Piero Bianucci
274 visualizzazioni 1 apr 2026
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Piero Bianucci è uno dei più importanti giornalisti scientifici italiani, per decenni firma storica de La Stampa e volto autorevole della divulgazione in Italia. Ha collaborato a lungo con Piero Angela, contribuendo alla diffusione della cultura scientifica nel grande pubblico. È stato direttore di riviste come Le Stelle e promotore di progetti educativi innovativi come il “Laboratorio della Curiosità”.
In questo intervento, Bianucci affronta un tema cruciale e spesso ignorato: come viene raccontata la scienza… e perché oggi qualcosa non funziona più. Non si tratta solo di contenuti, ma di narrazione, metodo e responsabilità culturale. Viviamo in un’epoca in cui: l’informazione è ovunque la tecnologia ha reso accessibile tutto ma la comprensione reale sembra diminuire Bianucci smonta un’illusione diffusa: che divulgare significhi semplificare. Secondo lui, il vero problema è un altro: stiamo perdendo il senso della complessità, stiamo trasformando la scienza in spettacolo, stiamo confondendo informazione con intrattenimento. Il cuore del video è potente: l’essere umano è un “animale narrativo”, ma la scienza richiede una narrazione diversa, rigorosa, onesta, fondata sul dubbio e sull’incertezza. Questo intervento è fondamentale oggi perché: i social stanno distorcendo la percezione della realtà l’intelligenza artificiale sta cambiando il modo in cui leggiamo e scriviamo le istituzioni scientifiche vengono messe in discussione cresce il rischio di disinformazione e manipolazione. Questo video è per te se: vuoi capire davvero come funziona la scienza sei stanco della divulgazione superficiale ti interessa il pensiero critico vuoi distinguere tra informazione e narrazione Guardandolo scoprirai: perché la scienza NON è certezza ma misura e incertezza cosa significa davvero “metodo scientifico” perché la complessità non va semplificata ma compresa come i media distorcono le notizie scientifiche perché il digitale ha cambiato tutto (nel bene e nel male) Bianucci tocca temi profondi: il declino dei giornali e la trasformazione dell’informazione il ruolo dei social nella diffusione virale delle notizie i limiti dell’intelligenza artificiale il rischio dei fake e della manipolazione E introduce una riflessione scomoda: la scienza non è ciò che viene raccontato… ma ciò che resiste alla verifica. In un mondo dove tutti parlano, pochi spiegano davvero. E forse la domanda più importante è: stiamo ancora capendo la scienza… o stiamo solo consumando storie?

