ce l’ha. Come racconta nel suo ultimo libro "La spada di legno" che ora arriva anche in Italia. La sua ricetta? Alternativa Un bambino che legge diventerà un adulto che legge. 

Un bambino che legge apprende. Un bambino che legge è un investimento. Ogni volta che si discute sulle ragioni per cui i bambini dovrebbero leggere, si sente dire che se non abbiamo lettori bambini oggi non avremo adulti lettori domani. Si dice che i bambini dovrebbero leggere per diventare qualcosa che non sono ancora. Io vorrei provare a proporvi un altro punto di vista. Un adulto legge per piacere. Un adulto si coccola con una bella storia perché una bella storia solletica la mente, trascina il lettore nell’avventura. L’atto di leggere regala piacere. Perché un bambino non dovrebbe leggere per le stesse ragioni?
Perché sul bambino pesa l’imposizione a cambiare? 

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la Repubblica - SCIENZE 10/2/2019
La giornata Onu
In Italia sono il 36% del totale
Il senso delle donne per la scienza "Passione di granito"
ELENA DUSI


Domani si celebra la ricerca mondiale al femminile. Sei studiose di successo si raccontano: "Al top solo ignorando i pregiudizi" Altro che soffitto di cristallo. Fra donne e uomini, nella scienza, sembra esserci piuttosto uno scalino di granito. Molte delle protagoniste di medicina, biologia, fisica, astronomia, ingegneria, robotica e altre "scienze dure" hanno raggiunto comunque i vertici, perché davanti a loro non c’è granito che tenga. Ma per domani, 11 febbraio, le Nazioni Unite hanno decretato una "Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza".

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Il Sole 24 Ore domenica 10 FEBBRAIO 2019
Futuro. Secondo Johan Norberg il pessimismo è solo una questione di ignoranza.
E analizza dieci dimensioni della condizione umana che sono enormemente migliorate
Sta andando tutto molto bene
Gilberto Corbellini


Un’iscrizione caldea del 3.800 a.C. recita: «Siamo precipitati in tempi orribili/Il mondo è diventato troppo decadente e malvagio/La politica è sempre più corrotta/I giovani non rispettano più i loro genitori». Sembra scritto oggi. Al tempo dei Caldei, però, l’aspettativa di vita era circa 25 anni e la schiavitù era norma. Il pessimismo è un tratto adattativo nell’uomo perché i nostri antenati hanno sempre vissuto da schifo. I geni ci predispongono a credere che le cose sono peggio rispetto al passato, o che peggioreranno.

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“www.internazionale.it” del 2 febbraio 2019

Una pietra d’inciampo per ricordare un giovane migrante
Franco Lorenzoni

Da sabato 26 gennaio, entrando nell’atrio del liceo scientifico di Pagani, in provincia di Salerno,
ragazze, ragazzi e insegnanti dovranno fare attenzione a non inciampare in una piccola lastra di
ottone incastonata tra le mattonelle grigie del pavimento.

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la Repubblica 6/1/2019
Robinson
Un sacco di carbone
Riccardo Staglianò

 

L’ultima tornata della conferenza dell’Onu sui cambiamenti climatici si è tenuta, nelle settimane prima di Natale, a Katowice, epicentro dell’industria carbonifera polacca. Che è un po’ come se un congresso sull’aria pulita si tenesse a Taranto. A dare il benvenuto ai delegati internazionali c’era una banda di minatori. Nel centro congressi erano esposti cosmetici a base di carbone e gioielli tempestati di schegge dello stesso minerale. D’altronde la Polonia ricava dal carbone l’ottanta per cento del suo fabbisogno energetico. E il presidente Andrzej Duda non ha potuto fare a meno di notare che, possedendo il Paese riserve per almeno altri due secoli, "sarebbe difficile non approfittarne". Già. In questa onesta confessione locale sta la risposta a un (continua)



la Repubblica CULTURA 30/1/2019
Le idee
Né élite né gente democrazia è unire la società
GUSTAVO ZAGREBELSKY


A nessuno è precluso l’ingresso nelle classi dirigenti ma nessuno è immune dalla caduta, valori e difetti sono divisi equamente.
Per questo non ci sono patti tra alto e basso ma un continuo lavoro contro le divisioni L’articolo di Alessandro Baricco E ora le élite si mettano in gioco ha dato impulso a un dibattito intorno a quest’affermazione:
tra le élite e la gente si è rotto “un certo patto”, e la gente adesso ha deciso di fare da sola. I commenti che ne sono seguiti hanno assunto queste proposizioni come punto di partenza obbligato. A me pare, tuttavia, che contengano qualcosa di ambiguo, forse di fuorviante. Provo a chiarire i perché di un disagio non solo concettuale.

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la Repubblica CULTURA 16/1/2019
Le idee
Democrazia vuol dire conflitto tra élite e popolo
NADIA URBINATI


La politologa interviene nel confronto di opinioni lanciato dal nostro giornale. Sostenendo che non dobbiamo temere l’attrito che spinge i "molti" a contestare i "pochi": è questa dialettica a mantenere sana la vita pubblica. La Francia dei gilet gialli, più radicalmente dell’Italia dei Vaffa, mette in discussione l’idea del " patto" tra la " gente" e le "élite", ci spiegano Alessandro Baricco ed Ezio Mauro nei loro interventi su Repubblica. Il tono dell’analisi è mesto; preoccupato per il rovesciamento di posto: quel che stava sotto ora sta sopra — una lingua povera e una cultura approssimativa. E internet che dà a tutti il passaporto al discorso pubblico. Mariana Mazzucato interviene per correggere questa lettura ricordando come le grandi innovazioni, sociali e politiche, siano dipese dalla tensione dei " molti" verso i " pochi" più che dalla deferenza.

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la Repubblica CULTURA 25/1/1019
Leopardi l’aveva già capito all’Italia serve un’altra élite
RAFFAELLA DE SANTIS


Gennaro Maria Barbuto, docente di storia delle dottrine politiche, interviene nel nostro dibattito

La crisi delle élite non nasce oggi ma fa parte del costume degli italiani.
Naturalmente bisogna intendersi sul concetto di élite. Ma dando per buono che possiamo definire élite la cerchia ristretta della classe dirigente, è interessante tentare di definire storicamente un fenomeno che per quanto esteso è molto italiano. I motivi? Tantissimi. Gennaro Maria Barbuto, docente di Storia delle dottrine politiche all’università Federico II di Napoli, ne individua però prevalentemente uno: «La verità è che in Italia si è registrata fin dal passato la mancanza di una classe dirigente sensibile alle istanze popolari». Nel suo “Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl’italiani” Leopardi diceva la stessa cosa.
«Sia Leopardi che Francesco De Sanctis hanno riflettuto sulla mancanza di una classe dirigente in grado di rappresentare una guida per la nazione. 

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la Repubblica CULTURA 22/1/2019
"Troppa enfasi sulle élite in crisi il vero nodo è la disuguaglianza"
Intervista di PAOLO DI PAOLO


La matematica Grazia Speranza, docente e prorettrice a Brescia, interviene nel nostro dibattito
«La società contemporanea è più articolata, o forse destrutturata, e in ogni caso più complessa delle categorie che utilizziamo per definirne le componenti » . Grazia Speranza insegna Ricerca operativa all’università di Brescia, di cui è prorettrice vicaria. La Ricerca operativa sviluppa metodi matematici, modelli algoritmici, per supportare decisioni complesse. Ha frequentato il liceo classico, all’università si è spostata sui numeri, perfezionandosi in matematica applicata. Del dibattito sulle élite aperto da Alessandro Baricco su Repubblica discute anzitutto l’uso della definizione: « Non è una classe unica, ho l’impressione che sia più frastagliata ed eterogenea di quanto il termine riesca a indicare. E nel dibattito sono state privilegiate, mi sembra, chiavi di lettura di matrice socio- politica rispetto a chiavi di lettura di matrice economica. Con il rischio che si perda un po’ di concretezza »

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la Repubblica 22/1/2019
Il personaggio
Gioia Rau, italiana alla Nasa
"Studio la polvere di stelle è da lì che nasce la vita"
MATTEO MARINI


Il suo primo telescopio era un giocattolo, col quale osservava i crateri della Luna, lo spettacolo che ha acceso la sua passione per
l’astronomia. Ora Gioia Rau, 31 anni di Roma, è diventata astrofisica, lavora al Goddard Space Flight Center della Nasa a
Greenbelt, nel Maryland. Usa Hubble e i telescopi più grandi del mondo per indagare il destino delle stelle. Come, da un astro
morente, si creino elementi e molecole che accenderanno altre stelle. Proprio quella "polvere di stelle" di cui siamo fatti noi e
tutto quello che ci circonda.
Ricercatice alla Nasa: un sogno realizzato?
«Da piccola scrissi all’Agenzia perché volevo partecipare a un loro campo estivo. Ma non ero cittadina americana e mi
risposero con un depliant dicendomi: "Studia e arriverai qui". Ora vivo in questo campus enorme, parlo con tanti scienziati che
fanno cose diverse.
Qui viene data molta fiducia e responsabilità ai giovani. È un aspetto che a volte in Europa manca».

 

 

DOMENICA Il Sole 24 Ore domenica 03 FEBBRAIO 2019
Ritratti di maestri del '900, controcorrente non per posa
La «decenza morale» di chi passa per eretico

Filippo La Porta


Papa Paolo VI disse un giorno (precisamente il 2 ottobre 1974, durante un’udienza al Pontificio Consiglio per i laici) che l’uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri, o, se ascolta i maestri, lo fa perché sono prima di tutto testimoni. Eppure i maestri servono, e non solo da ragazzi. Dio sa quanto ne avrebbero bisogno oggi, per esempio, certi nostri politici (non vorrei essere pessimista, ma sarei tentato di dire la maggior parte di essi), che troppo spesso ritengono di poter pensare, parlare e agire come se prima di loro non fosse avvenuto nulla: e all’ignoranza si accompagna inevitabilmente l’arroganza. Forse, però, il modo più autentico di assolvere alla funzione di maestri è quello di esserlo “involontariamente”, perché non c’è nulla di più stucchevole di quando qualcuno si impanca ad arbitro dei comportamenti degli altri e della condizione del mondo. Maestri disorganici, insomma, anche quando magari siano partiti da posizioni da intellettuali organici di gramsciana memoria.
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la Repubblica 21/1/2019 CULTURA
Le idee
Nel ricambio dell’élite c’è la vita virtuosa di una democrazia
SILVIA RONCHEY


Mentre nel Medioevo occidentale vigeva il modello feudale, a Bisanzio si attuava una dinamica selezione delle classi dirigenti. Una lezione per evitare quella che Polibio chiamava “oclocrazia”, cioè il governo“ dell’uomo della strada”. La democrazia è la peggiore forma di governo, ad eccezione di tutte le altre che nel tempo sono state provate», secondo la celebre frase di Churchill. Ma sarebbe meglio parlare di democrazie al plurale; non solo perché non esiste un’espressione pura di questa forma politica, teorizzata ma in quanto tale mai storicamente sperimentata, bensì varie e spesso ingannevoli esperienze statali, antiche e moderne, che se ne autoimpartiscono il nome; ma anche perché, come è stato scritto, esistono tanti regimi cosiddetti democratici «per quanti tipi di minoranze capaci di guidare le maggioranze esistono: plutocratico, clericale, militare, sindacalista» e così via. 

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la Repubblica 31/1/2019 SPETTACOLI
I L c o m m e n t o
TRA CULTURA E POVERTÀ C’È SOLO UN MAESTRO
Marco Lodoli


Il professore cambia scuola è un piccolo film francese che forse ci può aiutare a capire meglio lo scollamento tra le cosiddette élite e le masse di cui si discute in questo periodo. La vicenda è semplice: un colto insegnante del miglior liceo parigino alla presentazione dell’ultimo romanzo del padre si lascia andare a vaghe considerazioni sociologiche: sarebbe giusto, dice, impiegare i professori più bravi nelle scuole di periferia, dove c’è bisogno di gente capace ed esperta. Detto fatto: viene convocato al ministero e paracadutato proprio in un istituto sul bordo della città. Lì capirà molte cose, su se stesso e su un mondo che resta tagliato fuori, tra sbandati, ignoranti, con un piede nella scuola e l’altro già nella strada. Questo è il grande
tema dei nostri giorni.

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Il Corriere della sera La Lettura · 20 genn. 2019 

No, la sanità privata aiuta la sanità privata
GIUSEPPE REMUZZI

 

Ma salute e mercato ("e il mercato di cui parliamo è finanziato per l'80% da fondi pubblici") -repplica  Remuzzi- non vanno d'accordo. "Il mercato rtende ad aumentare la produzione e il fatturato; il pubblico ha come primo obiettivo ridurre il fatturato attravereso la prevenzione: meno protesi, meno dialisi, meno chirurgia colornarica..."

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la Repubblica 22/1/2019 CULTURA
Il romanzo
Quel che resta quando i ricordi se ne vanno
SIMONETTA FIORI


Una donna e la sua malattia senile, il figlio che perdendola ritrova la madre in frammenti sconosciuti, la ricostruzione del passato, la scoperta di ciò che alla fine non si cancella: l’amore. Il nuovo libro di Michela Marzano
È solo l’amore a tenerli in vita, dice la dottoressa Brun, esperta in patologie neurodegenerative. È l’amore che sopravvive all’assenza di memoria, ai non detti, alle incomprensioni. "Ti amo" è l’unica frase che non scompare mai dal lessico dei malati di Alzheimer, perché si può sprofondare nella caverna buia, si può confondere il figlio con il padre e perdersi tra i mille frammenti di un’identità spezzata, ma l’affettività è l’unico movente che sopravvive integro allo sfacelo della ragione. Ed è potentemente simbolico l’Alzheimer raccontato da Michela Marzano nel suo nuovo romanzo Idda perché da malattia individuale, da demenza senile che colpisce la deuteragonista Annie, diventa metafora d’una condizione collettiva esposta ai vuoti di memoria, deprivata dei suoi riferimenti storici, spaesata nel suo rapporto con il passato e quindi con il presente, e di conseguenza sempre più aggrappata all’unica fonte vitale che dia un senso all’esistenza. Succede agli individui come alle comunità: anche nello stadio più avanzato della perdita di sé, ciò che resta è il legame dei sentimenti, la potenza carsica delle relazioni.

 

la Repubblica 29/1/2019
Il saggio: Da De Gasperi a Conte
Parlamento, ministri, governi la classifica del potere senza laurea
ANNALISA CUZZOCREA

Non è solo un problema di congiuntivi sbagliati, tesi astruse, consecutio impossibili. Non sono le frasi buffe o gli errori epocali che rimbalzano da un sito all’altro, a farci domandare: siamo davanti alla classe politica peggiore di sempre? Sono, piuttosto, un’ignoranza diffusa e orgogliosa. Il merito messo ai margini anziché premiato. Gli incarichi affidati per familismo o affiliazione, come se fosse normale. Come se in Italia, nel 2019, non ci fossero competenze, valori, professionalità da premiare. Ne «La grande ignoranza.

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la Repubblica 30/1/2019 COMMENTI
L’esame di maturità
NON LITIGATE SUL LATINO


Maurizio Bettini
Circa due mesi fa il ministero dell’Istruzione ha fatto conoscere la riforma della seconda prova per l’esame finale dei licei classici: quella relativa al greco e al latino. Sulle colonne di questo giornale essa è stata oggetto di una violenta stroncatura da parte di Federico Condello, il quale è giunto a definirla “ istigazione all’idiozia”. Ehilà! Immagino il brivido di terrore, il fremito di indignazione, che l’articolo di Condello avrà fatto serpeggiare fra le migliaia di genitori, studenti, docenti e persone amanti della cultura. Ma come, invece di valutare il grado di conoscenza delle lingue classiche da parte dei maturandi, le autorità scolastiche li spingono a essere idioti? A questo punto uno ha ragione di domandarsi che cosa mai abbia combinato il Miur. Semplicemente questo.

 

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Famiglia cristiana 09/01/2019

LETTERA A SALVINI 

«LA FACCIA CATTIVA LA DEDICHI AI POTENTI CHE OCCUPANO CASA MIA»

Immigrata africana


È diretta e senza mediazioni la lettera aperta di una donna africana al ministro dell'Interno. "Se avessi potuto scegliere, avrei fatto volentieri a meno della sua ospitalità".

 

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la Repubblica 29/1/2019 COMMENTI
La maturità
L’ESAME È ISTIGAZIONE ALL’IDIOZIA
Federico Condello


Partorire qualcosa di bello in meno di tre mesi riesce sì e no ai gatti: non poteva riuscire agli esperti ministeriali cui dobbiamo la nuova prova di maturità classica. Una prova messa insieme alla carlona, solo per dare a vedere che qualcosa si è combinato: peccato che essa piova fuori tempo massimo su docenti e studenti che prendono sul serio il lavoro di un quinquennio e il momento cruciale che lo corona.
Eppure abbiamo avuto anni di dibattiti accesi, talora ruvidi, che nel bene o nel male hanno coinvolto e animato tutti i licei classici italiani. Gli anonimi esperti di cui il ministro si è candidamente o distrattamente fidato ne hanno fatto tesoro? A loro modo sì, ma come i cattivi studenti fanno tesoro delle versioni altrui: copiando di fretta, e senza capire.

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la Repubblica 5/2/2019 CULTURA
Cari genitori leggete tante storie ai vostri bambini
LUIGI BALLERINI


Uno studio scientifico conferma: ascoltare da piccoli fa bene - Leggere ai bambini fa bene.
Lo afferma James Law, Professore di Scienza del Linguaggio presso la Newcastle University in Inghilterra. Assieme al suo team ha condotto una revisione sistematica degli studi in materia pubblicati negli ultimi quarant’anni. Scopo della ricerca era identificare gli effetti della lettura sulle abilità linguistiche ricettive (comprensione), espressive (traduzione del pensiero in parole) e di prelettura (identificazione di come sono strutturate le parole). I riscontri sono risultati positivi in tutte e tre le categorie esaminate, ma in modo più stringente per quanto riguarda le abilità ricettive.
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la Repubblica 24/1/2019 CULTURA
Le minoranze organizzate che si spacciano per élite
GIULIO AZZOLINI


Il dibattito dopo l’intervento di Alessandro Baricco - Di fronte ai recenti sconvolgimenti politici, l’intervento di Alessandro Baricco richiama giustamente all’esigenza di non piangersi addosso, ma di capire. La sua argomentazione ruota intorno alla tesi secondo la quale sarebbe «andato in pezzi un certo patto tra le élite e la gente, e adesso la gente ha deciso di fare da sola».
Nadia Urbinati eccepisce che una buona democrazia vive non del «patto», bensì della «lotta» tra élite e popolo. Ma questa critica non scalfisce la rappresentazione dicotomica riportata da Baricco.
Muovendosi nella direzione indicata da Michele Serra, sembra opportuno fare un passo indietro e riconoscere che la denuncia dello scollamento tra élite e gente è quotidiana e trasversale da anni.

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la Repubblica 3/2/2019 COMMENTI
Studenti e migranti
LA RAGAZZA CHE CHIEDE DI RICORDARE
Paolo Di Paolo


Affidarsi al futuro – con una frase fatta, «ai giovani che sono il nostro futuro » – è spesso un alibi immenso. Retorica comoda, cattiva, irresponsabile: tanto più in un Paese che invecchia in fretta e male, e nemmeno se ne preoccupa. L’altro giorno, in un liceo romano, ho passato un’altra mattinata a parlare con ragazzi che hanno più o meno l’età del nuovo secolo. Le etichette che si vedono attribuire dai media, gli schemi della politica novecentesca, il rapporto fra generazioni: un dibattito vivace, come sempre pieno di sorprese. Poi una ragazza ha tirato in ballo il tema più incandescente – migranti, respingimenti – e ha proiettato la sua immaginazione nel futuro, lasciandomi attonito. Ha detto così: tra qualche decennio qualcuno istituirà un giorno della memoria per i morti in mare di questi anni. Silenzio. E poi: non so, mi chiedo solo che cosa diremo.

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la Repubblica 19/1/2019 CULTURA
Le idee
"Attenti ai profeti della rabbia contro le élite"
RAFFAELLA DE SANTIS


Yascha Mounk, studioso dei populismi, interviene nel confronto di opinioni lanciato da Baricco su "Repubblica" sostenendo che il vero rischio per la democrazia non è nel conflitto, ma in chi lo strumentalizza a fini politici
La crisi delle élite per Yascha Mounk non è una febbre passeggera, ma un fenomeno in incubazione da tempo da non prendere sotto gamba. Per il politologo trentaseienne di origine tedesca docente di Teoria politica ad Harvard, il rischio di una sottovalutazione potrebbe portare alla fine della democrazia. «La situazione è grave» dice rispondendo a Repubblica da Washington, e intervenendo così nel dibattito sul tema "élite e popolo" lanciato su queste pagine da Alessandro Baricco.
«Bisogna reagire, se non vogliamo ritrovarci a vivere dentro sistemi autoritari». Mounk è salito alla ribalta grazie a un libro di grande successo, Popolo vs Democrazia (Feltrinelli) nel quale analizza il fenomeno populista e la crisi del sistema democratico liberale.

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la Repubblica 23/1/2019 COMMENTI
Invece Concita La pagella di Pietro, mio figlio
Concita De Gregorio


Questa lettera è di Raffaele Giannitelli, che ringrazio «Dei bambini non si sa niente è il titolo di una raccolta di racconti di Simona Vinci, dove l’autrice si avvicinava ai bambini
protagonisti, estremizzando sentimenti ed azioni, raccontandoli con le lenti deformate del narratore, mostrandoci un mondo di cui, appunto, non si sa niente.

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la Repubblica 21/1/2019 GUIDE
Parola d’autore
Vincenti o perdenti la nuova apartheid
MIGUEL BENASAYAG


La nostra è una società che ha paura, che si sente in trappola, che teme il futuro, non più agognato come promessa ma temuto come minaccia. In questo clima di sfiducia e di rottura del legame sociale, si è scelto di trasformare la trasmissione pedagogica in una educazione attraverso l’informazione, per competenze. Cosa vuol dire educazione per competenze? Vuol dire che invece di fidarsi delle tendenze e delle affinità naturali degli allievi, tutte le loro "affinità elettive" vengono schiacciate. Le attitudini innate e spontanee, insieme a quelle determinate dai territori culturali e storici legati alla loro singolarità, non sono assecondate.
Ai giovani si insegnano tutte le cose "utili", senza tenere in alcun conto le singolarità territorializzate: devono dimenticare le cose che non sono più "utili" per impararne di nuove. Vediamo qui all’opera il modello dominante, dove il cervello umano è associato direttamente al computer.

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Corriere della Sera · 26 genn. 2019

La nonno-terapia sulla panchina
Giuliana Ferraino

 

L'idea di uno psichiatra che nello Zimbawe ha aiutato 40mila persone "ora lo fa anche New York e mi ha cercato il Vaticano"

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5/2/2019 la Repubblica COMMENTI
Il caso
LA LIBERTÀ DI STAMPA AL SUPER BOWL
Stefano Massini


Segnare la data: negli annali della storia della pubblicità entrerà senza dubbio il 3 febbraio 2019. Come definire, se non memorabili, i sessanta secondi acquistati per la prima volta da un quotidiano, e pagati a peso d’oro durante la finalissima del football americano? Ebbene sì: l’infinita platea catodica del Super Bowl (parliamo di cento milioni di spettatori) ha visto comparire sul teleschermo — fra Amazon, le M&M’s e Pepsi Cola — un piccolo grande inno al giornalismo, alla sua necessità, al suo ruolo essenziale nell’ingranaggio delle democrazie.

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Il film la Repubblica 31/1/2019
"Noi figli di Truffaut" ecco il prof d’assalto nella banlieue
ARIANNA FINOS


Arriva in sala il 7 febbraio "Il professore cambia scuola" di Olivier Ayache-Vidal che si inscrive in un filone assai prolifico del cinema d’Oltralpe
Perché tante storie di ragazzi? Noi autori francesi discendiamo tutti da Truffaut, siamo tutti figli dei 400 colpi », spiegava Rachid Hami, regista di La mélodie, sull’incontro tra un insegnante di violino e un alunno povero e talentuoso. Quello tra i banchi è un vero filone del cinema francese, che negli anni continua ad arricchirsi di commedie e drammi: ben fatti, credibili e godibili. Commedie intrise di verità e confinanti con il documentario, iniezioni di ottimismo e lezioni sociali.

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Il Sole 24 Ore domenica 03 FEBBRAIO 2019
Etologia. Gli uccelli sembrano essere in grado di valutare il peso di un oggetto
I calcoli del corvo tra le brezze del vento

Giorgio Vallortigara


Ricordo di aver letto un poliziesco anni fa dove a un certo punto si narra di un black out in città che si verifica nel momento preciso in cui una signora infila la spina del suo ferro da stiro nella presa della corrente. Naturalmente la signora crede di essere stata la causa del black out con la sua azione, quando in realtà vi è solo una coincidenza temporale tra i due eventi.

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Corriere della Sera · 22 genn. 2019

UN PATTO ANTI FAKE NEWS TRA SCIENZA E UMANESIMO
Massimo Sideri

La verità tradita - In America la diffusione di notizie false sembra il risultato di calcoli legati a interessi economici, in Italia più che favorire l'industria danneggia i ricercatori.

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Corriere della sera 20 gennaio 2019

Eredi di Neanderthal? Si capisce dal cranio
FABIO MACCIARDI e GIORGIO MANZI

 

Due tra gli Autori di una ricerca pionieristica ne illustrano il contenuto. Gli incroci dei nostri antenati ccon una specie estinta che popolava l'Euroa decine di migliaia di anni fa ci hanno lasciato frazioni di DNA esogeno tra l'1 e il 4 %. Alcuni di questi frammenti sono associati ad uno forma più allungata del cranio.

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Corriere della Sera 16 01 2019 

La fiducia nasce dal basso
Giuseppe De Rita

 

Per descrivere lo stato d'animo degli italiani parliamo spesso di rancore, di risentimento, di cattiveria al limite; ma lasciamo spesso da parte uno più pericoloso degli altri: la sfiducia. E invece nella psicologia collettiva circolano in abbondanza la sfiducia nelle capacità di tutti (politic, governo, classe dirigente) di immaginare e perseguire un nuovo ciclo di sviluppo; la sfiducia nella solidità dei conti pubblici (per la prima volta lo scorso mese, dopo decenni, gli italiani non hanno comprato titoli di Stato). 

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la Repubblica 19/01/2019
Che piacere leggere con le mani

MINIMA di Marco Belpoliti


Già letto?». Domando a Federico chino sul suo smartphone mentre legge un testo nel web. «Sì», mi risponde. Gli chiedo di
riassumermi cosa ha letto. Borbotta qualcosa, un riassunto per sommi capi manchevole. Ha praticato quella che gli esperti
chiamano skimming, la lettura superficiale, diventata consueta sui supporti digitali.

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la Repubblica 18/1/2019 COMMENTI
Invece Concita Elogio postumo del pudore
Concita De Gregorio
Questa lettera è di Nadia Blardone, Torino


«Mi chiamo Nadia Blardone e ti scrivo da Torino dove ho fatto per molti anni la dirigente scolastica. Dopo i fatti di Trento e
Trieste – bambini stranieri allontanati dai giochi ai giardinetti, dalla mensa scolastica – ho scritto di getto un piccolo "Elogio del
pudore". Il pudore è un sentimento che svela il dubbio dell’agire, del dire e del pensare. Si manifesta con un’intima lacerazione
che ci spinge alla reticenza, alla rinuncia. In questo senso il pudore ci guida...

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Il Sole 24 Ore 15/01/2019
L’università competitiva riparte (anche) dalla didattica

Federico Visconti


L’Università italiana cammina sui carboni ardenti e discuterne in chiave costruttiva (come ha fatto questo giornale «Università dimenticata e tutti contro tutti», Il Sole 24Ore 30/11/2018) non è opportuno, è necessario. Nella Scuola e nella Università affondano le radici di un Paese. In queste istituzioni crescono le donne e gli uomini che lo sosterranno in futuro e ne miglioreranno, auspicabilmente, le condizioni di vita.
Personalmente, ritengo che le radici scientifiche e culturali dell’offerta formativa italiana, oltre che uniche e distintive, siano di valore. Un riscontro, dal profondo significato simbolico: i positivi risultati dei nostri giovani che vanno a lavorare all’estero tanto quanto quelli di chi ci va per completare il proprio ciclo di studi Universitari, con un Master, una Laurea Magistrale o un Phd. Non parlo di qualche centinaio di cervelli migliori di colleghi che hanno studiato in Università blasonate e con maggiori risorse delle nostre.

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Il Sole 24 Ore 30/11/2018
Università dimenticata e tutti contro tutti

Dario Braga


Dov’è finita l’università? È in corso un dibattito intenso, a tratti estenuante, su manovra commerciale, migranti, sicurezza, reddito di cittadinanza, “quota 100” e superamento della legge Fornero, per non parlare di deficit di bilancio e di Europa. Tutti temi importanti, ci mancherebbe, anzi importantissimi. Ma della profondissima debolezza strutturale del nostro sistema formativo nessuno sembra interessarsi più di tanto. Eppure tante criticità nascono proprio da lì. Siamo ai livelli più bassi della formazione in Europa e abbiamo gli investimenti pubblici (e anche privati) più bassi nella ricerca.

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la Repubblica 15/01/2019
Coccia: "Né élite né popolo chi guida il pianeta ne fa a meno"
Paolo di Paolo
Il filosofo italiano che insegna all’École des Hautes Études di scienze sociali a Parigi

Di che cosa parliamo quando parliamo di élite?
L’intervento di Alessandro Baricco (Repubblica dell’11 gennaio) sul patto andato in frantumi fra le élite e "la gente" proietta la
discussione su un doppio piano: politico e culturale. E spinge a interrogarsi anche sul lessico. Che cosa sono, di preciso, le élite
del ventunesimo secolo?
Stanche estensioni di quelle novecentesche? Chi sono gli uomini al comando? Contano più loro o un opaco sistema di
procedure? E "la gente"? È un’astrazione concettuale?
Emanuele Coccia è un filosofo quarantenne, maître de conférences

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la Repubblica 14/1/2019 CULTURA    
Le idee
Chi manipola la collettività è la vera élite
Mariana Mazzucato


Ma davvero è tutta colpa dell’Unione Europea e dei "poteri forti"?
Capire realmente i meccanismi di Bruxelles e attivarci per modificarne i difetti potrebbe farci riscoprire cittadini consapevoli. E
al riparo dalle semplificazioni
Nel suo articolo dell’11 gennaio Alessandro Baricco riassume un dibattito largamente diffuso e trattato in diversi ottimi recenti
libri come Strangers in their own land di Arlie Hochschild. Secondo Baricco, la crisi che stiamo attraversando è innanzitutto una
crisi di fiducia delle masse nei confronti delle élite. Mi pare una lettura semplificante. Se non comprendiamo chi sono e come
funzionano le élite, rischiamo di consolidarne le posizioni e il potere. Quindi, raccogliendo la sua sfida a "non farci fottere dalla
apparente semplicità delle cose", proviamo a guardare meglio dentro la sua analisi.

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la Repubblica 13/1/2019
Le idee
"Noi insegnanti dobbiamo ricucire questa società"
Il maestro elementare: " Non siamo un’élite, la cultura è una risorsa, non un privilegio"

Franco Lorenzoni Intervista di Francesco Erbani

Nella scuola noi insegnanti ci sentiamo soli e spesso lo siamo»: Franco Lorenzoni, per quarant’anni maestro elementare, lucido
erede della tradizione di don Lorenzo Milani, abbassa il tono della voce, come per prendere una pausa meditativa. Poi prosegue:
«Leggendo le considerazioni che faceva Alessandro Baricco su Repubblica, mi sono chiesto: noi insegnanti facciamo parte
dell’élite? Per come siamo trattati economicamente e considerati socialmente certamente no, nella gran maggioranza dei casi.
L’opinione che molti genitori hanno di noi è pessima. Basti pensare a che cosa circola nei gruppi whatsapp.

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la Repubblica CULTURA 12/01/19
Le idee
Così l’Uomo Nuovo abbatte il sapere delle élite decadute
Ezio Mauro


Come si è arrivati alla scissione tra classe dirigente e popolo? Perché si perde fiducia nella rappresentanza? Quando la politica è
arrivata al suo grado zero? Riflessioni dopo l’intervento su "Repubblica" di Alessandro Baricco
La prima domanda, leggendo il breve saggio di Alessandro Baricco, è se possiamo vivere senza un’élite. La seconda è quanto
tempo impiegheremo a considerare élite questa nuova classe di comando che ha spodestato la vecchia. E la terza, quella che
conta, è dove, come e quando ha sbagliato il ceto dirigente del Paese, fino a suicidarsi nella disapprovazione generale del
cosiddetto popolo ribelle. Fino a trasportare il termine élite nell’inferno delle parole dannate.

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Le idee La Repubblica 11/01/2019

E ora le élite si mettano in gioco
Alessandro Baricco 

 

Parole più semplici contro parole difficili. Maggioranza povera contro minoranza ricca. Risposte facili contro ragionamenti
complessi. Risentimento contro impotenza. Ecco come il mondo si è diviso e come l’era digitale ha amplificato la rabbia di chi
non si sente parte del "Game". E come uscirne vivi
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Corriere della Sera · 12 genn. 2019 

I valori che offre la Scienza 
Maurizio Ferrera

 

Beppe Grillo ha firmato il Patto trasversale sulla Sienza promosso da Roberto Burioni e Guido Silvestri, due noti e autorevoli docenti e studiosi di medicina. Si tratta di un segnale importante, in controtendenza rispetto agli atteggiamenti aniscientifici del 5 stelle: emblematico il caso dei vaccini. A giudicare dai social media, non tutta la base grillina condivide questa scelta. Beppe Grillo resta nondimeno il fondatore eil padre nobile del movimento.

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Corriere della Sera · 13 genn. 2019 

Educazione civica: proviamoci
Ferruccio de Bortoli

La democrazia diretta è necessaria. Giusto rafforzarls. Ma va maneggiata con cura. La rete dà risposte immediate, partecipazioni istantanee. Ma spesso disinformate ed emotive. Si scambia l'opinione di minoranze organizzate, non rararmente su posizioni esterme, per il sentimento medio degli elettori. I lider politici che misurano costantemente il proprio gradimento sui socieal newwork - e si comportano di conseguenza - dovrebbero tnerne conto. 

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La Repubblica 8/1/2019
Le lettere di Corrado Augias Se la politica dimentica la scuola
Corrado Augias


Dottor Augias, il disinteresse dei ragazzi per lo studio viene attribuito a una didattica invecchiata ma non è così. Ci si illude che basti innovare, specie con l’aiuto della tecnologia digitale, per ridestare l’interesse svanito. La questione è più complessa, investe una crisi di civiltà e un passaggio d’epoca, non proprio felici. La nostra non è una società della conoscenza, ma una
civiltà dell’immagine e dei consumi, ci si "arricchisce", per compulsiva accumulazione di oggetti materiali, spesso marcatori di status e di nient’altro, che arrivano a distorcere la personalità, consumandola, rendendola insofferente della fatica e del sacrificio, diffondendo un ethos infantilistico, che permea di sé tutta la società e tutte le classi d’età. Come ammoniva Gramsci:
«Occorre persuadere molta gente che anche lo studio è un mestiere, e molto faticoso, con un suo speciale tirocinio, oltre che intellettuale, anche muscolare-nervoso: è un processo di adattamento, è un abito acquisito con lo sforzo, la noia e anche la sofferenza ». Era vero ieri, non è meno vero oggi.

 

Corriere della Sera · 7 genn. 2019

La reputazione dell'Italia e lo «spread civico»
Enzo Manes

 

Lo spread è diventato uno degli indicatori più usati per valutare lo stato di salute dell'economia italian. Lo stesso ministro dell'economia espreime preoccupazione per il livello che ha raggiunto. Le pagine dei giornali sono piene di commenti che ne registrano la variazione negativa. Ma perché invece sono così poche le voci che si levano per far oresente il rischio che stiamo correndo in termini di "spread civico"?

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la Repubblica 6/1/2019
Robinson
Un sacco di carbone
Riccardo Staglianò

  

L’ultima tornata della conferenza dell’Onu sui cambiamenti climatici si è tenuta, nelle settimane prima di Natale, a Katowice, epicentro dell’industria carbonifera polacca. Che è un po’ come se un congresso sull’aria pulita si tenesse a Taranto. A dare il benvenuto ai delegati internazionali c’era una banda di minatori. Nel centro congressi erano esposti cosmetici a base di carbone e gioielli tempestati di schegge dello stesso minerale. D’altronde la Polonia ricava dal carbone l’ottanta per cento del suo fabbisogno energetico. E il presidente Andrzej Duda non ha potuto fare a meno di notare che, possedendo il Paese riserve per almeno altri due secoli, "sarebbe difficile non approfittarne". Già. In questa onesta confessione locale sta la risposta a un (continua)

 

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Il Sole 24 Ore domenica 30 DICEMBRE 2018
Risorse. Prevenzione e prescrizione:occorre maggiore consapevolezza
Un ruolo più incisivo per i medici del Ssn

Silvio Garattini


Nonostante siano passati ormai 40 anni dalla istituzione del Servizio Sanitario Nazionale (Ssn) a mio avviso, i medici – mediamente – non hanno ancora piena consapevolezza di quali siano i
loro nuovi compiti. Infatti, la maggioranza dei medici vive oggi in un sistema pubblico che provvede ai bisogni della sanità personale e pubblica attraverso risorse economiche derivanti dai contributi dei lavoratori e, più in generale, da una parte delle imposte che paghiamo ogni anno. La cifra disponibile è intorno ai 115 miliardi di euro, che è certamente insufficiente, anche se non si possono sottacere le somme che vengono mal utilizzate e ancor peggio quelle che se ne vanno attraverso la corruzione. Proprio perché le risorse non sono frutto di beneficienza ma di
tassazione, sono molto cambiati i doveri dei medici all'interno del SSN dato che dipende fondamentalmente da loro l’utilizzo di queste risorse.