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Brichetti pagina 3

Pierandrea Brichetti

 

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Mezzo secolo di monitoraggi delle colonie di Ardeidi  La magia della luce → L’averla meridionale → Luì di Pallas → Uccelli in canto 4 → Uccelli in canto 3 →  Averla piccola, Lanius collurio → Canti nuziali e versi curiosi o poco conosciuti → Lo storno → Uccelli e cambiamenti climatici --> Civetta nana

 


   

 

Monitoraggio Ardeidi coloniali

Mezzo secolo di monitoraggi delle colonie di Ardeidi in Italia nord-occidentale

 

Pierandrea Brichetti 12’: 24” https://www.youtube.com/watch?v=IvhxCjpz8_k

 

Nel video sono presentati i risultati dei monitoraggi delle colonie di Ardeidi, chiamate “garzaie”, effettuati ogni anno dal 1972 al 2018 in Italia nord-occidentale (Piemonte, Lombardia ed Emilia). Tali censimenti sono stati estesi anche a livello nazionale nel 1981, 2002 e 2023. Gli aironi (7 specie) e gli altri uccelli acquatici coloniali associati (5 specie) sono una delle maggiori componenti della biodiversità delle aree planiziali padane e rappresentano un notevole elemento del paesaggio e della cultura popolare. I censimenti annuali vengono organizzati da coordinatori regionali e compiuti grazie a una rete di rilevatori che individuano le colonie e conteggiano i nidi delle varie specie, svolgendo una tipica attività di “scienza del cittadino”. Grazie a questo importante progetto (https://garzaie.unipv.it/) si sono ottenute informazioni uniche, in quanto per nessun’altra specie dell’avifauna italiana sono disponibili dati di popolazione di così lungo periodo, dati peraltro indispensabili per valutare lo stato di conservazione di animali a lunga vita come gli uccelli acquatici. Le popolazioni nidificanti hanno mostrato una forte crescita negli anni ’80 e ’90 del secolo scorso e una grande espansione dell’areale di nidificazione, all’inizio limitato alle zone planiziali dell’Italia settentrionale, mentre ora si è estesa a tutto il centro-sud, Sicilia e Sardegna. Durante i censimenti hanno fatto la loro comparsa nuove specie che all’inizio del monitoraggio non nidificavano in Italia, tra cui Airone guardabuoi, Cormorano e Marangone minore, ora molto diffusi, mentre Airone bianco maggiore, Spatola e Mignattaio sono tuttora ancora scarsi e localizzati. Curioso il caso dell’Ibis sacro, in Europa di origine aufuga da cattività e ora naturalizzato e dal 2010 in rapido aumento in gran parte dell’Italia. Mentre quasi tutte le specie fanno registrare un costante incremento delle popolazioni, la Nitticora e la Garzetta sembrano andare contro tendenza, la prima iniziando a decrescere sensibilmente a partire da metà anni ’90, la seconda, in modo meno preoccupante, da circa un decennio. Il notevole aumento dei nidificanti è dovuto alla protezione dei siti delle colonie, alle diminuite uccisioni per bracconaggio e all’andamento meteorologico favorevole sia nelle aree di nidificazione sia in quelle di svernamento dell’Africa sub-sahariana, dove svernano specie migratrici come Nitticora e Sgarza ciuffetto. Dal 2000 è però iniziata una fase di diminuzione delle specie di Ardeidi nella zona risicola dell’Italia nord-occidentale, causata dalla espansione della coltivazione a risaia con sommersione ridotta, tecnica diffusa dalla fine degli anni ’90 e ormai estesa alla maggioranza delle risaie, rendendole non più idonee all’alimentazione degli uccelli acquatici. Le informazioni ottenute con il monitoraggio hanno stimolato la conservazione di varie colonie entro Parchi e Riserve naturali, agendo da “bandiera” per la conservazione ambientale, in quanto la protezione delle zone umide ove sono insediate assicura la conservazione dell’intera comunità di organismi animali e vegetali di ambiente acquatico.


 

Magia della luce

La magia della luce

Esaltazione di forme, colori e movimenti 5’54’’

I fotografi conoscono bene l’importanza della luce nella costruzione e nel risultato finale di uno scatto. La luce va trattata con garbo perché approfittarne con troppa disinvoltura significa svilire le sue doti più intime. E’ fondamentale riuscire a valutare qualità e quantità della luce, cioè la sua energia, cogliendola mentre trapela nella nebbiolina autunnale o quando infuoca un tramonto estivo. Alla luce piace molto giocare con acqua, nuvole, alberi, vento e con tutto quanto è in movimento. Un gioco che può creare momenti di vera poesia, ma che spesso ci sfiorano e si dissolvono in pochi istanti. Personalmente, da ornitologo prestato alla fotografia, affido tutto alla mia sensibilità e al mio gusto estetico, consapevole che il risultato finale, più che dalle mie conoscenze tecniche, dipenderà da come la luce saprà valorizzare colori, forme e movimenti, senza dimenticare che un pizzico di fortuna non guasta mai. Ma altrettanto importate sarà trovarsi al posto giusto nel momento giusto. Le immagini di questo video colgono in particolare gli aspetti del mondo naturale, quello che da sempre riesce a trasmettermi la bellezza che ancora ci circonda

 

 


  

L’averla meridionale, Lanius meridionalis, è lunga circa 25 cm e si ciba soprattutto di grossi insetti e vertebrati di piccole dimensioni (rettili, micromammiferi, uccelli). Come alcune altre specie della famiglia ha l’abitudine di infilzare le prede su spine, rametti appuntiti e filo spinato, o di collocarle alla biforcazione di rami. Gli arbusti spinosi preferiti utilizzati per creare queste “dispense” alimentari sono il Biancospino e il Prugnolo selvatico. Per catturare e dilaniare delle prede utilizza il robusto becco uncinato all’apice, con mandibola superiore provvista di un piccolo “dente”, tipico dei falconidi, come il Falco pellegrino. Questo Lanide è distribuito nella Penisola Iberica e in Francia meridionale, mentre in Italia è di comparsa accidentale. Ha abitudini prevalentemente sedentarie, con alcuni individui che si spostano a breve distanza nel periodo extra-riproduttivo, capitando in nazioni confinanti, come in Italia, dove è accidentale. Vive in campagne abbastanza aperte con presenza sparsa di alberi e cespugli spinosi in ambienti asciutti, caldi e soleggiati fino a circa 1200 m.