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Valli Valdeesi
 

 

Valli Valdesi

Valli Valdesi

2013 primavera

di Loachim Langenek

 

Pioveva molto e la neve ad alta quota si sta sciogliendo, quindi c'era tanta acqua; speravo di trovare le salamandre, ma non ne ho vista neanche una - neanche un girino. Ma qualche invertebrato interessante non è mancato.

Nikon Colpix P50

 

 


 

 

Helix pomatia Tandonia rustica Cornu adspersum

Helix pomatia è una specie abbastanza

comune,anche se si trova praticamente

solo inprossimità del centro abitato.

Tandonia rustica, un predatore di altri

gasteropodi terrestri piuttosto comune,

anche se una colorazione così rosata

non è frequente

Altra specie sinantropica è

Cornu adspersum, grande

circa come Helix pomatia, da cui

si distingue per la colorazione

della conchiglia e del corpo.

Le due specie sono commestibili,

e sicuramente questo ne ha ampliato

la distribuzione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Chilostoma (Campylaea) padanum Cochlicopa lubrica Deroceras cf. reticulatum

Il ritrovamento più interessante è rap-

presentato da diversi esemplari vivi di

 Chilostoma (Campylaea) padanum, una

specie endemica delle Alpi Cozie e ab-

bastanza poco conosciuta.

Questa specie somiglia molto a Chilostoma

(Campylaea) planospira, molto comune

lungo tutto l'Appennino, solo che tra la

stazione più settentrionale della specie

appenninica e la più meridionale della

specie alpina c'è un gap di circa 150 km.

Ho raccolto e messo sotto alcol cinque

esemplari, per un progetto di studio

del complesso di Chilostoma planospira,

in cui questi esemplari saranno preziosi.

La foto è brutta, ma neanche troppo

tenendo conto che la conchiglia misura

circa 6 mm; si tratta di una piccola

chiocciola scavatrice, Cochlicopa lubrica,

di cui avevo trovato molti gusci vuoti,

ma mai un esemplare vivo.

Deroceras cf. reticulatum è senza

dubbio la lumaca nuda più comune

a Rorà, dove è tendenzialmente

sinantropica, anche se si trova

anche per i boschi. Si riconosce

bene per la bava lattiginosa e molto

abbondante, la colorazione marezzata

e la capacità di contrarsi moltissimo.

 

 

Arianta arbustorum

Arianta arbustorum è una comune chiocciola di montagna, che sulle Alpi si trova fino ai 2700 m di quota; finora

l'avevo trovata una volta a 1400 m, questa viene da quasi 1000 m. Un elemento interessante è rappresentato

dalla colorazione dell'animale, che nelle A. arbustorum tipiche è nerastro, mentre in questa è sull'arancio spento. 

 La colorazione aranciata è tipica di Arianta stenzii, che però si trova in un settore più orientale delle Alpi, ma può

essere riscontrata anche in altre popolazioni di A. arbustorum. Arianta arbustorum è una sorta di super-specie,

formata da numerose popolazioni differenziate a livello genetico quanto quelle che vengono  considerate alla

stregua di vere proprie specie distinte in altri generi, e probabilmente questo fenomeno è legato all'alternarsi 

 di periodi glaciali ed interglaciali, e al fatto che queste lumache sono estremamente poco mobili, e nel corso della

loro vita difficilmente percorrono spazi superiori ai venti metri.

Probabilmente l'intervento umano nel trasporto di queste bestie sta portando ad omogeneizzare di nuovo le

popolazioni d'alta quota e quelle più basse, livellando il prodotto di un paio di milioni di anni di evoluzione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Helicodonta obvoluta Limax

Helicodonta obvoluta è tipica di

ambienti umidi e ombreggiati e

comune nei boschi di gran parte

d'Europa; si riconosce facilmente

per la spira piatta e a molti

giri, e per la conchiglia ricoperta

di lunghi peli, più o meno sviluppati.

Qui ne avevo già trovato un guscio

vuotoe piuttosto vecchio, ma stavolta

ne ho trovati due esemplari vivi.

La specie più interessante è questa grossa limaccia,

appartenente al genere Limax, che sembra endemica

della Val Pellice, forse simile ad una forma delle Alpi

Marittime francesi. Non è una specie tanto comune,

e ne ho trovato in tutto tre esemplari, più forse uno

giovane; due anni fa avevo mandato un esemplare

morto all'equipe di Stoccarda che sta studiando

i Limax per studiarne l'anatomia, e mi hanno detto

che dovrebbe essere una specie non descritta.

 

 

Meloe proscarabaeus

Un incontro particolarmente interessante è il curioso coleottero Meloe proscarabaeus, di cui ho trovato due esemplari. 

I coleotteri del genere Meloe si riconoscono bene per l'addome molto voluminoso, coperto solo parzialmente dalle

elitre, e sono incapaci di volare; se disturbato, si irrigidisce contraendo antenne e zampe, ed emette emolinfa di

un acceso colore arancione, contenente cantaridina, una sostanza molto tossica che nel '700 era utilizzata come

afrodisiaco. Di fatto, ci sono pochissimi animali in grado di predare un Meloe. La femmina di questa specie depone

le uova nel terreno, le larve alla schiusa si arrampicano su un fiore ed attendono l'arrivo di un'ape solitaria, al cui

corpo si attaccano; il resto della vita larvale è trascorso nel nido dell'ape, dove si nutrono di uova e

nettare, e non vengono uccise in quanto riescono ad imitare gli ormoni emessi dalle larve dell'ape. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Oxychilus sp. Limax maximus Carabus italicus

Oxychilus sp., una chiocciola

carnivora di non grandi dimensioni.

Specie più banale, la comunissima

e sinantropica Limax maximus,

dalla caratteristica colorazione leopardata.

Un comune predatore di chiocciole,

il carabide Carabus italicus.

 

 

 

Potosia cuprea
Una bella Potosia cuprea si nutre del nettare di un Muscari (Torre Pellice).