
La difesa dei pulli
Valentina Vitali
Basta sedersi sulla panchina di un parco urbano, fermarsi qualche minuto nel proprio giardino di casa o, per i più fortunati, passeggiare vicino ad un lago per accorgersi che aiuole, alberi e canneti si trasformano in marzo e aprile in affollate nursery, che ospitano nidi di forme e dimensioni estremamente varie, a cui gli indaffarati genitori fanno ritorno più volte per sfamare i propri piccoli.
Alcuni, come i passeriformi, le rondini e i rondoni, dovranno sfamare pulli inetti o nidicoli, cioè piccoli che nascono implumi, incapaci di termoregolarsi e di alimentarsi da soli, con gli occhi chiusi e che per un primo periodo non si muovono dal nido; anseriformi, galliformi e molti limicoli hanno invece pulli atti, detti anche precoci o nidifughi, che nascono già ricoperti di un soffice piumino, con gli occhi aperti e in grado, dopo un brevissimo tempo di lasciare il nido perché capaci di camminare o nuotare e di mangiare in autonomia. I gabbiani e molti rapaci hanno una prole semi-inetta, con piumino quindi da non riscaldare continuamente ma da alimentare. Nonostante le differenze tra le varie specie c’è un elemento che da una prospettiva generale sembra accumunare tutti: i pulli sono estremamente vulnerabili e quindi più sono criptici e poco appariscenti più hanno chances di sopravvivere. Sono esemplificativi i casi del cigno reale (Cygnus olor) e della cicogna bianca (Ciconia ciconia), in cui gli adulti hanno il piumaggio totalmente o in buona parte bianco e il becco di un vivace rosso-arancio mentre i loro nidiacei sono grigiastri e con il becco nero. Anche i piccoli dei limicoli, come il cavaliere d’Italia (Himantopus himantopus) o il piovanello maggiore (Calidris canutus), sono estremamente mimetici grazie al piumaggio di colore marrone o beige e aiattern striati o a macchie. Come per tutte le regole esistono però delle eccezioni, e tra queste ci sono sicuramente alcune specie di Rallidi, famiglia a cui appartengono le folaghe e le gallinelle d’acqua. Tra queste ultime c’è Gallinula chloropus, che è piuttosto comune nei laghi italiani e per questo ci si può facilmente accorgere di quanto i suoi piccoli sono appariscenti. Nelle prime settimane di vita il corpo è ricoperto da un piumino nero ma la testa presenta la calotta cranica quasi nuda di colore rosso-arancio con due macchie azzurre vicino agli occhi, lo scudo frontale e le papille rossi, la punta del becco gialla e un po' di piume bianche sulla gola. I pulli di folaga (Fulica atra) non sono da meno con la loro calotta cranica praticamente implume e rossa, scudo frontale e papille rossi, punta del becco bianca e piumino giallo-arancio intorno al collo. Come mai questi piccoli indifesi sfoggiano colori così sgargianti e facilmente individuabili dai predatori? Tali caratteri appariscenti devono poi evidentemente essere selezionati in modo positivo dai genitori come evidenziato da West-Eberhard (Sexual selection, social competition, and speciation, 1983).
Una possibile spiegazione è fornita dalla teoria della segnalazione: questi ornamenti conterrebbero informazioni utili ai genitori per ripartire in modo efficiente le risorse, soprattutto alimentari, e quindi ottimizzare la propria fitness; anche nella cura della prole intervengono infatti dei conflitti intra-familiari (ad esempio tra i pulli) e inter- familiari. Una recente ricerca pubblicata sulla rivista PNAS (Extreme offspring ornamentation in American coots is favored by selection within families, not benefits to conspecific brood parasites, 2019) ha analizzato il comportamento delle folaghe americane (Fulica americana) proprio per capire la correlazione tra le scelte genitoriali e i caratteri appariscenti, di cui i pulli di questa specie sono particolarmente dotati come o più dei parenti europei. In particolare ci si è concentrati sugli elementi meno variabili dei nidiacei cioè su saturazione, tonalità e luminosità del becco, delle papille e delle piume modificate attorno alla testa.
Un’ipotesi consisteva nel credere che i pulli parassiti avessero ornamenti più vivaci per attirare l’attenzione dei genitori ospiti, garantendosi la sopravvivenza; infatti le femmine possono deporre le proprie uova in nidi di coppie conspecifiche (in F. americana circa il 40% dei nidi contiene almeno un uovo parassita). Dai dati è invece emerso il contrario: sorprendentemente i pulli parassiti risultano meno rossi e quindi meno appariscenti di quelli legittimi. La presenza di ornamenti più o meno visibili non si può di conseguenza spiegare con il parassitismo di cova. Si è poi cercato di verificare se e per quali ragioni i genitori mostrano una preferenza per la prole più colorata e ornata, tendenza già emersa in ricerche passate (Parental choice selects for ornamental plumage in
American coot chicks, 1994). Soprattutto dalle osservazioni eseguite sulle variazioni naturali all’interno e tra le covate, è stato possibile evidenziare un dato molto interessante cioè che l’ordine di schiusa è fortemente associato al colore: i pulcini nati per ultimi sono più rossi e scuri. Questo spiega anche perché i pulli illegittimi sono meno colorati, dal momento che le uova parassite sono le prime deposte dalle femmine. Tali differenze dipendono dalla madre che nel momento della deposizione produce uova diverse: nelle folaghe americane per esempio le prime sono più piccole, poi aumentano in dimensione e le ultime ritornano ad essere piccole. In molte specie inoltre varia il contenuto in tuorlo ed è altamente probabile che nelle folaghe la quantità di carotenoidi proprio nel tuorlo cambi determinando le differenze nella colorazione dei pulli. La correlazione tra l’età e le caratteristiche cromatiche degli ornamenti diventa interessante dal momento che nella specie esaminata si verifica un comportamento peculiare, secondo il quale 10 giorni dopo la nascita dell’ultimo pullo ogni genitore sceglie un piccolo che diventa il preferito, a cui destina la maggior parte delle risorse alimentari. In genere nelle covate i favoriti sono i pulli nati per ultimi quindi i piùolorati. I particolari caratteri, secondo l’ipotesi più accreditata, sarebbero funzionali quindi per i genitori che potrebbero livellare le differenze tra i pulli e aumentare in questo modo la propria fitness. Nei primi giorni dopo la schiusa infatti maschio e femmina alimentano la prole senza operare delle scelte quindi in questa fase è probabile che ad accedere alle risorse alimentari siano soprattutto i pulcini nati per primi, più grandi e quindi in grado di nuotare o camminare più velocemente e raggiungere con rapidità il pasto. Dopo 10 giorni i genitori sceglierebbero di preferire, tra quelli sopravvissuti (il tasso di mortalità è purtroppo molto alto), i pulli nati per ultimi proprio per controbilanciare il vantaggio iniziale. Così è più probabile che sia i pulcini nati prima che quelli più giovani riescano a sopravvivere, livellando le differenze di schiusa. Una delle ragioni evolutive che ha portato alla selezione dei vivaci ornamenti potrebbe perciò proprio essere la teoriacdella segnalazione, utile ai genitori per capire l’età del pullo. Da quelli aposematici ai criptici, dalle variazioni che esprimono uno stato emotivo a quelle che indicano l’età: i significati dei colori in natura non finiscono di stupire.
