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La matematica come gioco

 

La matematica come un gioco


 

bici a ruote quadrate

 

Ogni gioco è un misto di vari ingredienti:

un po’ regole,
         un po’ fantasia,
             anche competizione,
                                      caso,
                                      travestimento,
                                                     vertigine. (1)
Le Indicazioni per il curricolo, con riferimento alla Matematica, sottolineano il ruolo cruciale del gioco
nell’educazione.
E’ fondamentale il laboratorio “in cui l’alunno è attivo, formula le proprie ipotesi e ne controlla le
conseguenze, progetta e sperimenta, discute e argomenta le proprie scelte, impara a raccogliere dati,
negozia e costruisce significati, porta a conclusioni temporanee e a nuove aperture la costruzione delle
conoscenze personali e collettive.”
Intorno a questi aspetti dell’insegnamento vengono proposti alcuni stimoli, senza la pretesa di ritenerli
                                                                                    novità, in attesa dei contributi dei lettori.


(1) Da P. A. Rovatti, D. Zoletto, LA SCUOLA DEI GIOCHI, Tascabili Bompiani 

 

 

 

 

 

 




Quaderno a quadretti  SPECCHI   Mathup I Corsi  Tesi di Laurea in didattica della Matematica di Pezzia  Progetto didattico: La ballata degli elefanti ∞ Commento “matematicoa La ballata degli elefanti ∞ La storia di Martina e il Gigante ∞ Problemi di Gioele il pastore ∞ La bella Kadija dagli occhi blu ∞ Non solo far di conto ∞ Rapporto e proporzione in situazioni di fittezza  La calcolatrice ed il “far di conto”  La matematica come gioco  Il futuro nei rettangoli di Emma ∞ Il magico romanzo della Matematica  Verso un insegnamento della matematica che produce cultura scientifica  ∞ Meraviglie del cavolo! ∞ Geometria della vita



 

 

quaderno a quadretti

Il gruppo di lavoro che si occupa di questo sito è composto da docenti di matematica a vario livello. In particolare: 

  • docenti di scuola primaria, di scuola secondaria di primo grado e di scuola secondaria di secondo grado che fanno riferimento al "gruppo di ricerca sulla didattica della matematica nella scuola elementare" del Dipartimento di Matematica "F. Enriques" dell'Università degli Studi di Milano;
  • personale universitario afferente a diverso titolo alle unità di Milano-Città Studi e Milano-Bicocca del Centro matematita, impegnati nella prima formazione e nella formazione in itinere degli insegnanti di scuola primaria e secondaria.
La redazione del sito può essere contattata all'indirizzo: redazione@quadernoaquadretti.it

 

 


  

specchi

SPECCHI 

 

SCUOLA PRIMARIA

Torri, serpenti e… geometria Giocare con le forme Effetto domino - giochi di aritmetica (SOLO per la V classe)

SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO

Simmetria: matematica in giardino Uguali o diversi Forme. La matematica mette in ordine

Uguali o diversi Nastri. La matematica mette in ordine
Uguali o diversi Stelle. La matematica mette in ordine

Uguali o diversi Tombola! La matematica mette in ordine
Uguali o diversi Domino. La matematica mette in ordine

Il viaggio segreto -  giochi di aritmetica (SOLO per la II e la III classe)

Effetto domino - giochi di aritmetica (SOLO per la I classe)

Specchi - osservare la simmetria

Simmetria: dagli specchi alla carta

Diamo forma alla geometria -
regolari o no?

Diamo forma alla geometria -
grande o piccolo?

 

 


                                                                                                       


I corsi

I Corsi

È la terza edizione di MathUp! I corsi si sono tenuti per la prima volta nell’anno scolastico 2015-2016. Il successo delle prime due edizioni è stato incoraggiante (cfr. anche il successivo “I numeri delle precedenti edizioni”) e il progetto dunque continua, tenendo naturalmente conto dell’esperienza acquisita e del desiderio di fare sempre più e meglio.

Ogni docente apporterà nei propri corsi le innovazioni che giudicherà opportune, ma nella sostanza la struttura di MathUp esce confermata dall’esperienza degli anni passati.
Le principali novità della terza edizione sono:

- la riproposizione delle video-lezioni registrate negli a.s. 2015-16 e 2016-2017;

- l’apertura dei corsi dedicati alle classi successive a quelle toccate lo scorso anno, vale a dire la quinta della scuola primaria, la terza della scuola secondaria di I grado, la quinta della scuola secondaria di II grado;

- la particolare attenzione dedicata all’insegnamento della matematica negli Istituti professionali con l'approfondimento del corso rivolto specificamente alla prima classe di tali Istituti;

- la proposta di una community volta a elaborare e proporre specifici percorsi, laboratori, prove di verifica da usare direttamente nelle classi del primo biennio delle superiori (con riferimento alle video-lezioni già realizzate per questo segmento scolastico);

- la possibilità di impiegare i laboratori previsti nella seconda fase dei corsi per l'alternanza scuola-lavoro (cfr. “Come sono organizzati”);

- la modalità di iscrizione “presenta un collega” (cfr. “La quota di iscrizione”).

 

Che cosa sonoVorrebbero non essere i soliti corsi di aggiornamentoChi li organizzaA chi sono rivoltiLe motivazioniLe parole-chiaveObiettivo "fare pace con la matematica";

Obiettivo "studenti oggi, professionisti domani"Come sono organizzati: le due fasi e il rapporto con l'alternanza scuola-lavoroLa prima faseDocenti e tutor nella prima fase

Le tappe intermedieI programmi dei corsiGli attestati al termine della prima faseLa seconda faseI tutor e le collaborazioni nella seconda fase

Gli attestati al termine della seconda faseAccreditamento dei corsi MathUp presso il MIURI numeri delle precedenti edizionia quota di iscrizioneLa carta del docente;

 

Come e quando iscriversiContattiNewsletter; FAQ




 

 

ballata degli elefanti

Tesi di Laurea in didattica della Matematica

 

di Maria Pezzia, relatore prof. Paolo Guidoni

 

Questo lavoro rende conto di un intervento di ricerca–azione realizzato in due prime elementari durante l’intero anno scolastico 2003/2004. Tale intervento costituisce la prima tappa di un progetto di sperimentazione didattica che sarà portato avanti nelle due classi fino alla quinta, e che ha come oggetto la trasmissione e l’acquisizione delle strutture elementari dell’aritmetica: durante questo primo anno si è lavorato fondamentalmente sul “significato del contare”, individuato attraverso i suoi legami con la struttura additiva (somma e sottrazione) e con la struttura moltiplicativa.
L’obbiettivo della ricerca è stato quello di costruire e, insieme, mettere alla prova un possibile “modello” di intervento didattico: siamo partiti da alcune attività già sperimentate in altri contesti di ricerca (in particolare il Progetto MIUR ‘97-’99 “Capire si può”) e abbiamo provato ad applicarle adattandole alla situazione da noi scelta, modificandole in corso d’opera e integrandole con nuove idee per rispondere alle esigenze di comprensione e alle difficoltà emerse lavorando con i bambini.  (170 pagine con introduzione, finalità, esempi didattici...)

 

[continua a leggere]

 


 

 

ballata degli elefanti

Progetto didatticoLa ballata degli elefanti

 

Attività programmate:

 

1.      Gioco “Regina reginella” (passi degli animali: formica, elefante, gatto, uccellino, pulcino, coccinella....)

2.      Gioco “ Avanti e indietro”: 1° tutti su una riga, 2° ognuno in posizionediversa.

3.      Ascolto e ballo libero della canzone “La ballata degli elefanti”

4.      Gioco: ognuno decide da dove partire si segna con lo scoch e poi esegue i passi avanti e indietro segnandoli (ogni passo avanti con un tappo rosa, ogni passo indietro con un tappo bianco). Si decide come fare lunghi i passi e se usare come unità di misura la mattonella.

5.      Provare e riprovare finchè tutti non sono padroni della linea dei numeri: sopra e sotto lo zero. Notare le difficoltà.

 

 

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Commento “matematico” a “La ballata degli elefanti

 

Paolo Guidoni


<E' la ballata – degli elefanti – tre passi indietro – due passi avanti …>Per un avvio al gioco vedere il corrispondente capitolo della tesi di Maria Pezzia, che documenta quello che è successo in una delle (tante) situazioni in cui il gioco è stato utilizzato.Il commento che segue non è una “ricetta per come giocare”: un gioco-prototipo (come questo, e altri) “serve” se è giocato (in quanto è giocato) in maniera aperta (e progressiva) rispetto alle infinite variazioni/elaborazioni possibili – sia da parte degli adulti che dei bambini.Questo commento è ad uso degli adulti che, dopo aver avviato il gioco e motivato i suoi primi sviluppi, vogliano vedere un po’ più in chiaro <dove si può andare a finire> - dal solo punto di vista di un percorso di progressiva appropriazione del <senso del numero> da parte dei bambini. (Sempre tenendo presente che si tratta soltanto di un punto di vista parziale, rispetto alla validità globale del gioco stesso)...

 

 [continua a leggere]

 


 

 

Martina e il Gigante

La storia di Martina e il Gigante 

 

Paolo Guidoni

 

Premessa

La storia, come sempre, deve essere aggiustata-arricchita-semplificata-variata-continuata-ripresa-complicata … secondo la situazione: con la collaborazione dei bambini, una volta avviato il gioco, se si vuole che serva (insieme a tante altre!) per l’appropriazione di strategie generali adatte a “mettere in ordine” il mondo; e comunque senza “forzare” automatizzazioni che poi servono a poco, se non derivano da un uso che corrisponda a una varietà di scopi e significati, e da un apprezzamento “meta cognitivo” della loro efficacia.

 

La storia è solo accennata schematicamente – ma anche così diventa, al solito, troppo lunga da scrivere “per bene”: è importante sviluppare come Insegnanti una naturalezza (anche) di “canta- storie-finalizzate” da scambiarsi reciprocamente – messe magari in forma “minimale” - attraverso cui condividere e utilizzare le molte idee che vengono lavorando con i bambini senza dover appesantire troppo la comunicazione con “storie-proprio-così”

 

Ovviamente fa parte essenziale dell’attività sia la ri-proposta individuale/collettiva della storia da parte dei bambini, anche senza una vera e propria drammatizzazione accurata – comunque sempre molto efficace; sia l’attività centrata sul ri-rappresentare subito dopo con un “disegno promemoria” quello che è successo maneggiando oggetti: cogliendo,  gradualmente e per approssimazioni successive, il significato e soprattutto il senso delle diverse schematizzazioni- simbolizzazioni coinvolte.  [leggi tutto]

 


 

 

Gioele il pastore

Problemi di Gioele il pastore

 

Il pastore Gioele ha un piccolo gregge con 40 pecore e il cane Melampo, e deve attraversare il fiume.

Il barcaiolo Ascanio ha una piccola barca che può portare al massimo una persona e 8 pecore, oppure due persone e 6 pecore. (Un cane occupa il posto di una pecora).

Per ogni viaggio (andata e ritorno) Ascanio chiede un compenso di 4 euro.

Nel primo viaggio bisogna che in barca ci sia anche Melampo, che poi rimane a fare la guardia alle pecore di là dal fiume.

Nell’ultimo viaggio bisogna che in barca ci sia anche Gioele, che è rimasto per far salire tutte le pecore.

Quanto spende Gioele?

 

[leggi tutto]

 

 


 

La bella Kadija

La bella Kadija dagli occhi blu [versione completa con immagini .pdf]

 

Acqua, colore e pensiero proporzionale

 

Proposta di contesti significativi per estendere la gamma dei riferimenti per i sensi del concetto di proporzionalità e favorirne la generalizzazione.

Classi coinvolte

La proposta è rivolta alla classe V^ della  scuola primaria e alle classi I^ A e I^ B

della scuola secondaria di primo grado.

 

 

Docenti

Scuola primaria

Casati Vera (italiano, arte e immagine), Vignali Claudia (matematica, scienze e tecnologia) Menciassi Rossana (sostegno)

Scuola secondaria di primo grado

Fantoni Sara (matematica e scienze), Testi Maura (matematica e scienze), Ferri Arianna (italiano), Montagnani Michela (italiano) (...)

 

La narrazione

Tanto tempo fa in un palazzo dell’India viveva una bellissima fanciulla che si chiamava Cadija ed era la figlia del sultano.

La parte particolare dell’aspetto fisico di Cadigia erano i suoi occhi; che erano di un colore azzurrognolo sfumato di un celeste chiaro.

Un giorno Cadigia si affacciò alla finestra del palazzo del padre.

Lì vicino stava passando un uomo di nome Amos ed era ricco, prepotente e crudele ed era accompagnato dalle sue guardie del corpo; guardò verso la finestra di Cadigia; lui si innamorò immediatamente di lei e decise di chiedere al sultano la mano di sua figlia.

 

 


 

cambiare si può ...purché

rete galileo – gruppo di sperimentazione

 

Non solo far di conto [versione completa .pdf]

 

percorsi integrati di matematica e scienze nella scuola di base

Benevento 2010

Questo volume è stato prodotto grazie al finanziamento PON Progetto B1-FSE-2009-926 

 

 

Contributi di

Brunella Brillante, Stefano Califano, Orsola Ciarlo, Ester Cocchiarella, Giulio De Cunto, Mariateresa De Pietro, Filomena Di Biase, Angelina Di Santo, Rosa Ferrara, Angela Follo, Michelino Frattolillo, Antonietta Guerra, Rossana Guerra, Paolo Guidoni, Donatella Iannece, Anna Maio, Gina Marino, Ciro Minichini, Carmela Pagnozzi, Antonietta Palma, Patrizia Parlapiano, Maria Maddalena Pascarella, Concetta Maria Torrillo, Roberto Tortora, Maria Giuseppa Vallarelli, Michelina Venditto, Roberta Virgilio.

 

 

Indice

 

Presentazione                                                                                   5

Introduzione

Cambiare si può: per esempio                                                             9

Capitolo I

Sommare numeri consecutivi                                                            19

Capitolo II

Prime Forze: schemi per guidare l’inizio

di un percorso di comprensione                                                         61

Capitolo III

Galleggiamento                                                                                89

Capitolo IV

Acqua e zucchero: una “dolce” situazione

problematica                                                                                  127

Appendice

Accordo di Rete “Galileo”                                                                 171

  


 

 

fittezza

Esempi schematici di percorsi-prototipo

 

Percorso-i: rapporto e proporzione in situazioni di fittezza [scarica .pdf]

 

Paolo Guidoni

 

 

I.1) Una digressione preliminare e schematica su rapporto e proporzione

 

La ricerca (con bambini e adulti) mostra che ci sono diverse “famiglie” di situazioni di esperienza che sono intuitivamente viste come caratterizzabili da un rapporto: ma che, in origine, sono considerate diverse fra loro sia nel significato sotteso che nei riferimenti percettivo-motori, e quindi incontrano difficoltà ad essere ricondotte a un unico modo di vedere e di ragionare – quindi a un unico “formalismo”.

 

In particolare, per esempio:

 

I.1aContesti di azione ripetuta, analizzati in termini di tre variabili percettivamente evidenti e di differente significato [cose(c) - volte(v) - cose alla volta(c/v)], in genere “diacronici” in quanto coinvolti in uno svolgimento temporale progressivo (implicito nella parola <volte>, eventualmente preorganizzato rispetto all’azione): contesti che sboccano nelle tipologie standard di “divisione di ripartizione” e/o “divisione di contenenza”, e hanno come “figura” complessiva caratterizzante lo “schieramento” (schema “sincronico”, da cui peraltro risultano evidenti tutte le proprietà delle operazioni di moltiplicazione e divisione, incluse le relazioni fra semantiche di contenenza e di ripartizione, i rapporti non interi, etc).

 


 

riproduzione di questa vecchia calcolatrice di più di 2 000 anni

Laboratorio: La calcolatrice ed il “far di conto”

 

Alessandra Gamba

Insegnante di scuola primaria

Istituto Comprensivo San Biagio di Callalta


[scarica pdf]

 

L’uso della calcolatrice in classe incontra molte resistenze da parte di ge- nitori e insegnanti perché viene interpretato spesso solo come una facilita- zione di calcoli. In realtà questo strumento può dare un supporto alla co- noscenza del nostro sistema di numerazione, alle proprietà delle operazio- ni ed il ruolo di protagonista che riveste può aiutare a superare i pregiudizi di genitori ed insegnanti.

 

 


 

triangolo di Tartaglia

La matematica come gioco

 

 

 

 

Mimma Liber

 

In una conferenza il prof Giacomo Stella[1] individuava una delle debolezze strutturali della scuola italiana nella mancata coerenza delle più diffuse strategie scolastiche con i reali processi di apprendimento degli allievi; la prassi corrente, specie nelle scuole superiori, è quella della lezione frontale, seguita da esercitazioni e conclusa dalle prove di verifica. Una procedura che non tiene conto dei diversi stili cognitivi, delle spesso mancate motivazioni degli studenti, dello sforzo di comprendere informazioni e di sistemarle in sintesi coerenti e significative: l’insegnamento e l’apprendimento così spesso si appiattiscono, riducendo i contenuti disciplinari a frammenti di conoscenza da ritenere e memorizzare a scadenza medio-breve per superare le interrogazioni e i compiti in classe. Eppure i processi conoscitivi sono stati ampiamente esplorati dalla pedagogia più recente: essi dovrebbero far parte della cultura professionale degli insegnanti, che arricchirebbero così il proprio bagaglio di strategie didattiche nell’insegnamento dei saperi disciplinari.

Il CIDIS, esplorando queste tematiche, ha proposto ai docenti nel 2015 un corso di formazione dal titolo Homo ludens, con la scommessa di ritrovare nelle dinamiche del gioco le “mosse vincenti” di un apprendimento nello stesso tempo stimolante e significativo. Ne sono nate proposte accattivanti su più discipline, fra le quali italiano, storia, matematica e scienze: proposte che hanno messo in luce la struttura profonda dei saperi, proprio perchè si è cercato di fondare gli stimoli da proporre agli allievi sullo statuto epistemologico delle discipline affrontate.

Provo qui ad accennare a come ho interpretato l’allievo ludens in matematica. [continua a leggere] [presentazione]

 


 


 

 

Matematica: letture e quaderni di lavoro

 



 

 

il futuro dei rettangoli di Emma

Il futuro nei rettangoli di Emma

C'è qualcuno che sa leggere


Franco Lorenzoni 1 dicembre 2013 maestro, collaboratore del "Sole 24 ore"

  • «È mai possibile che di teorie ben sottili come il Dna o la fusione nucleare o l'origine dell'Universo, si possa dare un'idea abbastanza chiara anche a chi non ha studiato cose di scienza, mentre invece, della matematica, non si possa far capire nulla?». A porre questa domanda è Emma Castelnuovo, la più audace innovatrice italiana di didattica della matematica, che il prossimo 12 dicembre compirà 100 anni. Si può dire, senza esagerare, che ha speso tutta la sua lunga e operosissima vita a dare risposte positive a questa domanda, formulata nella prefazione di Pentole, ombre, formiche (La Nuova Italia, 1993). 

Appena vinto il concorso Emma Castelnuovo fu espulsa dalla scuola, in quanto ebrea. Era il 1938 e gli ebrei romani reagirono a quel sopruso con grande determinazione, riuscendo a mettere in piedi in pochi mesi una scuola israelitica, dove la giovanissima Emma, figlia di Guido Castelnuovo, fu chiamata ad insegnare alle classi magistrali. Accortasi che i programmi di matematica non rispondevano alle esigenze degli allievi prese parte, in piena guerra, ad un intenso lavoro di ricerca che vide un piccolo gruppo riunirsi con regolarità a casa di Federigo Enriques, suo zio, matematico, filosofo e storico della scienza di grandissima levatura. [continua la lettura]

 


 

Il magico romanzo della Matematica

Il magico romanzo della Matematica


Bruno D'Amore Università di Bologna

 

La Matematica si impara nella scuola primaria solo se l'insegnante è disposto a concedere a ogni bambino il proprio tempo personale. Va sottolineato subito il fatto che apprendere la Matematica è un fatto complesso; esso si articola su varie direzioni, dato che coinvolge:

•          l'apprendimento di concetti;

•          l'apprendimento e la gestione di algoritmi;

•          alcuni apprendimenti che qualcuno chiama nel loro complesso "strategici" e che si possono distinguere in due grandi filoni: risoluzione di problemi e dimostrazione (a vari livelli);

•          l'apprendimento della comunicazione specifica in Matematica.

Le varie componenti di questa suddivisione non sono ad intersezioni rigidamente vuote; per esempio, l’argomentazione in Matematica rientra sia nella comunicazione sia nell'apprendimento strategico, come fase preliminare alla dimostrazione necessaria fin dalla scuola primaria. [continua la lettura]

 

 

 


 

 

Emma Castelnuovo perimetri e aree

Verso un insegnamento della matematica che produce cultura scientifica


Emma Castelnuovo

 

Estratto dalla Rivista “Estudos Italianos em Portugal” n.0 45-46-47 1982-83-84

 

Il titolo di questa mia esposizione può sembrare banale, e, allo stesso tempo, sibillino.

E' chiaro infatti che insegnando matematica ci si propone di dare una cultura scientifica, di formare una mentalità scientifica. Si è detto tante volte e si continua a ripetere che l'obiettivo dell'insegnamento della matematica è di abituare a ragionare, a dedurre, a preparare a un pensiero logico. Forse si è detto troppo, si è messo troppo l'accento sull'aspetto deduttivo lasciando da parte altri aspetti altrettanto importanti. Scriveva José Silva: “l'intuizione e la preziosa tessitura·euristica vengono spesso ignorate, soppresse, portando così ad una visione unilaterale della costruzione matematica; perché la matematica non è solo logica: è un prodotto umano e quindi è intimamente legata con le scienze della natura e della tecnica”, Ora, delle tre fasi -nascita concreta del concetto o della legge, idealizzazione matematica, ritorno al concreto attraverso le applicazioni -nella scuola si è sempre, e sempre di più, esaltato quella di mezzo, quella cioè della presentazione di una matematica pura, astratta, senza pensare che l'aggettivo “astratto” viene dal latino e significa “estratto” (dal concreto) ; ha cioè, etimologicamente, un senso dinamico. E in questo mondo puro, in cui si vuole che i ragazzi non si sporchino le mani, sono venute su generazioni e generazioni di allievi, di uomini a cui la scuola secondaria non ha dato, il più delle volte, una vera formazione scientifica.

Ma io penso che per poter vedere le cose in modo obiettivo occorre allargare il discorso, e farsi un'idea, sia pure a grandi linee, di quanto è avvenuto nella storia dell'insegnamento matematico, almeno nella nostra vecchia Europa.

 [continua la lettura]

 


 

 

meraviglie del cavolo

Meraviglie del cavolo!

ovvero della dimensione frattale del cavolfiore

 

Michele Zanoni Montichiari (Bs) (da "La Fisica nella scuola" n. 2 del 2000)

 

 

Introduzione

Una delle fasi più importanti del procedimento che chiamiamo metodo sperimentale è senza dubbio l’osservazione.

In questa fase noi ci troviamo in uno stato paranormale in cui l’attenzione è notevolmente amplificata e nel frattempo la mente giace estatica e meravigliata.

Ciò accadde quando nel bel mezzo di un pranzo fra parenti mi trovai di fronte un bel cavolfiore fumante. Subito fui attatto dalle sue spirali lastricate da una sequenza di riproduzioni in scala ridotta del cavolfiore stesso e a loro volta questi piccolo cavolfiori riproducevano la forma originale in una miriade di esemplari in scala ancora più ridotta. Stimai che questo processo di autoreplicazione proseguisse per almeno cinque generazioni. La proprietà di certi oggetti geometrici per i quali una qualsiasi parte di essi è una specie di omotenia interna, cioè una riproduzione in scala dell’elemento d partenza, si traduce nel termine inglese self-similarity [1].

“Ma questo è un frattale!” tuonai sbigottito. Subito capii dalle facce dei presenti che il mio stato, più che paranormale, appariva, per lo meno, “poco normale”.

I frattali sono oggetti geometrici che presentano la proprietà dell’invarianza di scala, detta appunto, self-similarity, ne sono un esempio la famosa curva di Kock e il tappeto di Sierpinsky (fig. 2).

Appena mi capitò l’occasione comprai qualche esemplare di cavolfiore da un ortolano al quale chiesi come si chiamasse quel particolare titpo di cavolfiore; il tizio mi rispose in dialetto qualcosa che in italiano suona come “bastardone”! Seppi poi, grazie all’aiuto di un amico che lavora presso l’istituto agronomico universitario, che il nome italiano di questa specie è cavolo broccolo e quello officinale (botanico) è Brassica oleracea, Botrys cimosa, ed è una specie diffusa praticamente in tutta Europa. [continua la lettura]

 

 


 

geometria della vita

M. T. Zambelli, Valeria Pacca

Geometria della vita, un'esperienza laboratoriale di integrazione/correlazione tra biologia e matematica

 

Premessa

La natura esibisce semplicemente un riflesso delle forme contemplate dalla geometria”,diceva il grande naturalista Sir D’ Arcy Thompson (1860-1948). Nel fare questa affermazione, egli pensava alle spirali regolari delle conchiglie dei molluschi, delle infiorescenze dei girasoli, della tela del ragno… la crescita rappresentava l’espressione di una formula, così come una figura geometrica era il moto di una generatrice.

“I problemi di forma – scriveva - sono prima di tutto problemi matematici, i problemi di accrescimento sono essenzialmente problemi fisici ed il morfologo diviene ipse facto uno studioso di fisica”. [continua a leggere]