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Sui quotidiani e periodici aprile 2020

Sui quotidiani e periodici aprile 2020


# Catastrofico e profetico salto di specieLa clausura feconda di NewtonUn segnale ai ragazziPer rinascere migliori s'impone la solidarietàRidisegnare un mondo senza più narcisismiCoronavirus, perché la teoria del complotto (complice il Nobel Montagnier) a volte ritornaBig Blue Button, uno strumento open per la didattica a distanzaQuei dilemmi morali che toccano ai medici8 miliardi di umani Il Bengodi dei virusUn alunno in casa: così noi genitori capiamo la grandezza dei docentiPerché quel rosso sui ghiacciai è una cattiva notiziaIntervista a Vassilis Vassilikòs a cura di Andrea Nicastro # Maturità, l'orale va fatto a scuola. # 15 Proposte per la giustizia sociale # Come uccide COVID-19? L'incertezza che frena la ricerca di una cura # Il corpo del docente # Videolezioni:cronache semiserie # Lezioni a distanza - Re-inventarsi per non mangiarsi il cuore # Se evoluzione fa rima con buona educazione # La ricerca è efficace se lascia liberi di fare # Perché non ci servono eroiLa nuova consapevolezza della nostra fragilità umana # Lepidemiologo Snowden: Questa pandemia specchio di una globalizzazione letaleCi aspetterà un anno da alieni # Dalla triplice crisi del capitalismo può nascere una economia più equa # «Globalizzazione da ripensare, il territorio è elemento di forza» # Abbracciami almeno tu # Il signor Eremio e la solitudine # Missione medico # Un patto tra politica e scienza # Una chiamata collettiva va favorita con strumenti adeguati # La lunga sfida per regalarci ancora più vita # Ragazzi, unitevi per salvare la nostra Europa # La scatola nera del "dopo" # Un solo grado di differenza # La formidabile generazione del dopoguerra # Virus - I quaderni de Le ScienzeLe Regioni comprino il vaccino giusto per l’influenza # Se l'alunno ti cerca ha bisogno di te #


"Il Sole 24 Ore" - 26 aprile 2020
Catastrofico e profetico salto di specie
di Arnaldo Benini
Rileggere «Spillover»

Ho recensito il libro di David Quammen Spillover sul Domenicale del 9 giugno 2013. Nel 2014, il libro uscì in italiano, da Adelphi, con lo stesso titolo. Il sottotitolo era profetico: Le infezioni animali e la prossima pandemia umana. L’impressione a rileggerlo oggi è più forte d’allora. Il libro, ricco di informazioni scientifiche con pochi eguali, descrive ciò che gli scienziati ammonivano da anni. Ci sarebbe stata, in un futuro prossimo, una pandemia virale catastrofica alla quale era indispensabile prepararsi. Molti virologi, come Ralph S. Baric, hanno ripetuto sollecitazioni analoghe. Parole al vento.


“Corriere della Sera - La Lettura” - 26 aprile 2020
La clausura feconda di Newton
Di Massimiano Bucchi
Scienza – In fuga dalla peste, scoprì i segreti dei colori. Il caso simile di Heisemberg

Il 25 luglio 1665 a Cambridge il piccolo John Morley viene trovato morto con inequivocabili macchie nere sul petto. Il fratellino, con le stesse macchie sul viso, è strappato alle braccia della madre e portato via. La peste è arrivata anche a Cambridge: sarà la peggiore epidemia dai tempi della «morte nera» del 1348, sterminerà più del 15% della sola popolazione londinese.
Comincia così la storia di una delle più grandi rivoluzioni nella storia del pensiero. Il ventitreenne Isaac Newton è tra i tanti che fuggono da Cambridge per evitare la peste. Newton è entrato al Trinity College quattro anni prima come subsizar, servitore, così si chiamano gli studenti poveri che per pagarsi gli studi servono a tavola e mettono in ordine le stanze.


“Corriere della Sera” - 26 aprile 2020
Un segnale ai ragazzi
di Ernesto Galli della Loggia

Mentre per l'italia nel suo complesso l'epidemia di Covid-19 rappresenta una catastrofe, per gli alunni delle sue scuole di ogni ordine e grado essa rischia di equivalere più o meno a quello che un tempo si sarebbe detto il Paese di Bengodi. Tutto obbliga a credere infatti che le dichiarazioni del ministro dell'istruzione Azzolina e le disposizioni da essa impartite in merito alla prossima conclusione dell'anno scolastico significhino una sola cosa. Per gli alunni degli anni intermedi dei cicli scolastici il passaggio automatico all'anno di corso successivo; per quelli invece che devono affrontare un esame di licenza la virtuale promozione d'ufficio. Naturalmente sono sicurissimo che a leggere queste righe il ministro o qualche altro burocrate del suo staff si precipiteranno a dire che non è affatto vero, ad assicurarci che per carità, tutto sarà fatto con il massimo scrupolo, che ci sarà comunque il più rigoroso accertamento del merito e tante altre confortanti parole. Ma sappiamo tutti che non è vero.


“La Stampa” - 25 aprile 2020
Per rinascere migliori s'impone la solidarietà
di Carlo Petrini

Oggi proviamo a festeggiare. Stanchi, impauriti, preoccupati per un futuro incerto, tristi per le persone perdute in questi mesi, eppure celebriamo. Settantacinque anni fa l'Italia si liberava dell'occupazione nazifascista, usciva dall'immane tragedia della guerra per ricostruire un paese democratico, libero, prospero. O per lo meno questo era il progetto originario. Adesso, senza cadere nell'abusata e impropria metafora della guerra, siamo di nuovo di fronte a un momento in cui ci è richiesto uno slancio, un colpo d'ala, per uscire da una crisi sanitaria, economica e sociale che morde forte e rievoca i nostri fantasmi più paurosi: disoccupazione, povertà, solitudine.


“Corriere della Sera” - 24 aprile 2020
Ridisegnare un mondo senza più narcisismi
di Guido Tonelli

«Non torniamo al mondo di prima» è il titolo di un recente articolo pubblicato su La Repubblica, da Muhammad Yunus, il banchiere dei poveri. Il Premio Nobel per la Pace, fondatore di un sistema di banche basate su microcredito, ci ammonisce a usare la catastrofe prodotta dal coronavirus come un'occasione per costruire un mondo migliore. L'interrogativo di fondo che si pone è: «Riportiamo il mondo nella situazione nella quale si trovava prima del coronavirus o lo ridisegniamo daccapo? La decisione spetta soltanto a noi» e ci invita a ricordare bene il mondo che ora tutti noi rimpiangiamo: «Contavamo letteralmente i giorni che mancavano a quando l'intero pianeta sarebbe diventato inabitabile per la catastrofe climatica. Parlavamo di quanto fosse grave la minaccia di una disoccupazione di massa provocata dall'intelligenza artificiale, e in che modo la concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi stesse raggiungendo un livello deflagrante».


“la Repubblica” - 22 aprile 2020
Coronavirus, perché la teoria del complotto (complice il Nobel Montagnier) a volte ritorna
di Elena Dusi
Approfondimento Coronavirus

Lo scienziato francese sostiene la tesi del virus artificiale, creato per mettere a punto un vaccino per l'Aids ma sfuggito da un laboratorio cinese. Esperimenti di ingegneria genetica sui microrganismi vengono effettivamente condotti dagli scienziati, inclusi quelli oggi al lavoro per il vaccino. Il virologo Perno: "Nessun intervento dell'uomo su un virus è privo di tracce. E di quanto ipotizzato da Montagnier, noi non vediamo nulla"
Non tramonta, l'idea che il coronavirus sia stato creato in laboratorio.


“WIKIMEDIA” - 20 aprile 2020
Big Blue Button, uno strumento open per la didattica a distanza
di Fabio Moriondo

A causa dell’emergenza coronavirus, da oltre un mese gli istituti scolastici ma anche tantissime organizzazioni di grandi e piccole dimensioni su tutto il territorio italiano stanno sperimentando nuove modalità di apprendimento e formazione a distanza. Questo cambiamento richiede ai cittadini di mutare le proprie abitudini, ma invita anche le istituzioni a trovare nuovi strumenti, che possano rispondere al meglio alle esigenze dei cittadini e tutelarne i diritti fondamentali, non da ultimo la privacy.
Abbiamo chiesto un parere sul tema a Fabio Moriondo, storico socio di Italian Linux Society, che da anni propone e offre supporto all’installazione di soluzioni open per la didattica a distanza, analoghe a quanto proposto dagli insegnanti autori del libro Software libero a scuola.


"Il Sole 24 Ore" - 19 aprile 2020
Quei dilemmi morali che toccano ai medici
di Roberto Casati
Covid-19. Durante la crisi il governo del pianeta non è nelle mani dei politici.

In questo preciso momento il mondo – tutto il pianeta – non è governato dalla classe politica né da giunte militari, ma dai medici. (Ne è ben cosciente Donald Trump che vede nel direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases, Anthony Fauci e nell’OMS dei veri e propri contropoteri.) È una situazione inedita e che resterà nei libri di storia; che si presta a una miriade di ricerche in scienze politiche, essendo il più grande esperimento naturale di intervento sociale in cui si è spostata una sola variabile - la libertà di movimento dei cittadini - in decine di circostanze diverse; che ha conseguenze multiple sugli assetti sociali, sull'economia, sulla tecnologia, sul modo in cui concepiamo il nostro essere.


“Corriere della Sera - La Lettura” - 19 aprile 2020
8 miliardi di umani Il Bengodi dei virus
di Telmo Pievani
Grande esperto di evoluzione della nostra specie, Ian Tattersal lancia l'al-larme: livelli demografici tanto elevati implicano rischi crescenti di gravi contagi. Siamo animali molto particolari, dotati di libertà e quindi investiti di responsabilità. Ma no.

Ian Tattersall è uno dei massimi esperti al mondo di evoluzione umana. Vive a Manhattan e lavora all'American Museum of Natural History. Gli chiediamo che cosa sta succedendo a New York in questi giorni di esplosione della pandemia. «Sono tempi — risponde lo scienziato — bizzarri e terribili. La mia vita è schiacciata nelle quattro mura dell'appartamento, con una visione ristretta sulla fascinosa stradina del West Village che mi dice che là fuori gli spacciatori di crack bazzicano ancora, anche se meno frequentemente. Esco una volta alla settimana per fare provviste, attraversando strade pressoché deserte. E nulla di tutto ciò mi prepara alle spaventose statistiche sulla mortalità quotidiana a New York che sento alla radio. Per me, quei numeri sono un'astrazione. Qui non ci sono corpi per le strade e finora nessuno è morto nel mio isolato. Eppure quelle cifre parlano di una realtà tragica, con la quale dobbiamo sforzarci di fare i conti».


“Corriere della Sera” - 19 aprile 2020
Un alunno in casa: così noi genitori capiamo la grandezza dei docenti
Di Antonio Polito

Così come della mamma, anche dell'importanza della scuola ci accorgiamo solo quando non c'è più. Voi direte: ma la scuola c'è, funziona, e l'abnegazione di tanti insegnanti e l'impegno di tanti studenti in condizioni così difficili sono encomiabili. Ed è vero. Ma, diciamoci la verità: almeno per il ciclo delle elementari la didattica a distanza è più che altro un gigantesco esperimento di homeschooling, e cioè di educazione parentale in casa.


“Corriere della Sera” - 19 aprile 2020
Perché quel rosso sui ghiacciai è una cattiva notizia
di Paolo Virtuani
Il fenomeno sulle alpi accellera la fusione

Sulle Alpi il ghiaccio può assumere una tonalità rossastra a causa delle polveri sahariane trasportate in quota dai venti e che poi ricadono sulle vette. È un fenomeno conosciuto e studiato in dettaglio nei carotaggi sui ghiacciai, che forniscono informazioni importanti sui movimenti atmosferici. È del tutto nuova sulla catena alpina, invece, l'osservazione di un nuovo tipo di arrossamento della superficie ghiacciata causata da un'alga microscopica.
Lo stesso fenomeno era già stato evidenziato in Groenlandia, dovuto alle alghe della specie Ancylonema nordenskioeldii che, a causa dei loro pigmenti fotosintetizzanti, fanno assumere alla superficie una tonalità porpora.


“Corriere della Sera - La Lettura” - 19 aprile 2020
intervista a Vassilis Vassilikòs a cura di Andrea Nicastro

«I tedeschi, i tedeschi. Cosa stanno combinando all’Europa? Noi greci abbiamo sentito sulla pelle il loro atteggiamento nella crisi del 2008. Mancano di empatia. Sono rigidi e opportunisti. Sembrano guidati da egoismo e prepotenza. Quando il debito era incontrollabile, però, si sapeva chi avesse rubato e truccato i conti. Allora il dito dei tedeschi si puntò verso i nostri governanti. Oggi non è possibile. Il nemico non ha un volto. Il virus può essere a New Delhi come a Berlino. La colpa (concetto che piace tanto al Nord Europa) è nel nostro essere fragili e umani. Basterebbe accettare questo per evitare di trascinare l’Europa nel baratro della recessione. La Germania invece che fa? Nascosta dietro un pugno di Paesi come l’Olanda, i baltici e pochi altri, reagisce con le categorie mentali del 2008: noi siamo meglio di voi, quindi flagellatevi, peccatori. Non si rendono conto che la pace, fortunata e feconda, di cui ha goduto il continente dipende dalla decisione di stare assieme? Se ci dividiamo, se il Sud sprofonda nella miseria com’è successo alla Grecia dopo il 2008, l’Europa si romperà».


“Corriere della Sera” - 18 aprile 2020
Maturità, l'orale va fatto a scuola.
di Paolo Giordano

Diamo ai maturandi una prova orale in carne e ossa. Dentro la loro scuola, con i loro inse¬gnanti radunati ad ascoltarli. Prendiamoci questo impegno subito e mettiamolo fra le priorità, accanto agli aiuti economici alle famiglie, ai test sierologici e al calendario delle riaperture aziendali.
Ci dimentichiamo spesso, anzi sempre, che un dolore specifico dell'adolescenza è quello di non essere presi sul serio.
Di percepirsi marginali, irrilevanti. E sentire di avere più cose interessanti da dire che persone disposte ad ascoltarle. L'inedito assoluto dell'esame di maturità è che, per la prima volta, un gruppo di adulti in veste ufficiale è lì per ascoltare te, solo te, quello che hai capito, quello che hai imparato, quello che hai realizzato.


“Forum disuguaglianze diversità” - 17 aprile 2020
15 Proposte per la giustizia sociale
di Azione di Anthony Atkinson (di Fabrizio Barca, Vittorio Cogliati Dezza, Nunzia De Capite, Marco De Ponte, Elena Granagl Morniroli, Lorenzo Sacconi*)
Come sarà il dopo Covid-19? Ci sarà chi cercherà di tornare “a prima” chi proporrà con forza un modello autoritario, basato su sicurezza e identità. Noi siamo convinti che un futuro più giusto di prima è possibile. E’ possibile costruire un sociale e ambientale, se compiamo da subito cinque mosse appropriate, e se ci sono proposte concrete, che affrontino le disuguaglianze rese eclatanti dalla crisi, e che riequilibrino i poteri.
 
Questo Rapporto e le proposte in esso presentate sono il frutto di un lavoro avviato nell’ottobre 2017 in un confronto costante all’interno dell’Assemblea del ForumDD. Dopo la costruzione e condivisione collegiale dell’impianto generale, la progettazione e la stesura delle singole parti del Rapporto sono state curate da sei membri dell’Assemblea (Fabrizio barca, Daniele checchi, Maurizio Franzini, elena GranaGlia, Salvatore Morelli e lorenzo Sacconi) con specifici contributi di Vittorio Cogliati Dezza, Sabina De Luca e Flavia Terribile. La responsabilità editoriale è stata di Fabrizio barca e Patrizia Luongo, con l’apporto di Silvia Vaccaro per l’organizzazione e la comunicazione. L’analisi e la definizione delle proposte hanno beneficiato del contributo di gran parte degli altri membri dell’Assemblea, dei quadri delle otto organizzazioni che fanno parte del ForumDD e di un vasto numero di membri della comunità scientifica e della cittadinanza attiva, di insegnanti, studenti e studentesse, sindacalisti e sindacaliste, imprenditori e imprenditrici, amministratori e amministratrici pubblici/he.


“Le Scienze” - 17 aprile 2020
Come uccide COVID-19? L'incertezza che frena la ricerca di una cura
di Heidi Ledford

I primi dati emersi sulla pandemia di coronavirus mostrano che i decessi sono causati in parte dai danni del virus e in parte da una risposta immunitaria sproporzionata dell'organismo. I trattamenti che si stanno tentando a base di immunosoppressori, come i cortisonici, potrebbero quindi lasciare il soggetto senza armi efficaci per combattere l'infezione.
Come uccide COVID-19? L'incertezza sul fatto se sia il virus stesso oppure la risposta del sistema immunitario a sopraffare gli organi di un di un paziente, rende difficile per i medici determinare il modo migliore per trattare i pazienti gravemente ammalati a causa del coronavirus. I dati clinici suggeriscono che il sistema immunitario ha un ruolo nel declino e nella morte delle persone infettate dal nuovo coronavirus, e questo ha spinto a provare terapie come gli steroidi che inibiscono la risposta immunitaria. Ma alcuni di questi trattamenti hanno un effetto ad ampio spettro di soppressione del sistema immunitario, il che alimenta il timore che possano ostacolare la capacità dell'organismo di tenere sotto controllo l'infezione virale.


“la Repubblica” - 16 aprile 2020
Il corpo del docente
di Alberto Melloni

Un errore grossolano grava sulla discussione italiana sulla scuola e l’università ai tempi del Covid 19. Quello di chi crede che l’insegnamento a distanza, impiantato con eroico fai-da-te a fronte del trauma del distanziamento, coincida con la trasformazione digitale della formazione e nell’apprendimento o almeno ne sia la premessa. L’insegnamento a distanza, in realtà, è piuttosto obsoleto e ha varie criticità. Spesso entusiasma chi ha una concezione "trasmissiva" del sapere, immaginato come un pacco da recapitare via web, facendo parti eguali fra diseguali.


"Rocca" - 15 aprile 2020
Videolezioni:cronache semiserie
di Marco Gallizioli

Allievi tutti presenti e attenti. Non c'è dubbio: è questo il sogno più nascosto ed autentico di un insegnane e le lezioni ai tempi del coronavirus sembrano poterlo rendere realtà. Durante le video-lezioni, infatti, dalla mia postazione di «remoto» vedo sullo schermo 24 quadratini che, come santini laici, raffigurano i volti teoricamente interattivi dei miei studenti. Loro sembrano guardarmi, io mi illudo di vederli. Ventiquattro statue di sale in vario abbigliamento: tute, pigiami, maglioni vecchi, confliggono con outfit da grande soirée; occhi truccatissimi e volti imbellettati si confrontano con barbone incolte e visi pallidi. Tutti i miei alunni paiono guardarmi con attenzione e, soprattutto, in silenzio.


"Rocca" - 15 aprile 2020
Lezioni a distanza - Re-inventarsi per non mangiarsi il cuore
di Ilenia Beatrice Protopapa

Ai tempi del... colera, l'amore. Ai tempi della peste... l'amore. E ai tempi del Coronavirus?... L'amore, l'amicizia, i rapporti sociali, lo shopping e soprattutto... la scuola! La didattica e la scuola, tutto rigorosamente a distanza.
È quasi un mese ormai che siamo tutti in casa (allegramente?! Forse non tanto direi!), tutti sotto lo stesso tetto - come si dice - H24 a condividere più che mai ogni piccolo gesto, ogni piccolo sorriso, ogni lacrima, ogni tensione, ogni cibo, ogni caffè. Tutti a dover (e quando è un dovere, si sa bene, non è mai poi così piacevole) imparare a ri-scoprire il piacere, parola grossa forse, parola ambigua - che lo vogliamo o meno - della condivisone e dello stare insieme.


"Il Sole 24 Ore" - 12 aprile 2020
Se evoluzione fa rima con buona educazione
di Paolo Legrenzi
Le origini della società. L’ultimo libro del grande biologo Edward Wilson.

Può capitare di pensare che la nostra presenza sulla Terra sia quasi un miracolo. Nessun altro animale parla ed è dotato di coscienza, per lo meno non nei modi umani. Quali che siano le nostre idee su linguaggio e coscienza - basate sul senso comune o su quel poco che sappiamo dalle scienze cognitive - gli altri animali sembrano comunque molto diversi da noi. È questo un errore di prospettiva? Forse sì. In realtà, se di miracolo si vuole parlare, questo era già avvenuto da un pezzo, dai tempi de «le origini profonde delle società umane», per usare il titolo dell’ultimo libro di Edward Wilson, professore emerito di biologia all’università di Harvard.


"Il Sole 24 Ore" - 12 aprile 2020
La ricerca è efficace se lascia liberi di fare
di Carlo Rizzuto
La pandemia del Covid-19 è l’occasione per mettere alla prova l’infrastruttura europea dei consorzi Eric, basata su integrazione e autorganizzazione. Che si è messa in moto scienza ed emergenza. La reazione europea.
Spesso, nella ricerca, si scontrano due filosofie: quella che vorrebbe “ordinare di fare” e quella che “lascia liberi di fare”: se si guarda ai risultati, il secondo approccio è quello cha ha dato i migliori risultati e permesso scoperte completamente impreviste e “non programmate”. L’autorganizzazione dei ricercatori e porta alla massima discussione e condivisione dei risultati. La crisi del Covid-19 è ora anche una opportunità per collaudare l’approccio autorganizzativo, che, in un sistema complesso come quello europeo, è impostato nei Consorzi Europei per le Infrastrutture di Ricerca (Eric).


“Corriere della Sera” - 10 aprile 2020
Perché non ci servono eroi
di Marco Balzano
Attenzione alla retorica degli angeli. Ci vogliono razionalità e una politica più seria.

Sul portone qualcuno ha lasciato un cartello scritto a mano: «Grazie agli eroi di questo palazzo». All'ultimo piano, infatti, abita un infermiere e un'altra credo che viva nella scala a fianco. Uno dei due, il giorno dopo, ne ha attaccato un altro, scritto al computer in caratteri molto grandi: «Non siamo eroi, siamo operatori sanitari e ci pagano male». Mentre salivo le scale coi sacchi della spesa (l'ascensore è ormai un retaggio del passato) ho pensato a quella risposta e mi è venuto in mente Nuto Revelli. Non c'era occasione in cui lo scrittore, reduce dalla campagna di Russia e poi partigiano nel Cuneese, non mettesse in guardia dal rischio di mitizzazione e santificazione della Resistenza. Dare dell'eroe, sosteneva, significa lavarsi le mani, favorire la legittimazione del disinteresse, delegare le battaglie a chi si crede che possieda più forze di noi e, soprattutto, significa non indagare le ragioni per cui quelle battaglie sono nate.


“Corriere della Sera” - 10 aprile 2020
La nuova consapevolezza della nostra fragilità umana.
di Guido Tonelli

In questi giorni di sofferenza e di paura, chiusi in casa nell’ansia di ricevere cattive notizie da persone care e amici lontani, sento spesso ripetere frasi di consolazione: «finirà tutto bene», «presto torneremo ad abbracciarci», «teniamo duro ancora per qualche settimana, poi tutto tornerà come prima». Anch’io sono confortato dal suono di queste parole, e la dolcezza delle intenzioni mi consola, ma temo proprio che non sia così.
Non mi piace parlare di questa pandemia come di una guerra. Intanto perché non sopporto il linguaggio bellico, col suo sottofondo di minaccia oscura che scatena i nostri istinti più primordiali.


“Il nuovo manifesto società coop.editrice" - 9 aprile 2020
Lepidemiologo Snowden: Questa pandemia specchio di una globalizzazione letale
di Stella Levantesi
L'intervista. Storico delle epidemie all'università di Yale: "Questa malattia è lo specchio dei nostri comportamenti: distruzione dell'ambiente, boom demografico, velocità degli spostamenti, disuguaglianze. Spero che al termine non ci sia un'amnesia sui motivi profondi del contagio. Serve l'assistenza sanitaria universale"

Può la storia delle epidemie aiutarci a comprendere la pandemia di coronavirus? Cosa abbiamo sbagliato in passato e cosa dobbiamo imparare a non sbagliare più? In che modo il Covid-19 ha cambiato il nostro rapporto con la morte? Ne parliamo con Frank Snowden, storico americano delle epidemie e della medicina, esperto di storia italiana moderna e professore all’Università di Yale, che in questo periodo vive in Italia.


“Corriere della Sera” - 8 aprile 2020
Ci aspetterà un anno da alieni
di Paolo Giordano

Invochiamo gli esperti. Ma sarebbe il momento di accettare, per quanto ci spaventi, che non esistono veri esperti di questa crisi. Esperto è colui che ha fatto esperienza e nessuno ne ha mai fatta una simile, non su questa scala, non con questa gravità. Nessuno, poi, è competente nella totalità dei campi che sarà necessario gestire e armonizzare da qui in avanti. Abbiamo virologi eccellenti, immunologi, analisti di dati, informatici, economisti e psicologi; se capiamo quali domande rivolgere, avremo indietro delle risposte sensate. Da ognuno un pezzetto del nostro futuro. Ormai sono parecchi, sparpagliati sul tavolo: pezzi di virologia e immunologia ed epidemiologia e macro e microeconomia, pezzi inquietanti di sociologia e di psicologia. Ricomporli è il compito arduo della politica.


"Il Sole 24 Ore" - 8 aprile 2020
Dalla triplice crisi del capitalismo può nascere una economia più equa
di Mariana Mazzucato

Il capitalismo oggi deve fare i conti con almeno tre gravi emergenze: una crisi sanitaria, che ha innescato una crisi economica le cui conseguenze sulla stabilità finanziaria sono ancora sconosciute, il tutto sullo sfondo di una crisi climatica che non può essere risolta lasciando le cose come stanno. Fino a due mesi fa, i mezzi d’informazione erano pieni di immagini di pompieri stravolti, non di operatori sanitari stravolti. Questa triplice crisi ha evidenziato vari problemi nel nostro modo di fare capitalismo, che dovranno essere affrontati tutti insieme all’emergenza sanitaria. In caso contrario, verranno risolti dei problemi in un luogo, ma se ne creeranno di nuovi altrove, come successe con la crisi finanziaria del 2008.


"Il Sole 24 Ore" - 5 aprile 2020
«Globalizzazione da ripensare, il territorio è elemento di forza».
di Vincenzo Chierchia

Approfittiamo di questi giorni per scoprire il lato profondo di noi stessi, del modo di vivere, del nostro modello economico. La frontiera della ripresa dopo l’emergenza sanitaria passerà attraverso alcuni punti chiave tra cui lavoro, formazione dei giovani, difesa della legalità, recupero di competitività del sistema produttivo. Francesco Mutti, imprenditore alimentare, parla pacato al telefono dalla Food Valley emiliana, duramente colpita in questi tempi dall'epidemia. Mutti guida l’azienda di famiglia, specializzata nella lavorazione del pomodoro, ed è anche presidente di Centromarca, associazione dell’industria di marca costituita nel 1965, che raggruppa oggi circa 200 realtà tra cui molti grandi gruppi internazionali.


"Il Sole 24 Ore" - 5 aprile 2020
Abbracciami almeno tu
di Giorgio Vallortigara
Etologia. Per Frans de Waal non è irragionevole adottare un approccio antropomorfico nello
studio di animali come le grandi scimmie che ci sono molto vicine. Ma serve cautela.

Frans de Waal ha iniziato dodicenne la sua carriera da etologo notando, di ritorno da scuola su un autobus dove due ragazzi più grandi erano impegnati in un bacio appassionato, come una gomma americana che si muoveva tra le mascelle del ragazzo si fosse improvvisamente materializzata nella bocca della ragazza. Frans comunica la stringente conclusione delle sue osservazioni alla madre, la quale, con un certo imbarazzo, cerca di spiegargli che guardare con insistenza le persone non è educato. Per riuscire a trasformare la sua passione per l’osservazione in una professione, il giovane Frans d'ora innanzi si dedicherà a scrutare i comportamenti dei primati non umani anziché quelli dei conspecifici.


“la Repubblica” -  4 aprile 2020
Il signor Eremio e la solitudine
di Stefano Benni
Il racconto - Un anziano solo in casa che guarda il mondo svuotato dall’epidemia. E il segreto nascosto in un baule
diventato scrigno del passato.

Il signor Eremio viveva solo in casa ormai da dieci anni. L’ultimo anno era stato il più penoso, perché la terribile epidemia che aveva colpito il paese impediva di uscire, e soprattutto i vecchi erano controllati e si cercava in tutti i modi che non avessero contatti con gli altri. Così un giorno, dopo aver visto un telegiornale dove uno scienziato diceva che la malattia era peggio della peste e un altro che era appena più di un raffreddore, e soprattutto nessuno dei due diceva quando la situazione sarebbe tornata normale, Eremio spense il video e decise che era ora di farla finita.


“Il Foglio Quotidiano” -  4 aprile 2020
Missione medico (1^ parte)

Missione medico (2^ parte)

di Alexander Fleming
Da Ippocrate a Fleming con gli occhi alla pandemia

Sto per raccontarvi l'origine della penicillina, che è la parte della storia che mi ha fatto vincere un premio Nobel. Mi è stato chiesto spesso perché avessi inventato il nome "Penicillina". Ho semplicemente seguito l'ortodossia e ho coniato una parola che spiegasse che la sostanza penicillina era un derivato di una pianta del gene Penicillium, allo stesso modo in cui tanti anni fa la parola "Digitalin" fu inventata per una sostanza dalla pianta Digitalis. Per la mia generazione di batteriologi l'inibizione di un microbo con un altro microbo era piuttosto comune. Eravamo tutti istruiti su queste inibizioni, e in più è raro che un batteriologo clinico in osservazione possa spendere una settimana senza vedere, nel corso del suo lavoro ordinario, casi limpidi di antagonismo batterico.    


“la Repubblica” -  4 aprile 2020
Un patto tra politica e scienza
di Nadia Urbinati

Nell’era del coronavirus la comunità scientifica e quella politica si confrontano su un terreno inedito. In molte occasioni scienza e politica si sono trovate su due sponde divergenti, poco disposte ad accordarsi su questioni di pubblica rilevanza. Pensiamo ai dibattiti infiniti sulle fonti di energia, sulla manipolazione genetica, o sul mutamento climatico.
Il paradosso nel quale ci ha catapultati il Covid-19 è che, nonostante le conoscenze scientifiche siano ancora in una fase sperimentale e le indicazioni sui fattori di rischio continuino a mutare, la relazione della scienza con la politica è meno conflittuale e divergente. In qualche modo stiamo tutti, competenti e no, operando per tentativi ed errori.


“Il Foglio” -  2 aprile 2020
Una chiamata collettiva va favorita con strumenti adeguati
di Alessandro Rosina

Gli italiani – ma vale per gran parte del mondo più ricco – si erano abituati a vivere una normalità libera dai grandi flagelli della guerra e della peste presenti in modo endemico nel passato. L’Uomo andato sulla Luna pensava di poter guardare da lontano i terribili rischi del mondo vissuto dalle generazioni precedenti. In effetti è così, ma solo se non diamo per scontato la possibilità che grandi conflitti e grandi epidemie, pur in forma diversa, possano tornare a colpire. Questo timore è diventato particolarmente acuto in queste ultime settimane, perché la sensazione di tutti è di trovarsi come i protagonisti di Pleasantville: strappati dalla nostra quotidianità e catapultati improvvisamente dentro ad una fiction, di quelle con trama distopica.


“Corriere della Sera” - 2 aprile 2020
La lunga sfida per regalarci ancora più vita
di Carlo Rovelli

L’esperienza di questo momento difficile mi sembra una lezione di umiltà per tutti. Non siamo potenti come forse pensavamo. Siamo, come siamo sempre stati, facile preda di un vento che cambia. Ci eravamo abituati a confinare i disastri più gravi altrove. Ancora pochi giorni fa ho sentito un americano dire in televisione «siamo il Paese più potente del mondo, a noi l’epidemia non fa nulla». Non lo dice più. Anche noi italiani credevamo di poterla fermare prima che arrivasse qui.


“la Repubblica” -  2 aprile 2020
Ragazzi, unitevi per salvare la nostra Europa
di Paolo Rumiz

Uno scrittore di frontiera racconta con grande pathos lo sgretolarsi di un sogno bellissimo, quello di un Continente solidale: i populisti sono in agguato per sfruttare le paure da virus mentre tutti gli Stati danno il peggio. Ci restano solo i giovanissimi. Dalla mia finestra ho straordinarie visioni. In un solo colpo d’occhio le Alpi, la fine del Mediterraneo, il Centro Europa, le Terre del tramonto portatrici dei venti atlantici, la Cortina di ferro, il fronte della Grande guerra, l’inizio dell’Eurasia sul ciglione carsico. In questi giorni, con la Danza della Morte in Europa, questa percezione “a grandangolo” si è fatta ancora più nitida.


“Corriere della Sera” - 1 aprile 2020
La scatola nera del "dopo"
di Paolo Giordano

Quando inizia il dopo? Secondo me è già iniziato. Non perché siamo pronti a correre fuori, tutt’altro, ma abbiamo capito contro che male ci misuriamo, ne stiamo seguendo l’evoluzione giorno per giorno e abbiamo messo in atto le misure necessarie per contrastarlo. I dati rispetto a cui pianificare il disgelo del nostro sistema sociale sono già disponibili, eppure non li stiamo considerando.


“la Repubblica” -  1 aprile 2020
Un solo grado di differenza
di Stefano Mancuso
La scienza inascoltata

Il termometro nell’ingresso di casa domenica scorsa segnava i regolamentari 19 °C. Provvisto di autocertificazione sono uscito. A Firenze alle 12,30 la temperatura dell’aria era di 20 °C. Un po’ più alta di quella delle prime foglie che timidamente si affacciano in questo inizio di primavera. Loro, infatti, hanno una temperatura di 18 °C. Traspirano e attraverso il processo di evaporazione, si raffreddano. Passeri, colombi e cornacchie che da quando non ci sono più persone per strada sono tornati ad accapigliarsi per gli sparuti semini del prato, hanno una temperatura di 40 °C.


“Il Messaggero” -  1 aprile 2020
La formidabile generazione del dopoguerra
di Alessandro Rosina

Una cosa che abbiamo capito fin dall'inizio della pandemia è che tutti possiamo contrarre il Covid-19 e partecipare alla sua diffusione, ma le vittime principali sono gli anziani. Si tratta di un dato che trova solida conferma nel monitoraggio fornito quotidianamente dalla Protezione civile. Il tasso di letalità osservato, calcolato come rapporto dei decessi tra chi è infetto e casi positivi accertati, sale da valori inferiori a 1 su mille sotto i 30 anni a oltre uno su quattro sopra gli 80. Tra i primi diecimila deceduti, meno del 5 percento risulta avere un'età inferiore ai 60 anni.


"I quaderni de le Scienze" - n. 08  Marzo 2020
Virus - I quaderni de Le Scienze

 

Dalla diffusione di malattie letali all’impatto sull’evoluzione della vita, la doppia faccia di questi microrganismi.  


“la Repubblica” - 31 marzo 2020
Le Regioni comprino il vaccino giusto per l’influenza
di Daniela Minerva
Periscopio - Sanità e salute oltre la notizia     

Proviamo a uscire dall’altalena quotidiana di notizie, a guardare in là, persino oltre l’estate, che speriamo della nostra contentezza. Dice Giuseppe Remuzzi, direttore del Mario Negri di Milano, uno dei più riconosciuti scienziati italiani nel mondo, che è possibile (probabile) che il vaccino per l’influenza abbia protetto dal coronavirus; che abbia, in certi e specifici casi, attenuato i sintomi (non protetto in maniera estensiva come farà il vaccino specifico per questo virus). Seguendo le regole, il Mario Negri, insieme a diversi ospedali lombardi, ha in corso uno studio per verificare questa ipotesi.


"Rocca" - 15 marzo 2020
Se l'alunno ti cerca ha bisogno di te
di Marco Gallizioli

Sono giorni, ormai, che le scuole del Veneto sono chiuse per evitare la diffusione del virus Covid 19 e la situazione che si è venuta a creare è totalmente inedita e decisamente straniante. All'indomani del decreto regionale che ha sospeso le lezioni, la città di Venezia si è risvegliata in una sorta di irreale quanto lugubre isolamento. Le calli cittadine, fino a qualche giorno prima invase dalle masse festanti del carnevale, sono diventate quasi fondali asettici di una scenografia, ridotte a quadro metafisico, a uno di quegli angoscianti scorci alla De Chirico che ritraggono paesaggi urbani privi della presenza umana.