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Sui quotidiani e periodici agosto 2025

# M.Magatti,L’alternativa alla forza Un multilateralismo cooperativo # E.Cattaneo,La sicurezza del Ponte # C.Rovelli,Era davvero grande ma non come cittadino # A.Bracco,Rovelli denigra un grande scienziato # V.Ardone,Chi ha tradito quei bambini # S.Uccello,Il rebus della Gen-Z: record di laureati, ma no alla carriera # E.B.C.Tucci,Effetto maturità al Sud: i voti crescono e il ritardo scompare # C.Raimo,Storia del Documento Falcucci che aprì la scuola alle persone disabili # N.dalla Chiesa,Genocidio, non tacere.La parola-scandalo: ma perchè per la Bosnia sì e per Gaza no? # G.Corbellini,Perché l’oroscopo ci fa da ansiolitico # R.Burioni,Se ignoranza e bugie valgono più della vita. # F.Tonello,Hiroshima, Cuba e un lancio atomico sfiorato molte volte # V.Roghi,I cattivi maestri della scuola # L.Bonatti,Gli immigrati come portatori di valori e di norme sociali # A.Lipparini,B.Vigna,Il leader generativo ascolta e fa in modo che la squadra dia il meglio # G.Ravasi,Allungare la vita # P.Caraveo,Il computer si allea con la scienza quantistica # M.Magatti,la libertà non è mai astratta # 


“Avvenire” - 17 agosto 2025
L’alternativa alla forza Un multilateralismo cooperativo
di Mauro Magatti

All’inizio dell’età moderna, quando l’ordine medievale cominciò a disgregarsi, il pensiero politico europeo si trovò di fronte a una questione inedita e drammatica: come evitare che, venuti meno i vincoli religiosi e feudali che per secoli avevano regolato la convivenza, la società precipitasse nel caos? Thomas Hobbes, osservatore acuto delle guerre civili inglesi, formulò la questione nei termini più radicali: l’uomo, lasciato a sé stesso, rischia di cadere in una condizione di «guerra di tutti contro tutti». Questo stato di natura avrebbe condotto a una condizione miserevole, in cui la vita sarebbe stata «solitaria, povera, cattiva, brutale e breve».
La soluzione di Hobbes fu tanto semplice quanto radicale: per uscire dallo “stato di natura”, gli individui devono stipulare un patto, rinunciando a parte della loro libertà in cambio di protezione. Questo patto non può essere garantito da un potere frammentato, ma solo da un’autorità sovrana, indivisibile e assoluta: lo Stato-Leviatano, garante dell’ordine. Solo concentrando il potere si poteva neutralizzare la violenza diffusa e garantire la pace civile.


"La Repubblica" - 17 agosto 2025
La sicurezza del Ponte
di Elena Cattaneo

Il Ponte sullo Stretto, così come è progettato oggi, resisterebbe a un sisma come quello dell’Aquila o di Amatrice? E i terreni “poveri”,soggetti a liquefazione, su cui dovranno poggiare torri e ancoraggi sono sicuri? Le faglie attive dell’area — documentate dall’Ispra e giàteatro di eventi distruttivi — sono state valutate fino in fondo? Calabria e Sicilia si allontanano di circa tre millimetri l’anno, in un bracciodi mare largo appena tre chilometri. Nei soli 40 chilometri attorno a Villa San Giovanni, negli ultimi quarant’anni, si sono registrate 5.431 scosse. Sono numeri e domande che non si possono ignorare. Lo ricorda Carlo Doglioni, ex presidente dell’Ingv, docente a LaSapienza e studioso di fama internazionale, in una recente intervista su questo giornale e nell’audizione parlamentare del 14 aprile 2023: sei minuti che tutti dovremmo riascoltare per comprendere il peso e la responsabilità pubblica che compete a ogni cittadino nel partecipare, conoscere, sostenere, dissentire. Il Ponte è di tutti e per tutti.


“Corriere della Sera” - 14 agosto 2025
Era davvero grande ma non come cittadino
di Carlo Rovelli

Fermi è stato uno dei più grandi scienziati del XX secolo. A mio giudizio, è stato più importante di come sia di solito presentato. I suoi contributi non solo a creare la grande scuola di fisica italiana, ma a un intero modo di pensare della fisica contemporanea, sono sottostimati. Ma anche i grandissimi fanno errori. Einstein ne ha fatti molti, di cui ho spesso parlato. Parlare degli errori dei grandi non è gettare fango su di loro, è mostrare come la crescita della conoscenza sia un sentiero contorto che passa per false ipotesi, passi indietro e passi avanti.
Questo è successo all'inizio della storia dell'energia nucleare. Gli scienziati, io credo, non sono dei santini di cui non si possono dire errori o mancanze. Più difficile è il rapporto di Fermi con la politica. Di certo non ho presentato Fermi come «un fascista nazista assetato di sangue». Il mio rimprovero a Fermi, che è reale, è proprio il contrario di questo. 


“Corriere della Sera” - 14 agosto 2025
Rovelli denigra un grande scienziato
di Angela Bracco

Desidero esprimere sconcerto e indignazione, anche da parte di numerosi colleghi che mi hanno scritto in queste ore, per il modo in cui la figura scientifica di Enrico Fermi, uno dei più autorevoli scienziati dell'umanità, riconosciuto come tale nel mondo intero, sia stata screditata e infangata dal professor Rovelli nell'articolo/video «1934 Enrico Fermi» del 5 agosto scorso, della serie «La bomba atomica», pubblicato online sul Corriere. Sono particolarmente addolorata nel constatare come la grandezza e la complessità di uno scienziato come Fermi siano state mortificate da giudizi sommari, basati su inesattezze, e fondamentalmente ingiusti.
La ricostruzione storica che viene fatta nell'articolo del professor Rovelli non tiene in considerazione il contesto in cui si trovavano i ricercatori e docenti in quegli anni. Enrico Fermi viene fatto passare come poco meno che un fascista/nazista assetato di sangue, che si avventa «sulla gioia di poter bruciare vivi migliaia di suoi fratelli e sorelle». 


"La Repubblica" - 13 agosto 2025
Chi ha tradito quei bambini
di Viola Ardone

A chi appartiene la vita di un bambino? Chi paga quando commette un crimine? Di chi è la colpa? È difficile trovare le risposte quando una donna appena uscita da un centro di solidarietà, in una Milano svuotata dalle ferie d’agosto, viene travolta da un’auto con quattro minorenni a bordo. Non ragazzi, non adolescenti: bambini. Nessuno di loro ha compiuto 14 anni. Nessuno di loro, secondo il nostro ordinamento, è imputabile perché non è ancora in grado di valutare compiutamente le conseguenze delle proprie azioni. Cecilia De Astis, la donna investita, poteva essere mia madre, mia zia. Poteva essere lei a non tornare a casa, a rimanere sull’asfalto. Tra i bambini omicidi invece non poteva esserci mio figlio, perché ha tredici anni, più o meno come loro, ma vive nel guscio delle sicurezze borghesi in cui è cresciuto, degli affetti di cui è circondato, delle istituzioni scolastiche che lo hanno formato. È dotato di un’antenna, più o meno vigile, che gli suggerisce la differenza tra bene e male, tra buono e cattivo, può commettere errori, certo, ma non esiziali. Sa che rubare un’auto è un reato, così come mettersi alla sua guida con il rischio di perderne il controllo e causare un incidente addirittura mortale. Conosce il valore della vita umana. I quattro bambini in fuga ripresi dalle telecamere invece no.


"Il Sole 24 Ore" - 11 agosto 2025
Il rebus della Gen-Z: record di laureati, ma no alla carriera
di Serena Uccello
La ricerca del Polimi. I nati dal 1996 al 2012 sono la fascia più formata di sempre e anche la più fragile: così la priorità è l’equilibrio vita-lavoro

Una motivazione che trae forza dall’identità stessa del lavoro, dal suo svolgimento.
Un’idea della carriera improntata alla possibilità di svolgere esperienze piuttosto che alla scalata di ruoli aziendali. Una, perseguita e pretesa, separazione netta tra la vita professionale e quella personale. Sono i tre pilastri fondamentali su cui impronta la propria relazione con il lavoro la cosiddetta Generazione Z. Si tratta dei i giovani nati tra il 1996 e il 2012, ovvero il 13,5% della popolazione italiana, il 10% della popolazione lavorativa italiana attuale, il 58% della popolazione lavorativa globale nel 2030.


"Il Sole 24 Ore" - 11 agosto 2025
Effetto maturità al Sud: i voti crescono e il ritardo scompare
di Eugenio Bruno Claudio Tucci
Il paradosso. In attesa della riforma dell’esame in arrivo a settembre il Mezzogiorno, poco eccellente ai test Invalsi, fa il pieno di punteggi alti

C’è un paradosso che attanaglia da anni la scuola italiana e che diventa ancora più attuale nel momento in cui il Governo - come preannunciato dal ministro Giuseppe Valditara - si appresta a rimettere mano all’esame di maturità. Sia per scongiurare i casi di “disobbedienza civile”, che hanno caratterizzato l’edizione 2025 con diversi candidati che hanno fatto scena muta all’orale ottenendo ugualmente la promozione in virtù del punteggio maturato agli scritti e del credito scolastico, sia per rendere il colloquio più aderente alla «formazione integrale ed armonica della persona» (per usare le parole dello stesso esponente leghista) e meno una semplice verifica finale degli apprendimenti. Stiamo parlando della traiettoria quasi opposta che caratterizza, da un lato, le evidenze delle prove Invalsi e, dall’altro, il voto di diploma.


“La Stampa” - 11 agosto 2025
Storia del Documento Falcucci che aprì la scuola alle persone disabili
di Christian Raimo

Su Youtube c'è un video di Anna Marchesini che, in una puntata di Fantastico del 1986, imita l'allora ministra della Pubblica Istruzione Franca Falcucci. Agghindata come una signora dell'alta borghesia, impettita e compunta, risponde a Pippo Baudo, che le domanda dei progetti del ministero con una retorica così tortuosa che per la noia si addormenta lei stessa per poi risvegliarsi di soprassalto e ricominciare a pontificare ad libitum.
Il 1986 è un anno caldo per la scuola; un ampio movimento di protesta s'intesta una lotta per il diritto allo studio, la riduzione delle tasse universitarie, la difesa della scuola pubblica dopo il concordato: nei cortei si urla «Ucci ucci, sento odore di Falcucci». Ma Marchesini lo coglie bene: il conflitto è più generazionale che politico. Gli anni Ottanta stanno riscrivendo i linguaggi, anche quelli della piazza, attraverso la leggerezza, il pop, i jingle della tv commerciale, la distanza dalla stagione più infiammata 1968-1977.


"Il Fatto Quotidiano" - 11 agosto 2025
Genocidio, non tacere. La parola-scandalo: ma perchè per la Bosnia sì e per Gaza no?
di Nando dalla Chiesa

Ebbene sì, diciamola questa parola: genocidio. Da tempo ci penso e davvero non riesco a vedere una parola che con più chiarezza sappia definire quel che è in corso da quasi due anni a Gaza. Leggo che chi parla di genocidio lo farebbe per ragioni politiche, dal momento che la ragione storica non lo consentirebbe. Liliana Segre non si stanca di sottolineare la differenza tra l’Olocausto e Gaza. E ha ragione. Ho per lei una naturale ammirazione e spero che nei pochi nostri incontri lo abbia percepito. Ma la scienza ha elaborato modalità precise per classificare i fenomeni storico-sociali. E a consentire di collocarli in un concetto, in un nome, non è tanto la loro dimensione quanto, entro limiti di ragionevolezza, la loro natura. Faccio l’esempio su cui lavoro da decenni.


"Il Sole 24 Ore" - 10 agosto 2025
Perché l’oroscopo ci fa da ansiolitico
di Gilberto Corbellini
Astrologia/1. Offre una struttura interpretativa per gli eventi e una presunta capacità di prevedere il futuro creando un’illusione di controllo. E risponde al nostro bisogno di essere rassicurati

All’età di dieci anni una ragazza possiede le basi conoscitive ed epistemologiche per dirsi scettica su astrologia e oroscopi: conosce il sistema solare (Sole, pianeti, moto terrestre, etc.), la misurazione del tempo (anni, mesi e stagioni), spazio e distanza; capisce che le stelle sono lontanissime, che i pianeti non hanno tratti quasi antropomorfi e che i testi degli oroscopi sono talmente generici che potrebbero adattarsi a chiunque. Malgrado queste conoscenze vengano via via perfezionate con l’avanzamento scolastico, gli adulti diplomati o laureati che sono possibilisti quanto alle credenze astrologiche o leggono per abitudine gli oroscopi sono numeri cospicui.
La popolazione coinvolta varia a seconda delle aree geografiche e dei sondaggi. Si stima che a leggere gli oroscopi in Italia sia il circa il 90%, che fra il 30 e il 50% creda che esistono gli «influssi astrologici» e che tra il 15 e 20% viva immerso nell’astrologia. Le donne più degli uomini.


"La Repubblica" -  9 agosto 2025
Se ignoranza e bugie valgono più della vita.
di Roberto Burioni
Il commento

La notizia che arriva dagli Stati Uniti è inquietante. Il Segretario alla Salute Robert Kennedy ha annullato altre centinaia di milioni di finanziamenti per lo sviluppo di vaccini a mRna, motivando la sua decisione con il fatto che la pandemia Covid ha dimostrato che questi vaccini non sono efficaci contro le infezioni delle vie aeree superiori. La decisione di Kennedy da un lato avrà conseguenze gravissime per tutti noi, dall’altro si basa su una premessa oggettivamente falsa.
Prima di tutto il vaccino a mRna contro il Covid si è dimostrato sicuro oltre ogni aspettativa. A dispetto di quello che alcuni irresponsabili raccontano mettendo in pericolo la salute pubblica, i numeri dimostrano in maniera inoppugnabile che la vaccinazione non ha causato alcun aumento di morti improvvise, tumori, ictus, eventi vascolari o qualunque altra patologia, se non una rarissima miocardite quasi sempre lieve nei giovani adulti.


“il manifesto”  - 7 agosto 2025
Hiroshima, Cuba e un lancio atomico sfiorato molte volte
di Fabrizio Tonello

Il 9 agosto 1945 – domani saranno ottanta anni – l’era dell’uso delle armi nucleari avrebbe dovuto chiudersi con l’inutile bombardamento della città giapponese di Nagasaki. Fino a ieri sembrava che fosse davvero così, ma era un’illusione. In queste otto decadi il mondo è andato una decina di volte sull’orlo di una guerra nucleare e negli ultimi tre anni il tabù sembra cancellato. Stati Uniti, Russia, Gran Bretagna e Francia parlano apertamente della possibilità di usare testate atomiche.
Eppure basterebbe sfogliare il libro dello storico di origine ucraina Serhii Plokhy Nuclear Folly per capire che dal 1945 ad oggi l’umanità è stata molto, molto fortunata. Il caso più celebre in cui ci siamo trovati sull’orlo della catastrofe riguarda ovviamente la crisi di Cuba nel 1962: il sottomarino sovietico B-59, che trasportava un siluro con testata nucleare, fu circondato in acque cubane da cacciatorpediniere statunitensi che lanciavano cariche di profondità. Il comandante, tagliato fuori dalle comunicazioni con Mosca, credette che la guerra fosse iniziata e ordinò il lancio del siluro nucleare contro la flotta americana.


"La Repubblica" -  7 agosto 2025
I cattivi maestri della scuola
di Vanessa Roghi

C’è una questione che, in questi tempi feroci, potrebbe essere considerata vezzo di chi «ha tanto tempo e anche il lusso di sprecarlo» (cit.).
Ed è quella delle parole che usiamo parlando di scuola. Marco Rossi Doria aveva notato qualche anno fa come avesse preso piede una lingua piena di metafore bellicistiche: trincea, battaglia, nemici, lotta. Oggi a queste parole se ne sono affiancate altre, antiche eppure di nuovo attuali: patria, identità, disciplina ecc. Attraverso queste parole sintomo abbiamo visto emergere alcune interpretazioni, poi diventate scelte politiche, come quelle improntate al nostalgismo che vede nella scuola del “presente” una scuola sempre peggiore rispetto a quella del “passato”. Una postura che esiste fin dalle origini del nostro sistema scolastico ma che ha assunto un accento antiriformista bipartisan, per cui siamo passati dal “mito della riforma” (da un saggio di Angelo Semeraro) all’incubo delle riforme, come aveva notato Paolo Giovannetti in L’istruzione spiegata ai professori (Ets, 2006).


"Il Sole 24 Ore" - 7 agosto 2025
Gli immigrati come portatori di valori e di norme sociali
di Luigi Bonatti
Demografia e crescita - commenti

Negli articoli precedenti si è visto come l’Italia, avendo un tasso di occupazione assai basso, potrebbe affrontare il calo demografico previsto per i prossimi decenni sia con nuovi afflussi di migranti che integrando nel mercato del lavoro i tanti italiani e stranieri che oggi ne sono fuori o ai margini. Stime ragionevoli del potenziale di crescita dell’economia italiana rendono però implausibile che nei prossimi anni sia possibile creare il numero di posti di lavoro decentemente pagati che è necessario per alzare rapidamente il tasso di occupazione e allo stesso tempo integrare numeri rilevanti di nuovi migranti.


"Il Sole 24 Ore" - 6 agosto 2025
Il leader generativo ascolta e fa in modo che la squadra dia il meglio
di Andrea Lipparini e Benedetto Vigna
Il libro

Ogni organizzazione attraversa fasi diverse: slanci iniziali, accelerazioni improvvise, momenti di smarrimento o rallentamento. In tutte queste transizioni, il ruolo del leader non si esaurisce nell’indicare la direzione. Anzi: è proprio quando la rotta è incerta che emerge il valore di una leadership capace di ascoltare. Perché un leader che non ascolta, presto o tardi smette anche di vedere ciò che conta davvero.
E quando questo accade, anche il progetto più ambizioso può perdere forza, coesione, slancio.  Oggi viviamo in un’epoca in cui la complessità ha preso il posto della linearità. Le coordinate si sono fatte mobili, i riferimenti tradizionali meno affidabili.


"Il Sole 24 Ore" - 4 agosto 2025
Allungare la vita
di Gianfranco Ravasi

Saper leggere allunga la vita. Chi non legge ha solo la sua vita che è pochissimo. Invece noi, quando moriremo, ci ricorderemo di aver attraversato il Rubicone con Cesare, di aver combattuto a Waterloo con Napoleone, di aver viaggiato con Gulliver e aver incontrato nani e giganti. Un piccolo compenso per la mancanza di immortalità.
Era il settembre 2009 e Umberto Eco era stato invitato a tenere un discorso alle matricole del Dams dell’università di Bologna, l’ateneo ove aveva a lungo insegnato. La sua era stata una perorazione a sostegno di un esercizio purtroppo poco praticato, soprattutto dai giovani, la lettura. 


"Il Sole 24 Ore" - 3 agosto 2025
Il computer si allea con la scienza quantistica
di Patrizia Caraveo
Nuove frontiere

Le Nazioni Unite hanno dichiarato il 2025 International Year of Quantum science and technology (IYQ) ed è chiaro che l’Onu conta sulle tecnologie quantistiche per raggiungere, entro il 2030, i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile. Una delle aree che riceve maggiore attenzione (ed altrettanti investimenti) è il quantum computing che promette di essere una rivoluzione per trasformare l’informatica in una scienza quantistica.
L’idea di applicare la fisica quantistica ai computer non è recentissima, fu Richard Feyman a proporla nel 1981, ma venne archiviata perché le difficoltà sembravano insormontabili. Il computer quantistico richiede un salto concettuale molto importante. Il bit che in tutti i sistemi informatici del mondo può assumere solo il volare di 0 o 1 si trasforma in un qubit dove 0 e 1 coesistono in stati sovrapposti.


“Corriere della Sera” -  2 agosto 2025
La libertà non è mai astratta
di Mauro Magatti

Nei Paesi sviluppati (in primis in Italia), la natalità è in costante calo. Non che le persone non desiderino avere figli. Ma farlo non bastano più l’istinto, l’amore o il caso. Servono tutta una serie di condizioni che vanno socialmente curate e rese disponibili: un lavoro stabile, una casa accessibile, servizi per l’infanzia, supporti relazionali e comunitari. E anche quando tutti questi elementi sembrano esserci, la scelta di diventare genitori è comunque esposta a incertezze e paure che rispecchiano l’instabilità del tempo presente.
La stessa cosa vale per l’invecchiamento. E anche qui l’Italia è in testa alle classifiche. L’allungamento della vita è uno dei grandi successi della modernità. Ma ciò fa emergere nuove sfide.