recensioni dopo settembre 2025
Ripensare l’Antropocene. Oltre natura e cultura.

Ripensare l’Antropocene. Oltre natura e cultura.
Di Paola Govoni, Maria Giovanna Belcastro, Alessandra Bonoli e Giovanna Guerzoni
Carrocci editore 2024
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Citando il copioso glossario che appare a pagina 169 del volume, chiamiamo antropocene l'impatto duraturo delle attività umane sulla geologia e sugli ecosistemi terrestri, causato da azioni umane come l'agricoltura, l'industrializzazione, l'aumento demografico e altre attività che hanno alterato il clima e plasmato l'ambiente a livello planetario. Antropocene (da greco ?νθρωπος ( ánthropos, essere umano) e καιn?ς (kainós, recente)) ha le sue origini in Antonio Stoppani che già nel 1873 parlava di “era antropozoica”, riconoscendo l’impatto dell’uomo sulla Terra, ma il termine vero e proprio venne coniato dal biologo Eugene Stoermer e poi reso popolare dal premio Nobel per la chimica Paul J. Crutzen attorno al 2000, come spiega molto bene Alessandra Bonoli nella parte del volume da lei curato. Quest’opera, strutturata in cinque capitoli, infatti, si compone dei contributi di quattro studiose (e amiche) – Paola Govoni, Maria Giovanna Belcastro, Alessandra Bonoli e Giovanna Guerzoni – integrati dal lavoro di studentesse e studenti del progetto TerraFranca. Questo è un aspetto decisamente importante del lavoro riportato nell’opera, perché ai numerosi inevitabili interrogativi che il tema induce, si affiancano le esperienze di percorsi didattico- sperimentali con studenti universitari, che hanno partecipato a laboratori sul campo e attività di ricerca-azione. Proposte, idee, suggestioni.
Il volume si apre con un’introduzione di Paola Govoni che mette subito a fuoco l’urgenza del tema: come affrontare il surriscaldamento terrestre e le tensioni geopolitiche senza cedere a indifferenza, negazionismo o ansia climatica, con conseguente depressione? Le autrici invitano a ripensare la nostra identità “oltre la dicotomia natura-cultura”, riconoscendo che ogni gesto umano – personale, politico, tecnologico – ha un effetto sul pianeta. Da qui nasce la proposta di praticare una “cultura del limite” in contrapposizione a quella della “crescita infinita” ed interessante in tal senso è il modello esposto da Kate Raworth, nel saggio Doughnut economics del 2017 chiamato “teoria della ciambella” e ben illustrato e argomentato da Alessandra Bonoli nel capitolo Storie di ciambelle e di resilienza urbana. Nuove alleanze tecnologico-ambientali.
Le autrici ci spingono ad andare oltre l’orizzonte rassicurante dei propri ambiti specifici per addentrarci in un’educazione interdisciplinare tra valori sociali e costruzione di teorie scientifiche, con le sfide per un’educazione capace di promuovere una responsabilità globale. L’articolazione “a più voci” che si intersecano e si scambiano scardina la gerarchia tra saperi, creando un dialogo continuo tra scienze naturali, sociali e tecnologie: infatti, Paola Govoni è storica della scienza e sociologa, Maria Giovanna Belcastro è biologa e paleoantropologa, Alessandra Bonoli è ingegnere ambientale e Giovanna Guerzoni antropologa dell’educazione.
Nel primo saggio Paola Govoni denuncia la frammentazione dei saperi nell’educazione, auspicando approcci che valorizzino l’errore come propedeutico alla scoperta scientifica (la scienza è incertezza assicura l’autrice). Maria Giovanna Belcastro mostra poi come le teorie evolutive (ma in fondo non solo quelle) riflettano convinzioni socio-culturali più che dati empirici. Alessandra Bonoli critica, come abbiamo già accennato, la teoria della “crescita illimitata” e rilancia un modello di benessere entro limiti ambientali. Infine, Giovanna Guerzoni evidenzia come la globalizzazione renda ogni contesto locale nodo di una rete complessa di interdipendenze, ribadendo il ruolo centrale di un’educazione trasversale e multiculturale.
Tra i punti di forza del volume spiccano l’approccio interdisciplinare e l’integrazione dei giovani nel dibattito. Il testo viola lo schema tradizionale – senza capitoli dedicati esclusivamente a introduzione o conclusione – e costruisce un tessuto argomentativo fluido, in cui ogni capitolo si apre e si chiude dialogando con gli altri. Ciò rende la lettura stimolante, e il rigore teorico e l’ampiezza dei temi sono una sfida che si può vincere grazie ad un testo piacevolmente scorrevole.
In chiusura, Ripensare l’Antropocene si afferma come un contributo significativo al dibattito sul nostro futuro collettivo, offrendo non solo riflessioni filosofiche e pedagogiche, ma anche proposte concrete di policy e di pratiche educative. Sostenendo la necessità di uscire dal dominio della crescita illimitata e di costruire alleanze paritarie tra discipline, generazioni e comunità, il volume segna una tappa avanzata nella cultura del limite e nell’educazione alla responsabilità planetaria.
Ripensare l’Antropocene. Oltre natura e cultura.
Di Paola Govoni, Maria Giovanna Belcastro, Alessandra Bonoli e Giovanna Guerzoni
Carrocci editore 2024, 200 pagine 21,85€
