raccolte cd
timberland euro, timberland uomo 6 inch stivali, timberland uomo barca stivali, timberland uomo earthkeepers, timberland uomo euro hiker stivali, timberland uomo nellie chukka, timberland uomo rotolo top stivali, timberland uomo scarpe da spiaggia, timberland donna 6 inch stivali
Squilla Mantis

Squilla Mantis

 

Piero Sagnibene

 

 

 

 

Fu l’entomologo belga Auguste Lameere (1894-1942) ad intuire che poteva esistere una relazione di parafilia tra Crostacei ed Insetti, al di là della genericità di essere entrambi artropodi. Grazie alle analisi molecolari e morfologiche, nel 2010 è stato possibile confermare la validità della sua intuizioneed associare in un unico taxon, (detto Pancrustacea ZRZAVÝ e ŠTYS, 1997) gli Insetti con i Crostacei, nel senso che gli Insetti derivano da antenati crostacei.

 

I dati molecolari, ottenuti dalle comparazioni dei geni relativi al rRNA, sia nucleari che mito- condriali, che codificano proteine, supportano questa conclusione. I dati morfologici, a loro volta, poggiano sulla ultrastruttura del sistema nervoso (struttura del cervello, formazione dei neuroblasti, assogenesi guidata da neuroni pionieri), sul sistema visivo (struttura dei nervi ottici e degli ommatidi) e sui processi di sviluppo (segmentazione), e concordano con i risultati delle analisi geniche. Un ulteriore studio del genoma mitocondriale, effettuato nel 2012 da Jondeung et al, riafferma fortemente questa conclusione.

Una singolare somiglianza tra un insetto terrestre, la mantide, che vive tra foglie e fiori, ed un crostaceo, che vive nel fango dei fondali marini, sembra indicare questo legame di discendenza. Squilla mantis L.1758 fu così chiamata da Linneo per la somiglianza delle pseudochele del secondo paio di arti toracici degli Stomatopodi con gli arti anteriori protoracici delle mantidi.

 

 

Questi arti svolgono in entrambi la medesima funzione ed hanno la medesima forma (una specie di pinza ad aculei); sono arti formati da strutture robuste e articolate che permettono di afferrare e trattenere la preda con forza. Ma la somiglianza va ben oltre la morfologia esterna; impegna le medesime parti anatomiche, con femore e tibia entrambi armati di spine che si chiudono a pinza, e si spinge fino alla precisa corrispondenza degli apparati muscolari e dello schema di innervazione di questi arti.

 

 

Non si tratta quindi di una convergenza evolutiva che ha dato luogo ad una analogia o ad una omoplasia; probabilmente questi caratteri sono antichissimi, provenienti da un antenato comune proto-artropodo, e sono stati conservati nel DNA delle mantidi (che si sono evolute dopo gli Stomatopodi); in seguito sono riemersi per assolvere alla stessa funzione raptatoria.

L’evoluzione 

fenotipica convergente spesso deriva da meccanismi genetici simili; si tratta di un particolare caso di evoluzione, spesso preceduta da mutazioni simili negli stessi geni o nelle stesse proteine. Si passa poi lentamente da questo cambiamento genetico ad un cambiamento fenotipico.

La Squilla mantis appartiene alla Sottoclasse degli Hoplocaridi CALMAN 1904; si tratta di un ramo molto antico dei Crostacei Malacostraci, che ebbe origine nel Devoniano (419,2 - 358,9 milioni di anni fa) con i Paleostomatopodi. Il solo ordine oggi vivente sono gli Stomatopodi, con oltre 450 specie che formano 17 famiglie. Altri due ordini, conosciuti come fossili, furono Aeschronectida e Paleostomatopoda, che si estinsero nel Carbonifero.

 

Stomatopodi

 

 

La Squilla mantis, , può raggiungere una lunghezza di 20-25 cm ed oltre, corrispondente a 40 mm di lunghezza del carapace, sia per i maschi che per le femmine. Il corpo è compresso dorso- ventralmente e presenta delle marcate creste longitudinali sulla parte dorsale dei segmenti toracici liberi e su tutti i segmenti addominali. E’ specie bentonica, che vive su fondali sabbiosi, costieri e fangosi del Mediterraneo e dell’Atlantico orientale, fino a 150 m di profondità, spesso in prossimità della foce dei fiumi  o dello sbocco dei canali.

Nelle ore diurne ha un comportamento fossorio, vive in una tana ad U scavata nel sedimento ed esce di notte alla ricerca di cibo o per riprodursi. Generalmente è monogama e le coppie passano tutta la vita insieme nella stessa tana: questi animali hanno una struttura sociale molto complessa e sono anche capaci di vocalizzazioni.

Dopo la copulazione, la femmina immagazzina lo sperma per circa due mesi e mezzo; tiene in incubazione la massa di uova per circa 10 settimane, durante le quali non si alimenta, e non si allontana dalla tana. Dall’uovo emerge una larva pelagica (detta alima) che prosegue lo sviluppo in 10 stadi planctonici per circa 2-3 mesi ed entra a fa parte del plancton da giugno a novembre e nel quale trascorre una lunga vita prima di subire la metamorfosi.

La Squilla mantis, ha caratteristiche uniche, non presenti negli altri Stomatopodi. Ha antennule triramate (unico esempio tra i crostacei) che portano organi olfattivi molto sviluppati, due occhi peduncolati che le consentono di avere una visione binoculare, dotati di 6 fotorecettori specializzati per la visione dei colori e la cui complessità è tuttora in fase di studio; inoltre conserva l’occhio naupliare semplice; ha due peni, chitinosi e articolati, pleopodi laminari e ramificati che portano branchie addominali, una caratteristica insolita tra i crostacei (é condivisa solo con gli Isopodi). E’ dotata di carapace, 3 paia di zampe ambulatorie, 4 segmenti toracici e 6 addominali.

Il telson (segmento terminale dell'addome) porta due macchie mimetiche ovali bruno-violacee che simulano occhi e che servono ad ingannare i predatori, facendo loro credere di guardare la testa di un animale molto più grande o anche di attirare l’attacco su una falsa testa, che è invece il telson, molto più duro e resistente, dando alla Squilla il tempo di fuggire. Viene catturata di notte con le reti a strascico ed ha notevole importanza commerciale nei prodotti della pesca.

 

 

 

 

Nel linguaggio popolare la Squilla mantis viene a volte chiamata “cicala di mare”, un nome usato anche per indicare la Scyllarides latus LATREILLE 1803, un crostaceo decapodo.

Nei dialetti italiani la Squilla mantis viene chiamata canocchia o pannocchia, ad eccezione della Liguria, dove è detta Sighea, della Sicilia dove è detta Astrea e della Sardegna, dove è detta Càmbara de fangu o Solegianu de mari.

 

NOTA

Uno studio condotto su esemplari campionati dai banchi refrigerati di diversi mercati ittici, ha rivelato la presenza, l'abbondanza e la composizione delle microplastiche riscontrate negli organismi di sei diverse specie di invertebrati marini mediterranei ed i rischi ecotossicologici e per la sicurezza alimentare associati all'ingestione di alimenti contaminati da microplastiche.

Su 775 campioni appartenenti a sei specie rappresentative delle diverse strategie trofiche ed ecologiche