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Recensioni

Recensioni

 

Inizia una nuova attività per NATURALMENTE Scienza: la pubblicazione di recensioni di libri che reputiamo interessanti per i nostri lettori.

Se avete proposte da presentare le esamineremo con piacere.

Buona lettura

 

 

7 lezioni sul pensiero globale ® Non di solo pane... Viaggio nella Mensa Arcobaleno di Vicopelago ® È la medicina, bellezza! ® Parco Sempione ® L'ultima occasione ® C’era una volta Frrr, spaesato pesce fuor d’acqua... ® Un altro posto, ma qui vicino ® Con chi parli, Jonah ® Chloris ® La fisica della vita ® Il certificato come sevizia ® L’ultimo libro di Odino Raffaelli ® La cacca che ci salvò dalla fame ® Che cos’è la scienza ® Yerevan/Stepanakert ® Non recensione ® Per una scienza critica: Marcello Cini e il presente ® Note brevi tra mente e cervello ® Ernst Jünger ® Aurelio Manzi

 



 

 

7 lezioni sul pensiero globale3 nov. 2016 di Edgar Morin e S. Lazzari

Edgar Morin, 7 lezioni sul pensiero globale, Cortina, 2016

 

Il paradigma dell’imprevedibilità

di Daniele Marchetti


Viviamo l’inizio di un inizio.” Così termina la nuova interessantissima fatica editoriale di Edgard Morin: uno dei «pensatori globali» più longevi ed acuti che il panorama culturale mondiale ancora ci offre dopo l’uscita di scena -mai troppo rimpianta- del padre del pensiero liquido Zygmunt Bauman.

Siamo in un’epoca che ha bisogno di un cambio di paradigma”. L’«era» materialistico-riduzionistica caratterizzata dal binomio disgiunzione-riduzione è archiviata dai fatti. L’idea che tutto possa essere compreso, studiato, conosciuto attraverso un’opera di “smontaggio”, di scissione, di spezzettamento e riduzione alle tessere del puzzle, entra in crisi di fronte all’imprevedibilità del mondo reale. L’interazione delle parti nel tutto genera, infatti, una serie di “emersioni” (di tipo biologico, sociale o politico) inattese le quali sono destinate, a loro volta a dialogare positivamente o negativamente (retro-azioni) con l’insieme nella sua totalità e nella singolarità delle sue parti in un vortice di novità e “devianze” che trovano nel sistema biologico, sociale e culturale umano la massima espressione.

In detta realtà interconnessa, ovvero interdipendente in cui l’umano è al tempo stesso prodotto e produttore, i principi del paradigma positivistico disgiunzione-riduzione, sono «falsificati» dai nuovi e più adatti assiomi del paradigma globale distinguere-legare.

Distinguere senza scomporre (disgiungere) per indagare l’unicità nel suo essere parte del tutto. E legare senza ridurre, per apprezzare le emergenze (spesso imponderabili) dovute all’interazione tra diversi livelli di complessità. “La nozione di unità tende a respingere quella di diversità e viceversa. Ciò che è interessante è che la caratteristica propria della natura umana è la sua unità genetica, fisiologica, anatomica, affettiva, tuttavia questa unicità si traduce sempre in individui differenti gli uni dagli altri e attraverso culture differenti le une dalle altre. L’apparente paradosso è che l’unicità crea diversità e, nello stesso tempo, la diversità stessa può svilupparsi solo a partire dall’unità. Questa idea è molto importate nella nostra epoca planetaria …” (pag. 101)

Distinguere e legare rappresentano quindi le fondamenta del nuovo paradigma: il paradigma globale della complessità. Ovvero il «paradigma dell’imprevedibilità» e quindi dell’inconoscibilità. “Dobbiamo abbandonare una razionalità chiusa, incapace di afferrare ciò che sfugge alla logica classica, incapace di comprendere ciò che le eccede, per dedicarci a una razionalità aperta, in grado di conoscere i propri limiti e cosciente dell’irrazionalizzabile.” (pag. 111)

La “mutazione” è radicale. Dall’idea del tutto conoscibile e quindi dall’ambizione a possedere “il segreto” della realtà, alla consapevolezza del “Mistero”; all’ammissione dell’impossibilità di afferrare ogni aspetto della vita. “La differenza tra l’enigma e il mistero è che nell’enigma si finisce per trovare la spiegazione razionale. La scienza ha risolto molti enigmi. Il mistero è ciò che non si può risolvere che non si può comprendere. Perché il mondo è mondo? Perché c’è qualcosa piuttosto che niente?..... Non lo sappiamo.” (pag. 52) 

7 Lezioni sul pensiero globale è, a suo modo, un libro religioso. Una meditazione laica, aperta ed onesta sull’inizio della vita, sull’idea dell’umano e la sua natura trinitaria (l’uomo ha contemporaneamente una dimensione biologica, individuale -spirituale- e sociale), su una possibile interpretazione della “creazione” intesa non come un intervento diretto del divino nella storia, ma piuttosto come l’affermarsi -nel tempo- di un ambiente favorevole all’emersione della vita (la vita è potuta nascere solo quando il sole è divenuto maturo circa due miliardi di anni fa).

Le riflessioni di Morin, contenute in questo smilzo ma denso saggio, regalano al lettore un senso di leggerezza; la percezione -quasi tattile- della complessità. Il gioco dei rimando tra le “dimensioni” del reale per le quali l’umano è interno all’universo e l’universo interno all’umano è la manifestazione provata dell’esistenza, già oggi, di un possibile «pensiero globale» in cui la diversità non è negazione di unità né la singolarità di universalità.

7 Lezioni sul pensiero globale è anche un percorso divertito dentro i “buchi neri” della conoscenza e dell’ambizione umana. L’invito ad un’umiltà intellettuale nell’approccio alla realtà. Un’esortazione spassionata alla consapevolezza che cercare, indagare, conoscere significa solo porre lo sguardo su nuovi misteri. “Scopo del pensiero complesso non è distruggere l’incertezza, ma individuarla, riconoscerla … Chi crede di afferrare il totale si sbaglia…... Se la conoscenza progredisce, essa nel contempo accresce le ignoranze….. Più conosciamo il nostro universo, più diventa misterioso….. Ciò che si è guadagnato è un’ignoranza che si conosce come ignoranza….. si è guadagnato il senso del mistero e dell’ignoto.” (pagg. 108-110)

 

 


 

Non di solo pane... Viaggio nella Mensa Arcobaleno di Vicopelago

Angela Lepore, Non di solo pane... Viaggio nella Mensa Arcobaleno di Vicopelago,

introduzione di Donatella Turri, postfazione di Raffaello Ciucci,

Edizioni S. Marco Litotipo - Lucca, 2016, pp. 136, Euro 10,00

 

 

Se mangiare è una manifestazione fondamentale del corpo, certo non si può ridurre al solo fatto nutrizionale. È attraverso il cibo che l'uomo incontra il mondo, lo assapora, lo introduce dentro di sé, lo assimila e lo rende parte di se stesso. Lo assorbe e non ne è assorbito e così trionfa sul mondo. 
Quindi mangiare è un gesto carico di ritualità, soprattutto quando avviene con gli altri: è la metafora dell'unione, della famiglia, dell'amicizia. 

Nell'intera area del Mediterraneo, il convito è sempre stato un'occasione spirituale: Platone ci racconta di un Socrate che insegnava seduto a tavola... Senza dimenticare il valore mistico-simbolico che il pasto in comune acquista col cristianesimo: i monaci che trascorrono la giornata da soli e in preghiera hanno sempre un momento di aggregazione quando consumano insieme il loro pasto frugale. A tavola si è celebrata la magnificenza rinascimentale e il filosofo illuminista Voltaire suggeriva di porre in sala da pranzo la statua della dea Ragione col fine di riappacificare gli animi. Così, non per caso, gli incontri dei membri dei club rivoluzionari francesi si tenevano proprio a tavola...
 
Tutti concetti, questi, ben presenti ad Angela Lepore, autrice di Non di solo pane... Viaggio nella Mensa Arcobaleno di Vicopelago, San Marco Litotipo-Lucca, 2016, una interessante e originale lavoro di ricerca all'interno di una bella esperienza del volontariato lucchese. Ovvero una mensa gratuità, rivolta a donne e uomini espressione delle sempre più numerose tipologie del disagio e della fragilità sociale: immigrati dai quattro angoli del mondo, ex tossicodipendenti, ex alcolisti, disoccupati, homeless... Naufraghi che non hanno mai smesso di asciugarsi, poveri sull'orlo della miserabilità, della perdita di dignità, della disperazione: abissi di sconforto a cui fa la Mensa Arcobaleno prova a fare da argine con i suoi ambienti caldi e accoglienti, con le tavole bene apparecchiate, con il cibo gratuito e abbondante, con la possibilità fornita agli ospiti di curare la propria persona, il proprio aspetto. Con l'offerta di relazioni ripettose: sono questi gli  antidoti più efficaci a vite segnate da cadute e solitudini.
 
Angela Lepore fa parlare gli ospiti della Mensa Arcobaleno e in maniera semplice e diretta ne raccoglie le voci: a esse aggiunge, come controcanto, quelle dei volontari che gestiscono la mensa. E gli uni e gli altri, pagina dopo pagine, immagine dopo immagine, sembrano voler cantare un'unica canzone. Che parla di accoglienza, condivisione, solidarietà, di disuguaglienze da colmare, di percorsi esistenziali interrotti e da riprendere. La Mensa Arcobaleno è solo un primo passo: dopo, ne siamo sicuri, ne seguiranno altri e altri ancora. Meno incerti, più fiduciosi e resi tali anche dalla convivialità gentile della Mensa di Vicopelago.

Abbiamo rivolto alcune domande alla curatrice del libro, la dott.a Angela Lepore:

Perché hai scritto un libro sulla Mensa Arcobaleno di Vicopelago? 
Questo libro è un ringraziamento personale agli ideatori della Mensa di Vicopelago e a tutti i volontari che si impegnano quotidianamente nella lotta alla povertà. 
Inoltre, è un modo per far conoscere le storie degli ospiti, le vite interrotte, le odissee che hanno condotto uomini e donne diversi per provenienza, per età, per cultura, a sedersi allo stesso tavolo e condividere lo stesso cibo. 

Come sono state accolte le tue pagine?
Ho scritto un libro sulla mia esperienza come volontaria presso le Mense dei poveri di Lucca, in particolare sulla Mensa di Vicopelago dove sono presente. L'ho fatto di getto, pensando che non sarebbe uscito dall'ambito locale e sarebbe rimasto un ringraziamento a chi mi aveva affiancato in questo stupendo servizio a favore dei soggetti più poveri, emarginati, esclusi. 
In realtà, grazie al passaparola il libro si è diffuso in poco tempo, anche al di fuori della Diocesi di Lucca, ed è stato valutato molto positivamente per il tema trattato: è un argomento molto attuale e poco argomentato nei testi esistenti. Ciò che mi rende più felice e orgogliosa è vedere l’entusiasmo dei volontari che si sono riconosciuti nella descrizione dei loro compiti svolti presso la Mensa e nelle foto inserite nel libro.  

Cosa ti aspetti dalla diffusione di questa pubblicazione?                                      
Mi auguro di poter dare una testimonianza significativa affinchè sempre più persone siano disponibili a dedicare il proprio tempo e le proprie competenze a questi soggetti in difficoltà. Inoltre, vorrei sensibilizzare l’opinione pubblica sullo stato di indigenza di persone che ogni giorno si mettono in fila per mangiare alle mense della Caritas e che non hanno la possibilità di far parte in modo attivo della nostra comunità in quanto relegati ai margini della società perché ritenuti scomodi. È importante che gli enti pubblici siano in grado di progettare nuove politiche di contrasto alla povertà sulla base di esperienze di volontariato come la mia, esperienze vissute in prima persona.

 

Luciano Luciani

 

 


 

E' la medicina, bellezza!

Silvia BencivelliDaniela Ovadia

È la medicina, bellezza!

Perché è difficile parlare di salute

Carrocci Editore 2016, collana Sfere ISBN: 9788843082599

 

Due giovani giornaliste scientifiche prima hanno studiato medicina e poi si sono dedicate al giornalismo scientifico. Potevano fare anche il medico, ma hanno scelto una professione che richiede una doppia competenza quella disciplinare e la capacità di comunicare la scienza e le vicende legate. Per far seriamente il loro lavoro devono tenersi costantemente aggiornate per non limitarsi a dire quel che è successo, ma anche per entrare nel merito delle questioni a ragion veduta e di prima mano. Non è facile e neppure una attività tranquilla. Per scrivere quel che scrivono devono raggiungere la fonte direttamente, non leggere delle veline passate dalla televisione o dalla stampa non specializzata. Quindi, quando accadono eventi nel nostro Paese che mettono in conflitto la medicina pubblica con la "ggente" (opportunamente pilotata e e alimentata da chi su questi conflitti ci campa -spesso altri giornalisti di formazione tutt'altro che scientifica) sanno da che parte stare e come starci.Nel libro di 200 pagine ben scritte sono analizzati tutti i conflitti degli ultimi anni in modo chiaro, approfondito, ma facilmente comprensibile e apprezzabile anche da non specialisti. Basta che il lettore si lasci guidare dalla ragione per comprendere i motivi del contendere: per lo più da una parte si trovano persone in gravi difficoltà che si lasciano guidare verso scelte solo apparentemente più semplici, economiche e sicure rispetto a quelle offerte dalla medicina pubblica. Una delle vicende illustrate con precisione è quella di "Stamina": dall'inizio sommesso di una nuova terapia che prometteva grande efficacia per una gran quantità di malattie con l'uso delle "cellule staminali". Dall'altra la comunità scientifica che cerca di spiegare entrando nel merito con argomentazioni che vengono contrapposte ai desideri delle persone. Tutto questo produce solo conflitti e i decisori politici e la magistratura cercano di mediare in modo goffo imboccando strade che non portano a niente di serio e utile.La medicina è molto complicata e creare un nuovo farmaco è un processo che richiede diversi anni e una infinità di controlli. Quando la ricerca mette in circolazione un farmaco nuovo significa che questo ha superato tutte le fasi stabilite da un protocollo internazionale adottato per legge dalla maggior parte dei paesi. Questo significa che il farmaco è assolutamente innocuo e fa bene? Significa che sono state prese tutte le misure ragionevolmente necessarie per una sperimentazione sull'uomo con minimi rischi. Poi si vedrà cosa succede e in caso positivo si passa alla somministrazione normale. Il libro ripercorre tutte le tappe necessarie perché un farmaco sia messo in circolazione. Ovviamente chi segue procedure diverse non segue questa strada e non segue neppure l'etica che ci si aspetta da ogni medico. Le Autrici salutano il lettore alla fine della loro fatica: Visto che la nostra pervicace fallibilità è quella su cui abbiamo più possibilità di intervento, questo libro spera di essere un invito a superarla. A leggere anche le notizie di medicina con spirito critico e a non essere solo fruitori passivi: a chiedersi: "perché dovrei credere a questa teoria? E questo rimedio alternativo, è alternativo a che cosa?" E poi: "Chi ci guadagna se aderisco a questa causa?" Le risposte possono essere tante. Non è detto che tra queste ci sia anche la salute.

 

 

 


 

 

Parco Sempione

PARCO SEMPIONE

PASSEGGIATE BOTANICHE NEI PARCHI DI MILANO 1

 di Fabrizia Gianni

 

Presentazione

Giovedì 1 dicembre 2016, ore 18.30 Libreria della Natura Via Maiocchi 11 - Milano 

 

La storia di Parco Sempione, il grande parco pubblico milanese posto dietro il Castello Sforzesco, inizia nel 1392, anno in cui il signore di Milano, Gian Galeazzo Visconti, ordina di cingere tutta l’area alle spalle del maniero con un largo fossato al fine di salvaguardare la selvaggina presente. L’attuale struttura del parco si deve al progetto dell’architetto Emilio Alemagna, approvato in via definitiva nel 1890. Nel 1996 è stato avviato un recupero rispettoso del progetto originario di Alemagna: i percorsi sono stati ripristinati e le aiuole ripiantumate, dove possibile, con le specie vegetali utilizzate all’epoca della realizzazione.

Il volume è una guida alla visita del parco da un punto di vista naturalistico e anche storico. Nella prima sezione, la Mappa Generale propone i quattro percorsi in cui il parco è stato diviso. A ogni percorso è abbinata una mappa specifica che indica, con numeri sequenziali, le tappe per l’osservazione delle piante. Ogni tappa è illustrata con fotografie che consentono l’identificazione degli alberi, rimandando, per conoscenze più approfondite, alla relativa scheda botanica.

Nella seconda sezione sono raccolte più di trenta schede di identificazione dedicate agli alberi che si incontrano nei percorsi illustrati. In ogni scheda si analizza, in modo approfondito, la specie da un punto di vista botanico. Un utile box propone alcune domande che sollecitano un’osservazione puntuale della pianta così da non confonderla con altre con caratteri morfologici simili.

Ogni scheda è corredata da ottime foto dell’autrice, scattate durante il corso delle quattro stagioni. Per ciascuno dei soggetti illustrati si evidenziano alcuni particolari, spesso giocando su ingrandimenti e angolazioni visuali differenti, essenziali per l’identificazione della specie.

Con il libro sul Parco Sempione si inaugura la collana Passeggiate botaniche nei parchi di Milano: nove volumetti dedicati ad altrettante aree verdi della città. Una collana che, come scrive nella prefazione Enrico Banfi (già direttore del Museo di Storia Naturale di Milano), «contribuirà a richiamare l’attenzione di chi vive nelle diverse aree della metropoli, di chi vi soggiorna temporaneamente o anche di chi è solo di passaggio, sulla rasserenante e affascinante diversità dendrologica che lo circonda; ma soprattutto contribuirà a rafforzare la condivisione di una coscienza della biodiversità in ambito urbano».

 

L’autrice

Laureata in Scienze Naturali, dal 1971 è docente di Scienze al liceo scientifico collegio San Carlo di Milano e dal 2005 è responsabile del progetto Scienze sperimentali alla primaria presso il medesimo istituto; dal 1993 è docente al Politecnico di Milano presso la Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio. Da sempre interessata alle tematiche ambientali e alla loro diffusione, dal 1988 al 2007 è Presidente ANISN (Associazione Nazionali Insegnanti di Scienze Naturali) sezione Lombarda. Nel 1987 scrive Via per via gli alberi di Milano (Edizioni Il Mondo Positivo) dove riporta tutte le specie vegetali presenti nel verde cittadino rifacendosi a una dettagliata cartografia. Nel 2007 scrive la seconda edizione, completamente rinnovata, per i tipi Editoriale Giorgio Mondadori. Presta la sua consulenza scientifica per l’edizione italiana di numerosi libri di Touring Club edizioni. Dal 1994 collabora con la rivista Naturalmente- Fatti e trame delle Scienze; sulla stessa rivista, dal 1997, tiene la rubrica Gazebo, nella quale approfondisce tematiche inerenti l’ambiente e gli organismi vegetali. Dal 1998 al 2002 riceve dalla Soprintendenza Archeologica della Lombardia l’incarico di consulenza per la progettazione delle opere a verde dell’area degli scavi archeologici nel Comune di Cividate Camuno (BS). Progetta giardini per committenti privati e presta la sua esperienza nella ristrutturazione di Giardini storici.

 

 


 

 

L'ultima occasione - Alla ricerca di specie animali in via d'estinzione

L'ultima occasione - Alla ricerca di specie animali in via d'estinzione

Douglas Adams, Mark Carwardine Introduzione di Richard Dawkins

Mondadori, Milano 2016

 

Attenzione: su Chrome la prima offerta con lo stesso titolo è di S. C. Stephens e racconta di altre cose.

Questo libro invece si occupa di animali, molti dei quali, in pratica estinti perché hanno una popolazione di poche decine di in dividui che vivono sotto attentissima protezione perché incapaci di sopravvivere liberi nell'ambiente. Gli Autori, un affermato autore di fantascienza, di programmi televisivi e dotato un umorismo britannico molto apprezzato, è diventato anche un appassionato di natura e di protezione delle specie in pericolo. Il secondo è uno zoologo, editorialista, fotografo e autore di programmi per la BBC.

Proprio la BBC ha commissionato documentari su animali rarissimi, un tempo comuni in ex aree sperdute nel mondo. E quindi sono partiti alla ricerca del rinoceronte bianco, dei parrocchetti grassi e quasi atteri, dei delfini del fiume azzurro e molti altri. Mondi diversissimi che offrivano solo nei loro luoghi più isolati la possibilità, ancora per poco, di incontrare gli ultimi superstiti impegnati a resistere fino all'ultimo. Alcuni forse si salveranno perché, per gli abitanti umani delle stesse zone, sono una sicura fonte di reddito proveniente dai turisti, curiosi e studiosi. Ma è anche un libro di geografia, di costume e antropologia che accompagna, come nei documentari che sono stati realizzati, paesaggi e culture diverse, molte in pericolo, altre già abbondantemente devastate e salve solo nei posti più remoti e inaccessibili. Gli ultimi due capitoli sono dedicati alle riflessioni di uno degli Autori, Douglas Adams, quello dotato di umorismo inglese per intenderci. Presenta e illustra alcuni messaggi di lettori tra cui:


"....D'altro canto, dopo la messa in onda della serie radiofonica, una coppia che ha lavorato in Cina ci ha mandato una lettera inquietante:

   Cari Douglas e Mark, 

                                 ci è piaciuto il programma sui delfini del Fiume Azzurro, ma l'abbiamo seguito con un certo senso di colpa! Recentemente abbiamo trascorso tre mesi di lavoro in alcune fabbriche di Nanchino. Siamo stati benissimo con la gente e abbiamo mangiato bene. In nostro onore, prima della partenza, hanno cucinato un delfino del Fiume Azzurro, e quindi a questo punto dovrebbero esserne rimasti 201. Ci dispiace molto.

Saluti,

 

P.S. Di fatto i delfini erano due. Mio marito era l'ospite d'onore e come tale gli hanno servito l'embrione.

 

Il penultimo capitolo, il VII "Da giovane ho sentito una storia che mi ha turbato a lungo perché non riuscivo a capirla": Frugando tra le braci ora c'è riuscito.

 


 

Il piccolo audace Frrr

C’era una volta Frrr, spaesato pesce fuor d’acqua...

 

Frr è un pesciolino d’acqua dolce, vive nelle profondità del lago Balestra e lo attende un destino da creatura acquatica, relegata, assieme ai suoi simili, nel piccolo stagno sino al termine dei suoi giorni. Forse, con la prospettiva - dioloscampi - di finire nell’olio bollente di qualche padella umana, oppure… Oppure? Beh, magari la vita può essere anche altro!

Una bella favola di formazione, questo Il piccolo audace Frrr Storia di un pesce fuor d’acqua, testo di Giuliano Parenti e tavole di Antonio Lo Mele. Solo apparentemente lieve e disimpegnata è una storia per bambini di tutte le età, che si rivela, fin da subito, densa, ricca di numerosi, profondi significati: la simpatia piena d’amore per protagonisti e personaggi marginali, diversi per sensibilità e talenti; la fatica per essere riconosciuti e apprezzati, scontando pregiudizi e incomprensioni; la conquista di una contraddittoria, laboriosa accettazione di se stessi e delle proprie specificità. E come in tutte le favole l’eroe deve sottoporsi a una serie di prove iniziatiche prima di conquistare libertà e coscienza. Pesce di terra e poi anche d’aria, il piccolo audace Frrr è una creatura ossimorica, strana e in ricerca: della sua vera natura, della natura e delle ragioni degli altri, della proprie radici. Un Ulisside sempre in movimento, ingenuo e tenace, testardo e coraggioso, disponibile a mutare, a ibridarsi, curioso delle novità e pronto, se del caso, a ricominciare da capo.

Tutta animale questa storia: gli uomini sono ombre lontane, in genere portatori di guai e negatività. Sono i piccoli esseri viventi non umani a prendere il loro posto: pesci, rane, topi, gatti, formiche, cicale, gabbiani e super gabbiani appaiono in genere migliori degli uomini, ma non privi di qualche difetto, e accompagnano Frrr nel suo cammino di ricerca e scoperta dalle profondità del lago Balestra all’azzurro più azzurro del cielo.

Favola luminosa, trasparente, felice nelle scelte dei temi, dei personaggi, della lingua, Il piccolo audace Frrr si avvale di una parte iconografica che fa proprio il testo, lo rielabora, lo trasforma in segno e colore secondo una cifra originalissima: quella di Antonio Lo Mele, pittore e grafico foggiano, le cui 104 bellissime tavole ampliano la storia, ne arricchiscono e dilatano la fantasia creatrice, aggiungono originalità grafica e estrosità linguistica, ne moltiplicano gli effetti di creazione, suggestione e fascino. Non possiamo, quindi, che essere grati ad Antonio Lo Mele per aver permesso ai suoi disegni e ai suoi colori di restituirci con pienezza, con grazia e intelligenza, tutto il sorriso di Giuliano Parenti, scrittore e uomo di teatro scomparso cinque anni or sono. Ed è soprattutto la sua ironia insolita, sorprendente, surreale, spiazzante, mai, però, irridente o cinica, sempre invece ricca di poesia, di sogni e di speranza, a intridere testo e tavole.

Così, la parola si fa immagine e l’immagine racconto.

 

Luciano Luciani

 

Giuliano Parenti - Antonio Torquato Lo Mele, Il piccolo audace Frrr. Storia di un pesce fuor d’acqua, edizioni la meridiana, pp. 107, euro 18,00  .

 

 


 

 

Un altro posto

Il romanzo ambientalista di Cristina Pacinotti

 

Un altro posto, ma qui vicino

 

Un altro posto, ovvero un romanzo che si muove lungo i - battuti di rado - sentieri dell’ecotopia. Termine di conio relativamente recente che sta a indicare una società in cui gli uomini e le donne vivono e lavorano nel rispetto della natura e dell’ambiente e che, di conseguenza, non possono non opporsi alle leggi ferree dell’economia di mercato, ai suoi interessi e ai suoi sacerdoti. Insomma, una rivoluzione. Senz’armi, ma tenace, pacifica e caparbia. Quella che, faticosamente e non senza contraddizioni, cercano di praticare gli abitanti di Frabosco, piccolissimo corpo sociale ecosolidale posizionato nella estrema Toscana nord-occidentale. Poche famiglie impegnate a vivere secondo regole del tutto nuove e in gran parte ancora da inventare. Senza furori fondamentalisti, Maria ed Emanuele, Maya e Daniel, Riccardo e Angela, Ugo, Giovanna, Luca, Mauro e i loro figli, bambini e adolescenti, coltivano una terra sempre generosa, allevano animali, esercitano l’artigianato, recuperano antiche abilità e competenze, riusano e riciclano secondo uno stile di vita solo apparentemente regressivo. Più vicini alla natura e ai suoi tempi, alle sue indubitabili durezze e bellezze, i Fraboschini, poco compresi anche dagli altri residenti, vedono il loro insediamento minacciato dall’ennesima grandeopera, con le sue promesse di magnifiche sorti e progressive e la distribuzione di mance e prebende a destra e a manca... E allora decidono di dare battaglia. Riusciranno i nostri modesti eroi a opporsi al rullo compressore della contemporaneità, al turbocapitalismo e alle ragioni del profitto sempre, dovunque e comunque? Saranno capaci di suscitare un movimento reale capace di cambiare i rapporti di forza in difesa della natura e della bellezza, della Madre Terra e degli equilibri ambientali?

Di questo tratta il romanzo di Cristina Pacinotti, scrittrice New Age, ma che, ben provvista di uno spiccato senso critico-storico, sa opportunamente prendere le distanze da ogni ingenuità involutiva e da chimeriche aspirazioni a un “medioevo prossimo venturo”. La Pacinotti, autrice pisana apprezzata da Umberto Eco, Dacia Maraini e Athos Bigongiali, racconta bene la moderna, problematica favola di quanti - e sono ormai molti, sempre di più - intendono passare da un presente grigio al verde del domani. I materiali glieli forniscono le cronache recenti - vedi vicenda NoTav - e un’evidente esperienza personale sinceramente vissuta di come essere davvero in sintonia con la natura e così “camminare leggeri sulla terra”. Tutti suoi, poi, la fluidità del narrare, lo stile cordiale e accattivante, l’abilità nel descrivere paesaggi e psicologie tanto dei “buoni” quanto dei loro oppositori, gli uni e gli altri riguardati sempre con una punta d’ironia e un minimo indulgenza. Nel racconto vivido e problematico, positivo e completo di un esperimento comunitario ecologicamente, e soprattutto umanamente, sostenibile, Frabosco diventa il simbolo di tutte le comunità resistenti e di tutti movimenti sociali attivi in ogni parte del mondo contro gli sfregi e le devastazioni malamente inferte alla Terra Madre.

 

Luciano Luciani

 

Cristina Pacinotti, Un altro posto, Collana Obliqui, Ets Pisa, 2016, pp. 224, Euro 15,00

 

 


 

 

Con chi parli Jonah?

Con chi parli, Jonah

 

Luciano Luciani 

 

 

Forse non abbastanza avvertito né apprezzato, continua l’impegno della casa editrice Quarup per avvicinare il pubblico dei Lettori italiani alla migliore narrativa straniera, la statunitense in particolare. Dopo il dolente Verso nord del cantante e scrittore Willy Vlautin, uscito un anno fa per la collana Badlands riservata a scritture non convenzionali e capaci di andare oltre le mode del momento, è ora la volta di Con chi parli, Jonah? di Mark Sullivan, giunto plurisemisecolare al suo romanzo d’esordio.

Ed è un felice debutto perché la pagina di Sullivan, già figura di riferimento della scena punk rock nordamericana degli anni Ottanta, si fa apprezzare per la delicatezza con cui svolge una storia in cui la normalità quotidiana di un adolescente dei nostri giorni si intreccia con elementi horror/magici, un palese omaggio alla narrativa di Stephen King, lo scrittore dell’orrore più letto al mondo. Il quindicenne Jonah, alle prese con tutti i problemi di tutte le adolescenze - tempeste ormonali, rapporti complicati col mondo degli adulti, il difficile posizionamento di sé in famiglia, a scuola, nel gruppo amicale e nel mondo – possiede, come nella migliore tradizione kinghiana, da Carrie a Shining, da La zona morta a Il miglio verde, un gift, un dono di cui, però, farebbe volentieri a meno: dal giorno dei funerali del padre, vede i morti... E si tratta di presenze tutt’altro che benevole. Perché lo irridono, lo minacciano, esasperano le insicurezze e la goffaggine di Jonah. Gli guastano la vita di relazione con la madre Susan, con gli amici, con le coetanee, con l’ambiente scolastico tutto. Le rare consolazioni a un’esistenza destinata all’incomunicabilità (a chi lo racconti che vedi i morti?) e alla solitudine, Jonah le trova in Ross, un grosso grasso amico sovrappeso, che sopporta e accetta le stranezza di Jonah, e nel fantasma del padre Dan che, morto dieci anni prima precipitando, gonfio di Martini, in un crepaccio alla guida della sua Porsche Convertibile, ora gli appare per provare a svolgere quel ruolo paterno che, da vivo, non gli era mai riuscito e proteggerlo dalle anime dei trapassati che non gli danno requie. Riuscirà il nostro giovanissimo eroe a liberarsi di quegli invadenti, inquietanti fantasmi? Naturalmente sì: il brutto anatroccolo Jonah sarà, infatti, capace di trasformarsi se non in un bellissimo cigno almeno in un ragazzo come tutti gli altri. Ma sarà un cammino irto di ostacoli che non gli risparmierà dolori, sofferenze prove anche molto dure.

Con sensibile leggerezza Mark Sullivan ci racconta una storia “al limite” e insieme credibile, forte e al tempo stesso tenera, senza mai eccedere in terrori e tremori, senza mai cadere nelle lusinghe di facili effettacci o in quelle di già usurati modelli letterari. Lo aiuta una prosa semplice e tersa in grado di scavare in profondità e di catturare il cuore e l’intelligenza del Lettore: perché come quella di pochi altri abile a raffigurare gli occhi chiari sull’esistenza di cui solo i giovani sono capaci.

 

Mark Sullivan, Con chi parli, Jonah?, collana Badlands, quarup edizioni, 2015, pp. 180, Euro 14,90

 

 


 

 

Choris

Chloris

Autori fotografie - Ioannis Schinezos, Roberta Pagano

Autore testo delle didascalie - Prof. Alessandro Minelli

 

Pagine - 128

Grafica - Ioannis Schinezos, Roberta Pagano

Lingua - Italiano, inglese.

Target - Appassionati di fotografia d’arte, di fotografia naturalistica, appassionati di natura, cultori della fotografia in bianco e nero.

Breve biografia autori

Ioannis Schinezos è fotografo naturalista professionista e pubblicista, autore di otto libri, professore a contratto della Facoltà di Agraria dell’Università di Padova. Collabora con diversi mensili che si occupano di natura, geografia, viaggi e scienza, italiani ed esteri. È redattore e art-director del quadrimestrale Asferico, bollettino ufficiale A.F.N.I. (Associazione Fotografi Naturalisti Italiani).

Roberta Pagano è fotografa professionista e pubblicista, laureata in Scienze Naturali. Collabora con numerosi mensili natura, geografia e viaggi.

Alessandro Minelli è professore di Zoologia nella Facoltà di Matematica, Fisica e Scienze Biologiche dell’Università di Padova. È autore di numerosissimi testi, divulgativi e di carattere scientifico, in Italia e all’estero.

Sito web autori www.naturalvisions.it

 

Contatti - Tel. (Ioannis Schinezos) 0039 347 6140145  schinezos@yahoo.it

Il libro è disponibile presso l’editore al link http://www.mediasitalia.com/medias-publishing/chloris.html e alla libreria online internazionale NHBS.

 

 

Prefazione 

“Da florista di campagna, avvezzo ad annaspare tra cespugli fradici, a procedere tra le alte erbe delle sponde fangose, ad arrancare su rocce erbose, ammetto di avere una percezione non sempre gradevole del mondo vegetale. È forse per questo che guardo con un po’ di sospetto a volumi che presentano la botanica privilegiando l’estetica, e con sospetto mi sono avvicinato anche a questo libro. È bastato però scorrere poche pagine per rendermi conto che non si trattava del solito volume unicamente volto a stupire il pubblico con forme inconsuete. Qui le forme, impeccabilmente raffigurate, sono raggruppate secondo logica e i commenti le esplicano in modo tanto conciso quanto efficace.

Ho letto tutte le schede di un fiato: un piccolo-grande viaggio nei più svariati aspetti della botanica, dalle crittogame alle fanerogame, dalla morfologia alla genetica, dalla flora di paesi lontani a quella di casa nostra, indietro nel tempo fino a quando vari continenti erano tra loro uniti nella Gondwana.

In queste pagine si accordano estetica e conoscenza, rigore e arte, prendendo il meglio dell’uno e dell’altra, e divulgando entrambe con linguaggio piano e diretto. Insomma, un approccio lieve alla botanica, una valida alternativa a certi pesanti tomi che sembrano fatti apposta a distogliere l’interesse dall’amabil scienzia.”

 

Dr. Filippo Prosser

Conservatore Sezione Botanica Fondazione Museo Civico di Rovereto

 

Prefazione 

“L’avvento del digitale sta radicalmente rivoluzionando la fotografia; ma in questo mondo che avanza frettolosamente, mi piace pensare che vi sia ancora chi volge lo sguardo al passato. E lo specchio del cambiamento – nell’ambito della ripresa naturalistica – riguarda anche la riscoperta del bianco e nero.

Sono proprio queste sperimentazioni a ispirare e stimolare nuovi orientamenti, riuscendo a incuriosire anche gli spiriti più conservatori. Immagini che portano linfa nuova alla fotografia della natura, fanno scattare un riordino della nostra mente, ci fanno soffermare e contemplare con i dovuti tempi e modi di lettura; quelli che rispettano la fotografia vera.

I fotografi naturalisti sono gli ambasciatori dell’universo naturale e con le loro immagini ci invitano a farne parte. Gli autori di questo libro, attraverso delicate immagini e una personale interpretazione dei soggetti, ci fanno sentire in armonia con questo mondo; emergono così particolari, forme e composizioni che, con ogni probabilità, non avremmo saputo cogliere senza il misterioso e intrigante linguaggio del bianco e nero.”

 

Armando Maniciati

Vice Presidente A.F.N.I. (Associazione Fotografi Naturalisti Italiani)

 

 


 

La cacca che ci salvò dalla fame

La cacca che ci salvò dalla fame Strane storie e tipi strani

edizioni Ets, collana Obliqui, Pisa 2015, pp. 120, Euro 12,00

di Luciano Luciani

 

È uno strano libro e stupisce a ogni pagina: perché là appare un Garibaldi che non è più l’Eroe dei Due Mondi, ma, forse, un commerciante avido e un trafficante di uomini; qua un nembo di locuste oscura il sole, lì una tempesta squassa il cielo della Provenza e tiene a battesimo il piccolo Henrì Toulouse-Lautrec; qualche capitolo dopo ci sorprende un’alba rosata sul Bosforo, descritta dal grande viaggiatore Loti... Sorprendente anche il titolo, La cacca che ci salvò dalla fame. Strane storie e tipi strani, e l’ha scritto Luciano Luciani, non nuovo a tali imprese bizzarre, per i tipi delle edizioni Ets, Pisa 2015.

 

 

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Carlo Rovelli

Carlo Rovelli Che cos’è la scienza. La rivoluzione di Anassimandro

Mondadori editore, Milano 2014
di Lucia Torricelli

Carlo Rovelli, fisico teorico di talento, con una prosa fluida e accattivante tra scienza, filosofia, storia delle civiltà, letteratura, accompagna con passione il lettore in un itinerario che disegna la nascita, il significato e la continua evoluzione del pensiero scientifico. Parte da Anassimandro e continua fino a noi, nel cammino senza soste della conoscenza, “curiosi di vedere dove stiamo andando”.
Un messaggio incisivo che offre suggestioni e spunti di riflessione per un confronto a più voci.
L’analisi dell’autore si concentra su alcuni aspetti significativi che riguardano il significato dell’impresa scientifica e le ripercussioni del pensiero critico sul percorso della conoscenza.
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Paolo Vettore

Paolo Vettori, Yerevan/Stepanakert. Ai confini dell'ex impero sovietico Edizioni Helikon, pp. 246, Euro 10,00

Diario di viaggio nel “giardino nero in mezzo alle montagne”

di Luciano Luciani

 

Mai come nella nostra epoca gli uomini si spostano: come distanze percorse, frequenze di viaggi, numero di persone. Un tempo viaggiavano solo le tre M dell’Occidente: le merci, i militari, i missionari. Oggi, invece, sembra tutto in movimento: si muovono le cose, gli uomini, le informazioni... E, paradossalmente, nell’era della rivoluzione dei trasporti, non c’è più un posto sicuro:  tutto viene reso precario, fragile, incerto dal terrorismo, dalla micro-criminalità, dai conflitti locali, dal rischio della diffusione di malattie planetarie tipo Ebola.

Se poi siamo fortunati e riusciamo a evitare tutti questi disastri, ci imbattiamo in un’altra maledizione: il turismo di massa, fatto di  omologazione dei comportamenti e degli stili di vita dall’Europa all’Asia, dall’America all’Africa. Locali tutti uguali, vetrine di negozi identiche, alberghi simili a se stessi al nord come al sud del mondo per evitare a queste nuove legioni di viaggiatori, in genere distratti e superficiali, i fastidi e le fatiche che il mondo fisico sempre comporta: l’alterità rappresentata dai luoghi e dalle genti con cui il turista entra in contatto.

 

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confusione

Non recensione

di Vincenzo Terreni

 

“Umberto Eco in una delle sue antiche Bustine di Minerva esprimeva questo semplice concetto: non pubblicate critiche negative, è comunque un modo di parlare di un libro e di dargli una possibilità di comparire alla ribalta, soprattutto oggi che la gran parte dei troppi libri che si pubblicano ha scarse possibilità di essere conosciuta dai potenziali lettori. Su dieci lettori che leggeranno la critica, uno si andrà a comprare il libro e andrà ad alimentare il suo mercato; i numeri 10 e 1 di certo non sono esatti, ma il concetto lo è. Al contrario, parliamo positivamente dei libri "buoni" (che è ciò che s'è fatto finora in Naturalmente).”

 

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Marcello Cini

Per una scienza critica: Marcello Cini e il presente. Filosofia, storia e politiche della ricerca

In corso di stampa per l’editore ETS di Pisa.

Curato da Elena Gagliasso, Mattia Della Rocca, Rosanna Memoli

Recensione di Francesca Civile

 

Si tratta di un insieme di testi eterogenei che parlano di e con Marcello Cini, come è detto nella Prefazione e nella Postfazione.

Eterogenei nei temi affrontati e nelle qualifiche disciplinari degli autori, tra cui si trovano filosofi come M. Iacono, economisti come G. Chiodi, biologi come M. Buiatti, ambientalisti militanti come C. Modonesi, V. Cogliati Dezza (presidente di Legambiente), epistemologi, sociologi, perfino una politica militante: Luciana Castellina, oltre che -  più prevedibilmente - fisici e storici della scienza: G. Parisi e P. Greco rispettivamente. Non è un elenco completo, giusto un campionario a spizzico per dare l’idea della ricchezza e varietà dei testi che si trovano qui dentro. Testo completo

 


 

Mente e cervello

Note brevi tra mente e cervello  

Recensioni di Lucia Torricelli

 
   Inafferrabile l’essenza della mente umana. I neuroscienziati, sempre più impegnati in una frenetica attività di ricerca interdisciplinare teorica e sperimentale, sanno dire molte cose sull’architettura del cervello e sul suo funzionamento; sono in grado di fotografarlo mentre lavora, di monitorare il flusso d’informazione, di mappare e studiare le aree neuronali, di costruire modelli …. Rimangono aperte alcune questioni di fondo le cui implicazioni alimentano un serrato dibattito nella comunità scientifica e non solo. Molte le ipotesi e le interpretazioni degli studiosi mentre cercano di orientarsi in territori ancora sconosciuti.   

Come emerge la mente? Come nasce il pensiero astratto? Come spiegare le emozioni, i ricordi, la creatività? Come definire la coscienza? In definitiva che relazione c’è tra la ricchezza della vita mentale e il linguaggio elettrochimico con il quale cento miliardi di neuroni si scambiano informazioni?

 

Serie di libri consigliati per un percorso didattico

 

 


 

Junger Cacce sottili

Risultati immagini per Foglie e pietre

Ernst Jünger

  • Cacce sottili (1967) traduzione italiana di Alessandra Jacidicco, Guanda, Parma, 1997, in commercio

  • (1930-34) traduzione italiana di Flavio Cuniberto, Adelphi, Milano,1997, in commercio

Recensioni di Maria Bellucci

 
Si cela peut faire votre bonhoer

aveva detto il provenzale nel suo giardino... 

(E. Jünger, Cacce cit., p.118)



 

Nello sfaccettato prisma che riflette la controversa figura di Ernst Jünger (1895-1998), Cacce sottili e Soggiorno in Dalmazia (primo dei saggi raccolti in Foglie e pietre) occupano un riquadro rimasto in ombra, poco noto ai più che dell’autore conoscono, piuttosto, i libri attinenti alla prima guerra mondiale (Nelle tempeste d’acciaio (1920;1922), Boschetto 125 (1925)) e gli scritti politico-sociologici (Fuoco e movimento (1930) La mobilitazione totale (1930), L’operaio (1932)), testi questi ultimi che furono di opposizione alla “borghese” democrazia di Weimar e contribuirono ad alimentare la prospettiva della cosiddetta “rivoluzione nazionale” di cui, a vario titolo, si resero protagonisti i Freikorps (Si ricordi che Jünger fu a capo del Freischar Schill e tra i fondatori della rivista Arminius). Testo completo

 


 

Storia ambiente Appennino centrale

Aurelio Manzi

Storia dell’ambiente nell’Appennino Centrale

La trasformazione della natura in Abruzzo dall’ultima glaciazione ai nostri giorni


Meta Edizioni e Fondazione Pescarabruzzo, 2012, euro 25.00

 

Recensione di Tomaso Di Fraia

 

Il titolo e il sottotitolo mettono decisamente sull’avviso il lettore e i titoli dei capitoli rafforzano questa impressione: il primo capitolo è dedicato a “L’età preistorica”, quelli successivi rispettivamente alle età italica e romana, medioevale, moderna, contemporanea e infine ai nostri giorni. Anche l’ultimo capitolo, monotematico (“Breve storia dei boschi abruzzesi nei secoli XV-XX”), abbraccia un preciso arco cronologico.

Si tratta dunque di un libro di storia in senso pieno, anche se le trasformazioni verificatesi nei diversi periodi sono viste essenzialmente nei loro effetti sulla natura. E in effetti Aurelio Manzi, botanico per formazione e docente di scienze nella scuola superiore, autore di diversi volumi e centinaia di pubblicazioni sia scientifiche che divulgative,  ama definirsi studioso di storia del paesaggio o meglio dell’ambiente, cioè del rapporto uomo-natura, che è bidirezionale, perché la natura ha sempre condizionato l’uomo, spingendolo verso determinate soluzioni, e l’uomo a sua volta ha cercato di piegare la natura alle proprie esigenze, trasformandola continuamente e anche profondamente.     Testo completo