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Recensioni da dicembre 2021

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Due passi (con prudenza) dentro l'Ecologia  Osservare i Viventi  Non è colpa dei brutti se sono cattivi  Comunicare ambiente e salute • In un volo di storni  Qualcosa, là fuori  Tre pisane in trincea • L’Antologia di Spoon Ribes  L'apprendimento tra mondo reale e virtuale  Curzio Massart  La scuola interrotta  Cinetica della psiche  La doppia crisi  Conversazione sull'origine dell'uomo

 


 

2 passi (con prudenza) dentro l'ecologia

Due passi (con prudenza) dentro l'Ecologia

 

Fabio Fantini

 

Introduzione

 

Che cos’è l’ecologia? Facile rispondere, diranno all’unisono i due lettori su cui immaginerò (con una certa dose di ottimismo) di potere contare. Già li vedo sorridere con velata sufficienza, pronti a snocciolare parole scelte con opportuna cura. «L’ecologia è la scienza che studia l’ambiente. Ma sarebbe meglio ampliare la definizione ricordando che oggetto dell’ecologia, una disciplina scientifica interdisciplinare cui affluiscono i contributi della Biologia, delle Scienze della Terra, della Matematica applicata, della Fisica e dell’Economia, sono le molteplici e reciproche relazioni che intercorrono tra gli organismi e l’ambiente che li ospita».
Bene, complimenti, è proprio così! Allora, forse, troverete anche voi sorprendente il fatto che un grande numero di persone si proclami amante (quando non addirittura fanatico) dell’ecologia. Affermazioni del genere evocano l’immagine di qualche novello Leopardi immerso in uno studio intenso e spossante sulle sudate carte dei testi fondamentali della disciplina. Un’immagine, però, spesso in contrasto con l’incarnato rubicondo di chi proclama l’indomabile passione, un incarnato che difficilmente si immagina dovuto all’assidua frequentazione di una biblioteca.
Ancora, vi siete mai chiesti quale fosse il significato profondo della denominazione Sinistra Ecologia Libertà (SEL) scelta da un transitorio Partito della Sinistra italiana? Questo Partito avrebbe altrettanto bene potuto chiamarsi Sinistra Algebra Libertà (SAL)? Oppure, desiderando mantenere l’acronimo, Sinistra Etnografia Libertà?
Potrei continuare con «operatore ecologico», «ambiente ecologico», «sacchetto ecologico», ma ormai mi sembra superfluo insistere. È evidente che il termine «ecologia» ha subito uno slittamento semantico e in molti contesti ha perso il significato originario per assumerne un altro, che riassumerei con l’espressione «cura per dentro l’ecologia l’ambiente naturale». Il termine impiegato per indicare una disciplina scientifica ha finito con l’assumere un significato sempre più vicino a una serie di prescrizioni etiche. La cura per l’ambiente naturale non ha nulla di disdicevole, sia chiaro. Il fatto, però, che una maggiore sensibilità per i problemi ambientali sia stata originata dallo sviluppo della disciplina scientifica chiamata ecologia non autorizza a impiegare il nome della disciplina per indicare un pur meritorio, anche se spesso generico, sentimento di preoccupazione per gli equilibri ambientali.
Il termine ecologia e i suoi derivati linguistici hanno acquistato una connotazione positiva nel linguaggio odierno e il loro uso è diventato insistente in tutti i settori della comunicazione, dal marketing alle encicliche (per spaziare dal profano al sacro). Siamo continuamente bombardati da notizie di argomento ambientale, spesso in contrasto tra loro nelle prescrizioni: una situazione che rischia di generare confusione e perdita di fiducia. L’ecologia come disciplina scientifica dovrebbe entrare, anche se in forma rudimentale, nel patrimonio culturale condiviso dell’umanità.
Qualche conoscenza di ecologia aiuterebbe a evitare gli allarmismi immotivati così come le sottovalutazioni ottuse che di volta in volta si contrappongono nella valutazione di singoli fenomeni ambientali.
Con queste poche pagine non ho alcuna ambizione di formare ecologi e neanche di fornire un manuale condensato della disciplina. A conferma di queste intenzioni, chi proseguirà nella lettura osserverà un uso moderato dei termini disciplinari, indicati con il carattere grassetto, ristretto a quelli che mi sono sembrati strettamente indispensabili.
Ho riservato alle note, raccolte alla fine di ciascun capitolo, alcune considerazioni aggiuntive, a volte trattazioni quantitative destinate a chiarire un concetto, a volte approfondimenti di argomenti trattati nel testo in modo semplificato, a volte citazioni delle fonti. Un paio di note riportano brevi considerazioni di carattere più generale, che mi è sembrato cortese risparmiare al lettore frettoloso. La lettura del testo può prescindere dalle note, ma la mia opinione è che non vi farebbe male dargli comunque un’occhiata, prima di optare per ignorarle.
Scopo di questo scritto è la trasmissione di qualche idea non scontata sulla visione del mondo che l’ecologia è in grado di offrire. Non aspettatevi un piccolo manuale capace di guidare nella decisione se la raccolta dei rifiuti urbani porta a porta sia preferibile a quella articolata su punti di conferimento, sia chiaro. Solo qualche semplice idea per capire un po’ meglio come funziona il nostro pianeta nel suo complesso. E magari tenerne conto.


 

  

Osservare i viventi

Osservare i Viventi

 

Proposte sperimentate con la guida di Maria Arcà, Paolo Mazzoli, Nicolina Sucapane

Nuova edizione aggiornata ed estesa

Collana "Finestre" ETS - Pisa NATURALMENTE Scienza.it

 

Questo libro, prezioso come pochi per la formazione iniziale e l’accompagnamento in itinere degli insegnanti, è una riedizione aggiornata e ampliata della prima edizione del 1988, mai ristampata fino a diventare introvabile.  È questa la ragione che ha promosso e sostenuto l’idea della ripubblicazione in una veste nuova, aggiornata ed ampliata con altri percorsi realizzati nelle classi da insegnanti che hanno tratto spunti e guida da queste tracce, sviluppandole e documentandole a loro volta.

Le sue origini risalgono a un progetto di ricerca del MIUR e del CNR coordinato da Maria Arcà e Paolo Guidoni che aveva sviluppato una riflessione approfondita sui concetti che strutturano la conoscenza biologica.  I risultati di questa ricerca sono stati tradotti in linee di lavoro adatte a sviluppare nei bambini, fin dai primi anni di scuola, interesse, competenza e attenzione per i processi biologici.  Le sperimentazioni condotte in alcune classi dei primi anni della scuola primaria, hanno visto la collaborazione attiva degli insegnanti Daniela Bianchi, Paolo Mazzoli e Alberto Manzi (Roma); Cristina Basi e M. Pia Ceccarelli di Trasacco (L’Aquila).  

Il gruppo di ricerca ha operato in classi e in situazioni diverse, progettando, confrontando e scambiando esperienze, alcune delle quali sono accompagnate nel libro da sottolineature disciplinari, commenti didattici e suggerimenti pratici. Gli interventi in classe si snodano sul filo conduttore delle discussioni con i bambini, che vedono e toccano diversi materiali biologici portati in classe da loro stessi o dall’ insegnante. Le numerose discussioni inserite nel testo riguardano semi, piante o loro parti, animali da osservare e anche allevare: temi consueti dei quali si approfondiscono il significato disciplinare e la valenza formativa, tracce preziose anche a più di trent’anni di distanza perché costituiscono l’impalcatura per organizzare la costruzione di concetti biologici fondanti quali quelli di essere vivente, trasformazione, ciclo biologico... Non solo, si calano perfettamente nell’ Ambiente di apprendimento delineato venticinque anni dopo dalle Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione!

La presente edizione, con l’accordo degli Autori, è stata curata e aggiornata da Maria Castelli, Lucia Stelli, Vincenzo Terreni.

 

Foto di copertina: Schiusa di uova di anfibio con i primi girini nati, Ceratophyllum e bolle di ossigeno prodotte per fotosintesi. (foto M. Baxiu)

 

Alberto Manzi al lavoro con un gruppo di alunni (foto RAI)

 


 

Non è colpa dei brutti se son cattivi

Fabio Nocchi, Non è colpa dei brutti se sono cattivi, collana Frecce, AUGH! Edizioni, Viterbo 2021, pp. 238, Euro 14,00

Non è colpa dei brutti se sono cattivi, romanzo d’esordio

Una faccia da reddito di cittadinanza

 

Romanzo di formazione con finale a sorpresa questo Non è colpa dei brutti se sono cattivi, 2021, di Fabio Nocchi sceneggiatore televisivo e collaboratore del celeberrimo e abrasivo “Il Vernacoliere”. Sì, perché se ogni Bildungsroman che si rispetti tratta dell’evoluzione del protagonista verso la maturazione e l’età adulta tramite prove, errori, viaggi ed esperienze di vario tipo, nella narrazione di Nocchi non si intravede nessuna conclusione positiva delle adolescenziali peripezie dell’eroe che, assai poco nobilmente, sembra invece avviarsi verso una vita di mediocrità e conclamata inettitudine… Ed ecco delinearsi, pagina dopo pagina, un’altra figura importante del romanzo otto-novecentesco: l’inetto. Colui che non riesce mai a portare a compimento nessun progetto e, se gli accade non prova né piacere, né soddisfazione. Ama, l’inetto, più che vivere, vedersi vivere e si concede sentimenti di compiaciuta frustrazione di fronte alle sue, peraltro annunciate, sconfitte. E Samuele, detto Lele, ha ben più di un motivo per avviarsi al destino di mediocre anonimato che lo attende. Intanto i genitori: una mamma, Rossella, nata in Australia, di precaria condizione economica che vive dando lezioni private d’inglese; un padre, Eugenio, simpatico e scanzonato perdigiorno tra bar, tavoli di biliardo, amici e figure femminili che, con maggiore o minore velocità, appaiono e scompaiono. Lele, venuto al mondo nella prima metà degli anni Settanta, è anche privo di stabili radici geografiche, rimpallato in continuazione tra Lucca, dove risiede con la madre e il suo nuovo compagno, Valerio, e Firenze, il territorio d’elezione del genitore. Sociologicamente Samuele appartiene alla cosiddetta “generazione X”, i figli dei baby boomers, e vive un tempo, gli anni Ottanta, in cui, consumatisi nella cupezza dei terrorismi gli eroici furori postsessantotteschi, è completamente cambiato il quadro di riferimento ideale, culturale e valoriale: ora prevale uno sfrenato neoliberismo in economia e nella società, mentre nel privato dominano comportamenti egoistici e narcisistici. Nel senso comune diffuso la fanno da padrone teorie ostentatamente individualiste: è la democrazia del trash e della frivolezza, la lunga stagione che, con felice associazione d’idee, qualcuno definì dell’edonismo reaganiano. La sconfitta nel referendum contro la revisione della scala mobile indetto dal Pci e da una parte del movimento operaio a difesa delle importanti conquiste degli anni Settanta rappresenta un forte segnale simbolico delle tendenze di quel decennio politicamente retto da governi pentapartito e dallo strapotere dei socialisti di Bettino Craxi. Ma Lele e i suoi coetanei ignorano tutto ciò. Immersi nel fiume limaccioso dei turbamenti ormonali propri dell’adolescenza, alle prese con una vita scolastica insapore, inodore e incolore, in una parola insignificante, Samuele e compagni conoscono il peggiore dei destini che possa capitare a un giovane in formazione: l’inconsistenza umana, morale civile degli adulti e l’abdicazione dei giovani a ogni sogno trasformazione collettiva, a ogni progetto di partecipare, in senso alto e nobile, al cambiamento della società. La loro unica, stentata risposta al disagio personale e collettivo è data dalla costituzione di un piccolo gruppo musicale impegnato a restituire le cover dei grandi della musica rock di quegli anni. E così li accompagniamo sino alle ultime pagine del romanzo… E lasciamo Lele appena dopo un’esperienza sessuale, la prima, a dir poco deludente, in contemporanea con lo scioglimento del gruppo musicale, mentre entra nell’aula della sua scuola per sostenere quella prova d’iniziazione al mondo adulto, l’ultima rimasta, che è l’esame di maturità. L’Autore ci lascia con la curiosità di conoscerne l’esito: bene o male? Promosso o riprovato? Non lo sappiamo perché Nocchi non lo racconta. Con ogni probabilità, visto il carattere del Nostro, gli sarà andata così così, senza infamia e senza lode. Ed ecco che un altro ignavo, né arte né parte, né carne né pesce, si accinge a entrare nel mondo grande e terribile: se avrà fortuna, lo aspetta un destino da NEET, Neither in Employment or in Education or in Training, comunque dotato di una robusta mentalità assistenziale.

Un romanzo quello di Fabio Nocchi a dir poco amarognolo. Riscattato da una buona scrittura non esente, ovviamente, da un largo uso di toscanismi, è intriso da un’ironia acidula che, talora ma non sempre, alleggerisce una condizione umana malinconica e oggi fin troppo diffusa: non solo incapace di riscatto, ma addirittura di vederne le occasioni e gli strumenti. Provate ad affacciarvi sul pianerottolo del vostro condominio e riconoscerete al volo la faccia da reddito di cittadinanza del Lele di turno.

 

Luciano Luciani

 

 


 

Comunicare ambiente e salute

Comunicare ambiente e salute - Aree inquinate e cambiamenti climatici in tempi di pandemia

A cura di: Liliana Cori , Simona Re , Fabrizio Bianchi , Luca Carra Collana: PiGRECO. Clima, Ambiente, Salute (1)

Pagine: 312 Formato: cm.14x21 Anno: 2021 ISBN: 9788846761972

 

Sono usciti i primi due libri della collana PiGreco. Clima, Ambiente, Salute, di Edizioni ETS, dedicata a Pietro Greco, noto maestro del giornalismo scientifico scomparso a dicembre 2020.

La collana, diretta da Fabrizio Bianchi, epidemiologo ambientale, che ha studiato gli impatti sulla salute delle comunità di impianti industriali in numerose aree italiane, e ha convocato un eterogeneo gruppo di studiosi nel comitato scientifico, che operano nel settore sanitario, della comunicazione, della filosofia ed epistemologia, del diritto, della sociologia, delle scienze ambientali e dell’economia.

In comune la convinzione che sia oggi importante fare divulgazione e approfondire i temi legati alla relazione tra ambiente e salute alla luce dei cambiamenti climatici in corso, relazione che configura una molteplicità di rapporti a più livelli tra fenomeni complessi e necessita di competenze pluridisciplinari a confronto. La pandemia da Covid-19 rende ancora più drammatico e urgente lo studio delle relazioni tra clima, ambiente, salute e il diritto alla conoscenza. Nella società cresce la domanda di qualità dell’ambiente e di salute e l’apporto della conoscenza scientifica è fondamentale per dare forza alle argomentazioni e per alimentare il dibattito nella società` civile, attraverso flussi continui di comunicazione e partecipazione. La conoscenza, come bene immateriale per eccellenza su cui si fonda lo sviluppo della società` post-industriale, e` la base della “societa` democratica della conoscenza”, che Pietro Greco, a cui e` dedicata la collana PiGreco. Clima, Ambiente, Salute, ha messo al centro del suo lavoro, che rimane un riferimento imprescindibile per lo studio e l’approfondimento in molteplici settori.

 

I due libri partono dal lavoro realizzato nell’ambito del progetto CISAS, Centro Internazionale di Studi avanzati su Ambiente, ecosistema e Salute umana, in tre aree ad alto rischio dell’Italia meridionale: Augusta-Priolo, Milazzo e Crotone.

 

Il primo della collana è Comunicare ambiente e salute. Aree inquinate e cambiamenti climatici in tempi di pandemia (Edizioni ETS, 2021 (http://www.edizioniets.com/scheda.asp?n=9788846761972&from=homepage), a cura di Liliana Cori, Simona Re, Fabrizio Bianchi e Luca Carra. Il libro nasce dalle ricerche fatte da CISAS nelle tre aree a rischio e include sia la pandemia sia i cambiamenti climatici, che hanno fatto irruzione in questi anni e assunto un ruolo nella percezione pubblica del rischio, mentre non possono essere ignorati nella divulgazione su ambiente e salute, nell’analisi delle competenze scientifiche e nell’affermazione dei diritti pubblici alla conoscenza e alla partecipazione.

Nel testo 25 autori hanno portato il loro contributo. Il libro si articola in tre parti principali: Governance e comunicazione del rischio (Prima Parte), Comunicazione e percezione del rischio (Seconda Parte) e Cittadini attivi (Terza Parte). Da un punto di vista tecnico e scientifico si affrontano i nodi cruciali, le complessità e le recenti evoluzioni della teoria della comunicazione del rischio. Si condividono stimoli e idee per lo sviluppo di nuovi approcci in risposta alle più recenti sfide globali, presentando esperienze, strategie, metodi e strumenti di analisi della percezione del rischio e di comunicazione per i tecnici ed esperti del settore ambientale e della salute. I rischi trattati nei capitoli spaziano dal problema delle contaminazioni e delle malattie connesse ai Siti di Interesse Nazionale per le bonifiche, dai rischi del Covid-19 alla crisi climatica ed ecologica. Un rischio che riguarda tutti è un rischio che tutti possono e dovrebbero comunicare e gestire insieme per garantire la tutela della salute delle comunità e degli ecosistemi: la comunicazione del rischio dovrebbe essere fatta di dialogo, ascolto e di un grande lavoro di squadra. Alle lettrici e ai lettori si offrono spunti e riflessioni sui metodi e sugli strumenti di analisi, di azione e di sensibilizzazione necessari per affrontare le criticità connesse alla comunicazione nel campo di salute e ambiente.

Preziosa la postfazione di Elena Gagliasso, che analizza la ricchezza delle tematiche trattate alla luce del cambiamento epistemico in corso nell’Antropocene, segnato dalla presenza di nuovi attori nel campo della scienza, da “testa-coda cognitivi ed emozionali” nella società, da nuovi apprendimenti frutto di drammatiche divaricazioni e ricomposizioni, dove la scienza stessa deve riposizionarsi. Le aree ad alto rischio ambientale vengono definite in questo quadro “luoghi densi” dove le contraddizioni emergono e la cittadinanza scientifica trova il modo di manifestare le sue potenzialità, dove “proprio la comunicazione del rischio, quale momento di interazione tra scienza e società, si fa carico delle contraddizioni e delle divaricazioni che attraversano questa fase storica”.

Il secondo della collana è Tutto questo un giorno sarà mio? Illustrazioni di studenti su ambiente e salute in aree inquinate, (Edizioni ETS, 2021 http://www.edizioniets.com/scheda.asp?n=9788846762429&from=&fk_s= ), a cura di Anna Lisa Alessi, Girolama Biondo, Liliana Cori e Susanna Giorgi. E’ un libro da osservare con attenzione, sfogliando i disegni, le composizioni fotografiche e i plastici realizzati dai ragazzi di 7 istituti comprensivi di Milazzo e Augusta che hanno partecipato a quattro concorsi indetti dal progetto CISAS per composizioni su “Ambiente e salute nella rada di Augusta: una realtà complessa” e “Ambiente e salute nella Valle del Mela: una realtà complessa”. La seconda è l’area dove sorge la città di Milazzo. L’età parte dalle elementari alle scuole superiori, con disegni per i più piccoli e composizioni fotografiche per i grandi.

Le parole scritte lasciano spazio alle immagini: le composizioni sono oniriche, ricche di immaginazione e speranze, spesso spaventate, talvolta ironiche sulle capacità dei “grandi” di trasformare un ambiente inquinato promuovendo la salute delle persone e dell’ecosistema. Il disegno con matita, pennarelli e tempera è diretto, senza filtri e può trasmettere emozioni intense e sorprendere. Per i ragazzi più grandi invece è l’organizzazione temporale dei contenuti e composizioni più complesse a consentire di manifestare i propri sentimenti, la denuncia del malessere dovuto all’inquinamento, il sogno di un futuro che porta il cambiamento. La preoccupazione emerge e ci interroga, ci lascia la sensazione di avere davvero molto da fare, per porre rimedio ai danni esistenti e per coinvolgere direttamente quei giovani a unirsi alla schiera dei ricercatori che lavorano nella direzione della prevenzione e della bonifica del territorio.

 

 


 

 

 

In un volo di storni

In un volo di storni. Le meraviglie dei sistemi complessi
Giorgio Parisi Rizzoli, 2021, pag. 128, EAN: 9788817139250

 

«Il Nobel a Giorgio Parisi premia uno scienziato straordinario e conferma il livello stellare della scuola di fisica teorica italiana» 

Carlo Rovelli

«Il lavoro migliore di una vita di ricerca può saltare fuori per caso: lo si incontra su una strada percorsa per andare da un'altra parte.»

«Le idee spesso sono come un boomerang: partono in una direzione ma poi vanno a finire altrove. Se si ottengono risultati interessanti e insoliti, le applicazioni possono apparire in campi assolutamente imprevisti.» Realtà sperimentali che sembrano sfuggire a ogni legge, ricerche che portano a scoperte che sorprendono lo stesso ricercatore, il lampeggiare dell'intuizione fisica e matematica: è il mondo indagato da più di cinquant'anni da Giorgio Parisi, vincitore nel 2021 del premio Nobel. Dall'ingresso, nel 1966, all'istituto di Fisica di Roma (dal retro, perché gli studenti dei primi due anni non potevano passare dalla porta principale) al Nobel sfiorato già all'età di venticinque anni, dagli studi pionieristici sulle particelle all'interesse per fenomeni enigmatici come le trasformazioni di stato, i "vetri di spin" e il volo degli storni, dalle riflessioni su come nascono le idee a quelle sul senso della scienza nella nostra società, questo libro è un viaggio nella mente geniale di un fisico che ha cercato le regole dei sistemi complessi, perché quelli semplici gli sono sempre sembrati un po' troppo noiosi.

 

 


 

 

Qualcosa là fuori

Qualcosa, là fuori

 

Bruno Arpaia

 

Ugo Guanda Editore, 2016

 

Recensione di Lucia Stelli

 

La trascrizione per il sito Naturalmente1 di una delle cinque lezioni che Radio3 scienza ha dedicato a Pietro Greco2, mi ha fatto conoscere Bruno Arpaia, uno scrittore appassionato di scienza, come lui stesso si definisce.

La sua lezione per Pietro, dal titolo Arte e scienza, ci fa apprezzare una bella amicizia, profonda e feconda.

La lezione prende le mosse dalla richiesta rivoltagli da Pietro Greco di tenere verso la fine degli anni novanta un corso al Master di Comunicazione della Scienza della SISSA a Trieste. Alle resistenze di Bruno, Pietro rispose: “Ma io voglio che tu insegni quello che sai, come si racconta una storia, perché comunicare la scienza vuol dire saperla trasformare in una storia ed è importante che i ragazzi sappiano anche di letteratura”.

“Quella sua determinazione, quella sua apertura, la necessità per lui chiarissima di mescolare scienza e letteratura – racconta Bruno Arpaia – mi sorpresero [...]. Grazie a quel suo invito e poi negli anni successivi grazie alla sua generosità al suo continuo desiderio di condividere, di mettere in relazione le persone che stimava e i loro diversi ambiti, ho potuto addentrarmi sempre più nel mondo della scienza, conoscere scienziati, ricercatori, comunicatori, tanto che da allora ho scritto anche due o tre romanzi con al centro la fisica o la crisi climatica”.

È stato proprio questo mescolare scienza e letteratura che mi ha incuriosito e spinto a leggere il romanzo sulla crisi climatica per il quale l’autore ha preso in prestito il titolo, Qualcosa, là fuori, da un saggio di Enrico Bellone3. La sua lettura è stata un’esperienza travolgente e sconvolgente perché è sì un romanzo, ma l’invenzione poggia su fatti che estremamente attuali. Viene quindi naturale percepire come incombenti tutte quelle conseguenze che nel romanzo sono proiettate in un futuro prossimo, dentro uno scenario che ci appare orribilmente realistico. Anche noi ci sentiamo a fianco del protagonista Livio Delmastro, un anziano professore di neuroscienze, nel suo terrificante viaggio verso la Scandinavia, paese dove è ancora possibile condurre una vita a misura d’uomo. In una narrazione che si snoda su due piani assistiamo all’alternato scorrere della vita di Livio da giovane e da vecchio, percependo la sua giovinezza come il nostro futuro imminente e il preludio di quella sofferenza che ci porterà attraverso la sua storia a vedere e a vivere i devastanti effetti del riscaldamento climatico.

“Ogni passo un tormento, in quella sabbia molle, ogni respiro un ansito per ingoiare l’aria che colava giù rovente e quasi solida. E più avanzavamo in quel paesaggio lunare, più il tempo sembrava ristagnare e non passare mai...”

 

Nonostante tutta la sofferenza che ci investe, si fa fatica a sospendere la lettura e si va avanti con le pagine che scorrono via veloci nella speranza che Livio e i suoi compagni di viaggio raggiungano la meta e la salvezza. Certo è che il viaggio è allucinante e non ci viene risparmiato nulla!

E se l’immaginazione corre dentro i terribili paesaggi e le enormi difficoltà del viaggio è anche merito di una scrittura asciutta, precisa, scientifica.

Dulcis in fundo , si fa per dire, ci attende una postfazione, non a caso denominata Avvertenza, che inizia così: “Gli scenari di questo libro riprendono (e anzi, spesso ricalcano alla lettera) quelli delineati da Gwynne Dyer nel saggio Le guerre del clima (Marco Tropea Editore), ma li ho attentamente confrontati con i rapporti dell’Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change) e dell’ European Environment Agency, i quali, però, secondo numerosi scienziati del clima, peccano sistematicamente per difetto...”

Ce l’eravamo immaginato, ma adesso abbiamo la certezza di aver letto un romanzo particolare, una speculative fiction, come l’ha definita l’Autore in un’intervista radiofonica rilasciata nel maggio 20164. Arpaia non vuole essere considerato uno scrittore apocalittico e a questo proposito cita la recensione di Carlo Rovelli sul Corriere della sera5: “Qualcosa, là fuori, non è una profezia cupa è un grido di allarme [...] L’obiettivo del crudo realismo del racconto è contribuire a non farlo diventare reale”.

Nel 2016, anno della sua pubblicazione, il libro ha avuto ottime recensioni e ha impegnato molto l’Autore nella sua promozione, guadagnandoci senz’altro in notorietà, ciò non toglie che non se ne possa ancora scrivere, sia perché la ricerca di soluzioni al problema dei cambiamenti climatici è sempre più urgente, sia perché un tale genere testuale potrebbe sensibilizzare gli studenti più di una lezione tradizionale.

Di fronte infatti alle tante incertezze della recente COP26 e con la consapevolezza che quel che è stato fatto è ancora poco, oggi abbiamo il dovere di fare la nostra parte affinché la politica faccia le scelte giuste (anche nei confronti degli attuali migranti che già oggi pagano le conseguenze della crisi climatica).

Qualcosa, là fuori è dunque un romanzo che può insegnare più di un saggio o di un articolo scientifico perché come sosteneva Pietro Greco trasforma la scienza in una storia, e come tale coinvolge tutte le nostre facoltà cerebrali spingendoci all’azione. Un grande merito per uno scrittore.

 

1. https://www.raiplaysound.it/playlist/lezioniperpietro

2. https://www.naturalmentescienza.it/PietroGreco5LezioniRAI3/3%20Bruno%20Arpaia%20Arte%20e%20Scienza.pdf

3. Enrico Bellone, Qualcosa, là fuori. Come il cervello crea la realtà, Paperback, 201

4. https://www.raiplaysound.it/audio/2016/05/Fahrenheit--Il-libro-del-giorno-del-05052016-e9ad4e1f-ebba-4cb5-bc24-489123366082.html
5. https://www.corriere.it/cultura/16_aprile_28/libro-guanda-bruno-arpaia-qualcosa-la-fuori-rovelli-001062d6-0d58-11e6-9053-86a90bf524d0.shtml

 

 

 


 

 

Tre pisane in trincea

Tre pisane in trincea
Quattro anni di battaglie per il Centro Oncologico Pisano
Anna Di Milia Tongiorgi , Paola Pisani Paganelli, Isabella Salvini Calamai

Edizioni ETS - Pisa Pagine: 82 Formato: cm.14x21 Anno: 2020 ISBN: 9788846759955

 
Tre storie di donne, Anna, Isabella e Paola che negli anni ’80 si scontrano con il cancro, malattia che a quei tempi veniva nascosta con pudore. Costrette ad un pendolarismo per cure che nella loro città non erano disponibili, le protagoniste raccontano con commozione e ironia i tortuosi percorsi per ottenere una diagnosi e i viaggi della speranza a Milano e a Parigi. Tali sofferenze sfociano in un impegno sociale che si concretizza l’8 marzo 1987 con un’azione provocatoria. In quella epica giornata, Anna, Isabella e Paola raccolgono centinaia di firme per chiedere l’istituzione a Pisa di un Centro per la cura dei tumori. Il libro narra di quattro anni di lotte che portarono alla creazione del Centro Oncologico di Pisa, in un’epoca di trasformazione della sanità nazionale. Nella post-fazione, Pierfranco Conte, primo direttore dell’Oncologia Medica pisana, sottolinea l’attualità del tema della sanità territoriale, oggi al tempo del COVID, come nel periodo di questa storia.

 


 

 

L'Antologia di Spoon Ribes

L’Antologia di Spoon Ribes

Le distopie in minore

 

Maurizio Antonetti L’antologia di Spoon Ribes Racconti, collana Profondo giallo, Carmignani Editrice, Staffoli (Pi), 2021, pp. 182, Euro 14,00

  

Personaggi ordinari che conducono esistenze normali su banali scenari di provincia: la mediocre quotidianità di questi nostri giorni opachi e incanagliti è di solito il punto d’avvio delle storie narrate da Maurizio Antonetti, uomo di scienza per formazione e professione, originale scrittore per vocazione. È su questi modesti, ma comunque faticosi, mestieri di vivere che irrompe, d’improvviso, il dato inaspettato, il particolare fuori posto, l’irriducibile elemento irrazionale che spiazza, sorprende e rimette in discussione certezze, convinzioni e abitudini. Si aprono, così, per il Lettore, inediti punti di vista, prospettive diverse, possibilità di nuove letture e “altre” narrazioni: morti – e sepolti – coscienti, pensanti e, a modo loro, parlanti: un gatto che dà, letteralmente, i numeri; un’anziana e gentile signora con tanta voglia di chiacchierare al supermercato; una voce al telefono tanto mattutina quanto misteriosa; un san Valentino fitto d’appuntamenti d’amore per una donna fin troppo disinibita; un martedì grasso da incubo metropolitano; un razzo misterioso che atterra nel giardino di una villetta all’ora di colazione, creando scompiglio; la ragazzina scafatissima che regala una mattinata da brivido a un compassato professore di musica; il particolarissimo reportage di un fotografo innamorato; due sguardi diversi, per molti versi opposti, ai giorni della pandemia; l’inferno delle cene tra ex compagni di scuola e quello che ci aspetta al varco “quando il giorno è passato”.

Questi i materiali, insieme consueti e singolari, con cui opera, da più di vent’anni, questo affabulatore toscano che, nella misura del racconto o del romanzo breve, sembra aver trovato la modalità più adeguata e congeniale ai suoi innati mezzi espressivi. Presenza riservata e discreta, ma tenace, nel panorama sempre un po’ autoreferenziale della narrativa contemporanea, Maurizio Antonetti si avvale di una scrittura elegante e controllata, ironica e acutamente indagatrice degli angoli oscuri del nostro presente: uno sguardo, il suo, particolarmente vocato non solo a cogliere il retrogusto amaro che è nell’esperienza di ciascuno di noi, ma a dilatarlo in un diffuso senso di malessere. Lo stesso che è proprio di tanta “letteratura della fine”: della supremazia dell’occidente, del benessere economico, delle risorse disponibili. Sempre percettibile, infatti, nelle sue storie un marcato sentimento di precarietà, d’instabilità, tra il vecchio che muore a fatica e il nuovo che non vuole nascere.

Anche in questa ultima, riuscita e godibile raccolta, L’antologia di Spoon Ribes, Antonetti racconta distopie, e l’Italia minore che trapela dalle sue pagine è senz’altro la nostra: un Paese al crepuscolo, il momento della giornata in cui le ombre si allungano e anche i nani riescono a proiettare sagome enormi. E allora tocca alla scrittura e agli scrittori adoperarsi per dare l’allarme contro ogni arroganza e mistificazione, sopraffazione e raggiro. Di fronte all’attuale inquietante, incombente disastro etico, in maniera garbata, ma risoluta, sommessa ma ostinata, i racconti di Maurizio Antonetti contribuiscono a metterci sull’avviso e noi non possiamo che essergliene grati.

 

Luciano Luciani

 


 

 

Teorie e pratiche

L'apprendimento tra mondo reale e virtuale

Teorie e pratiche
Valerio Ferro Allodola


Edizioni ETS - Pisa Collana: scienze dell'educazione (218) Pagine: 264 · Formato: 14x22 · Anno: 2021 · ISBN: 9788846762375

 

Alla luce dei recenti studi sui processi di insegnamento e apprendimento in ambito nazionale e internazionale, il volume intende delineare il percorso scientifico che ha portato all’elaborazione delle principali teorie e modelli sui processi di costruzione della conoscenza, per arrivare a tratteggiare le metodologie didattiche più innovative nei contesti di formazione. L’ultima parte dell’opera, si concentra sul rapporto tra nuove tecnologie e processi di apprendimento, mettendo in luce le possibilità offerte agli studenti e ai docenti dalla pandemia, che ha costretto la scuola e le istituzioni formative a costruire e sperimentare nuovi ambienti e pratiche di apprendimento, integrando mondo reale e virtuale. L’opera si delinea come guida teorico- pratica sui processi di apprendimento e insegnamento e si rivolge agli studiosi dei processi formativi, pedagogisti, educatori, dirigenti scolastici e docenti di ogni ordine e grado.

Valerio Ferro Allodola è Dottore di ricerca in “Qualità della Formazione” presso l’Università degli Studi di Firenze, attualmente insegna discipline pedagogiche presso la Facoltà di Psicologia dell’Ateneo Telematico eCampus. L’Autore ha al suo attivo numerose pubblicazioni, sia saggi in volumi che articoli su riviste del settore. Tra i suoi principali interessi di ricerca: la formazione dei professionisti della salute e della cura e la formazione degli insegnanti attraverso l’applicazione di metodi innovativi a forte impronta esperienziale. Dirige – assieme a Franco Blezza – la rivista «Medical Humanities & Medicina Narrativa – MHMN».]

 

 

 


 

 

Curzio Massart

Curzio Massart
Lo scienziato e l’umanista
Leonardo Arrighi


Edizioni ETS - Pisa Pagine: 176 · Formato: 17x24 · Anno: 2021 · ISBN: 9788846762368


Questo volume è incentrato sulla vicenda umana e professionale di Curzio Massart, direttore dell’Istituto di Anatomia Umana Normale dell’Università di Pisa dal 1948 al 1977. Nel corso della sua lunga attività, l’anatomista – nato a Suvereto nel 1907 – ha condotto numerosi studi scientifici, a cui ha affiancato un’assoluta dedizione all’insegnamento e alla formazione di allievi, interpreti e protagonisti di una vera Scuola. L’esistenza di Massart è segnata dalla poliedricità, direttamente connessa ad una sconfinata cultura umanistica, capace di manifestarsi attraverso la pratica dell’insegnamento della medicina e la produzione di opere d’arte, attività che lo ha accompagnato per tutta l’esistenza. Ispettore onorario della Soprintendenza, Medaglia d’Oro quale «benemerito della Scuola, della Cultura e dell’Arte», Grand’Ufficiale al merito della Repubblica, etruscologo appassionato e competente: la fisionomia di Massart è ricca di sfaccettature, contraddistinte da un rapporto profondo e sentito con il proprio territorio di origine, a cui ha dedicato tempo ed energie.
Nelle pagine del libro, impreziosite da un consistente apparato iconografico, Curzio Massart acquisisce una prospettiva storica, potendo contare su approfondite contestualizzazioni nei vari ambiti scientifici ed umanistici in cui si è impegnato, non dimenticando di dare spazio alle vicende famigliari: sorprendenti e ricche di punti di contatto con innumerevoli altre storie, che restituiscono a pieno la fisionomia di un uomo innamorato della conoscenza.

Leonardo Arrighi è nato a Bologna nel 1987 e vive a Mezzolara di Budrio. Nel 2012 ha conseguito la Laurea Magistrale in Italianistica all’Università di Bologna con il massimo dei voti, discutendo una tesi dal titolo: L’eroe modernista, l’antieroe ed il messia laico. Ha collaborato con alcune riviste culturali: Les Lettres Françaises (Parigi), Verso (Parigi), La Presse Nouvelle – Magazine Progressiste Juif (Parigi), Zeta – rivista internazionale di poesia e ricerche (Udine). Dal 2013 conduce studi storici, che sono confluiti in numerose pubblicazioni. Tra gli ambiti indagati, emerge il ciclo dedicato alla Cura, che coincide con monografie riservate ad importanti medici dimenticati dalla storiografia. Questo ciclo è composto dai volumi su Benedetto Schiassi, Johannes Schmidl, Antonio D’Ormea, Dino Spisni e Luigi Cogolli. La ricerca su Schiassi si protrae da oltre sei anni e si è già concretizzata nelle pubblicazioni Benedetto Schiassi, il coraggio di innovare (Comune di Budrio, 2014) e Benedetto Schiassi, la lungimiranza del pensiero medico (Edizioni Aspasia, Bologna). Quest’ultima ha coinciso con una mostra realizzata all’Archiginnasio di Bologna, che ha segnato un momento importante per i successivi sviluppi della ricerca su Schiassi. Per gli studi di storia della medicina, nel 2017 ha ricevuto la Menzione Speciale nell’ambito del Premio Bruno Zanobio (istituito dalla Società italiana di Storia della Medicina). Dal 2016 è Socio della Società Medica Chirurgica di Bologna e della Società Italiana di Storia della Medicina. Nel 2019 ha pubblicato Benedetto Schiassi. La Scienza medica dialoga con l’assoluto (Edizioni ETS, Pisa). Dal 2020 è iscritto all’Albo del Collegium Historicorum Chirurgiae.]


  

Cinetica della psiche

Cinetica della psiche

Cura di sè ed esercizi dei filosofi dal mondo antico al XVII secolo

Luca Mori

Edizioni ETS - Pisa Collana: philosophica (272) Pagine: 280 · Formato: 14x22 · Anno: 2021 · ISBN: 9788846762115

  

Fin dalle origini della letteratura greca si incontra il pensiero ricorrente secondo cui i mortali sono completamente in balìa del caso, delle circostanze e del proprio modo di vedere (e non vedere) le cose. Esposti ai molteplici ed altalenanti effetti del fluire degli eventi – che tutti trascina verso piaceri provvisori e dolori di ogni sorta, in un’alternanza di stati che contrassegna il carattere effimero dell’esistenza – gli esseri umani finirebbero inesorabilmente per vivere come camaleonti e marionette, incessantemente colorati e strattonati da ciò che li circonda, se non disponessero di metodi e tecniche per la cura di sé e per la stabilizzazione dei moti psichici.
Dando risalto alla matrice cinetica dell’etica, questo libro ripercorre la storia e le trasformazioni degli esercizi elaborati – dal mondo antico fino al XVII secolo – per porre rimedio agli innumerevoli disagi dovuti all’instabilità e alle loro cause, con obiettivi definiti di volta in volta come purificazione, salute, virtù, scioglimento dei legami che trascinano verso il basso, equilibrio e assenza di scosse, dominio di sé e continenza, ritrazione dall’esposizione alle perturbazioni, temperanza, assenza di passioni, imperturbabilità, felicità stabile, saggezza, capacità di vedere le cose come effettivamente sono.

 

Luca Mori insegna Storia della filosofia per il Corso di laurea in Scienze e tecniche di psicologia clinica e della salute presso l’Università di Pisa. Tra le pubblicazioni: Genitori con filosofia (2021), Paesaggi utopici (2020), Orbis pictus. Per una storia della filosofia dell’informazione (2017), Chance. Max Weber e la filosofia politica (2016).


 

 

La scuola interrotta

La scuola interrotta
Un anno, tre mesi e dodici giorni
Autori vari - a cura di Presidio primaverile per una Scuola a scuola

Edizioni ETS - Pisa pagine: 204 · Formato: 14x21 · Anno: 2021 · ISBN: 9788846762030


Ci si accorge dell’aria soltanto quando comincia a mancare. Da qualche decennio, nelle società del benessere la scuola è sembrata rivestire un ruolo sempre più impercettibile, come quello dell’aria in una stanza, o della luce nelle ore diurne. C’è, nessuno mette in dubbio che debba esserci, ma pochi se ne curano. Tuttavia la pandemia di Covid-19, che molti governi hanno affrontato con la chiusura degli istituti e il trasferimento a distanza della didattica, ha costretto ad accorgersi che la vita della scuola non è un “fatto”, destinato a perpetuarsi automaticamente, ma una “possibilità”, su cui non cessare di riflettere con scrupolo e di cui prendersi carico, in vista del presente prima che del futuro. Turbati dal fenomeno della sua interruzione, alcuni insegnanti del Liceo “Leonardo da Vinci” di Casalecchio di Reno (BO) hanno costituito un gruppo informale di studio e di azione, il “Presidio primaverile per una Scuola a scuola”. Uscendo dalle aule vuote hanno tenuto lezione col PC in cortile, per rendere visibile il paradosso di una scuola che, nelle parole di tutti, era diventata la priorità, ma, nelle cose, era lasciata appassire di giorno in giorno. Questo libro raccoglie le loro esperienze sul campo e le voci degli illustri studiosi che hanno voluto sostenerli.

 

 


 


La doppia crisi - Ambiente e società al tempo del Covid-19
 

 La doppia crisi - Ambiente e società al tempo del Covid-19 a cura di Oreste Giorgetti, prefazione: Elena Gagliasso, Edizioni ETS

Collana: Intorno all'Agorà. Ambiente e Territorio (2), pagg. 132, 2021. ISBN: 978884662269

 

 

Partendo da un terreno comune, quello della crisi ambientale e climatica, i contributi riportati in questo volume indagano i rapporti che questo tema intreccia con altri ambiti di ricerca. Ne nascono spunti di riflessione vari, tutti essenziali e urgenti: gli sviluppi politici e sociali della crisi pandemica, i mutamenti che hanno investito l’ambito sanitario, le narrazioni divisive sui vaccini, le strategie per la sicurezza sui luoghi di lavoro, la prospettiva olistica One Health, il tentativo di riconquista dei legami sociali in territori caratterizzati da disomogeneità, il superamento delle diseguaglanze in un mondo che emula sempre più il modello aziendale, fino ad arrivare alla ricerca che ogni individuo può intraprendere per coltivare valori spirituali ed ecologici che lo facciano progredire.

 

 

Con saggi di: Fabrizio Bianchi, Francesco Bini Verona, Elena Gagliasso, Oreste Giorgetti, Marco Giovagnoli, Alfonso Maurizio Iacono, Tommaso Luzzati, Ippolito Ostellino, Rossano Pazzagli.

 

 


 

Conversazioni sull'origine dell'uomo 150 anni dopo Darwin

Conversazione sull'origine dell'uomo 150 anni dopo Darwin curatori Flavia Salomone, Fabio Di Vincenzo. Editore Espera, 2021, pagg. 292, EAN: 9788899847418

 

Per molti anni ho raccolto appunti sull’origine o la discendenza dell’uomo, senza nessun intento di pubblicazione al riguardo, ma piuttosto con lo determinazione di non pubblicare, in quanto pensavo che altrimenti avrei solo aggiunto pregiudizi contro le mie opinioni. Mi sembrava sufficiente aver indicato, nella primo edizione dello mia ''Origine delle specie” che da questa opera si sarebbe irradiata luce "sull'origine dell’uomo e sullo sua storia il che implica che l'uomo deve essere incluso con gli  altri esseri viventi in qualsiasi conclusione generale, per quanto riguarda il modo di comparire sullo terra.

 

Con questo incipit, nel 1871, Darwin pubblicava a Londra L'Origine dell’Uomo e la Selez ione in Relazione al Sesso (    The Descent of Mon and Selection in Relation to Sex)  completando quella rivoluzione iniziata più di dieci anni prima con L'origine della specie, che ha definito il modo in cui gli uomini di oggi guardano se stessi e la natura.

Per celebrare questo anniversario, Flavia Salomone e Fabio Di Vincenzo si sono spinti in un viaggio a ritroso nella riscoperta delle origini dell'essere umano, con la complicità di Pablo Echaurren, che ha donato alcune sue opere a corredo iconografico del volume.

In totale sintonia con lo spirito dell'arte di Echaurren, gli autori hanno sostituito agli oggetti alcune parole chiave per comporre un lessico essenziale capace di legare l'opera di Darwin all'attualità della ricerca scientifica e filosofica sull'uomo e la sua origine. Attraverso le riflessioni scaturite da brevi conversazioni con diciannove importanti studiosi, si è cercato di restituire la complessità dell'essere umano e del suo rapporto con il mondo, dando voce al dibattito ancora vivo intorno al nostro divenire e al nostro essere umani, con le luci e le ombre di ogni esistenza, con i dubbi e le sfide di ogni creatura che quotidianamente cerca di ripristinare quell'equilibrio vitale che le permette di esistere.

Tra tracce, corpi, pensieri ed emozioni si è provato, ancora una volta, a raccontare l'evoluzione dell'uomo con amore e gratitudine nei confronti della natura e della vita che tanto hanno ispirato l'opera di Darwin.