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Un viaggio fra le mappe dall'antichità al 1529

Un viaggio fra le mappe dall'antichità al 1529


Sandro Girolamo Tropiano

Prima parte

 

 


2 - Etimologie e Apocalisse: i viaggi dello spirito Mappaemundi dalle Etymologiae di Isidoro di Siviglia
Isidoro (560-636) vescovo di Siviglia, nell'ultima parte della sua vita compila una sorta di enciclopedia del sapere della sua epoca. Le Etymologiae o
Origini sono un insieme di 20 libri manoscritti che costituiscono un modello di stile e composizione e anche una fonte primaria per molti autori medievali. Il
libro X contiene una lista alfabetica di etimologie, da cui il titolo. I libri xiii e xiv sono di argomento geografico. Nel libro xiii (De mundo et partibus) vengono trattati i mari e l'oceano, le maree, i fiumi e i venti. Il libro xiv (De terra et partibus) descrive la suddivisione della Terra. Per quanto riguarda le dimensioni, adotta la misura di Eratostene per la circonferenza della Terra: 252000 stadi (39690 km), pervenutagli attraverso Macrobius (V secolo). Nella sua descrizione Africa ed Europa sono separate dal grande mare, qui per la prima volta chiamato Mediterraneo, entrato dall'Oceano attraverso le colonne d'Ercole.
Nella parte più a Est delle terre abitate si trova il Paradiso, un giardino che contiene le delizie: tutti i tipi di alberi da frutta, l'albero della vita e una sorgente d'acqua. Nel Paradiso la temperatura è sempre gradevole. Da esso sgorgano quattro grandi fiumi: il Tigri, l'Eufrate, il Gange e il Gihon che, più a valle, prende il nome di Nilo.

L'accesso al Paradiso è proibito all'umanità a causa del peccato originale. Infatti esso è circondato da un recinto di altissime spade di fiamma.
L'Europa è divisa dall'Asia dal fiume Tanais (Don) e dal lago Maeotis (il mare di Azov). Per quanto riguarda l'Africa, Isidoro riferisce che i suoi confini partono dall'Egitto e si estendono nell'Etiopia fino ai monti dell'Atlante. La maggior parte di essa si trova nell'emisfero Sud, verso Ovest è montuosa, nel centro sabbiosa e ad Est desertica. A Sud confina con l'Oceano mentre a Est con il fiume Nilo. Nell'estremo Sud del mondo Isidoro ammette la possibile esistenza della terra degli Antipodi.
Sulle copie manoscritte delle Etimologie realizzate nei secoli successivi questa descrizione è stata spesso schematizzata sotto forma di miniature.

Generalmente le miniature hanno la forma di cerchio, dovuta al fatto che l'oceano circonda le terre abitate, con all'interno una suddivisione a T in cui il gambo verticale è il Mediterraneo e i due bracci orizzontali della T sono a sinistra (nord) il fiume Tanais (Don) e a destra (a sud) il Nilo. Da qui viene la denominazione di mappe T-O. Si tratta evidentemente di schematizzazioni semplificate volte a visualizzare il contenuto del testo. Se la figura T-O fosse presente nel manoscritto autografo di Isidoro è ancora questione dibattuta. Isidoro trae questa descrizione da autori come Sant'Agostino che nel De civitate Dei discute la divisione delle terre in tre continenti di cui l'Asia occupa
la metà della superficie e l'Europa insieme all'Africa, l'altra metà. La divisione del mondo in tre parti affonda le radici nella geografia antica come abbiamo già visto con Eratostene. In seguito, anche Pomponio Mela (Isecolo d.C.) scrive nella Chorographia (I, 8): L'insieme [la Terra] è diviso da questo mare [il Mediterraneo] e da due
fiumi celebri, Il Tanais e il Nilo, in tre parti. Il Tanais, scorrendo da settentrione a mezzogiorno, sfocia quasi al centro della Meotide, mentre il Nilo, dal lato opposto, nel mare. Le terre che si estendono dallo Stretto fino a questi fiumi le chiamiamo, da un lato, Africa, dall'altro Europa: fino al Nilo, Africa; fino al Tanais, Europa; tutto ciò che sta oltre è Asia

 

  Bibliotecque Majanes -Aix- en -Provrnce,ms 25 fol293r (914 dC)

 

Figura 1

In figura 1 vi è la mappa conservata a Aix-en-Provence (Etymologiae, Biblioteque Mejanes 914 d.C. ms 0025 f293r), qui lo schema T-O è evidente.
Sono indicati i fiumi Tanais, Nilo, la palude Maeotica (mare di Azof) di forma triangolare e il Mare Magnum, oltre a vari altri nomi di regioni in Asia e in Europa. L'Oceanus circonda l'Ecumene. Nell'estremo oriente, in alto nella figura, un circoletto rosso indica il paradiso (Paradisus).

Biblioteca Real di Monasterio de El Escorial, ms 1.3 (1047 d.C)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Figura 2

 

Nella figura 2 vi è una mappa tripartita che è leggermente più elaborata della precedente, anch'essa contenuta in una copia delle Etymologiae, oggi conservata nella Biblioteca Real del Monasterio di El Escorial in Spagna.

Questo codice è stato donato, insieme ad altri, al monastero di San Juan Bautista de León, in seguito dedicato a San Isidoro, dalla regina di Castiglia, Doña Sancha (1013-1067), figlia di Alfonso V di León e consorte di Fernando I.
Fra le opere donate dalla regina al monastero, vi sono appunto le Etymologiae di Isidoro e il Commentario all'Apocalisse di Beato di Liébana.
Entrambi i codici sono realizzati nello stesso anno, il 1047.

La mappa chiude il capitolo De Terra et partibus e occupa un intero foglio (folio 177v).
L’oceano a forma di cerchio, e la divisione in tre continenti – Asya, Europa e Libia – richiamano il testo delle Etimologie che precede. Tuttavia la mappa presenta una ricchezza grafica e testuale che non è presente nell'opera   di Isidoro.
Ad esempio, vi compaiono legende che menzionano alcune province di ciascun continente, le isole del Mediterraneo e persino un riferimento alla Terra de pedes latos, Terra dalle ampie piante dei piedi, isolata nell’estremo nordovest dell’Africa (in basso a destra nella figura), forse collegabile alla quarta parte del mondo di alcune mappe del Beato di Liébana, dove abitano gli sciapodi.

I confini naturali fra i continenti si complicano con la presenza del mar di Azof, indicato come Palus, ovvero la palude Maeotica. Vi sono il Mediterraneo (Mare Magnum) e il mar Rosso (Mare Rubium) dipinto in rosso. Il paradiso è messo in evidenza dal colore giallo che lo distingue dal resto del mondo e delimitato da un semicerchio rosso che forse simboleggia la barriera delle spade fiammeggianti (Genesi 3:24), che lo rende inaccessibile. Al centro si trova la fonte dalla quale sgorgano i quattro fiumi, uno dei quali attraversa i confini del Paradiso per unirsi al corso del Nilo.
Il fiume Ebro (Iberus) separa la spagna (Spania) dalla Galizia (Gallecia) e dall'Asturia (Asturias). Ma ciò che più colpisce è la totale assenza dell'Islam, sebbene fosse presente in gran parte della penisola Iberica nell' XI secolo. Si potrebbe interpretare questa scelta come una forma di resistenza ideologica, una sorta di anti-islamicità cartografica.

Il potere delle mappe quindi non risiede solo in ciò che rappresentano, ma anche in ciò che omettono. Quelle di Doña Sancha non erano semplici strumenti geografici, ma manifesti politici e religiosi, che anticipavano una Reconquista ancora in corso e celebravano un'identità iberica profondamente
cristiana.

Mappaemundi dai Commentari all'Apocalisse del Beato di Liébana


L'Apocalisse o Libro della Rivelazione è l'ultimo libro del NuovocTestamento. Composto da circa 400 versetti, contiene molte citazioni delcVecchio Testamento ed è ricco di visioni simboliche, per questo motivo esso è uno dei testi biblici più difficili da interpretare.
Il Commentario all'Apocalisse di Beato di Liébana dell'Abbazia di San Martino (Asturie), fu scritto intorno al 776, cioè all'inizio della conquista araba della Spagna, per istruire i confratelli e per fornire loro gli strumenti dialettici contro l'eresia adozionista che prevedeva la divinizzazione di Gesù soltanto al momento del suo battesimo. Vista però la coincidenza con l'inizio della conquista islamica della penisola iberica, era probabilmente rivolto anche contro il pericolo rappresentato dai musulmani.

Il commentario è un insieme di 64 storiae, corredate ciascuna da una tavola illustrata e da un commento (explanatio). La versione originale non ci è pervenuta, ma ne esistono una trentina di copie, fra le quali 14 contengono un mappamondo insieme ad altre illustrazioni.
Le copie del Commentario sono state suddivise dai filologi in famiglie (vedi J. Williams), a quella considerata più vicina all'archetipo, denominata alfa, appartengono due sole copie, la copia di Doña Sancha donata al Monastero di San Isidoro (León, 1047) e la copia di Saint-Sever-sur-l’Adour (Aquitania, ca.1060). Ambedue i Commentari contengono almeno un mappamondo particolarmente ricco da un punto di vista grafico.


Commentario all'Apocalisse dell'Abbazia di San Isidoro.
La prima mappa di questa copia del Commentario si trova nel folio 12v, inserita nelle Genealogie.

Questo schema denominato V in quadro, (figura 3) è presente anche in alcune copie delle Etimologie di Isidoro ed è riprodotto in schemi simili fino al secolo XV. Queste mappe, menzionando la divisione della terra tra i tre figli di Noè (Libro IV, 5, 203-208), evidenziano la continuità tra Antico e Nuovo Testamento. L’idea di quale territorio avesse ereditato ciascuno di loro si sviluppa nel Medioevo a partire dal testo biblico.
Nella Bibbia inoltre, diversi passi alludono ai "quattro angoli della terra", un concetto che potrebbe aver ispirato la rappresentazione quadrilatera. Un esempio si trova nell'Apocalisse (7:1): Dopo ciò, vidi quattro angeli che stavano ai quattro angoli della terra, e trattenevano i quattro venti, perché non soffiassero sulla terra, né sul mare, né su alcuna pianta; brano ripreso e illustrato nei manoscritti dei Beati (Libro IV, 4).

In Asia troviamo la seguente legenda: Sem accepit terram temperatam cioè "Sem ricevette la terra temperata"; in Europa: Jafet terram frigidam,"Jafet la terra fredda"; e in Africa: Cam terram calidam, "Cam la terra calda".
Il fatto che all'Asia vengono attribuite le caratteristiche climatiche più miti, in contrasto con il freddo e il calore degli altri due continenti può essere in relazione alla presenza del Paradiso Terrestre a oriente, come ci informa la Genesi (2:8).

 

Mappa Vitr-2, fol. Bibi. Nacional de Espana

Figura 3

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Da notare che anche nella mappa di Figura 2 contenuta nelle Etimologie, sono nominati i figli di Noè, anche se manca Cam in Libia (o Africa).
Anche la seconda mappa di questa copia del Commentario (figura 4) ha lo scopo di rappresentare graficamente il testo che la precede, in questo caso si tratta della diaspora degli apostoli (Prologo Libro II, 3).
Nell'Apocalisse sono nominati i luoghi di predicazione assegnati a ciascun apostolo. E in effetti ritroviamo tutti i luoghi da Roma (Pietro) a Gerusalemme (Giacomo, fratello di Gesù), passando per l'Acaia (Andrea), India (Tommaso), Spagna (Giacomo), Asia (Giovanni), Macedonia (Matteo), Gallie (Filippo), Licaonia (Bartolomeo), Egitto (Simone Zelota), e Giudea (Mattia). A Paolo nessuna regione in particolare in quanto Maestro e predicatore.

Il fatto che il Paradiso Terrestre sia evocato attraverso l’immagine del Peccato originale, anziché con i riferimenti all’idrografia paradisiaca presenti in molte altre mappe medievali, potrebbe rafforzare lo scopo della mappa, poiché la missione apostolica rappresentata nei mappamundi dei Beati fu conseguenza della trasgressione dei Progenitori.

Mentre la mappa delle Genealogie insisteva sulla tripartizione del mondo in tre continenti, in questo mappamondo() non troviamo una chiara divisione geografica dei tre continenti, come avveniva invece nelle mappe T-O.

 

 

  

 

Figura 4 Nel mappamondo di Fernando I e Sancha, il corso del Nilo si piega verso l’Atlantico, perdendo il suo ruolo di confine tra Asia e Africa. L’assenza della tripartizione si potrebbe spiegare con l’intento di mostrare l’unità della Cristianità attraverso la predicazione apostolica.

Inoltre nelle mappe Beatine si rompe la divisione tripartita con l’aggiunta di una quarta parte del mondo a sud dell’ecumene (a destra di chi guarda), separata dal resto del mondo dal Mar Rosso, riconoscibile per il colore omonimo. In questa regione, la legenda recita: Deserta terra vicina soli ab ardore incognita nobis, "Terra deserta vicina al sole, ma a noi sconosciuta a causa del calore".
In questo mappamondo la regione è presentata come priva di vita, mentre in altre copie dal Beato si menziona la presenza degli antípodi e persino degli sciapodi, le creature mostruose che si proteggono dal sole con il loro enorme piede usato come ombrello.


Commentario all'Apocalisse dell'Abbazia di Saint Sever (ca. 1060).


Si tratta di una copia del Commentario riprodotta nell'Abbazia di Saint Sever-sur-l’Adour in Guascogna.

Si tratta di una copia del Commentario riprodotta nell'Abbazia di Saint Sever-sur-l’Adour in Guascogna.
Il mappamondo di Saint-Sever in figura 5, contiene 270 toponimi ed è uno fra quelli più vicino, secondo gli studiosi, al documento archetipo. Insieme al mappamondo di San Isidoro costituisce il ramo alfa delle copie del Beatus.
Misura 57x37 cm ed è il più grande e dettagliato della famiglia Beatus. Le fonti della mappa sembrano essere le Etymologiae di Isidoro, la Tabula Peutingeriana dell'impero romano, e l'Historiarum adversus paganos libri VII di Orosio (c.383 – c.420).
Nel Paradiso, a oriente, in alto nella mappa, si vede Eva che coglie il frutto dall'albero della sapienza.
Salta subito all'occhio, sulla destra della mappa, cioè a sud, il Mar Rosso (in rosso) con le due biforcazioni del Sinus Persicus e del Sinus Arabicus.
Il Mar Caspio si trova nell'estremo Nord-Est sotto forma di una golfo dell'Oceano.

Al di sotto del mar Caspio scorre orizzontalmente il Tanais (Don) alle cui sorgenti c'è l'iscrizione Hic Finis Asiae e subito sotto, Hic capuo Europae. Nel suo corso attraversa il mar Nero (Eusin Pontus), il mare di Azov (a forma rombica), Equor Ponti (mar di Marmara) e infine Elles Pontum. Il Mar Adriatico è chiamato Sinus Noricum a Nord e Sinus Adriaticum verso Sud. La città di Roma è in evidenza con un grande edificio ed è attraversata dal fiume (Tevere).

Commentario all'Apocalisse di Saint Sever Biblioteque National de France

 

Figura 5

 

Per apprezzarne i particolari è utile guardarla nella versione on line al link: https://essentiels.bnf.fr/fr/image/4e812d53-33f8-419a-8f04-b84a44c99878-mappemondebeatus-saint-sever

 

Il Mediterraneo di notevoli dimensioni, divide Europa e Africa, e contiene le isole di Cipro, Creta, Sicilia, Corsica, Sardegna, Maiorca e Minorca. La parte all'ingresso dell'Oceano è indicata come Tirreno.
Nella parte Nord-Ovest (in basso a sinistra nella mappa) vi è la Gran Bretagna che è rappresentata come un'isola nell'Oceano con cinque città al suo interno. Accanto ad essa si trova l'Irlanda (Hibernia) e nell'estremo Nord, l'isola di Thule (Insula Tile).
La Francia occupa una larga parte della mappa con l'indicazione di molte regioni, principalmente del Sud. Una trentina di città sono rappresentate da altrettanti edifici. Da notare che il Monastero di Saint-Sever nella parte bassa, occidentale, ha dimensioni ragguardevoli se confrontato con la città di Roma.
In basso, nella parte sud-occidentale, compaiono due isole che rappresentano un arcipelago, sono indicate come Insulae Fortunatarum (le Canarie).

Secondo François de Dainville, questa mappa è "la più antica rappresentazione della Francia disegnata in Francia".
 Anche qui, nell'estremo sud si trova la terra incognita con la legenda:Extra tres autem partes orbis Quarta pars trans oceanum interior est inmeridie quae solis ardore incognita nobis est in cuius finibus antipodas fabulosae inhabitare pount (putant).
"Oltre le tre parti del mondo, una quarta parte si trova al di là dell’oceano interno, nel meridione, a noi sconosciuta per l’ardore del sole; e ai suoi confini si crede dimorino i favolosi Antipodi".


Bibliografia

 

Sandra Sáenz-López Pérez, El mundo para una reina: los mappaemundi de Sancha de León
(1013-1067), Anales de Historia del Arte, Volumen Extraordinario, (2010) pp. 317-334.
Sandra Sáenz-López Pérez, The Beatus Maps, The Revelation of the World in the Middle Ages,
Siloé 2014
John Williams, Visions of the End in Medieval Spain,
Amsterdam, University Press, 2017
Patrick Gautier Dalché, Lecture de la mappemonde au Moyen Age, Itinerari del testo, Univ.
Genova (2012) pp. 495-515.
Chet Van Duzer, A neglected type of medieval Mappamundi and re-imaging in the Mare
Historiarum, Viator 43, N.2 (2012) pp. 277-302.
https://www.myoldmaps.com/early-medieval-monographs/
Link alle mappe a risoluzione più alta
Figura 1 Etymologiae, Aix-en-Provence ms 0025 p. 293 fol 293r 914 d.C.
https://initiale.irht.cnrs.fr/codex/33
Figura 2 https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Mapamundi_
das_Etimologias_conservadas_no_Escorial_e_encomendadas_por_Sancha_I,_rainha_d
a_Galiza_(1047).jpg
Figura 3: Img 24; Figura 4: Img 126
https://www.loc.gov/resource/gdcwdl.wdl_10639/?sp=4&st=gallery
figura 5
BnF, Manuscrits, Latin 8878, fo 45bis vo 45ter
© Bibliothèque nationale de France
https://essentiels.bnf.fr/fr/image/4e812d53-33f8-419a-8f04-b84a44c99878-mappemondebeatus-
saint-sever

 

https://www.naturalmentescienza.it/UnViaggioFraLeMappe.pdf