Intelligenza Artificiale: il parere di Giorgio Parisi
Intelligenza Artificiale: il parere di Giorgio Parisi
Ogni volta che si parla di futuro mi torna in mente una frase di Niels Bohr: le previsioni sono molto difficili, soprattutto quando riguardano il futuro. Io non sono in grado di dirvi se fra dieci anni avremo macchine più intelligenti di noi. Sono molto più preoccupato di quello che succede oggi e succederà domani. E penso che, se riuscissimo a governare adesso l’introduzione massiccia dell’intelligenza artificiale nelle nostre vite, potremmo essere assai più sereni sul resto, avremmo pronti gli strumenti necessari per controllare gli sviluppi futuri.
La domanda che vi propongo, allora, non è quella che si sente più spesso, e cioè dove sta andando l’intelligenza artificiale. La domanda vera è un’altra: chi tiene il volante. La sfida non è capire verso dove la tecnologia è diretta, ma chi decide quella direzione, e con quali regole. Vorrei toccare tre nodi, la concentrazione del potere, il lavoro, la conoscenza, e arrivare infine a una proposta concreta, quella di cui parla il centro pubblico europeo per la ricerca sull’intelligenza artificiale. (continua)