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Margherita Hack

 

Margherita Hack

 

Margherita Hack

 

Per la prima volta in Italia un monumento dedicato a una scienziata

 

Adriana Giannini


Dopo tante statue di madonne, sante e allegorie di patria, virtù o maternità finalmente anche in Italia ci sarà un monumento dedicato a una donna vera, moderna e per giunta scienziata. A ospitarlo sarà Milano e la scienziata non poteva essere che Margherita Hack, l’astrofisica nota e apprezzata a livello internazionale non solo dagli addetti ai lavori, ma anche dal grande pubblico presso il quale si era fatta conoscere per la sua capacità divulgativa, la simpatia e l’impegno per i diritti di tutti: esseri umani, animali e ambiente.
Il progetto è nato da una fruttuosa sinergia tra tre istituzioni: la Fondazione Deloitte, filiazione di una multinazionale leader mondiale nei servizi professionali alle imprese che si è prefissa tra gli altri scopi quello di stimolare i giovani e soprattutto le giovani a scegliere un percorso di studi in ambito STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica), il Comune di Milano e la Casa degli Artisti recentemente restaurata e riaperta a nuove interessanti attività. E così la prima ha varato l’iniziativa e si è impegnata a finanziarla, il secondo ha messo a disposizione uno dei più begli spazi pubblici della città, largo Richini di fronte all’Università Statale di Milano, e la terza ha invitato otto artiste a partecipare al concorso di idee per la realizzazione dell’opera e si è impegnata a ospitare la vincitrice e a fornirle il supporto per la realizzazione dell’opera.


Non è stato facile per la giuria presieduta dal critico d’arte Vincenzo Trione e composta da una dozzina di prestigiosi rappresentanti dell’arte e della cultura milanesi scegliere il progetto vincitore tanto che si è
deciso di conferire una menzione speciale a un secondo progetto, un installazione avveniristica di Marzia Migliora.

 

La scelta della giuria, pienamente condivisibile, è andata al bozzetto della giovane ma agguerrita artista bolognese Daniela Oliveri nota come Sissi, insegnante presso l’Accademia di Belle arti di Firenze.
Intitolata “Sguardo fisico” la sua statua in bronzo avrà dimensioni modeste, poco più di due metri di altezza, in modo da porsi a contatto diretto con i frequentatori del giardinetto in cui sarà collocata, proprio
come sarebbe piaciuto a Margherita Hack. Non avrà un basamento, ma la figura della scienziata si staglierà in piedi su un vortice che rappresenta una galassia mentre le braccia alzate al cielo con le mani
piegate a simulare un telescopio saranno un invito a guardare il cielo stellato con occhi curiosi e ammirati.

 

Margherita Hack  

Il bozzetto presentato da Sissi riesce a dare immediatamente un’idea del carattere determinato di una scienziata che, grazie alla sua tenacia e alle innegabili qualità, è riuscita a realizzarsi in un ambiente poco disponibile ad accettare le donne soprattutto in un ruolo dirigenziale. Si pensi che quando la Hack, dopo varie esperienze all’estero e a una decennale all’Osservatorio di Brera-Merate, vinse la cattedra di astronomia a Trieste trovò un solo iscritto al corso e un Osservatorio inservibile in piena città.
Profondendo tutta la sua esperienza e il massimo impegno riuscì a realizzare un nuovo Osservatorio sul Carso e a farlo diventare un polo d’attrazione per studenti e ricercatori italiani e stranieri.


Quando il 9 febbraio u.s. sono stati annunciati il nome della vincitrice del concorso, il luogo e la data della collocazione del monumento da parte dei presenti c’è stato un sincero, lungo applauso di approvazione. Vedremo come sarà accolto dalla cittadinanza e dai numerosi frequentatori della Statale nel giugno di quest’anno, esattamente a cento anni dalla nascita della grande Margherita. Ma non solo da loro. Mi piace immaginare che nelle tranquille notti estive qualcuno dei numerosi gatti che abitano i cortili della Statale si spinga fino ai giardini di largo Richini a salutare l’amica delle stelle e dei felini
randagi.

 

 

Il monumento nelle sede definitiva