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Tra Levanto e Monterosso

 

 

 

Tra Levanto e Monterosso

Tra Levanto e Monterosso

quasi Cinque Terre

di Loachim Langenek

 

Da un grattaggio mesolitorale tra Levanto e Monterosso (quasi 5 Terre, ma fuori dal parco) sono venute fuori un po' di bestie carine. In particolare, poiché le alghe sono molto infangate, frammiste alle tipiche specie delle corallinales c sono numerose specie di fondi mobili.

 

 

 

 

 

 

 


 

 

Nereiphylla pusilla Eurysyllis tuberculata Glycera cf. tesselata

Nereiphylla pusilla: questa specie, che

fino a poco tempo fa per me era una

bestia mitica tipo i leocorni, è molto

comune in questo campione, insieme

ad un altro Phyllodocidae, Phyllodoce

lineata, di cui non sono riuscito a

scattare foto decenti.

Eurysyllis tuberculata: non è una specie rara, ma

è poco frequente; finora l'avevo trovata solo a

Calafuria e a Giannutri, in questo campione

ce ne sono parecchie. Si riconosce facilmente

perché tanto i cirri dorsali quanto le antenne sono

a pallina (mentre nei Syllidae di norma sono a

collanina). Anche sul dorso sono presenti

protuberanze a pallina.

Glycera cf. tesselata: le Glycera,

alle quali appartiene il cosiddetto

verme americano, sono tipicamente

legate a fondi molli, dall'area costiera

fino ad elevate profondità (noi le

abbiamo trovate fino a 2400 m).

Si riconoscono con facilità per il

massiccio faringe protrusibile con

quattro grossi denti chitinosi e il

prostomio allungato, annulato e con

quattro corte antenne. Nelle alghe

abbiamo trovato diversi giovanili.

 

 

 

Pisa nodipes Achaeus cranchii Rissoa variabilis

Pisa nodipes: questo piccolo granchio

è comune nelle comunità vegetali

costiere; in questa fotografia l'avevo

già pulito e si vede il carapace rosso e

bianco, ma di norma si ricopre di

pezzetti di alga, rendendosi virtualmente

invisibile. 

Achaeus cranchii: un altro

piccolo granchio tipico delle

comunità vegetali, che non

avevo mai trovato; somiglia

alle Macropodia per le lunghissime,

sottili zampe con rade setole,

mentre il carapace ricorda

maggiormente quello dei

granchi-ragno Inachus.

Il rostro è molto corto e i

peduncoli oculari hanno un tipico

tubercolo subdistale. Le dimensioni

sono sui 10 mm di lunghezza del

carapace.

Rissoa variabilis: i

molluschi erano

particolarmente numerosi, e

questa è una delle numerose

specie trovate, un giovanile.

Tutte le Rissoa sono legate

ad alghe fotofile, spesso

Cystoseira, sono più sporadiche

ma presenti tra le Corallinales.

 

 

 

 

Venerupis aurea Williamia gussonii Ocinebrina edwardsi

Venerupis aurea: Di solito questa specie,

stretta parente della vongola verace, si

trova su fondi mobili a grana fine, ma

come per la Glycera se ne trova qualche

giovanile anche in questo campione.

 

Williamia gussonii: Si tratta di un polmonato

marino, appartenente alla famiglia dei

Siphonariidae, che ho trovato sotto un'alga

calcarea del genere Peysonnelia, perfettamente

mimetizzato grazie al colore rosso scuro.

Non mi risulta sia molto comune, ed è la prima

volta che lo trovo vivo; la conchiglia è molto

simile a quella del Prosobranchio Tectura virginea,

da cui si distingue per avere l'apice fortemente

spostato verso il margine posteriore.

 

Ocinebrina edwardsi: è un piccolo

murice estremamente comune

in questo ambiente, dove preda

piccoli mitili; nel campione c'era

solo un esemplare adulto, e

qualche giovanile.

 

 

 

 

Odostomella doliolum

Odostomella doliolum: La specie è estremamente

graziosa, ed è uno dei pochi Pyramidellidae di

semplice identificazione, grazie alla forma

quasi cilindrica e al colore bianco avorio con tre

bande scure sull'ultimo giro, due sugli altri (l'unica

congenere mediterranea, O. bicincta, ha due

bande sull'ultimo giro). Come tutti i Pyramidellidae,

si tratta di un ectoparassita, ma il suo ospite non

dovrebbe essere noto. L'esemplare trovato probabilmente

era vuoto, anche se freschissimo.