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Sui quotidiani e periodici
 
 

 

giornali & periodici

Sui quotidiani e periodici

 

L'informazione domina il mondo, molti giornali divengono sempre più grandi e zeppi di notizie tanto da rendere impossibile la loro completa lettura. Questa sezione si propone di fornire un aiuto mirato agli interessati di scienza, divulgazione e formazione che possono ritrovare in questa  pagina  articoli che giudichiamo degni di  essere letti e meditati e sono sfuggiti alla loro attenzione.

Sarà inoltre possibile accogliere suggerimenti dei lettori e contribuire a sostenere eventuali discussioni e riflessioni che possono scaturire.

Ci limitiamo alla carta stampata perche seguire la rete in modo sistematico è per noi impossibile e quindi autolimitiamo il nostro campo principalmente ai più diffusi quotidiani italiani, senza però non segnalare quando ci avverrà di incontrare notizie in rete che stimiamo degne di nota.

 

Buona lettura

 

 

 

 

 

 
È ora di andare a dormire # Una rondine fa primavera # I nostri ritardi nella lotta alla povertàBuco nero Sagittarius - A Nella Via Lattea c’è un cuore di tenebra # Mr. Darwin, la normalità di un genio # Scuole e salute sono il futuro (vedi l’Albania) # Quei bimbi in povertà e le periferie educative # Se l’Italia non cerca ricercatori # "Caro anziano, ti telefono io" I bimbi che adottano i nonniLA SCOMPARSA DI CAVALLI SFORZA # CHI VESPA SOPRAVVIVEBasta vuote parole Cosa dare e chiedere ai ragazziCurioso e libero così era mio padreCon i miei video faccio ripetizioni di matematica a 170mila studentiLa noia delle cavalletteRagazzi miei, la lezione è: seguite il vostro demone # Dna, il ’68 della scienzaL’autocensura di Galileo è riemersa a LondraHo trovato mia mamma solo per perderla # Io, prof, dico no ai cellulari nella mia aula # Mollate i social network # L’invenzione più vera della verità ... # La classe di mio figlio Viviamo in un’epoca in cui si  amo travoltiAlzheimer. Si ignora chi colpisce, come evitarla e come curarla. # Un mondo illusoriamente stabileA tu per tuCom’è pericoloso disprezzare la scienzaLa profilassi? Per i bambini è come i seggioliniCARI RAGAZZI LA VITA REALE NON È UN CLIC # Si sta meglio a scuola o in vacanza? # C’è la mela al gusto di mela?C’è qualcosa nella mente che non c’è nel cervelloLa violenza non può mai essere uno scherzoLicenza di estinguere? La genetica sfida l'eticaPreistoria a caccia degli avi # Cellule embrionali: vent'anni incontro alla vitaUN PAESE CHE HA BISOGNO DI COMPETENZE CERTENeuroscienzeCar-T, via libera in Europa alla prima terapia cellulare per i tumoriAbitare le parole: competenzaQuei poteri digitali occultiLa legge sui vaccini & Io cho visto “El Mal” so che si può battere & Il segreto del Sole che fece scoprire l'ElioEcco il gene che stabilisce quanto siamo altiL’unica nazione è l’umanità & La diplomazia strategica del basilico & Il banchetto dell’australopitecoQuando respingevano gli italiani in mareDipendenza da smartphone o maleducazione?L’altra maturità 2018: storie di ragazzi che hanno fatto l’IB: così impariamo a capire il mondoIl bosco è l’universo & L'Europa che dobbiamo raccontare & Elogio del libro contro tutti i muri LA FORZA DEI NUMERI & L'immigrazione non percepita & PIÙ SCUOLA AI RAGAZZI DEL SUD & Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati & Camilleri“C’è un consenso per le tesi estremiste di Salvini che mi ricorda quello del 1937”"PULIZIA ETICA”: LA SCUOLA CHE NON INSEGNA NULLAAdesso troviamo il coraggio: parliamo di mortiSegnali magnetici per animali migratori & Tanto gentile. E così faticosa & Cambiamo mentalità per uno sviluppo sostenibile & In che razza d’Italia ci ritroviamo & Non solo flat tax l'Italia discuta anche di scuola & Il predellino? No, ai docenti serve dignità & Riformare la scuola ascoltando i docenti & Il lamento del PUNTO E VIRGOLA & Che educati gli animali quando parlano tra loro & Cari ragazzi, niente paura, inseguite i vostri sogni & L’avventura dell’universo & Scienza nel verso giusto & SUMMER SCHOOL Dai banchi al Mario Negri per approfondire la ricercaPiù scienza nella scuola & Dal bullismo un esame di coscienza per tutti & Mettiamoli in castigo & I giovani di ieri non erano migliori Tra noi prof serve più cooperazione & Così abbiamo permesso l’irrilevanza degli insegnanti & Perché oggi chi insegna fa un salto nel vuoto & Cronache di classe in Italia & LE COLPE DEGLI ADULTI & Aggressioni ai professori e classismo nelle scuole: la risposta di Michele Serra alle polemiche & Ditemi: cosa significa naturaScienziati che spiegano la scienza & Lettera di un docente a "la Repubblica" Floris e la scuola da salvare & All’italiano degli stranieri serve un test specifico & Notte al museo a inseguire le stelle &  Lo scienziato è una star del webRagazze con i numeri la ricetta per allevare le scienziate di domaniLA SOLITARIA RESISTENZA DEI PROFESSORI & Gatti corsari e l’upupa portafortuna Così l’ozio ha fatto di me un etologo & LA BELLEZZA NON HA PESO & Einstein insegna: un vero scienziato sa anche recitare Pacchi, traffico: è l'inquinamento da e-commerce & Come non scrivere & Noi e i robot: fermiamoci o sarà tardi & L’uomo senza educazione sentimentale & L'italiana che legge il DNA dei colori & Sei sicuro di saperlo? & Le sfide politiche per salvare la Terra & Adolescenti meno ribelli... & Ma il solo modo per imparare è confrontarsi con la diversità La catena di supermercati Iceland eliminerà la plastica entro il 2023 & Le parole per dire no al razzismo quotidiano & Stimoliamo i bambini scopriranno tutto da soliUn farmaco su due è di troppo & Si rasa per donare i capelli & La scuola deve usare il cervello § Ignoranti e orgogliosi di esserlo § L’innovazione sboccia dal problem solving & Lettera a noi genitori § I vaccini nella


Il Sole 24 Ore domenica 25 nov. 2018
Una vita tranquilla rivoluzionata dal viaggio sul Beagle e dall’«Origine delle specie»
Biografia. Il profilo del naturalista, ricostruito in modo esemplare da Janet Browne, restituisce un uomo comune, dedito a lavoroe famiglia, ma capace di grandiose intuizioni
Mr. Darwin, la normalità di un genio
Massimo Bucciantini

 

«Per alcuni era un genio del male; per altri semplicemente un genio». Inizia così la monumentale biografia che Janet Browne ha consacrato a Charles Darwin. Consacrato, sì, mi pare proprio il caso di dire.

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La Lettura · 18 nov. 2018 Corriere della sera
Buco nero Sagittarius - A Nella Via Lattea c’è un cuore di tenebra
GUIDO TONELLI

 

Enigmi Oggetti cosmici che crescono a dismisura nelle galassie Inghiottendo tutto ciò che Incontrano. I più piccoli sono prodotti dal collasso gravitazionale di stelle. Altri forse si sono formati meno di un secondo dopo il big Bang

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Il Sole 24 Ore domenica 02 dic. 2018
Ma negli ultimi anni, ricorda l’autore, si è varata qualche misura: non siamo all’anno zero.
Lo studio. In Italia l’impoverimento è stato più acuto che negli altri Paesi
I nostri ritardi nella lotta alla povertà
Marco Onado

 

La povertà non è solo il problema di coloro che vengono lasciati indietro nello sviluppo, una sorta di prezzo ineluttabile per ogni processo di crescita. È una piaga capace di condizionare le
libertà essenziali proclamate fin dai tempi della dichiarazione dei diritti dell’uomo, quindi una minaccia per ogni democrazia. Tanto è vero che come ricorda Massimo Baldini su «Lavoce.info», Ernesto Rossi, uno degli autori del manifesto di Ventotene, scrisse nel 1942 un libro intitolato Abolire la miseria, per indicare uno degli obiettivi prioritari della nuova Repubblica.

 

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Corriere della sera · 18 nov. 2018
Una rondine fa primavera
PAOLA D’AMICO

 

A metttere in discussione (indirettamente) il vecchio detto è lo studio di un gruppo di ecologi e ingegneri milanesi, che svela uno dei più affascinabti misteri ddella migrazione: come fanno le rondini a sapere quando è il momento di partire, quando la primavera tarda o anticipa, modulando i tempi della partenza per trovare condizioni di arrivo adeguate?

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Il Sole 24 Ore domenica 25 NOV. 2018
Il metronomo non è collegato a organi della coscienza del tempo. Ritmi circadiani. Il sistema nervoso centrale regola e sincronizza il comportamento coordinando le cellule orologio che dirigono l’appetito e la sazietà, il sonno e la veglia
È ora di andare a dormire
Arnaldo Benini


Il sistema nervoso centrale lavora senza sosta: di giorno, oltre alle funzioni vegetative
(circolazione e pressione del sangue, respirazione, senso di fame e sete, equilibrio ormonale,
senso del tempo, ecc.) attiva, nell’uomo, i meccanismi nervosi della coscienza e
dell’autocoscienza, l’attività mentale, la memoria.

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Scuole e salute sono il futuro (vedi l’Albania)
La Lettura · 11 nov. 2018 ·
GIUSEPPE REMUZZI

 

Questa è davvero una buona notizia per il nostro mondo: la condizione di povertà estrema sta diminuendo, dal 36°/o del 1990 si è passati al 10°/o del 2015. Ma chiediamoci prima di tutto cosa si intende per «povertà estrema»? Sono persone che vivono con meno di 1,9 dollari al giorno (è come se per ciascuno di noi dopo aver preso un caffè non ci fosse più nulla per tutto il resto della giornata). (continua)

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Quei bimbi in povertà e le periferie educative
Corriere della Sera · 14 nov. 2018 · 27
Paolo Di Stefano

 

È già in sé impressionante il divario di competenze scolastiche tra regioni di uno stesso Paese: stiamo parlando ovviamente dell'italia. Purtroppo si sa che un minore cresciuto a Enna non ha le stesse opportunità di un ragazzo che cresce a Milano. Scandaloso, niente di nuovo anche se inaccettabile. (continua)

 

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“Avvenire” del 10 agosto 2018

Basta vuote parole Cosa dare e chiedere ai ragazzi
di Eraldo Affinati

I due tredicenni pistoiesi che hanno confessato di essere stati gli autori degli insulti e degli spari (a salve) esplosi contro il giovane gambiano giovedì scorso nei pressi della parrocchia di Vicofaro, raccontano molto di noi: ci spiegano dove stiamo sbagliando e tutto ciò che non dovremmo mai fare. Gli adolescenti a quell’età assomigliano a cartine di tornasole, non tanto perché gli adulti che avrebbero dovuto educarli hanno tagliato la corda, si sono eclissati, oppure, peggio ancora, sono stati davanti a loro come pupazzi. Queste diserzioni sono clamorose, ma non bastano a comprendere la crisi che viviamo. La situazione è assai più grave e chiama in causa i valori civili, sociali e morali che stiamo consegnando ai nostri figli: negli anni abbiamo costruito un mondo finto dove ogni desiderio sembra poter essere esaudito e chi commette un danno si crede in diritto di non pagare il prezzo del risarcimento. (continua)

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ROBINSON - la Repubblica
CHI VESPA SOPRAVVIVE 
Avanti insetti futura umanità
di Marco Belpoliti

 

Cosa fanno gli entomologi? Studiano gli insetti, ovviamente. Per questo viaggiano attraverso il mondo. Stefano Tirullazzi, per esempio, ha trascorso parte della sua vita in Malesia, Indonesia, Costa Rica, Australia e altri posti esotici alla ricerca delle vespe. Tirullazzi è professore ordinario di Zoologia alla Università di Firenze. Nel 2003, dopo trent’anni di studi, ha pubblicato un piccolo capolavoro: La Società delle Vespe (Alberto Perdisa Editore), libro quasi esaustivo su questo insetto ben poco considerato, fastidioso e ritenuto per lo più inutile. Errore, perché, come si è scoperto, le vespe sono fondamentali per la produzione vinicola: aiutano la fermentazione dell’uva. Delle vespe cartonarie, dette così per via della particolare materia dei loro nidi, genere polistes, ne esistono 206 specie diffuse ovunque nel mondo, e ben presenti in Italia. Per scrivere la sua tesi di laurea nel 1972 Stefano Tirullazzi s’arrampica sul tetto della casa della cugina a Firenze, in precario equilibrio tra le tegole nel tentativo di prelevare quattro colonie di polistes, come racconta nel suo ultimo libro per le edizioni ETS, Le politiche degli insetti  (continua)

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ROBINSON -la Repubblica
LA SCOMPARSA DI CAVALLI SFORZA 
L’uomo che mostrò l’unicità dell’uomo
Se n’è andato lo scienziato che ci ha spiegato come l’umano sia uno solo, frutto di un mosaico di contaminazioni. Un innovatore da Nobel (che non gli fu dato) fin dalle ricerche sui microrganismi: come fanno l’amore i batteri?
di Guido Barbujani


Con Luca Cavalli-Sforza, scomparso venerdì pomeriggio nella sua casa di Belluno, non se ne va solo una delle menti italiane più brillanti del Ventesimo secolo. Se ne va un formidabile innovatore: l’uomo che, nel corso di sessant’anni, ha portato la genetica mondiale a trasformarsi da una scienza artigianale – un bancone, qualche moscerino, poche attrezzature e tante idee – a una grande impresa transnazionale ad altissimo contenuto tecnologico. Se la moderna scienza dei genomi oggi ci offre possibilità senza precedenti di comprendere i meccanismi di base della vita, è merito di un piccolo gruppo di scienziati dalla vista lunga, con Luca Cavalli-Sforza appunto in prima fila. Lo chiamavamo tutti Luca, ma in realtà si chiamava Luigi. (continua)
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CRONACA
Il racconto la Repubblica
L’esperimento a Padova
"Caro anziano, ti telefono io" I bimbi che adottano i nonni
GIAMPAOLO VISETTI,

Ciao, come stai oggi? Ti senti solo, ti va se parliamo un po’? Mi racconti i momenti di felicità e le paure della tua vita? Hai mangiato? Mi riveli il segreto per crescere restando buono?». A Padova i bambini adottano così gli anziani della città rimasti senza nessuno. Una telefonata alla settimana, per fondere universi oggi sconosciuti ed estranei. Doveva restare l’esperimento di una scuola elementare, ma il successo e la commozione sono stati tali che il filo diretto riaprirà con settembre, esteso a tutti i quartieri. L’idea ha pure vinto il primo premio del concorso "Cittadino globale", bandito dal Comune: trecento euro, che gli alunni della terza elementare dell’Istituto Arcobaleno di Brusegana hanno chiesto di spendere per affittare un teatro e fare una festa assieme ai vecchi di cui ormai sono diventati amici. E l’esempio contagia anche gli adulti. Famiglie volontarie, grazie ai fondi stanziati dalla giunta del sindaco Sergio Giordani, adottano anziani soli per un giorno, un fine settimana, durante le ferie di chi li assiste, o per tutta l’estate. Ai "nonni in affido" a chi si offre di non ignorarli, vengono controllate le medicine, preparati
i pasti, fatta la spesa e il bucato, smaltiti i rifiuti, saldate le bollette, letti libri e giornali. (continua)

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DOMENICA Il Sole 24 Ore domenica 30 SETTEMBRE 2018

Stato & Ricerca. Investimenti diminuiti nel 20% in dieci anni, fughe di giovani all’estero (dove vincono i
progetti italiani), assenza di budget certi e stabili. Eppure siamo il Paese dove si fanno più scoperte
Se l’Italia non cerca ricercatori
Elena Cattaneo


L’istruzione e la ricerca universitaria in Italia sono state, con la crisi economica, fra gli ambiti
più colpiti dai tagli alla spesa. È impietosa la fotografia del rapporto 2017 della Commissione
europea su ricerca e innovazione: negli ultimi dieci anni gli investimenti pubblici in ricerca e
sviluppo in Italia sono diminuiti di oltre il 20%. Nel 2015 rappresentavano appena lo 0,51% del
Pil e, uniti agli investimenti privati, raggiungevano l’1,34%. Numeri lontanissimi da quel 3%
del Pil in ricerca che rappresenta l’obiettivo del programma europeo Horizon 2020, il più
grande fondo mondiale per la ricerca mai raccolto sotto un’unica autorità politica, con una
dotazione di quasi 80 miliardi di euro in 7 anni. Nel triennio 2014-2016, il nostro Paese è
secondo, dopo il Regno Unito, come numero di progetti inviati, ma scivola al ventunesimo
posto, dopo la Romania, per progetti vinti. (continua)

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ROBINSON - SCIENZIATI DI FAMIGLIA la Repubblica
Curioso e libero così era mio padre
Hanno lavorato (e scritto) assieme per vent’anni.
E ora il figlio, da sempre stregato dalla sua capacità di scoprire strade nuove, ricorda: "L’evoluzione culturale?
Lévi-Strauss gli disse che era un po’ troppo complicata..."
di Francesco Cavalli Sforza


Luca Cavalli- Sforza si è spento nel pomeriggio di venerdì, a 96 anni, nella casa di famiglia a Belluno dove trascorreva l’estate. Era Luigi all’anagrafe, Luca per gli amici. Da qualche settimana non riusciva ad alzarsi dal letto, non per malattia ma per la debolezza dell’età. È trascorso serenamente, in compagnia del figlio maggiore, Matteo, e di sua moglie Kima Guitart. Lascia i quattro figli avuti dalla moglie, Alba Maria Ramazzotti, scomparsa tre anni prima di lui. Luca era mio padre, e per vent’anni abbiamo lavorato insieme a divulgare quanto si andava scoprendo sull’evoluzione dell’uomo moderno, al cui studio aveva dedicato la vita. Spesso erano scoperte sue. (continua)

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CRONACA - Il personaggio la Repubblica
Professione prof: "Con i miei video faccio ripetizioni di matematica a 170mila studenti"
Elia Bombardelli, insegnante e youtuber Dalle funzioni ai teoremi, oltre 200 clip
JAIME D’ALESSANDRO, ROMA

 

Non tutti si possono permettere di pagare un insegnante che faccia lezioni private.
Ecco perché pubblicai quelle lezioni su YouTube. Non immaginavo proprio che sarebbero diventare così popolari». Tanto popolari da raggiungere e superare i 25 milioni di visualizzazioni, un piccolo record per uno youtuber di casa nostra, soprattutto se non si occupa di musica o moda, ma di matematica. (continua)

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Lunedì 29 ottobre 2018 Corriere della Sera
La noia delle cavallette
di Alessandro D’Avenia

 

«Metti via quel telefono!». È ormai la stanca litania che ripetiamo ogni giorno ai nostri figli per
tentare di recuperarne la presenza: a casa, a tavola, in mezzo agli altri. La risposta, come a
giustificare i loro occhi ipnotizzati dallo schermo, è quasi sempre la stessa: «Mi annoio». E hanno
ragione, oggi più che mai. La costante stimolazione di cui sono capaci telefoni e tablet, infatti, attiva
continuamente i meccanismi di ricompensa del cervello. Spento lo schermo il bambino o
l’adolescente precipita in un mondo le cui sollecitazioni appaiono pallide rispetto agli «effetti
speciali» digitali, motivo per cui la soglia di percezione della noia è molto più bassa rispetto a chi è
cresciuto senza dispositivi elettronici. (continua)

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CULTURA la Repubblica
"Ragazzi miei, la lezione è: seguite il vostro demone"
Il congedo dall’insegnamento di Ivano Dionigi all’Università di Bologna

ILARIA VENTURI


Cala un silenzio teatrale quanto il cielo carico di pioggia là fuori, quando Ivano Dionigi cita la risposta che Max Weber diede agli studenti smarriti sul cosa fare dopo le macerie della Prima guerra mondiale: «Ci metteremo al nostro lavoro ed adempiremo al compito quotidiano nella nostra qualità di uomini. Ciò è semplice e facile, quando ognuno abbia trovato e segua il demone che tiene i fili della sua vita». Guarda i suoi studenti, quasi ex dopo quest’ultima lezione in cattedra, assiepati fin su all’ultimo gradone della storica aula di Lettere che negli anni ’70 fu del movimento, collegati via video nell’aula al piano di sopra. Pure loro, in fondo, sono persi in altre macerie, benché meno sanguinose: di certo hanno davanti un futuro non migliore di quello dei loro padri. (continua)
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Il Fatto Quotidiano · 13 sett. 2018 

Dna, il ’68 della scienza
PIERGIORGIO ODIFREDDI

 

Quando si pensa al'68, di cui quest'anno si celebra il cinquantenario, si ricordano soprattutto gli eventi politici
e sociali che i giornali e le televisioni avevano portato alla ribalta. Ce n'è per tutti i gusti: o meglio, per tutti, meno quelli scientifici Eppure almeno due eventi, uno tecnologico e uno culturale, non solo non sfigurerebbero tra gli altri della lista, ma ne farebbero sfigurare molti di quell'anno formidablle. Si tratta, da un lato, della missione
Apollo 8, che cl portò per la prlma volta vicino alla Luna. (continua)

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DOMENICA Il Sole 24 Ore domenica 23 SETTEMBRE 2018

Bella scoperta. Ritrovato l’autografo della celebre lettera galileiana inviata a Benedetto Castelli il 21 dicembre
1613, all’origine dello scontro con la Chiesa
L’autocensura di Galileo è riemersa a Londra

 

Di Galileo si pensa di conoscere ormai tutto o quasi. E con alle spalle una tradizione storiografica più di tre secoli, non ci si aspetta certo di trovare nuovi documenti che illumino episodi importanti delle sue vicende biografiche. Ma le ricerche d’archivio riservano talvolta sorprese, facendo riemergere testi che si consideravano irrimediabilmente perduti. Ed è proprio quello che è accaduto alcune settimane fa quando alla Royal Society Library di Londra è stato
rinvenuto l’autografo della celebre Lettera di Galileo a Benedetto Castelli del 21 dicembre 1613.  (continua)
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Il Fatto Quotidiano · 19 ag. 2018 
Ho trovato mia mamma solo per perderla
SELVAGGIA LUCARELLI

 

Quando mi hanno detto che la mia mamma non si trovava più, mi ero appena seduta su una specie di postribolo ficcato in una via polverosa di Ollantayambo, un paesino di poche anime con delle belle rovine Inca e un treno che va diritto verso la stazione degli autobus ai piedi del Machu Pichu in Perù. (continua)

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Il Fatto Quotidiano · 27 ag. 2018 

Io, prof, dico no ai cellulari nella mia aula
MAURIZIO VIROLI

 

Gli strumenti elettronci in aula andrebbero proibili. La lezione universitaria è un arte molto semplice: una persona parla e gli altri ascoltano con atteggiamento attivo e una partecipazione attenta. (continua)

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FUORICAMPO la Repubblica
Mollate i social network: come successo a Trump, tirano fuori il peggio di voi Online l’odio vince sempre
Jaron Lanier, uno dei primi guru di Internet, oggi ne è il massimo critico.

 

Intervista
Denuncia da an ni le pecche del mondo digitale, dal rischio di finire oggetto di un controllo globale, alle conseguenze disastrosedella cultura della gratuità. Molte delle sue previsioni si sono avverate. La fama di massimo esponente di un’avanguardia criticane i confronti dell’Information di cui gode il pioniere americano della “realtà virtuale” è anche legata alla sua esperienza diretta maturata nella Silicon Valley.
Jaron Lanier lavora tuttora come sviluppatore a Microsoft, ma continua a scrivere libri sui poteri occulti di Internet, vincendo premi letterari. Il suo ultimo saggio riesce a essere più diretto e provocatorio dei precedenti. Si intitola Dieci ragioni per cancellare subito i tuoi account social (ed. Il Saggiatore) ed è stato scritto prima dello scandalo dati di Facebook, che Lanier — e ciò non sorprende — aveva già previsto. Non a caso, di recente il Signor Lanier, il “ceo” di Facebook, Mark Zuckerberg, nella sua audizione al Parlamento europeo dopo lo scandalo dati ha per
lo più aggirato le domande. (continua)
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L’invenzione più vera della verità che può mettere ordine nel Caos
Corriere della Sera · 15 ag. 2018 

Di Raffaele La Capria

 

Correggendo le bozze di un mio libro autobiografico non avrei mai creduto di entrare in un giro di pensieri come questo che cercherò di descrivere. Mentre vedevo scorrere sulle pagine eventi e momenti della mia vista sentivo che nulla era veramente corrispondente a quel che la mia vita era stata. Ciò che era accaduto era confuso e disordinato e, a ripensarlo, immerso in una specie di caos, forse perché mentre la si vive la vita corre, ti trascina e non ti dà il tempo di guardarla e nemmeno giudicarla. (continua)

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COMMENTI la Repubblica
Invece Concita La classe di mio figlio 
Concita De Gregorio

Grazie a Salvatore Calanna, Milano


«Sono i primi quest’anno inizia la fantastica avventura della Prima Media. A metà mattina il suono della notifica del cellulare mi distoglie temporaneamente dal lavoro. È l’elenco degli alunni della prima D, scuola Colombo, Milano. Lo scorro velocemente; Xi, Gutierrez, Salamon, Hu, Niculescu... (continua)

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DOMENICA Il Sole 24 Ore domenica 26 AGOSTO 2018
Storia & istruzione.
Viviamo in un’epoca in cui siamo travolti da una grande quantità di informazioni: gli insegnanti hanno il compito di educare alla selezione e all’interpretazione
La sfida di uno spirito critico
Yuval Noah Harari

 

L’umanità sta vivendo rivoluzioni senza precedenti, tutte le nostre vecchie storie stanno
andando in frantumi, e nessuna nuova narrazione è finora emersa per prenderne il posto. Come
possiamo preparare noi stessi e i nostri figli per un mondo scosso da tali inediti sconvolgimenti
e radicali incertezze? Un bambino nato oggi avrà poco più di trent’anni nel 2050. Se tutto gli/le
va bene, sarà ancora in vita intorno al 2100, e potrebbe persino essere un cittadino attivo del
XXII secolo. Che cosa dovremmo insegnare a questo/a bambino/a per aiutare lui o lei a
sopravvivere e avere successo nel mondo del 2050 o in quello del XXII secolo? (continua)

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DOMENICA Il Sole 24 Ore domenica 26 AGOSTO 2018
Alzheimer. Si ignora chi colpisce, come evitarla e come curarla.
Il saggio di Arnaldo Benini è una grande lezione sui confini tra quello che si sa, quello che non si sa e l’enigma
La malattia che fa più paura
Paolo Legrenzi

 

Alois Alzheimer nasce nel 1864. Nel 1883 comincia a studiare medicina a Berlino,
nell’università più all’avanguardia per le ricerche sul vivente. Alzheimer crede da subito, e
fermamente, che il «come» e il «dove» delle malattie mentali vada cercato nel cervello.
Terminati gli studi, lavora nelle cliniche per malattie psichiatriche a Francoforte e Monaco, per
divenire infine ordinario di psichiatria e neurologia all’Università di Breslavia. A Francoforte la
paziente Auguste Deter, ricoverata nel 1901, attira la sua attenzione. Auguste Deter muore nel
1906 a 56 anni e Alzheimer riceve a Monaco il suo cervello fissato in formalina. (continua)

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DOMENICA Il Sole 24 Ore domenica 19 AGOSTO 2018
Psicologia e criteri di giudizio
Un mondo illusoriamente stabile
Paolo Legrenzi

 

Autunno 1964, università di Padova. Paolo Bozzi è l’unico docente di psicologia per gli studenti
di filosofia. Entra in aula e fa scivolare un’automobilina rossa su un piano leggermente
inclinato. Tutti vedono che l’automobilina scompare dietro una scatola di cartone e poi riappare.
Domanda di Bozzi: «Perché avete visto l’auto passare dietro la scatola?». Risposte varie:
«Perché la scatola l’ha nascosta», «Perché le auto non cambiano passando dietro un ostacolo»,
«Perché le cose non si dematerializzano quando non le vediamo». Bozzi: «Com’è che sapete
queste cose?». «L’abbiamo imparato: chi non ha visto auto celate alla vista ricomparire subito
dopo?». (continua)

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COMMENTI Il Sole 24 Ore domenica 26 AGOSTO 2018
«sta a chi fa ricerca condividere e spiegare il senso di ciò che fa. se non ci riesco la colpa è mia»
caccia ai libri, l’italiana di oxford che unisce scienza e umanesimo

A tu per tu

 

Con un annuncio è finita alla Bodleian poi Cristina Dondi, oggi docente in
Inghilterra, ha ideato un modo innovativo per tracciare i testi e ottenuto fondi milionari.
Col suo team lo presenta in una mostra a Venezia
L’appuntamento, purtroppo per me, è rinviato. Spero. Già pregustavo di incontrare Cristina
Dondi nelle sale prestigiose, austere e magiche della Bodleian Library di Oxford, dove lei è di
casa: oltre al piacere di conoscerla di persona e chiacchierare, infatti, ci sarebbero stati i libri (e
che libri, aveva selezionato!) a farci compagnia. (continua)


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DOMENICA Il Sole 24 Ore domenica 28 OTTOBRE 2018
Sta diventando anche uno strumento politico solleticando la diffusa ignoranza
Dibattiti. Non si può chiedere ai giovani di studiare solo discipline umanistiche
Com’è pericoloso disprezzare la scienza
Lamberto Maffei

 

L’Accademia dei Lincei si occupa attivamente da anni dell’aggiornamento degli insegnanti in
quasi tutte le regioni italiane tramite una fondazione «I Lincei per la scuola» da me presieduta. I
docenti che accorrono numerosi ai corsi dimostrano, malgrado gli scarsi riconoscimenti,
entusiasmo per il loro mestiere che svolgono con dedizione e impegno morale.
La scuola italiana, elitaria in passato, ha conservato, pur con il benemerito avvento della scuola
di massa, un buon livello educativo. (continua)

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«La profilassi? Per i bambini è come i seggiolini e le cinture Grave se c’è chi non lo pensa»
Corriere della Sera · 11 ag. 2018 · 
L'immunologo Mantovani: legge Lorenzin pedagogica

di Adriana Bazzi

 

Milano "Ho 8 nipoti e quando viaggiano in auto con me, allaccio le loro cinture di sicurezza. E i più piccoli li metto dietro, sul seggiolino per proteggerli da eventuali incidenti. Normale, nel rispetto della legge. (continua)

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COMMENTI la Repubblica
L’analisi
CARI RAGAZZI LA VITA REALE NON È UN CLIC
Michela Marzano

 

Igor è morto per aver accettato l’assurda e inutile sfida di "Blackout challenge", un gioco diffuso in rete di recente, subito virale tra i più giovani. Ma è una trappola mortale: un macabro inganno in cui è difficile capire non solo quali siano esattamente le regole – visto che la sfida consiste nell’auto-soffocarsi e resistere il più possibile senza ossigeno, perdere i sensi e illudersi di riprendere coscienza come se nulla fosse, mettersi alla prova e vedere fin dove si riesce ad arrivare – ma anche chi possa davvero un giorno vincere il primo premio. (continua)

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Si sta meglio a scuola o in vacanza?
Il Sole 24 ore
di Armando Massarenti

 

«O maestro, perdona la semplice scolaresca. / (…) Le giornate limpide sono calde a causa del
solleone / e luglio infuocato cuoce la messe bruciata / (…): le crudeli bacchette, scettri degli
insegnanti, / si riposino e dormano fino alle Idi d’ottobre: / in estate i ragazzi, se sono in salute,
imparano abbastanza». Già all’epoca di Marziale (I sec. d. C.) si imploravano gli insegnanti
affinché lasciassero in pace gli studenti durante le vacanze estive, non assegnando troppi compiti a
casa. (continua)


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DOMENICA Il Sole 24 Ore domenica 30 SETTEMBRE 2018
Paginette. In questi tempi di sparizioni, oltre a videocassette, ghiacciai, capelli cotonati
e pomodori che sanno di pomodoro, è sparita anche la scuola. Nessuno ne parla più
C’è la mela al gusto di mela?
Paola Mastrocola

 

Sono tempi di sparizioni. Sono spariti da un po’ i pomodori col gusto di pomodoro, come aveva
scritto Pietro Citati (anche le mele col gusto di mela, per quel che ne penso io). Sono sparite le
videocassette, le sarte, il teatro radiofonico, i capelli cotonati, la lacca. Spariscono sempre più i
generi letterari, le spiagge (mangiate dal mare), i ghiacciai (mangiati dal caldo). Spariranno
forse a breve anche i libri con tutti gli annessi: scrittori, editori, librerie e biblioteche.
E la scuola, è sparita?
No di certo: essendo settembre, è ricominciata. (continua)

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DOMENICA Il Sole 24 Ore domenica 28 OTTOBRE 2018
Riesce difficile comprendere come un computer possa sentire la noia o la tristezza
Neuroscienze
C’è qualcosa nella mente che non c’è nel cervello
Francesca Rigotti

 

Dov’è localizzata la mente e che relazione ha col nostro corpo? La mente è diversa dal cervello
o sono la stessa cosa? C’è qualcosa nella mente che non c’è nel cervello? Ce lo chiediamo oggi
come se lo chiedevano nel passato Descartes e Hobbes, Cavendish e Vico, per non citare che i
quattro filosofi «esemplari» scelti da Hustvedt per aiutarla ad articolare domande e dubbi sul
tema, e il cui pensiero viene dall’autrice intrecciato con le più recenti teorie dell’informazione e
della computazione, senza trascurare le loro propaggini fantascientifiche. (continua)

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“la Repubblica” del 10 agosto 2018

La violenza non può mai essere uno scherzo
di Paolo Di Paolo

Goliardico è un aggettivo che appartiene a un lessico superato: dieci tredicenni su dieci non sanno
cosa significhi. Per questo, dire che il gesto dei due ragazzini di Vicofaro — sparare a salve con una
scacciacani contro un giovane gambiano — sia riconducibile a un «momento goliardico», non va.
Non funziona su un piano lessicale — è una parafrasi imprecisa e ambigua della presunta
ammissione di responsabilità — e non funziona nel merito. (continua)

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Corriere della Sera - La Lettura
Licenza di estinguere? La genetica sfida l'etica
Telmo Pievani

 

Gli abitanti di Florena sono in collettivi autogestito in mezzo all'oceano. Dal gennaio 2018 proteggono fieramente la biodiversità della loro isola insiene agli scientziati, perché hanno capito che le bellezze naturali possono contribuire allo sviluppo economico di una comunità. Adesso però devono affrontare un dilemma priuttosto crudo: come sterminare gli asini, capre e ratti per salvare iguane, fringuelli e testuggini? (continua)


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Corriere della Sera - La Lettura
Preistoria a caccia degli avi
Più meticci che Vichinghi Un genoma scandinavo
Telmo Pievani

 

Karin Bois è una giornalista scientifica svedese in cerca delle proprie radici. Alla morte della madre, oservando al funerale i resti della sua famiglia frantumata si mise sulle tracce degli antenati, non solo in quelli prossimi, anche in quelli remoti, paleolitici. (continua)

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Corriere della Sera - La Lettura
Cellule embrionali: vent'anni incontro alla vita
Giuseppe Remuzzi

 

Sono passati vent'anni dai primi studi sulle cellule embrionali umane; vent'anni di speranze, discussioni a volte accese, promesse, difficoltà a farsi finanziare, delusioni e poi ritrovato entusiasmo, insomma vent'anni molto , molto speciali. (continua)

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Corriere della Sera 18 ag. 2018 
UN PAESE CHE HA BISOGNO DI COMPETENZE CERTE
Severino Salvemini

 

È sorprendente che di fronte alla improvvisazione verso problemi complessi e al pericoloso
dilagare del culto dell'incompetenza, il mondo della scuola e dell'università si sia ritratto ad
osservare il fenomeno, senza rivendicare con forza la sua missione educativa. Già in primavera
i programmi elettorali delle due forze politiche governative brillavano per l'assenza
di temi legati alla conoscenza, che dovrebbero invece essere il costrutto prioritario di una
società che vuole determinare il futuro dei propri cittadini e che invece erano relegati in un
angolo. (continua)

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DOMENICA Il Sole 24 Ore domenica 12 AGOSTO 2018

Neuroscienze
Giorgio Vallortigara

 

Il cervello delle api può comprendere il nulla inteso come una quantità, padroneggiando così una
nozione pre-simbolica dello zero. Con un milione scarso di neuroni, afferra un’idea intuitiva dell’insieme vuoto
Quell’ape capisce proprio zero
Ha fatto il giro del mondo la notizia della scoperta da parte di un gruppo di scienziati australiani
e francesi che le api comprenderebbero il concetto di «zero». Qualche sopracciglio si è
sollevato, a far mostra di perplessità. Lo zero, ma come? Proprio quello dei matematici? (continua)

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laRepubblica27ago2018
Car-T, via libera in Europa alla prima terapia cellulare per i tumori
Tiziana Moriconi

L'Agenzia europea per i medicinali ha autorizzato la commercializzazione del primo farmaco prodotto con la tecnologia  CAR-T, in Europa. Come era atteso, infatti. L'Agenzia europea per i medicinali (Ema), ha dato il via libera alla commercializzazione del primo “farmaco” basato sulla modifica genetica delle cellule T dei pazienti stessi, tisagenlecleucel, per trattare due tipi di tumori: la leucemia linfoblastica acuta a cellule B e il linfoma diffuso a grandi cellule B. In attesa che arrivi anche l'approvazione per la seconda terapia CarT, axicabtagene ciloleucel, per i linfomi diffusi a grandi cellule B.

 
IlSole24ore5ago2018
Abitare le parole: competenza
Studiare per saper gestire il mondo
Nunzio Galantino

«Chi attribuisce alla crisi i propri fallimenti e disagi, inibisce il proprio talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi è l’incompetenza», afferma Albert Einstein.Dal verbo latino cum-petere (cercare insieme, mirare a un medesimo obiettivo, gareggiare), la competenza indica la capacità degli individui di combinare i diversi elementi delle conoscenze(notizie, fatti, teorie, principi) e delle abilità personali per il raggiungimento di un risultato.

ilCorriere4ago2018
Quei poteri digitali occulti
Maurizio Ferrara
Web e politica La Rete sta diventando fonte di minacce al funzionamento della democrazie. Il Italia il presidente Mattarella è stato oggetto di un attacco

laRepubblica4/8/2018 
La legge sui vaccini
IL BUON SENSO DIMENTICATO
Elena Cattaneo

Domani compirà un anno, nella sua versione definitiva, la legge che ha reintrodotto in Italia l’obbligo vaccinale venuto meno nel 1999. A “farle la festa” ci ha pensato la nuova maggioranza di governo. Uno dei più importanti provvedimenti di sanità pubblica della scorsa legislatura è stato minato d’efficacia: le vaccinazioni, che la stessa ministra Grillo ha definito «un presidio fondamentale di prevenzione primaria», infatti, non saranno più obbligatorie per l’iscrizione alle scuole per l’infanzia. Tutto rinviato di un anno. Sempre che l’annunciata riforma della legge sui vaccini, nel frattempo, non elimini l’obbligo per sempre.

laRepubblica5/8/20181
Viaggo al centro della speranza
Io cho visto “El Mal” so che si può battere
Li considerano “indemoniati”. Sono le vittime del “Male”, come in America Latina chiamano la Còrea di Huntington, la patologia di origine genetica che lì ha il suo epicentro.
Una grande studiosa (e senatrice a vita) è andata tra loro. Per sollevare ilvelo su una malattia che riguarda anche noi
Reportage di Elena Cattaneo

Vladimir Marcano, fotoreporter di Caracas e autore di El Mal, un eccezionale reportage fotografico sulle persone affette dallamalattia di Huntington, mi racconta dei colpi di pistola e lacrimogeni di cui è stato bersaglio nel Venezuela di Maduro. Miracconta che un tubetto di dentifricio costa tre milioni e mezzo di bolivar, poco meno del salario mensile di un operaio. Un pollocosta più di sei milioni.
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IlSole24Ore03AGO2018
1-AFFABILITÀ Quella dote contraria all’arroganza
Carlo Ossola
Da Cicerone a Goldoni, fino a Manzoni: qualità discreta che non prevede di «rottamare» o «asfaltare» gli avversariIl volo Air France è pieno; solita coda nel corridoio di cabina; arrivo al mio posto in fondo ma è occupato da una hostess, elegante e impassibile: «Madame, quello sarebbe il mio posto!», «Monsieur, per questo stavo ad attenderla!». Come l’affabilità moderi con garbo una vana impazienza.


IlSole24Ore04AGO2018
2 —DISCREZIONE Il peso (leggero) del saper tacere
Carlo Ossola
 
Strettamente corrispettiva alla confidenza, sorella della delicatezza, è scrigno degli affetti e mezzo di discernimento«Come dobbiamo, dunque, regolarci?: “Non vogliate oberare il cielo con le suppliche” (Virgilio) oppure “Bussate, e vi sarà aperto” (Vangelo)?», domandò il discepolo; «bussa piano; sei già atteso», rispose il maestro.


ilCorriere29lug2018
Il segreto del Sole che fece scoprire l'Elio
Tefano Gattei

L'elemento più diffuso dell'Universo dopo l'Idrogeno, fu individuato per la prima volta 150 anni fa dal francese Janssen, osservando un'eclissi totale. Poi si accertò che esisteva anche sulla Terra


ilCorriere29luglio2018
Ecco il gene che stabilisce quanto siamo alti
Giuseppe Remuzzi

Che l'altezza sia una questione di geni lo sanno tutti, e poi basta guardarsi in giro, avete fatto caso ai genitori di chi è molto alto o di chi non lo è affatto? E i geni che governano l'altezza sono tanti, centinaia, salvo che ciascuno di loro conta poco e contribuisce per meno di un millimetro all'altezza di ognuno di noi. Come lo sappiamo? Dai tanti lavori che sono stati pubblicati negli ultimi anni; uno in particolare, lo studio Giant pubblicato nel 2014 e realizzato su 250 mila persone.


Corriere della Sera · 31 luglio 2018
L’unica nazione è l’umanità 
Carlo Rovelli
 
Tendenze Il patriottismo è un prodotto culturale che può diventare un pericoloso veleno se portato all'esasperazione.
Bisogna opporsi a chi usa le identità particolari per alimentare conflitti.

http://www.cinquantamila.it/storyTellerArticolo.php?storyId=5b54327128cef
 Vegetali Una pianta che stringe alleanze La diplomazia strategica del basilico 
Stefano Mancuso

Concetti come mente, coscienza, intelligenza, nonostante siano alla base di plurisecolari discussioni, rimangono ancora oggi come avvolti in una nebbia che ne nasconde i contorni individuali. Che cosa è la mente? Cosa la distingue dalla coscienza? E l'intelligenza? È possibile immaginare un'intelligenza priva di mente?  Una mente senza coscienza? 

COMMENTI la Repubblica 24/7/2018
Storie di discriminazione
Quel miracolo sul treno
Matteo Bussola

Ero su un treno regionale, fermo a una stazione. Un ragazzo disabile in carrozzina, il busto piegato in avanti da un’evidente malformazione, è salito aiutato da tre persone. Lo spazio riservato ai portatori di handicap era occupato da due ingombranti valigie, il controllore ha chiesto a voce alta: «Di chi sono questi bagagli?!». Un uomo si è alzato per spostarli, lamentandosi del fatto che nel vano apposito non ci stessero, non sapeva dove metterli. Il ragazzo, mentre la sua carrozzina veniva legata con lecinghie, non ha detto niente, negli occhi la stanchezza di chi è abituato a reazioni simili. Tornando al suo posto l’uomo si è lasciato sfuggire una frase, a bassa voce: «Perché questi non se ne stanno a casa invece di andare in giro?». Lo abbiamo sentito in due, io e una signora anziana seduta vicino a me. Stavo per reagire duramente quando lei mi ha anticipato, si è alzata, si è piazzata davanti all’uomo e gli ha detto: « Si dovrebbe vergognare, perché non se ne sta a casa lei invece di andare in giro e costringerci a sentire le sue sciocchezze!».


Corriere della Sera · 24 luglio 2018
Quando respingevano gli italiani in mare
Gian Antonio Stella

"La lunga sosta, lì davanti alla costa sognata da anni, a due bracciate da quel Brasile che aveva animato sere e sere di chicchiere nei filò delle stalle, a un soffio da quell'america per la quale tanti si erano venduti la casa e le vacche e le pecore, fu un tormento". Il diario di Cesare Malavasi, partito per la "Merica" dalla provincia di Modena, è un documento eccezionale  per ricordare le nNvi di Lazzaro, titolo di un libro di Augusta Molinari (franco Angeli), cariche di emigranti italiani che sognavano di "catàr fortuna" nei lontani continenti e furono respinti.



DOMENICA Il Sole 24 Ore 15 LUGLIO 2018
Dieta ed evoluzione. Abbiamo selezionato piante e animali per cibarcene, ma il cibo che mangiamo ha, a sua volta, selezionato noi. Il nostro decorso come specie è stato plasmato soprattutto dal consumo di carne
Il banchetto dell’australopiteco
Guido Barbujani

Viene in mente, alla fine, che si possa leggere questo saggio di Jonathan Silvertown come un romanzo picaresco: uno di quei romanzi in cui il protagonista cade in disgrazia, e se arriva a cavarsela è solo attraverso tante peripezie e compromessi in un mondo spietato, ogni giorno sudando sette camicie per mettere insieme il pranzo con la cena. Se è così, bisogna dire che l’idea è davvero buona e la scelta del protagonista perfetta: perché il protagonista, perennemente alla ricerca di cibo, siamo tutti noi.



Corriere della Sera · 24 luglio 2018
Dipendenza da smartphone o maleducazione?
Mauro Luglio, Monfalcone Martin
Haidegger l'aveva previsto, preannunciando che saremmo rimasti sedotti e travolti dall'alta maread della rivoluzione tecnologica. Ora gli psicologi parlano di phubbing....
https://www.naturalmentescienza.it/giornali/Dipendenza da smartphone.pdf


Scuole internazionali Il Corriere dela Sera
L’altra maturità 2018: storie di ragazzi che hanno fatto l’IB: così impariamo a capire il mondo

Adriana, Francesco, Andrea: «Ecco come funziona l’esame internazionale che permette l’iscrizione alle migliori università del mondo». La direttrice dell’IB Organization, Siva Kumari: «I punti di forza: studente al centro, mentalità cosmopolita, credibilità del sistema di valutazione»

Antonella DeGregorio

 

Un milione di studenti nel mondo che frequentano una delle 4.700 scuole – pubbliche e private – che offrono l’International Baccalaureate Diploma, una «maturità» internazionale, equiparata all’esame di Stato italiano. Le date coincidono: mentre gli studenti di casa nostra preparavano la maturità, altri studenti erano impegnati nei test per l’IB Diploma, che si può fare in 150 Paesi, è riconosciuto a livello internazionale e permette l’iscrizione alle migliori università. Diverso il programma: quello dell’IB copre gli ultimi due anni delle superiori, prevede lo studio di sei materie (tra 40 circa), a livello avanzato o standard, da scegliere tra sei ambiti disciplinari diversi e che devono includere obbligatoriamente un mix di materie scientifiche e umanistiche.

 


Corriere della Sera 15 Jul 2018

L’infinito vicolo di Rigoni Stern

Il bosco è l’universo

Ecco perché assomiglia alle vie del Nobel egiziano Mahfuz

Gian Antonio Stella

 

Mario Rigoni Stern (1 novembre 1921-16 giugno 2008) nacque e morì ad Asiago, in provincia di Vicenza

Lo scrittore egiziano Nagib Mahfuz (19112006: foto Epa), autore tra l’altro del romanzo

Vicolo del mortaio e premio Nobel per la Letteratura nel 1988 «C’è chi gira il mondo come fosse il vicolo sotto casa sua e c’è chi nel vicolo sotto casa sua vede il mondo intero». Rispondeva così, Nagib Mahfuz, a chi gli chiedeva come avesse potuto diventare uno scrittore di fama mondiale e arrivare al Nobel senza praticamente muoversi mai dal Cairo e dal suo quartiere.

Mario Rigoni Stern si sarebbe riconosciuto in pieno in quella sintesi letteraria, esistenziale, umana. Anche se il grande scrittore asiaghese — che se ne andò dieci anni fa e sarà ricordato nei prossimi giorni da Marco Paolini e Simone Cristicchi sul monte Tomba, a cent’anni dalla fine della Grande Guerra, con la pièce teatrale Senza vincitori né vinti scritto a quattro mani da Francesco Niccolini e dallo stesso Rigoni Stern — trascorse la vita intera mille miglia lontano dal Nilo, dalle Piramidi, dal

caos vociante del Vicolo del mortaio….

 

 


 

 

“la Repubblica” del 17 luglio 2018

L'Europa che dobbiamo raccontare

Paolo Rumiz

 

Dicono che l’Europa sia finita. Ma allora perché, quando ne parlo appassionatamente in pubblico, la gente applaude? Perché quando descrivo le pianure, i fiumi e le montagne di questa terra unica al mondo, gli ascoltatori hanno gli occhi lucidi? Perché si allarmano quando dico loro tutta la follia autolesionista di Brexit e spiego come il nazionalismo ci porterà alla rovina per la terza volta in un secolo? Ho un’unica spiegazione. Esiste uno spaventoso vuoto narrativo intorno all’Europa. Un vuoto che essi denunciano già con lo stupore dello sguardo. Lo sguardo di uno che quelle cose non

le ha mai sentite prima….

 

 


 

 

TERZAPAGINA la Repubblica 16/7/2018

Resistenze - Cultura e potere

Elogio del libro contro tutti i muri

Massimo Recalcati

 

La civiltà dell’immagine e della digitalizzazione sospinta ha messo all’angolo il libro e con esso l’esperienza stessa della lettura. Lo si constata in ogni luogo: nelle sale d’attesa di ogni genere, nei vagoni della metropolitana o del treno, nei parchi o nelle spiagge, dentro le nostre case. La testa china del lettore sulle pagine del libro sembra aver lasciato il posto al movimento veloce della mano che scorre sugli smartphone e che consente il passaggio rapido da una informazione all’altra, da un’immagine all’altra.

L’iperattivismo della nuova tecnologia touch sembra aver stracciato l’amuleto del libro e il suo fascino segreto. La lenta pratica della lettura ha lasciato irreversibilmente il posto al consumo compulsivo delle immagini che come un’aspirapolvere perennemente in moto risucchia ogni genere di contenuto sparso nell’orizzonte caotico del Web. In un convegno di qualche anno fa assistevo strabiliato all’orazione appassionata di uno psicologo nordamericano che sentenziava che in un futuro recente i libri sarebbero stati, rispetto alla digitalizzazione tecnologica della comunicazione, come i velieri per la nautica contemporanea: antichi relitti di una storia gloriosa ma definitivamente alla nostra spalle….

 

 


 

Corriere della Sera · 9 luglio 2018

LA FORZA DEI NUMERI

Alberto Alesina

 

Le navi Ong che vagano nel Mediterraneo sono solo il simbolo di un problema molto più generale. L’Europa sta diventando una meta desiderata dai «poveri» di tutto il mondo. Di conseguenza i Paesi europei stanno diventando multietnici, come lo sono sempre stati gli Stati Uniti. Anche là, a dire il vero, il presidente Trump sta chiudendo le porte, nonostante il motto che si legge sulla Statua della libertà a NewYork sia: «Datemi le masse stanche e povere che aspirano a respirare libere».

Il problema del’immigrazione andrebbe affrontato con la massima chiarezza sui fatti: invece avviene esattamente il contrario. Armando Miano, Stefanie Stant ch aveva e io abbiamo condotto un,indagine sull’informazione e opinione di europei e americani sugli immigrati nei loro Paesi*.

Abbiamo usato società di sondaggi per intervistare un campione rappresentativo di circa 23 mila nativi in 6 nazioni: Francia, Germania, Italia, Regno Unito, Stati Uniti e Svezia. La disinformazione sugli immigrati, definiti come persone legalmente residenti nel Paese del soggetto intervistato ma nate alPestero, è enorme.

 

 


 

 

“il Foglio” del 17 luglio 2018

L'immigrazione non percepita

Ritanna Armeni

 

Il Niger? Non lo distinguevo dalla Nigeria” confessa Edoardo Albinati, scrittore, vincitore del Premio Strega 2016 con “La scuola cattolica”. Avviene che un giorno l’Alto Commissariato per i Rifugiati dell’Onu chieda a lui e alla sua compagna Francesca d’Aloja – anche lei scrittrice e regista – di fare un viaggio alla scoperta di una delle zone calde del pianeta (non c’è che l’imbarazzo della scelta), di guardare, osservare e poi, se mai, raccontare.

Avviene anche che Edoardo Albinati e Francesca d’Aloja accettino l’invito e scelgano di andare alla scoperta del Niger, un paese che è proprio lì nel centro del continente africano, confinante con la Libia, il Mali, l’Algeria, il Burkina Faso, il Ciad, la Nigeria e il Benin, punto di incrocio e di incontro dei flussi migratori.

E che ci vadano – racconta Edoardo Albinati – con quel “benefico mix di ignoranza e curiosità” che consente di scoprire senza pregiudizi e di scrivere senza remore quel che si è visto e sentito. Anche se non coincide con ciò che è stato già diffuso da mass media e social network.

 

 


 

Corriere della Sera · 16 luglio 2018

PIÙ SCUOLA AI RAGAZZI DEL SUD

Alberto Alesina e Francesco Giavazzi

La svolta possibile, le prospettive di chi nasce nel Sud sono peggiori di chi ha avuto la fortuna di nascere nel Nord. E’ questa la questione meridionale, ma non si suoera con altri sussidi.

Questo articolo è rivolto ai ragazzi e alle ragazze italiani che vanno ancora a scuola, sopratuttto a quelli che abitano nelle città dal Mezzogiorno….

 


 

 

Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (UE/2016/679)

Responsabile della protezione dei dati personali

Prime indicazioni per le Istituzioni scolastiche

 


 

 

POLITICA la Repubblica 8/7/2018
Camilleri“C’è un consenso per le tesi estremiste di Salvini che mi ricorda quello del 1937”
SIMONETTA FIORI
Intervista di Leonardo Sciascia raccontava che, alla vigilia dell’avvento del fascismo, chiesero a un contadino cieco come vedesse il futuro. E il contadino rispose: cu tutto che sugnu orbo, la viu nivora. Con tutto che sono cieco, la vedo nera. Ecco, la stessa cosa potreidire io oggi». In un afoso pomeriggio di luglio, Andrea Camilleri soppesa le parole, come se gli facesse fatica farle andare. Ormai percepisce solo ombre e incede a passo lento, ma la sua energia vitale è contagiosa. «Sa cosa mi dispiace?
Il Fatto Quotidiano·7 luglio 2018·
"PULIZIA ETICA”: LA SCUOLA CHE NON INSEGNA NULLA
SALVATORE SETTIS“
Pare incredibile ma sopravvivono ancora, annidate in remote foreste e rovine, sparute tribù di Ingenui, che senza nulla sospettare della modernità e del progresso coltivano idee areai-che e risibili. Credono che la storia serva a capire la differenza tra fascismo e Resistenza o fra dittature e democrazie; o in che cosa la Rivoluzione francese cambiò il mondo, o fin do-ve giunse P Impero Romano. 

“La Stampa” del 30 giugno 2018
Adesso troviamo il coraggio: parliamo di morti
Domenico Quirico
I morti: per favore, per una volta invece dei vivi, dei migranti vivi, quelli che ci ingombrano, che non sappiamo ripartire come armenti, dei flussi, degli utili e degli inutili, degli aventi diritto e dei clandestini, si abbia il pudore di non parlare. Contiamo gli altri, i morti, i migranti morti. Guardiamo il mare, un chioccolio di acque calme, l’acqua viva, qua e là, di chiazze iridescenti dipetrolio. Uomini portano a riva piccoli cadaveri con vestiti colorati. Diciamo la verità: non sapremmo enumerarli tutti questi morti.

Il Sole 24 Ore domenica 08 LUGLIO 2018
Un’immensa barra magnetica al centro della terra li guida in viaggi di migliaia di chilometri
Neuroscienze - Segnali magnetici per animali migratori
Arnaldo Benini
Ricordo incancellabile di una gioia, da bambino: il ritorno, in primavera, nel nido sotto la grondaia di casa, della rondine che era volata via in autunno. Ero sicuro di riconoscerla. Era tornata un’amica. Da tempo ci si chiede come i miliardi di animali che ogni anno si trasferiscono, in cielo e in mare, per migliaia di chilometri, raggiungano la meta con tanta sicurezza e precisione.
ROBINSON L A S C U O L A la Repubblica 24/6/2018

Tanto gentile. E così faticosa
Scrivere (e parlare) bene non è più un valore, dice lo scrittore candidato allo Strega che di mestiere fa il professore. E allora come educare i più giovani al dolce idioma? Un metodo c’è
di Marco Balzano
Tullio De Mauro lo aveva scritto a chiare lettere: stiamo perdendo le parole. E non è una questione anagrafica o generazionale. La tecnologia, le modalità di interazione, la velocità della comunicazione, tutto sembra concorrere a intaccare il nostropatrimonio lessicale, per non dire della nostra competenza linguistica. Del resto scrivere bene, almeno da una ventina d’anni, non è più avvertito come un pregio o un valore. Le chat e i social, tanto per fare gli esempi più facili, non danno nessuna importanza alla forma: lì tutto è iconico, frammentario, non pianificato e l’efficacia conta mille volte più della correttezza. Se ci chiediamo “che fare?” molti risponderanno che se ne deve occupare la scuola. 

DOMENICA Il Sole 24 Ore domenica 24 GIUGNO 2018
Enrico Giovannini.
Un nuovo paradigma globale è possibile facendo leva sull’istruzione e sulla creazione del capitale sociale: il criterio della giustizia tra generazioni è prioritario
Cambiamo mentalità per uno sviluppo sostenibile
Alberto Orioli
È il libro di uno statistico, ma di chi è abituato a guardare i numeri e a vedere persone. Tabelleche diventano fenomeni “veri”, con il loro grado di emozione, un po’ ansia, un po’ paura, unpo’ sfida. L’Utopia sostenibile di Enrico Giovannini, per volontà stessa del suo autore, intendeessere tutto tranne che un «libro dei sogni». Del resto sarebbe facile, per i detrattori, liquidarlocome tale. È un manuale complesso e denso che disegna un Nuovo Mondo, centrato sull’idea disostenibilità “globale” che non è mai solo un portato ecologico, ma una caratteristicadell’economia e della società stessa. Fino, naturalmente, a diventare una bussola per la Politica,quella con la P maiuscola.

la Repubblica 24/06/2018
ROBINSON Storie S U L L A N O S T R A P E L L E / 1
In che razza d’Italia ci ritroviamo
Saggio di Guido Barbujani, illustrazione di Gabriella Giandelli
Quando è uscita la prima edizione di questo libro speravo, beata ingenuità, che negli anni la razza sarebbe diventata sempre piùirrilevante nel dibattito politico e sociale. Non dico che ne fossi lucidamente convinto; lo davo, in un certo senso, per scontato.Mi sbagliavo, e a dodici anni di distanza è giusto che mi domandi perché, che è poi quello che ogni tanto qualcuno mi fa notare:ma come mai c’è un divario così grande fra quello che dici tu sulla razza e quello che pensa la gente?

COMMENTI La lettera la Repubblica 13/06/2018
Non solo flat tax l'Italia discuta anche di scuola
Giuseppe Laterza
Caro direttore, in questi giorni si discute molto delle scelte economiche del nuovo governo, dalla flat tax al reddito dicittadinanza. Assai meno di scuola, università e ricerca, argomenti molto più rilevanti per le nostre condizioni di vita future. Dalla qualità dell’educazione e della ricerca dipendono infatti sia la crescita sia la mobilità sociale, attraverso l’innovazione e la condivisione delle conoscenze.

Il Fatto Quotidiano · 9 giugno 2018 · 13 
Riformare la scuola ascoltando i docenti
ANGELO CANNATÀ
Il presidente del Consiglio non ha citato la scuola nel discorso al Senato. È inutile girarci intorno, è stato un errore. Di più: il contratto di governo è vago sull'istruzlone e del ministro Bussetti si sa poco. Speravamo/speriamo in qualcosa di più dal governo del cambiamento. Detto diversamente: il filosofo Gentile, nonostante il classismo, aveva una visione, un disegno organico, un'idea (forte) di scuola e di Paese. Che idea ha, oggi, della Pubblica Istruzione, il ministro Bussetti?

Il Fatto Quotidiano · 9 giugno 2018 · 22 · » LEONARDO G. LUCCONE
Il lamento del PUNTO E VIRGOLA
Dimenticato, tradito, svilito. E invece vi spiego chi sono
Buongiorno, sono il punto e virgola e sono ancora vivo; ho deciso di uscire allo scoperto per toglierml qualche sassolino dalle scarpe. Non sapete quanto mi pesa usare gli altri segni, lo so che siamo tutti necessai, anzi è proprio ciò che voglio sostenere - ognuno col suo compito, ognuno pronto a essere flesso dalla creatività dello scrivente, ma ne ho subite troppe di umlliazlonl e rischio di cadere in depressione.

Corriere della Sera · 6 giugno 2018 · 
Il predellino? No, ai docenti serve dignità
Carlo Rovelli
L'articolo di fondo del Corriere di ieri offre alcune proposte per migliorare la scuola italiana. Le più emblematiche sono alzare la cattedra con un predellino di qualche decimetro, perdare autorità agli insegnanti, e ridurre i soldi che lo Stato assegna agli insegnanti per comperare libri. A mio modesto parere, ciò di cui la scuola ha bisogno è il contrario.


Corriere della Sera, 26 Aprile 2018
Giovanni Lo Storto, direttore generale della LUISS Guido Carli di Roma
Cari ragazzi, niente paura, inseguite i vostri sogni
I robot aiuteranno i millennials o ruberanno loro il lavoro, ma non potranno dare, onegare, la felicità: quella dipenderà dalle aspirazioni personali di ognunoCaro direttore, le macchine ci rubano il lavoro? Sì, no o forse? La prima reazione, ingenua, a questaprospettiva potrebbe essere di soddisfazione. «Finalmente ci dedicheremo solo agli aspetti più bellidel nostro lavoro, ignorando le mansioni noiose e ripetitive», per la felicità di dirigenti risorseumane, imprenditori e lavoratori. La mia generazione, cresciuta negli anni 80, sognava il futuro.

7/6/2018 SCIENZE La Repubblica La ricerca Il galateo della natura
Che educati gli animali quando parlano tra loro
Sono capaci di rispettare il proprio turno senza interrompere e sanno come ravvivare la conversazione. Meglio delle persone
Elena Dusi 
Se un individuo interrompe, l’altro diventa silenzioso o vola via». Accade fra gli storni, ma non solo. Perché molti animaliattorno a noi sono esperti nella nobile arte del conversare, come ben sapeva Esopo. Ma conoscono anche, e lo si è scoperto oggi,la regola d’oro del non interrompere. Dal canto degli uccelli al gracidio di rane e rospi, dai vocalizzi delle scimmie ai “clic”delle balene, la natura pullula di chiacchiere. E, almeno per quanto riguarda gli animali, sono dialoghi rispettosi e ritmati.

SCIENZA E FILOSOFIA
Il Sole 24 Ore domenica 27 MAGGIO 2018
nello spazio
L’avventura dell’universo
John D. Barrow
Per millenni i filosofi, gli astronomi e gli scienziati hanno concepito l’universo come una sorta di palcoscenico, un’arena fissa, immutabile, nella quale i pianeti, le stelle e altri corpi celesti erano stati messi in moto.
Albert Einstein ha spazzato via tutto ciò nel 1916 con la teoria della relatività generale: mostrò che lo spazio e il tempo dovevano essere considerati entità dinamiche con una struttura, un tasso di cambiamento e un flusso plasmati dai contenuti materiali dell’universo. Invece di un alcoscenico fisso, lo spazio è semmai un trampolino, foggiato dal movimento della materia edell’energia su di esso.

SCIENZA E FILOSOFIA
Il Sole 24 Ore domenica 27 MAGGIO 2018
Human Technopole
Scienza nel verso giusto
Elena Cattaneo
Sul futuro del polo scientifico c’è stato un importante riesame che riguarda struttura, governance e modalità operativa
C’è una scienza per fare scienza. Nel 2010 lo stato di New York ha deciso di investire in un nuovo polo di ricerca scientifica chiamato Applied Sciences New York City. Per realizzarlo, il sindaco Michael Bloomberg promosse una competizione mondiale, ricevendo 18 proposte da 27 istituzioni di sei diversi Stati americani e otto Paesi stranieri. A vincere, un anno dopo, fu il progetto presentato dalla cordata composta dalla statunitense Cornell University e dal politecnico israeliano Technion.
PRIMA PAGINA Il Sole 24 Ore domenica 13 MAGGIO 2018
SUMMER SCHOOL Dai banchi al Mario Negri per approfondire la ricerca
Silvio Garattini
Le istituzioni che si occupano di ricerca a tutti i livelli, e in tutti i settori, dovrebbero esseremolto proattive e anche creative nel permettere ai giovani, soprattutto agli studenti, di accedereai laboratori. Una esperienza che portiamo avanti da anni all’Istituto Mario Negri è lacosiddetta «Summer School», per la quale ogni anno vengono selezionati da varie scuole diMilano e Bergamo circa 30 studenti del 4° anno delle scuole superiori che voglianoapprofondire temi di ricerca nel campo biomedico.

Il Sole 24 Ore domenica 13 MAGGIO 2018
Della scienza non vengono visti i contenuti culturali, ma i benefici di immediato consumo come internet, lo smartphone, i farmaci: non ci si pone il problema dei percorsi seguiti
Più scienza nella scuola
Silvio Garattini
Dall’asilo all’università è necessaria una profonda modifica dei programmi scolastici, mettendo sullo stesso piano quanto a dignità, utilità e impegno richiesto l’insegnamento scientifico e l’insegnamento umanistico
Purtroppo la scuola è in questi tempi portata all’attenzione di tutti per una serie di fatti negativi:dal bullismo all’aggressione degli insegnanti da parte dei genitori o degli stessi alunni. Sonofatti che tutti condanniamo ma che non riusciamo a spiegare, forse perché espressione di tantifattori, dal disagio sociale, alla mancanza di fiducia nelle istituzioni, alla cieca protesta neiconfronti di tutti. È difficile trovare soluzioni immediate che comunque non possonoprescindere da una serie di discussioni sulla funzione della scuola per il futuro degli studenti edi conseguenza del Paese. È una funzione che si esplicita attraverso i programmi diinsegnamento che in gran parte sono rimasti ancorati alle direttive crociane e gentilianedell’inizio del secolo scorso. In altre parole l’orientamento della scuola, da cui dipendono ifuturi dirigenti e opinion leader, è ancora di tipo letterario-filosofico-artistico; manca invece lacomponente scientifica che nell’ultimo secolo ha fatto e continua a fare grandi progressi. 

“Il Sole 24 Ore” del 13 maggio 2018
Dal bullismo un esame di coscienza per tutti
di Bruno Forte
La cronaca recente ci ha abituati al ritorno di una parola, che vorremmo non dover utilizzare mai: bullismo. Il termine sta a indicare i comportamenti verbali, fisici e psicologici di sopraffazione.Si tratta di comportamenti reiterati nel tempo, che un individuo o un gruppo di individui mettono inatto a danno di persone più deboli: proprio così il bullismo è segno e prodotto di una triplice formadi fragilità. La prima è quella della vittima e può collegarsi a caratteristiche personali, sociali oculturali, per le quali il protagonista dell’atto di sopraffazione si sente più forte del suo bersaglio,libero di agire a suo piacimento e per suo interesse a danno di altri.


29 Aprile 2018 Il Sole 24 Ore domenica
Mettiamoli in castigo
C’è una generazione di bulli maleducati, ma la colpa è nostra. Perchè abbiamo paura di pronunciare una parola: autorità
Paola Mastrocola
Scenetta n. 1Siamo in un bar molto elegante, un caffè storico nel centro di una grande città. Divanetti epoltroncine di velluto, boiserie, specchi, tappeti, e gran carrelli di dolci e salatini. Camerieri inlivrea. Le cinque del pomeriggio. Entra una giovane coppia con bambino, sui quattro anni. Moltocarino, riccioli biondi, camicia a quadri, jeans. Si siedono a un tavolino, sorridenti. Loro, si siedono,i genitori. Il bambino no. Il bambino si allunga, si sdraia, si divincola, si contorce, sul divanetto epoi per terra, dove comincia a strisciare, va sotto le sedie, ne esce, si mette a correre tra i carrelli,urla, saltella, sbraita. Mamma e papà si alzano a turno, cercando di riprenderlo, domarlo,acquietarlo. Alla fine, in due, lo riportano al tavolino, ma non riescono a farlo sedere. Il bambinoricomincia a sdraiarsi, strisciarsi, scivolare…
Corriere della Sera · 25 apr. 2018 · Roberta Romussi Milano
I giovani di ieri non erano migliori Tra noi prof serve più cooperazione
Non so rispondere quando mi chiedono come siano i giovani d'oggi, pur insegnando da25 anni, perché non riesco a fissare e a generalizzare: quello che vivo a scuola sono dellerelazioni, delle dinamiche, dei movimenti. So invece rispondere a chi ora invoca la scuola diuna volta. Forse era violenta anche quella scuola, in alcuni casi una specie di naja, di sicuronon moltiplicata dai video, ma silenziosa e coperta. È poi mai esistita una generazione chenon si sia lamentata dei giovani?


Corriere della Sera · 25 apr. 2018 
Così abbiamo permesso l’irrilevanza degli insegnanti
Ernesto Galli della Loggia
Nel susseguirsi ormai da tempo di notizie su fatti di bulllsmo e su aggressioni al docenti accaduti nelle scuole ltailiane finora non è successo mai o quasi mai -se non ho visto male e sempre che i giornali non si stano dlmendcati di parlarne - che a denunciare episodi del genere fossero l professori e/o gli organi Istituzionali degli Istituti scolastici stessi, magari accompagnando la denuncia con la notlfica delle relative sanzlonl comminate al giovani fuorilegge. La cosa è sorprendente ma fino a un certo punto.

La Repubblica 23/4/2018
Perché oggi chi insegna fa un salto nel vuoto
Eraldo Affinati
Ammesso e non concesso che la scuola sia davvero diventata il collettore delle frustrazioni sociali, delle inadempienze etiche,degli alibi spirituali, degli scarichi di responsabilità, smarrendo il prestigio che un tempo la contraddistingueva, la ragionedovremmo cercarla intorno a lei, alzando gli occhi dai banchi per guardare le persone coinvolte: giovani e adulti, insegnanti efamiglie. Nessuno vive in un’isola separata dal resto del mondo. In particolare l’istruzione nazionale, intesa come gigantescamacchina di trasmissione del pensiero e della tradizione, elaborazione della coscienza pubblica e dei miti collettivi, è dentro lascena, anzi la rappresenta in pieno.


Corriere della Sera · 23 apr. 2018 · 1 · https://www.pressreader.com/italy/corriere-della-sera/20180423/textview
Cronache di classe in Italia 
Chiara G.
Caro direttore, sono un'insegnante di Lettere e conosco bene la realtà di molte scuole.Scuole di regioni e città diverse. Ma anche scuole di indirizzi diversi: ho insegnato greco elatino al classico, ora storia e italiano in un istituto professionale. Un tema che mi sta caro è quello delle strutture, nessuno capisce quanto siano importanti.Soprattutto negli indirizzi più «umili», non ci si vergogna di tenere i ragazzi - e noi - in luoghi che calpestano la nostra dignità. (...)

http://quotidiano.repubblica.it/edizionerepubblica/pw/flipperweb/print.php
COMMENTI  la Repubblica 20/4/2018Professori umiliati a scuola
LE COLPE DEGLI ADULTI
Paolo Di Paolo
Il bullo di Lucca che minaccia il suo professore, intimandogli di mettere un sei sul registro, è colpevole. Ma i suoi complici nonlo sono meno. E non si tratta dei compagni di classe; i complici peggiori non erano in aula con lui, ma fuori: fra noi adulti, bulli più o meno consapevoli, anche solo nella testa, la stortura di un pensiero prepotente sempre più invasivo.Se uno studente dice alla sua insegnante «ti sciolgo nell’acido», come è successo a Velletri, supera un limite non solo verbale: le «regole minime», come le ha definite giustamente un dirigente scolastico. Resta comunque un caso isolato, e come tale va trattato. L’intemperanza, l’aggressività o la semplice maleducazione non sono niente di nuovo, come pure vorrebbe dare a intendere un moralismo un po’ facile.

22/4/2018 Aggressioni ai professori e classismo nelle scuole: la risposta di Michele Serra alle polemiche | Rephttps://rep.repubblica.it/pwa/commento/2018/04/21/news/michele_serra_amaca_scuola_aggressioni_prof_ignoranza-194478858/?ref=RHPPLF-BH-I0-C4-P3-S1vinc…
Aggressioni ai professori e classismo nelle scuole: la risposta di Michele Serra alle polemiche
21 APRILE 2018
"In altri tempi qualcuno mi avrebbe accusato di fare del facile sociologismo di sinistra. Ma i tempi devono essersi ribaltati se ora sono accusato di rappresentare l'establishment contro il popolo. Lo sdoganamento dell'ignoranza è uno dei più atroci inganni perpetuato ai danni del popolo, ed io penso (e lo scrivo da decenni) che faccia perfettamente parte dello sdoganamento dell'ignoranza l'idea che sia "classista" indicare con il dito proprio la luna: ovvero la differenza di classe"

Ditemi: cosa significa natura? Il senso perduto delle parole https://www.pressreader.com/italy/la-lettura1 
Ditemi: cosa significa natura?
Il senso perduto delle parole
Edoardo Boncinelli
Si fa un gran parlare della fakenews, di notizie false o quasi false, o di mezze verità. Il problema è che l'ignoranza aumenta.

Il Sole 24 Ore http://www.quotidiano.ilsole24ore.com/vetrina/edicola24web/edicola24
PRIMA PAGINA Il Sole 24 Ore domenica 15 APRILE 2018
Scienziati che spiegano la scienza
Il ruolo dello studioso non può limitarsi al laboratorio. Le resistenze sociali verso leinnovazioni scientifiche si attenuano solo quando migliora il rapporto di fiducia tra icittadini e le istituzioni accademiche e politiche
Lettera di un docente a "la Repubblica"

All’italiano degli stranieri serve un test specifico https://www.pressreader.com/italy/corriere-della-sera/20180418/textview
All’italiano degli stranieri serve un test specifico
Dionisia Boscolo
La proposta di una docente delle medie e l'esperienza dei suoi alunni
Corriere della Sera · 18 apr. 2018 · 45 
(..) I docenti presenti alla prova hanno visto i miei ragazzi smarriti, timorosi e demoralizzati.In 90 minuti tutto il lavoro che i miei colleghi ed io abbiamo fatto su questi ragazziper quanto riguarda l'autostima e la motivazione allo studio è stato spazzato via.Per che cosa? Quale utilità ha questa prova se fatta con questa modalità?

Debutta la casa editrice Solferino https://www.pressreader.com/italy/corriere-della-sera/20180418/textview
Debutta la casa editrice Solferino
Floris e la scuola da salvare Né ditta né talent show
 
Ferruccio de Bortoli
Corriere della Sera· 18 apr. 2018 · 1 · Di Debutta la casa editrice Solferino https://www.pressreader.com/italy/corriere-della-sera/20180418/textview1 di 3 18/04/2018, 16:02
La scuola non è una ditta né un talent show. Nell'ultimo banco, Giovanni Florls parla di come salvarla. È il primo titolo delle Edizioni Solferino del «Corriere».
Che studente sarà mai stato Giovanni Di Floris? Provate ad immaginarlo leggendo il suo ultimo banco, il primo titolo delle Edizioni Solferino del «Corriere della Sera». Brillante non c'è dubbio. Disciplinato ma un po' ribelle. Un filo presuntuoso. Forse faceva troppe domande, chissà. Lo studio interpretato anche con un familiare senso del dovere. La madre era una insegnante. Seria, autorevole. Il confine tra l'autorità della scuola e quella della famiglia era inesistente. Giovanni fruga nei ricordi e descrive il salone di casa, nel quale la mamma correggeva i compiti dei suoi alunni, come un luogo di sacrale silenzio. Un 'area proibita.

RLAB  11/4/2018  http://quotidiano.repubblica.it/edizionerepubblica/pw/flipperweb/print.php1 di
banco di prova
Notte al museo a inseguire le stelle
GAIA SCORZA BARCELLONA
Il Planetario di Torino aprirà fuori orario a studenti delle superiori con sacco a pelo. Per farli avvicinare a fisica e astronomia. Si entra il venerdì, sacco a pelo in spalla, e si esce il sabato dopo avere visto l’alba da vicino. Quasi a toccarla, grazie al telescopio che rivela tutti i dettagli della superficie solare. Le porte del Planetario di Torino si aprono fuori orario per ospitare gli studenti delle superiori che passano la notte al museo, tra un esperimento e l’altro, seguendo un percorso interattivo per avvicinarsiall’astronomia e alla fisica.

RLAB  11/4/2018 http://quotidiano.repubblica.it/edizionerepubblica/pw/flipperweb/print.php
Il fenomeno
Lo scienziato è una star del web
SILVIA BIGNAMI
Ricercatori, docenti, divulgatori: scendono dal piedistallo e vanno su YouTube. Per smascherare le bufale della rete (ma nonsolo). Ecco chi sono I n principio era Piero Angela. Oggi è YouTube. Scienziati, docenti, ricercatori, divulgatori che scelgono lapiattaforma principe dell’intrattenimento – piattaforma che in Italia ha sorpassato persino Facebook per utenti attivi secondo ilreport digitale del gennaio 2018 — per parlare di scienza, chimica, alimentazione, astronomia. Plotone di scienziati sul web perconfutare le (spesso false) credenze del web.


L’altra pagina11/4/2018 http://quotidiano.repubblica.it/edizionerepubblica/pw/flipperweb/print.php
CRONACA
Istruzione Le Olimpiadi della matematica
Ragazze con i numeri la ricetta per allevare le scienziate di domani
LAURA MONTANARI
Un forum organizzato dal Miur con le studentesse più brillantiENRICO RAMERINI/ CGEFIRENZESul muro dell’aula, c’è un post-it con su scritto: «Autostima e coraggio».Perché serve sempre un po’ di benzina interiore.Ma spesso non basta. Allora, altro post-it sul muro e fuori l’orgoglio: «le donne della scienza che hanno cambiato il mondo».Oppure: «rendere affascinanti le materie», «spiegarne la contemporaneità con un linguaggio facile», «più laboratori», «piùorientamento» e «cominciare a parlare di scienza dalle scuole primarie».Ricette dal basso, una raccolta di suggerimenti che il Miur, il ministero dell’istruzione, è venuto a cercare fra le giovani menti«scientifiche», le eccellenze Stem (Science, Technology, Engineering e Mathematics). Studentesse delle superiori riunite aFirenze fra quelle che hanno vinto hackathon, che collezionano 9 e 10 in pagella. Obiettivo: trovare idee per incentivare lostudio della matematica e delle materie scientifiche fra le ragazze.


COMMENTI http://quotidiano.repubblica.it/edizionerepubblica/pw/flipperweb/print.php 6/4/2018
l suicidio di Beatrice
LA BELLEZZA NON HA PESO
Michela Marzano
Sono grassa, e allora? Se Beatrice lo avesse pensato, se lo fosse ripetuto e ci avesse creduto veramente, mercoledì mattina,forse, non si sarebbe buttata giù dai binari alla stazione di Torino Porta Susa nel momento in cui stava arrivando il treno cheavrebbe dovuto portarla a scuola. Ma Beatrice non lo pensava. Al contrario.«Sono troppo grassa», aveva annotato sul suo diario. Prima di scrivere nell’ultima pagina «addio» ai propri genitori, scusandosiper quel gesto che, molto probabilmente, aveva già in mente di compiere. Beatrice aveva 15 anni, e tutta la vita davanti.


CULTURA http://quotidiano.repubblica.it/edizionerepubblica/pw/flipperweb/print.php 6/4/2018
l personaggio
“Einstein insegna: un vero scienziato sa anche recitare”
ANNA LOMBARDI Attore e divulgatore, l’americano Alan Alda ha dedicato al padre della relatività lo spettacolo “Dear Albert”, che va oggi inscena al Maxxi di Roma Dove dimostra che ogni ricerca è inutile senza empatia e capacità comunicativaAbbiamo tutti dei Gps in tasca: ma quanti sanno che la tecnologia di quei marchingegni affonda le sue radici nella teoria dellarelatività di Albert Einstein? Fondamento di quel sistema è il postulato che la velocità della luce — e dunque dei segnali radio— è costante.

http://quotidiano.repubblica.it/edizionerepubblica/pw/flipperweb/print.php
COMMENTI 8/4/2018
Violenze contro gli insegnanti
LA SOLITARIA RESISTENZA DEI PROFESSORI
Massimo Recalcati
Le aggressioni oscene delle quali gli insegnanti sono sempre più spesso vittime, da parte dei loro alunni e delle famiglie che nesostengono in modo arrogante le ragioni, lasciano senza parole e non dovrebbero essere sottovalutate. Si tratta di un vero eproprio oltraggio che colpisce al cuore la nostra vita collettiva. Conosciamo lo sfondo antropologico in cui avvengono questiepisodi: una alterazione della differenza simbolica tra le generazioni che ha comportato una frattura del patto educativo trafamiglie e insegnanti. I genitori anziché sostenere i rappresentanti del discorso educativo si schierano con i loro figli, lasciandogli insegnanti in una condizione di isolamento. Misconosciuti da uno Stato che non valorizza economicamente il loro lavoro,sovraccaricati di compiti educativi di fronte a famiglie sempre più disgregate e latitanti, gli insegnanti patiscono una condizionedi umiliazione permanente.

https://www.pressreader.com/italy/corriere-della-sera
Gatti corsari e l’upupa portafortuna Così l’ozio ha fatto di me un etologo
Osservando gli animali impariamo a conoscerli. E ci chiediamo il perché di alcune nostre reazioni
Corriere della Sera · 5 apr. 2018 ·
Di Luca Goldoni
Per anni ho tenuto rubriche sugli animali. La prima sul supplemento illustrato del «Corriere».Quando me lo proposero eccepii che fino ad allora mi avevano spedito di qua e di là per il mondo, atentar di capire perché gli umani si amavano o si scannavano, e non m’era rimasto un grammo di materiagrigia da dedicare agli animali. «Appunto — mi dissero — non ci serve un etologo, ma uno checomincia a capire e quindi è più vicino al lettore». Elementare.

Corriere della sera 3 aprile 2018
Pacchi, traffico: è l'inquinamento da e-commerce
Nel 2017 in Italia 150 milioni di acquisti online. Risultato: un boom di imballaggi (e il raddoppio del traffico per consegnare i pacchi).
Milena Gabanelli
Si clicca, si paga. Ed è tutto fatto. Nel giro di poco tempo la merce acquistata arriva a casa. Nell'ultimo anno 22 milioni di italiani hanno comprato online. Si stima che 150 milioni di pacchi siano stati spediti a domicilio. Risultato: un boom di imballaggi (nel 2016 si calcola che l'e-commerce abbia immesso sul mercaro 300 mila tonnellate di plastica). Ma non solo, l'inquinamento atmosferico ha dovuto fare i conti con questa nuova forma si acquisto. E si stima che entro il 20150 ci sia un aumento del 40% dei veicoli commerciali. 

La Stampa 31 marzo 2018
Come non scrivere di Claudio Giunta
«Scriviamo tanto e male. I colpevoli? Tutti. Media, genitori e scuola, dalle elementari alle università».L'idea del libro «Come non scrivere» di Claudio Giunta, professore di letteratura italiana all'Università di Trento, è nata dopo tre anni di lezioni battezzate «di non scrittura».
Da lunedì al venerdì in aula e il sabato mattina pure, con un supplemento dedicato alla buona scrittura. Come l'hanno presa gli studenti? «Bene direi, con un clima informale da mattina di festa.

"Noi e i robot: fermiamoci o sarà tardi"
Jonathan Nolan svela la seconda stagione della serie tv "WestWorld". E spiega i rischi legati alla Intelligenza Artificiale
dal nostroinviato JAIME D'ALESSANDRO, AUSTIN (TEXAS)

«Se l'apocalisse scatenata dall'intelligenza artificiale avvenisse per mano di androidi simili a noi, potremmo considerarci fortunati». Quando in Texas incontriamo Jonathan Nolane il suo pessimismo lucido, l'uragano "Cambridge Anàlytica" non si è ancora scatenato. Ma lui ne ha percepito l'arrivo, assieme all'amico Elon Musk. «Viviamo in un periodo di stupìdità artificiale e manipolazione dei social media-prosegue -, non serve una super intelligenza per plasmare l'umanità attraverso Twittere Facebook. Bastano algoritmi molto meno raffinati». Nolan è ad Austin, durante il festival South by Southwest (SxSw), per presentare la seconda stagione di WestWorld della Hbo, che Sky Atlantic Hd trasmetterà a partire dal 23 aprile. Il parco a tema del prossimo futuro popolato da robot identici a noi quasi in tutto, dove i ricchi villeggianti umani possono azzardarsi a superare ogni limite etico e morale prendendosi una vacanza da sé stessi, verrà scosso da diverse rivoluzioni. Ma è solo una delle sorprese che ha in serbo questo quarantaduenne nato a Londra e cresciuto a Chicago. Fratello minore di Christopher,lo stesso di The Dark Knight, Inception, Interstellar, Dunkirk e con il quale ha spesso collaborato come sceneggiatore, è la mente della serie assieme alla moglie Lisa Joy. Personaggio stranamente umano, in un festival popolato di personaggi smaglianti forgiati fra la Silicon Valley e Hollywood. (...)

COMMENTI I femminicidi 21/3/2018 la Repubblica
L’UOMO SENZA EDUCAZIONE SENTIMENTALE
Chiara Saraceno
Di fronte al ripetersi quasi quotidiano di femminicidi tutte le parole sembrano inutili, non solo perché già dette e ripetute, ma perché paiono non produrre alcun cambiamento. Certo, possiamo continuare a consigliare alle donne che si trovano in rapporti violenti di andarsene e denunciare. Ma, come testimoniano almeno due dei femminicidi più recenti, andarsene e denunciare non sempre basta. Chi ha deciso di uccidere per “vendicarsi” dell’affronto dell’abbandono trova sempre il modo di farlo. Lo trova anche se gli è stato fatto divieto di avvicinarsi.Lo trova anche se è stato condannato

L'italiana che legge il DNA dei colori
https://www.pressreader.com/italy/corriere-della-sera/20180307
Corriere della Sera · 7 mar. 2018 · di Luigi Ippolito
 
Silvia, italiana di Cambridge, decodifica le tinte di farfalle, pavoni e batteri: «Dai geni manipolati vernici viventi»
CAMBRIDGE Questo è il racconto di una bambina ribelle le cui storie della buonanotte erano i libri di Stephen Hawking. E che per seguire la sua passione è andata a Cambridge a decifrare la struttura nascosta dei colori.

SCIENZA E FILOSOFIA
Il Sole 24 Ore domenica 25 FEBBRAIO 2018
scienze cognitive
Sei sicuro di saperlo?
Paolo Legrenzi
Crediamo in buona fede di capire qualcosa solo perché riteniamo di avere a disposizionealtre intelligenze, naturali o artificialiNel 1999 David Dunnig e Justin Kruger, psicologi alla Cornell University, mostrano sperimentalmente come chi è scarso in prove linguistiche, logiche, o di altro tipo, tenda a sovrastimare le sue capacità mentre questo non capita ai migliori. Dunning e Kruger si stupiscono non delle differenze di prestazioni, ma della sopravvalutazione delle proprie capacità soltanto da parte dei meno bravi. Il cosiddetto «effetto Dunnig-Kruger» è la scoperta dell’acqua calda, oppure no? 

CRESCITA CONDIVISA
Le sfide politiche per salvare la Terra
 
Jeffrey D. Sachs  11 febbraio 2018 Il Sole 24 ore
Secondo le stime del Fondo monetario internazionale, nel 2018 l’output mondiale, misurato a prezzi internazionali, sarà di circa 134mila miliardi di dollari. Ciò significa una media di 17.600 dollari per ogni uomo, donna e bambino sulla terra. Una somma sufficiente per porre fine alla povertà, rendere universale l’accesso a cure sanitarie e istruzione di qualità, perseguendo gli investimenti trasformativi necessari alla sostenibilità ambientale. Siamo un pianeta ricco. Le risorse, di alcun tipo, non ci mancano.


 
 
GENERAZIONE «IGEN»
  Adolescenti meno ribelli e meno felici: è tutta colpa dello smartphone?
Gilberto Corbellini

10 febbraio 2018 Il Sole 24 ore della domenica

 

L’amministratore delegato di Apple, Tim Cook, ha detto che non permette al nipote di stare sui social media (curiosa famiglia quella dove decide lo zio!), che i ragazzi dovrebbero fare un uso moderato dei dispositivi per navigare su internet e che per imparare contenuti importanti della cultura non servono le tecnologie. Anch’egli ha espresso la propria opinione – perché di opinione si tratta dato che non ha fornito alcuna prova del perché la pensa così – nella discussione se stare online sia o meno insano, e se l’uso delle tecnologie digitali danneggi la maturazione cognitiva ed emotiva dei giovani. Un tormentone che va avanti da anni.

 


LIFEGATE

 

La catena di supermercati Iceland eliminerà la plastica entro il 2023

 

BEST PRACTICE  Pubblicato il 09 FEB 2018 
LORENZO BRENNA


La catena britannica ha promesso di bandire completamente gli imballaggi in plastica entro i prossimi cinque anni.La plastica rappresenta una delle principali catastrofi ambientali della nostra epoca. Sarebbe ormai superfluo ricordarlo visto che ne siamo letteralmente sommersi e ogni anno otto milioni di tonnellate di plastica vengono vomitate negli oceani di tutto il pianeta, laghi e fiumi italiani non sono da meno, sempre più soffocati dalle microplastiche. In attesa del 2030, termine fissato dall’Unione europea per arrivare ad avere il 100 per cento di imballaggi riciclabili, diverse imprese, anche per soddisfare la crescente coscienza ambientalista dei consumatori, hanno deciso di eliminare la platica per favorire un packaging sostenibile.

 


 

CRONACA 8/2/2018 La Repubblica 

 

Commento

 

Ma il solo modo per imparare è confrontarsi con la diversità


Michela Marzano

 

Niente neri, niente handicappati, niente nomadi, la lista potrebbe essere lunga, lunghissima, e via via includere tra gli “scarti”chiunque, con la propria alterità, possa rimettere in discussione l’identità italiana. È più o meno così che alcuni licei del nostroPaese vantano i propri pregi e si fanno pubblicità. Quasi tutti gli studenti sono di «nazionalità italiana» e nessuno è«diversamente abile», recita la presentazione di un celebre liceo romano. Subito dopo aver ricordato la propria «fama» e ilproprio «prestigio». (continua a leggere)

 


 

30/1/2018 la Repubblica

SCIENZE

Intervista Giuseppe Màcino “Stimoliamo i bambini scopriranno tutto da soli

 

ELENA DUSI, ROMA

 

E alla fine i bambini scoprirono cos’è la vita. «Hanno fatto tutto da soli, io non ho detto niente». Alza le mani e ride Giuseppe Màcino. Una carriera alla Sapienza di Roma insegnando biologia molecolare e bioinformatica, il sogno realizzato di far nascere in Italia Epigen, progetto bandiera per l’epigenetica, membro dell’Accademia dei XL e di quella dei Lincei, (istituzione che porta avanti da anni un progetto per l’insegnamento della scienza a scuola), Màcino si diverte ancora a visitare le elementari, entrando in classe con le mani piene di scatoloni. (continua a leggere)

 

 

 

Il Sole 24 Ore domenica 28 GENNAIO 2018

A tu per tu.

 

«Un farmaco su due è di troppo»

 

Silvio Garattini

 

«Bisogna riconoscere che abbiamo fallito. La comunità scientifica italiana ha mancatol’obiettivo di far diventare la ricerca una priorità nell’agenda del Paese. Io me ne assumo, per lamia parte, la responsabilità», dice Silvio Garattini. Continua pagina 6 Lello Naso Continua da pagina 1 Il più ingeneroso dei giudizi, Silvio Garattini, bergamasco, 90 anni a novembre, farmacologo insignito delle massime onorificenze dalla comunità scientifica internazionale, lo esprime nei confronti di se stesso. Quasi un modo inconscio per garantire l’opinione pubblica sulla correttezza dei giudizi al vetriolo che ha dato nell’ultimo mezzo secolo: provenivano da un uomo capace di non farsi sconti. Forse il modo più trasparente per lasciare, dopo 55 anni, la direzione dell’Istituto farmacologico Mario Negri, il centro di ricerca da lui fondato a Milano nel 1963 grazie alla donazione di un commerciante. Oggi il Mario Negriè una fondazione finalizzata alla ricerca biomedica che non brevetta le proprie scoperte. Ha tre sedi, due a Bergamo e una a Milano, e si avvale della collaborazione di circa 500 ricercatori. La sua principale fonte di finanziamento sono i bandi pubblici che in nessun caso possono superare il 10% del bilancio annuale. Garattini ha deciso che a metà 2018 passa la mano. «Se il consiglio d’amministrazione lo ritiene, potrei rimanere con un incarico di rappresentanza. Ma vorrei andarmene lasciando le cose in ordine. Alla mia età ogni giorno in più è un regalo», dice abbassando il tono della voce.

 

(continua la lettura)

 

 

 

 

10 gennaio 2018 (modifica il 10 gennaio 2018 | 12:07)

GRAN BRETAGNA

Si rasa per donare i capelli ai bimbi malati di cancro: sospesa dalla scuola

 

La studentessa ha regalato la sua chioma per fare una parrucca ma l’istituto scolastico la isola per il suo aspetto. La madre: «Gesto generoso, sono orgogliosa di lei»

di Cristina Marrone

 

Il suo voleva essere un gesto altruistico per aiutare i bambini che a causa del cancro hanno perso i capelli. Niamh Baldwin, 14 anni, ragazzina della Cornovaglia (in Gran Bretagna) si è rasata i capelli per donarli ad un’associazione che produce parrucche per i bimbi più sfortunati. Quando però la ragazzina è tonata a scuola, alla Mounts Bay Academy di Penzace il suo nuovo look non è piaciuto e la preside l’ha punita per quel taglio così estremo e l’ha prima sospesa dalle lezioni per aver infranto il regolamento che prevede che i capelli siano lunghi almeno un centimetro. Dopo pochi giorni, una volta riammessa in aula le è stato però chiesto di coprirsi il capo finché i capelli non le sarebbero ricresciuti.

 

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Corriere della Sera · 15 Dec 2017 · 28 ·
La matematica rivela i pregiudizi sulle donne (anche delle madri)
 
Paola Sapienza
 
Nell’anno in cui il movimento #MeToo ha rivelato quanto la nostra società ancora legittimi il sessismonel mondo del lavoro, diventa naturale domandarsi perché la letteratura scientifica abbia impiegatocosì tanto tempo a raccontare e misurare l’importanza che la cultura ha nel determinare il successodelle donne. Quasi 10 anni fa ho pubblicato uno studio (con Luigi Guiso, Ferdinando Monte eLuigi Zingales) nel quale si mostrava come il divario in matematica tra ragazzi e ragazze fosse collegatoal livello di emancipazione delle donne nel Paese in cui quei ragazzi e quelle ragazze andavano ascuola. In Islanda, dove l’emancipazione femminile aveva raggiunto i livelli più alti — anche se nonancora la parità assoluta — non c’erano praticamente differenze nei test. Il successo scolastico è legatoa più elementi: alle risorse fornite dalla famiglia, all’incoraggiamento che ogni ragazzo e ragazza ricevea scuola e ancora in famiglia, infine alle aspettative che la società alimenta o non alimenta rispettoalle professioni future. È logico che, in una società dove ci sono pochi esempi di successo femminili, leragazze finiscano per avere risultati e voti inferiori.  [continua la lettura]
 


 

Il Corriere della sera, La Lettura, 3 dicembre 2017 - Lettera aperta

 

La scuola deve usare il cervello

 

Guido Tonelli

 

Scienziato del Cern di Ginevra, fisico delle particelle che ha partecipato alla scoperta del bosone di Higgs, scrive alla responsabile dell'Istruzione Valeria Fedeli. Al liceo aveva un insegnante—ricorda—che si chiamava Prof. Tartaglione, un insegnante vero, di quelli che interpretano la didattica non come semplice didattica, ma come palestra nella quale si impara a diventare adulti. Ora, signora ministra, che cosa si fa per arruolare e formare e valorizzare e promuovere questi insegnanti? Anche, naturalmente, da un punto di vista economico: che cosa si fa?

 

Gent.ma ministra Valeria Fedeli, le voglio raccontare una piccola storia ambientata alla fine degli anni Sessanta, in una città di provincia del centro Italia. Com’è tradizione il liceo classico della città è la scuola di elezione della buona borghesia. In classe sono tutti figli di medici, avvocati, alti funzionari, qualche industriale, un paio di commercianti fra i più ricchi: insomma la classe dirigente. I figli di impiegati e di operai si contano sulle dita di una mano.

L’insegnamento avviene con il metodo tradizionale. I professori non sono amici degli studenti e nessuno osa metterne in discussione l’autorità. Se qualcuno proponesse di usare le ore scolastiche per fare educazione alla salute o discutere i tanti disagi dell’adolescenza, sarebbe guardato come un mar­ziano. Il distacco è totale, accentuato dal lei che i professori rivolgono agli allievi.  [continua la lettura]
 

 


 

 

ECONOMIA E SOCIETA' Il Sole 24 Ore domenica 26 NOVEMBRE 2017

 

Sabino Cassese a proposito di Tom Nichols

Ignoranti e orgogliosi di esserlo

 

«I love the poorly educated», ha dichiarato Trump dopo aver appreso la sua vittoria al “caucus” del Nevada. Come lui, molti oggi coltivano l’ignoranza, rifiutano la scienza e la razionalità, mostrano una vera e propria ostilità per la conoscenza, hanno un arrogante atteggiamento anti-intellettualistico. Vi sono, per fare solo tre esempi, i crociati del No-Vax, i pazienti che dicono al medico che cosa fare, coloro che hanno fiducia solo negli stereotipi e nelle generalizzazioni (ad esempio, il timore di oscuri complotti o la fiducia nel successo dell’ “amateur” dotato di talento: in Italia si potrebbe trovare qualche esempio tra politici “en herbe”). [continua la lettura]

 

 

 

Scienza

L’innovazione sboccia dal problem solving

 

I sistemi scolastici non formano al problem solving collaborativo. Eppure la capacità di condividere il sapere e trovare soluzioni è l’humus da cui può sbocciare l’innovazione. Lo sottolinea l’Ocse

26/11/2017

di Pierangelo Soldavini

A parte qualche eccezione, nelle scuole odierne si continua a studiare tendenzialmente in maniera individuale e la certificazione finale avviene sulla base del conseguimento individuale degli obiettivi didattici. La dimensione collettiva, di confronto e di condivisione del sapere, viene di solito lasciata in secondo piano. Invece in un mondo che diventa sempre più interdipendente c’è bisogno di gente che sappia collaborare e coordinarsi con gli altri: “L’innovazione è oggi raramente il frutto di individui che lavorano in maniera isolata: al contrario, è il risultato di come sappiamo muovere. condividere e integrare le conoscenze”. [continua la lettura]

 

 


 



 

 

la Repubblica http://quotidiano.repubblica.it/edizionerepub blica/pw/flipperweb/print.php
ROBINSON 05/03/2017
Lettera a noi genitori
di Matteo Bussola,
Quando abbiamo cominciato a mettere in discussione l'autorità degli insegnanti?5/3/2017E quando ci siamo convinti che fare il bene dei nostri figli significasse impedire a chiunque dimetterli in crisi? Ecco perchéinvece di essere un ponte tra la scuola e i nostri ragazzi sempre più spesso siamo diventati un ostacoloCari genitori, scrivo a voi, dunque a me stesso, per cercare di capire cosa ci abbia portati fino a qui. "Qui" è la relazionesempre più problematica che abbiamo con la scuola dei nostri figli. Fra la prima e i secondi dovremmo essere un ponte,invece ci troviamo sempre più spesso a rappresentare un ostacolo. Parlo da osservatore diretto: ho una figlia alla scuolamaterna, due alla primaria, il retaggio aggiuntivo di una madre ex docente di Lettere, diversi amici insegnanti.

 

 


 


 

 

Corriere della Sera - 14 gennaio 2017 - pagina 1

La santa alleanza (che manca) per l’educazione dei nostri figli

di Antonio Polito

 

 





 

NOTA STAMPA

I vaccini nella rete

 

Al via #PerchéSì, primo laboratorio di idee sulla corretta ed efficace comunicazione sui vaccini.

Le buone pratiche da premiare: da Torino il lancio del contest promosso da Sanofi Pasteur che premia le migliori campagne di comunicazione sui vaccini realizzate dagli operatori di sanità pubblica e il primo hackathon in Italia dedicato alla comunicazione vaccinale. L’informazione sui vaccini passa oggi attraverso rete e social media. La fotografia esclusiva dell’Health Web Observatory registra la sete di informazione a seguito dei cambiamenti legislativi. Torino, 24 novembre 2017 – Sempre più connessi ma non sempre necessariamente consapevoli delle scelte di navigazione e alla ricerca di una bussola per orientarsi nel vasto mare dell’informazione on line sul tema della prevenzione e dei vaccini. È questo quanto emerge dall’analisi “I vaccini per l’infanzia sul web” condotta dall’osservatorio Health Web Observatory e presentata in occasione dell’evento #MeetSanofi“#PerchéSì: "i vaccini vanno in rete” che si è tenuto ieri sera presso il Talent Garden, a margine del congresso della Società Italiana di Igiene in corso a Torino dal 22 al 25 novembre (qui la registrazione dell’evento sulla pagina Facebook Sanofi Italia). L’analisi prende in considerazione le ricerche effettuate su web e social network con lo scopo di ottenere informazioni on line sulle vaccinazioni pediatriche nel periodo compreso dal1 agosto al 10 ottobre 2017. [continua la lettura]

 

 



 

 


Prima 13/11/2016 la Repubblica
 
IL RACCONTO
 
Le parole per dire no al razzismo quotidiano
Paolo Rumiz
 
COME l’epidemia di mucca pazza, la vittoria di Trump ha imbarbarito all’istante il linguaggio in Europa e in Italia. Era prevedibile: i beceri parlano più ad alta voce per strada e nei mezzi pubblici e il web, già saturo di imbecillità, ha dato la stura a nuove ondate di demenza razzista. Siccome le parole sdoganano i fatti, sappiamo in anticipo che dovremo fronteggiare il peggio anche a livello politico e che l’Unione finirà per vedersela brutta. Ma quello che preoccupa, più ancora delle urla di odio, è il silenzio attonito dei benpensanti. Come se non ci fosse nulla da fare, come se il mondo stesse già deragliando.
Homo homini lupus, et dominus vobiscum. Troppo ricorda l’Europa degli anni di Weimar. (continua la lettura)

 




Giugno 2013 - «il Sole 24 ore»

 

Disegnare reazioni

Stretti legàmi tra arte e chimica

 

Roald Hoffmann, premio Nobel per la chimica (ma anche autore di poesie e soggetti teatrali) riflette sui rapporti del chimico, ricercatore e insegnante, con la rappresentazione grafica delle strutture molecolari, anche come semplice “schizzo alla lavagna” che deve però rispondere a criteri precisi: la chimica gli appare “una scienza che ha l’arte al proprio cuore”. (continua la lettura)