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Sui quotidiani e periodici luglio 2025

# G.Oliva,La crisi della nostra scuola ha precise responsabilità politiche # P.Del Soldà,Un vuoto così pieno di cose da scoprire # M.Cacciari,Educare è liberare, ma la politica lo ignora Folle la scuola che insegue il sistema produttivo # G.Tria,L’esempio della Cina nel considerare centrale lo studio universitario # D.Antiseri,Il metodo conoscenza # M.Bartoloni,F.Cerati,«Intelligenza artificiale, arma a doppio taglio» # M.Belpoliti,Quel ramoscello d’ olivo che annuncia la civiltà # L.Santi,Ricordatemi sempre come una donna che amava vivere # S.Lorenzetto,«Educo i genitori: non capiscono che tutti i figli nascono difettosi Amandoli troppo li si danneggia Le punizioni? Giuste e inefficaci» # E.Galletti,Scena muta alla maturità? Un errore. # E.Caffo,Musk e l'Ai, per i ragazzi servono subito le regole # E.Boncinelli,Le grandi idee inutili # M.Petriello,"Io, anatomopatologa dei femminicidi studio come parla il corpo delle vittime" # L.Fraioli,Addio a Boncinelli lo scienziato che cercava il significato della vita # G.Scaraffia,E un giorno, per caso, ci furono i raggi x # U.Galimberti,Il buio dell’orrore che ci lascia ancora indifferenti # G.Dotti,La chimica imita la natura per rendersi sostenibile # P.Caraveo,Che bella testa, rigorosamente tra le nuvole # F.Barbiero,«Questi nostri figli così sofferenti nell’epoca delle passioni sempre più tristi» # P.Caraveo,Il lancio dei satelliti allarga di nuovo il buco nell’ozono # F.Solari,Lutto “Non fare la testa di c...Alle 9 sei da me”:così era la prof.Cecchini # C.Raimo,"La Storia a scuola è ridotta a un sermone identitario e provinciale" # C.Saraceno,La competizione a scuola non è eccessiva gli studenti devono mettersi alla prova # P.Rumiz,Perché l’Europa ha dimenticato la sua Srebrenica # C.Saraceno,Il 75% della ricchezza in mano agli Over 50 Così l'Italia ha fermato l'ascensore sociale # G.Fregonara,O.Riva,Invalsi, in italiano e matematica il 50% degli studenti è insufficiente # G.Boero,Exploit dell’inglese tra gli studenti ancora male matematica e italiano # V.Ardone,Ma quei test non fotografano la nostra scuola # F.Amabile,Scuola, dispersione in calo Solo un diciottenne su due comprende i testi scritti # S.Mancuso,Chi sottovaluta il riscaldamento # U.Bottazzini,Se la scienza si oscura in nome del profitto # M.Maviglia,Il Ministero dell'istruzione immagina una scuola vecchia #


“La Stampa” - 29 luglio 2025
La crisi della nostra scuola ha precise responsabilità politiche
di Gianni Oliva

Mali aggrovigliati di una scuola senza identità. Massimo Cacciari ne ha tracciato un profilo giustamente severo su La Stampa di ieri, descrivendo un sistema oppresso dalla burocrazia e ingessato in un metodologismo astratto, dove il successo formativo si misura solo sulla percentuale di coloro che finiscono il corso negli anni previsti e dove lo Stato abdica alla sua funzione politica essenziale, quella di investire nella formazione. Difficile non concordare con il pessimismo che emerge dalle sue riflessioni.
Nella deriva della nostra scuola ci sono tuttavia passaggi che richiamano a precise responsabilità politiche. Il primo, di carattere generale, è il "sessantottismo", cioè la riduzione di ciò che erano state le rivendicazioni del '68 a "volgarizzazioni" sin troppo semplicistiche.


"Il Sole 24 Ore" - 27 luglio 2025
Un vuoto così pieno di cose da scoprire
di Pietro Del Soldà
Viaggi (di carta) nel Cosmo. Il fisico Guido Tonelli, tra i padri della scoperta del bosone di Higgs, compie un itinerario affascinante nel mistero più grande dell’universo intrecciando storia, scienza e filosofia. Partendo dall’atomo

Che cosa accade quando una sinfonia sfuma nel silenzio? E cosa riempie il silenzio che la precede? Ed io, questa mia mente inquieta, questo corpo fragile ... da dove veniamo? E cosa ne resterà quando non sarò più al mondo? Sgorghiamo forse dal nulla e nel nulla siamo destinati a sprofondare? «L’essere è, e non è possibile che non sia. Il non essere non è, ed è necessario che non sia», risponde Parmenide nel VI secolo a.C.. «Ogni essente è eterno», lo spettacolo del divenire è un gioco di apparenze e non pretende affatto che introduciamo il «non essere» per spiegarlo, ribadisce nel secondo ‘900 Emanuele Severino: la natura, con le sue incessanti trasformazioni, è solo «il manifestarsi dell’immutabile», è la logica che ce lo impone, ogni altra spiegazione del divenire viola il principio di non contraddizione. Ma l’Occidente, per il filosofo bresciano che teorizza il «ritorno a Parmenide», con Platone «parricida» volta le spalle a questa verità per fondare una civiltà nichilistica, che grazie alla tecnica domina le cose del mondo ritenute precarie, fuggevoli perché disancorate dall’essere.


“La Stampa” - 27 luglio 2025
Educare è liberare, ma la politica lo ignora Folle la scuola che insegue il sistema produttivo
di Massimo Cacciari
La rivoluzione richiede pensiero critico, l'istruzione non sia ossessionata dagli sbocchi occupazionali

Quale dovrebbe essere il compito fondamentale di uno Stato? La risposta che ci proviene dalle voci che stanno all'origine della nostra civiltà è una sola: nutrire, allevare ed educare i giovani.
Nutrire e allevare il loro corpo, formare ed educare la loro anima. Nella loro indissolubile unità. Di che cosa infatti dovrebbe avere massima cura una città, una polis retta secondo ragione, se non della propria forza e della propria durata? E che cosa le garantisce se non nuove generazioni attrezzate in tutti i sensi ad affrontare anche l'imprevedibile? È un'idea gerontocratica dell'educazione quella che la riduce essenzialmente a trasmissione di saperi.   Educare, come dice la stessa parola, significa trarre fuori dal giovane la potenza che già è in lui, aprire la sua mente, i suoi occhi, e non informarlo di ciò che padri e nonni hanno compreso e vissuto. Educare significa liberare.


"Il Sole 24 Ore" - 26 luglio 2025
L’esempio della Cina nel considerare centrale lo studio universitario
di Giovanni Tria
Bussola & Timone

Confesso che mi sono stupito, in un primo momento, leggendo che il 12 giugno scorso, a Londra, nel negoziato tra Usa e Cina teso ad evitare una vera e propria guerra commerciale, tra i punti importanti posti da parte cinese vi è stato quello dell’ammissione degli studenti cinesi nelle università americane. Peraltro, i negoziatori cinesi hanno ottenuto soddisfazione. Il mio stupore è però svanito non appena ho riflettuto su quali siano state le basi della stupefacente crescita economica cinese negli ultimi tre decenni. È una storia che val la pena di richiamare in sintesi, per capire come questa crescita sia stata sostanzialmente frutto di una visione strategica al cui centro c’è l’idea che è sempre il capitale umano alla base dello sviluppo economico.


“La Stampa” - 26 luglio 2025
Il metodo conoscenza
di Dario Antiseri

In Apologia della storia o Mestiere di storico Marc Bloch afferma che lo storico lavora come il fisico: il metodo dell'uno e dell'altro consiste, fondamentalmente, nel porre domande e nel tentare di dare a queste la risposta. E le risposte, le ipotesi dello storico vanno esattamente controllate come si fa in fisica; e per venir controllate di fatto devono essere controllabili di principio. «Non si ha il diritto di presentare una affermazione – scrive Bloch – se non a condizione che possa essere verificata». E il valore di una conoscenza si può misurare «dalla premura di offrirsi in anticipo alla confutazione». È in base al più severo controllo sui "fatti"vagliati che si cerca di dirimere il conflitto delle interpretazioni o ipotesi storiografiche. In questo modo ben si comprende come la molteplicità delle congetture, proposte quali tentativi di soluzione dei problemi, non è miseria ma ricchezza: ricchezza di "mutazioni" intellettuali,tra le quali – se c'è – la critica potrà scegliere quella che, all'epoca, parrà la migliore. In realtà –afferma Febvre – «all'origine di ogni acquisizione intellettuale c'è il non-conformismo. I progressi della Scienza sono frutti della discordia. Come avviene per le eresie che nutrono,sostanziano le religioni: "Oportet haereses esse"» (Problemi di metodo storico).


"Il Sole 24 Ore" - 25 luglio 2025
«Intelligenza artificiale, arma a doppio taglio»
di Marzio Bartoloni e Francesca Cerati
Il teologo. Paolo Benanti. «L’IA può amplificare la relazione medico paziente: dobbiamo usarla per riscrivere il contratto sociale della cura» Il medico. Massimo Massetti. «La tecnologia deve restare strumento al servizio del medico, altrimenti il rischio è di curare la malattia e non il malato»

L’intelligenza artificiale (IA) se usata male rischia di dare il colpo di grazia alla relazione tra medico e paziente, «già oggi messa in profonda crisi da un modello di cure atomizzato e fatto di tante singole prestazioni in cui si è concentrati solo a curare la malattia e non il malato. Se la tecnologia prendesse il dominio la cura si frammenterebbe ancora di più in mille rivoli digitali». Se usata bene come strumento al servizio del curante è invece in grado di «potenziare questa relazione riportando al centro la cura»: si pensi al medico di famiglia che grazie all’IA gestisce meglio le mille richieste quotidiane che gli arrivano dai suoi pazienti o a un avatar che consiglia bene il paziente su come e quando assumere i suoi farmaci fino alla frontiera della medicina predittiva che in un Paese con milioni di malati cronici può essere una rivoluzione. Insomma l’intelligenza artificiale contrariamente a quanto si immagina può «riavvicinare il paziente» al medico invece che allontanarlo, «restituendo tempo ed energie per umanizzare di nuovo questa relazione che è alla base della medicina».


"La Repubblica" - 24 luglio 2025
Quel ramoscello d’ olivo che annuncia la civiltà
di Marco Belpoliti
Nato nella Mezzaluna fertile, con il grano e la vite, ha poi segnato i confini del Mediterraneo.Diventando l’albero sacro per eccellenza

«E la colomba tornò a lui sul far della sera; ecco, essa aveva nel becco un ramoscello di ulivo» (Genesi 8,11). Così Noè comprende che le acque si sono ritirate dalla Terra dopo il Diluvio. In questo modo nel Grande codice entra in scena l’Olea europaea , nome assegnato da Linneo (1753) alla pianta il cui frutto è detto drupa ,composto da una parte centrale legnosa circondata da una parte esterna carnosa. Dotata di fiori piccoli, riuniti in corimbi presenti in tutta la chioma, l’ Olea europaea appartiene alla famiglia delle Oleacee, e insieme con il grano e la vite, nota Fernand Braudel, descrive i confini del territorio che chiamiamo Mediterraneo. Stando allo storico francese l’olivo ha contribuito in modo decisivo alla vittoria dell’uomo in un ambiente fisico in parte ostile e avverso. L’olivo,insieme all’olio che deriva dal frutto, è senza dubbio un dono degli dèi. Nella Bibbia ebraica figurano decine e decine di citazioni dell’Olea europaea ; la stessa Terra promessa da Jahvè al proprio popolo è «un paese fertile, di frumento, di orzo e di viti, di fichi e di melograni, paese di ulivi, di olio e di miele» (Deuteronomio, 8, 8). Nel Nuovo Testamento è la pianta che funge da scenografia vegetale all’agonia e alla preghiera di Gesù nel giardino del Getsemani, il cui nome ricorda la presenza lì di un frantoio.


"La Repubblica" - 23 luglio 2025
Ricordatemi sempre come una donna che amava vivere
di Laura Santi
La lettera

Quando leggerete queste righe io non ci sarò più, perché avrò deciso di smettere di soffrire. Nonostante la mia scelta fosse ormai nota a tutti, questo mio gesto finale arriva nel silenzio e darà disappunto e dolore. Molti saranno dispiaciuti, altri soffriranno per non avermi potuto dare un ultimo saluto, un ultimo abbraccio. Vi chiedo di comprendere il perché di questo silenzio. Anche nella certezza della mia decisione si tratta del gesto più totale e definitivo che un essere umano possa compiere, ci vogliono sangue freddo e nervi d’acciaio.Come avrei potuto viverlo serenamente aggiungendo lutto a lutto anticipato, dolore al dolore, resistenze, lacrime reazioni e attaccamento? Vi chiedo anche uno sforzo aggiuntivo di comprensione.
Cercate di immaginare quale strazio di dolore mi ha portato a questo gesto, giorno per giorno, ora per ora, minuto per minuto. Fate lo sforzo di capire che dietro una foto carina sui social, dietro il bel sorriso che potevate vedere giusto un’ora strappato alla routine e ai sintomi in una occasione pubblica, sempre più rara, dietro c’era lo sfondo di una quotidianità dolorosa, spoglia, feroce e in peggioramento continuo.


“Corriere della Sera” - 22 luglio 2025
«Educo i genitori: non capiscono che tutti i figli nascono difettosi Amandoli troppo li si danneggia Le punizioni? Giuste e inefficaci»
di Stefano Lorenzetto
Osvaldo Poli: che errore le mamme che fanno i compiti Il telefonino? Si dovrebbe resistere fino alla terza media

Educatore esigente. Paladino del buonsenso. Istrione formidabile. Osvaldo Poli, 69 anni, psicologo e psicoterapeuta, non corregge i figli: raddrizza i padri e le madri. Usa l’ironia, più spesso il sarcasmo. E riempie le platee. Lo chiamano tutti: Comuni, scuole, associazioni, parrocchie, persino la Confindustria di Reggio Emilia, la Confartigianato di Cuneo e il Cuoa di Altavilla Vicentina, la più vecchia business school italiana. Il suo ultimo reel su Instagram ha totalizzato oltre 10 milioni di visualizzazioni. «Io non faccio nulla. Postano i video delle mie conferenze».
I suoi 13 libri hanno per titoli le frasi fatte dei genitori.


“Corriere della Sera” - 22 luglio 2025
Scena muta alla maturità? Un errore.
di Enrico Galletti

Anche a me, come a molti miei compagni di liceo, parve una banalità quella frase di un professore, al termine della versione di greco di maturità: «Gli esami, nella vita, non finiscono mai». Una formula un po’ da libro Cuore (salvando solo la celebre commedia di Eduardo De Filippo), sussurrata mentre le prove finivano e cominciava l’estate. Non ci ho più ripensato,per dare l’idea di come accogliemmo quelle parole all’ultimo miglio del nostro ciclo scolastico.Non c’erano proteste allora, perlomeno su quell’esame che più che uno scoglio sembra la prima prova per diventare grandi. Quest’anno, da Brescia a Firenze, da Roma a Belluno, si faun gran parlare degli studenti che si sono rifiutati di sottoporsi all’orale di maturità, sapendo di avere già ottenuto con gli scritti il punteggio minimo per passare (insomma, senza un cen-tesimo da perdere). Un metodo, dicono, per protestare contro il sistema dei voti. 


“La Stampa” - 22 luglio 2025
Musk e l'Ai, per i ragazzi servono subito le regole
di Ernesto Caffo

Nel panorama in rapida evoluzione della digitalizzazione si inserisce l'ultimo annuncio di Elon Musk: la presentazione di "Baby Grok", un chatbot Ai, progettato allo scopo di fornire ai bambini e agli adolescenti uno strumento che possa avvicinarli alle potenzialità dell'intelligenza artificiale. Già Ani, il nuovo personaggio femminile digitale creato per Grok 4,promette compagnia e sta conquistando milioni di adolescenti.
Negli ultimi mesi l'uso di assistenti Ai e chatbot interattivi è esploso tra i giovani: secondo dati internazionali (Common Sense Media e Internet Matters, 2025) l'84% degli adolescenti tra i 13 e i 17 anni ha già interagito con un chatbot. Questi strumenti possono sembrare innocui e utili, progettati per ascoltare, rispondere, accompagnare i ragazzi, ma non si possono ignorare i rischi quando un'interazione virtuale inizia a sostituire una relazione reale creando un senso di intimità artificiale. Il 40% dei ragazzi considera attendibili le risposte dei bot senza verificarle, e quasi 1 su 4 ha ricevuto contenuti rischiosi o inappropriati.


“La Stampa” - 22 luglio 2025
Le grandi idee inutili
di Edoardo Boncinelli

L'idea può anche essere concepita come una costruzione, perché nell'idea metto insieme parti separate a comporre quasi un edificio: un edificio interiore, un edificio astratto, un edificio cui non è sempre facile dare un forma e una realizzazione esterna. Parlare di costruzione forse mette insieme l'idea di una visione e quella di una composizione: si prendono parti separate, le si collega e le si mette insieme, in un quadro che non è solo una rivisitazione di qualcosa di già esistente, ma implica anche l'introduzione di nuovo materiale. A questo proposito posso portare anche un mio contributo personale. Qualcosa che mi è accaduto poco prima del Natale del 1987: una scintilla, appunto.

Lavorando sui geni che controllavano lo sviluppo embrionale del moscerino della frutta, la famosa drosofila, i ricercatori erano giunti alla conclusione che esisteva un gruppo di otto geni adiacenti, chiamati geni omeotici, che controllavano nel loro complesso l'ordinata successione delle parti del corpo di questo piccolo insetto: prima la testa, poi il torace e infine l'addome. Erano otto geni diversi tra di loro ma contenenti una regione comune che li imparentava: costituivano cioè una famiglia, una famiglia genica.


“La Stampa” - 21 luglio 2025
"Io, anatomopatologa dei femminicidi studio come parla il corpo delle vittime"
di Melania Petriello
Intervista Cristina Cattaneo

Una scienziata che cita Sant'Agostino, prima antropologa e poi medico, luminare dalla eco mondiale.
Cristina Cattaneo, ordinario di medicina legale dell'Università Statale di Milano e direttrice del Labanof (il laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell'Università degli Studi di Milano) è la cassazione dei morti che non parlano più. Centinaia di autopsie sotto la sua egida,la firma nelle indagini dei casi straordinari della nera italiana: Elisa Claps, Serena Mollicone,Yara Gambirasio, Liliana Resinovich.  Su tutte, rivendica la parola empatia, perché la morte non è affatto una livella.


"La Repubblica" - 21 luglio 2025
Addio a Boncinelli lo scienziato che cercava il significato della vita
di Luca Fraioli
Artefice di scoperte fondamentali, come quella dei geni “architetto” che guidano lo sviluppodell’organismo, è stato anche un umanista e un divulgatore appassionato

Un grande scienziato e un grande comunicatore della scienza. Ma Edoardo Boncinelli, morto ieri a Milano all’età di 84 anni, con le suericerche e i suoi saggi è stato soprattutto un promotore del rimescolamento dei saperi in tempi non sospetti, quando negli ambienti accademici la parola multidisciplinarietà era vista quasi con diffidenza. Laureato in Fisica, divenne uno dei massimi esperti italiani di genetica e di neuroscienze.
«Proprio per questo suo approccio trasversale lo volemmo come direttore della Scuola internazionale di studi superiori avanzati (Sissa)nel periodo 2001-2004», ricorda Stefano Fantoni, fisico teorico e direttore dell’istituto triestino subito dopo Boncinelli. «L’obiettivo era consolidare i nostri dottorati in neuroscienze e pensammo che lui fosse la persona giusta per guidare l’Istituto in quella fase. Ma se poi si ritrovava a parlare con me o con Daniele Amati, altro fisico e direttore della Sissa tra il 1986 e il 2001, si appassionava a discutere anche di particelle e di meccanica quantistica». La cultura scientifica a tutto tondo di Boncinelli è testimoniata dai suoi numerosissimi libri di divulgazione, rivolti al grande pubblico e che hanno spaziato dalla genetica, alla tecnologia, ai classici greci, alle poesie di Leopardi.


"Il Sole 24 Ore" - 20 luglio 2025
E un giorno, per caso, ci furono i raggi x
di Giuseppe Scaraffia

1895-1905. Un incidente può diventare un punto di partenza trasformando la vita di chi l’ha subito. Quando un professore aveva sorpreso lo studente Wilhelm Röntgen(1845-1923) a ridacchiare con in mano un foglietto su cui era stata disegnata la sua caricatura, il ragazzo si era rifiutato di rivelare il nome dell’autore del disegno ed era stato espulso da tutte le scuole; una pena severa che gli impediva di diplomarsi e quindi di accedere all’università. Il padre però, intuendo le qualità del figlio, gli aveva fatto frequentare l’università di Utrecht come uditore. Solo in seguito era venuto a sapere che la Scuola Politecnica di Zurigo ammetteva chiunque previo un esame di idoneità che Wilhelm aveva superato senza problemi. Malgrado il sostegno e la stima di alcuni docenti, la facoltà, al momento di assumerlo, si era pronunciata contro di lui. Ma era solo un ostacolo temporaneo allo sviluppo della sua carriera accademica all’università di Würzburg.


"La Repubblica" - 20 luglio 2025
Il buio dell’orrore che ci lascia ancora indifferenti
di Umberto Galimberti
Dall’Ucraina a Gaza le azioni contro i civili non ci spingono ad agire. Anzi, più la crudeltà aumenta più siamo paralizzati. Un paradosso che si è già verificato con altri eccidi e che tuttavia non ci assolve

L’arma più potente a disposizione di Putin e di Netanyahu nel compiere le atrocità a cui quotidianamente assistiamo rispettivamente in Ucraina e a Gaza è la nostra indifferenza, che non dipende dall’assuefazione o dall’abitudine indotte dai resoconti giornalieri delle distruzioni, delle stragi, dei morti e dei feriti, ma dal fatto che queste distruzioni e queste stragi più aumentano, più inceppano la nostra capacità di percepire realmente e di immaginare ipoteticamente quel che sta accadendo, paralizzando, quando non annientando il vissuto di una nostra possibile e, senza troppi forse, probabile responsabilità. La spiegazione di questo fenomeno ce la fornisce Günther Anders nel suo Noi figli di Eichmann (edito da Giuntina).


"Il Sole 24 Ore" - 20 luglio 2025
La chimica imita la natura per rendersi sostenibile
di Gianluca Dotti
Scienza. A Lindau centinaia di scienziati e Nobel hanno discusso come la ricerca possainvertire i processi in modo da ridurre i danni ambientali

La chimica sta adottando nuovi modelli operativi e sperimentali, portata a fare i conti con le conseguenze del passato e a ridefinire il proprio ruolo per il futuro del nostro pianeta. Da un lato c’è l’eredità di oltre un secolo di innovazioni che hanno plasmato il mondo attuale, dall’altro la consapevolezza crescente che molti di quegli stessi sviluppi hanno generato un impatto ambientale sistemico, in alcuni casi irreversibile.Nel sud della Germania a inizio luglio si è tenuto il 74esimo Nobel Laureate Meeting:riuniti a Lindau, centinaia di scienziati emergenti e decine di premi Nobel si sono confrontati sulle frontiere della chimica, e il tema della sostenibilità è emerso con forza, anzitutto come asse strategico della ricerca. «Molte delle sostanze che usiamo ogni giorno, inclusi siliconi e altri polimeri sintetici, sono state progettate per durare,ma non per essere biodegradabili. Sono composti che – potremmo dire – la natura non riconosce, e che finiscono per accumularsi nel nostro ambiente», osserva Frances Arnold, professoressa di bioingegneria al California Institute of Technology(Caltech), Nobel per la chimica nel 2018 e consigliera del presidente Biden su scienza e tecnologia.


"Il Sole 24 Ore" - 20 luglio 2025
Che bella testa, rigorosamente tra le nuvole
di Patrizia Caraveo
Biografie - Piero Bianucci

Conosco Piero Bianucci da tempo immemorabile e l’ho sempre ammirato per la suacultura e professionalità. Quello che ho scoperto leggendo la sua brillante autobiografia intitolata
"Vita sghemba"
è una dote che mi riempie di invidia: Piero hauna memoria straordinaria che emerge in tutte le pagine del libro. Che siano compagni di scuola o colleghi o personaggi incontrati nel sua lunghissima carriera,su tutti il giornalista ha ricordi molto precisi. Confesso che leggendo le pagine dedicate all’infanzia e all’adolescenza piene dei nomi e delle prodezze di compagni di scuola io mi sono trovata a pensare quanti nomi avrei potuto citare io in una mia ipotetica biografia e la mia pochezza mi ha colpito. Non sono in grado di ricordare il nome di nessuno dei miei compagni delle elementari, so come si chiamava la mia maestra e basta. Alle media è nebbia totale, mi ricordo gli strafalcioni di latino di una compagna ma nulla di più.


"Il Sole 24 Ore" - 20 luglio 2025
«Questi nostri figli così sofferenti nell’epoca delle passioni sempre più tristi»
di Francesca Barbiero
Miguel Benasayag. Lo psicoanalista argentino naturalizzato francese, esperto diinfanzia ed adolescenza, parla del male di vivere dei giovani tra ansie, tecnologie epaura del futuro

Vietare il cellulare in classe? Una misura «pigra», che non affronta la complessità delpresente dei nostri ragazzi. Bambini davanti allo schermo dello smartphone? Maiprima dei tre anni. E mamme che allattano mentre scorrono distrattamente i socialnetwork? Un danno, una ferita di cui vedremo purtroppo le conseguenze tra qualcheanno. Miguel Benasayag – tra i maggiori intellettuali della contemporaneità – planacon il suo spirito sovversivo e la sua indomita criniera bianca a Villa Morando perricevere il Premio Internazionale Filosofi lungo l’Oglio in una serata magicamenteperfetta, senza zanzare, senza afa, dove quattrocento persone –giovani , famigliole,anziani, sindaci con la fascia tricolore – non sudano, non si distraggono, nonguardano i cellulari ma lo ascoltano rapite nel suo buffo e magnetico italiano,impastato con lo spagnolo e il francese.


"Il Sole 24 Ore" - 18 luglio 2025
Il lancio dei satelliti allarga di nuovo il buco nell’ozono
di Patrizia Caraveo
Space Economy

In un momento in cui il consenso internazionale sulla scienza del clima è sotto attacco, vale la pena di ricordare il 40° anniversario della pubblicazione di una ricerca epocale che ha messo in evidenza il drammatico assottigliamento dello strato di ozono sopra l’Antartide, un risultato che ha scatenato un’immediata preoccupazione globale per i potenziali danni alla salute umana e agli ecosistemi di tutto il mondo.
L’ozono è una forma allotropica dell’ossigeno con una molecola formata da tre atomi di ossigeno contro i due di quella “normale”. Si tratta di un gas azzurrino con un odore che ricorda l’aglio presente naturalmente nella stratosfera ad un’altezza di circa 20-30 chilometri dove svolge un ruolo cruciale per la vita sulla Terra perché ci protegge dalla radiazione ultravioletta emessa dal nostro Sole.


"Il Fatto Quotidiano" - 16 luglio 2025
Lutto “Non fare la testa di c... Alle 9 sei da me”: così era la prof.Cecchini
di Francesca Solari
"Solari non fare la testa di cazzo"

Te domattina alle 9 sei a casa mia". Così mi disse, la domenica sera del 30 giugno 1996, la mia prof di filosofia del liceo. Ero sotto maturità e mio padre era morto in quei giorni. Della maturità, naturalmente, non me ne poteva importare di meno. Era uscito greco scritto e all'orale italiano, latino, filosofia e matematica. Erano le mie materie preferite e in qualche modo me la sarei cavata, anche senza prepararmi, mi dicevo. Ma la sera del funerale di mio babbo, lei chiamò. Le dissi che non se ne parlava proprio di mettermi sui libri. E lei rispose con quelle esatte parole: "Solari non fare la testa di cazzo. Te domattina alle 9 sei a casa mia". Nessun entusiasmo per quella proposta/ordine, ma - almeno fino ad allora - non mi ero mai ribellata a nulla e così obbedii. Ogni giorno, per tutta la settimana, trascorsi con lei le mie giornate. Lei mi faceva lezioni lampo su tutti gli autori del programma e io ripetevo e studiavo. Mangiavo con lei, chiacchierando di Marx, zingari, canzoni, proletariato e non so cos'altro.


“La Stampa” - 15 luglio 2025
"La Storia a scuola è ridotta a un sermone identitario e provinciale"
di Christian Raimo
Intervista a Carlo Ginzburg

È stato da pochi giorni pubblicato, e rivendicato con fierezza dal ministro dell'Istruzione Valditara, il testo delle nuove Indicazioni Nazionali per la scuola d'infanzia e primo ciclo, riferimento fondamentale per come e cosa insegnare nei prossimi anni. Una delle parti più dibattute è quella sulla Storia. Dall'affermazione «Solo l'Occidente conosce la storia» alla centralità dell'identità italiana, è sembrato a molti un manifesto. Abbiamo chiesto a Carlo Ginzburg, storico che ha molto ragionato su metodi e filosofia della Storia, di commentarlo.


“La Stampa” - 14 luglio 2025
La competizione a scuola non è eccessiva gli studentidevono mettersi alla prova
di Chiara Saraceno
Nei maturandi che saltano l'orale c'è una buona dose di furbizia: approfittano di un buco tecnicodell'esame

Siamo sicuri che la scuola italiana sia troppo competitiva e che abbiano ragione gli studenti adenunciarlo, anche se i modi possono non essere da tutti condivisi? La prima a lanciare ilsasso era stata Emma Ruzzon, allora presidente del consiglio degli studenti all'Università diPadova, in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico nel 2024. Nel corso di undiscorso ricco e appassionato in cui denunciava il patriarcato (era recente la ferita delfemminicidio di Giulia Cecchetin), le diseguaglianze nell'accesso all'istruzione e il destino diprecariato che aspetta i giovani dentro e fuori dell'università una volta terminati gli studi,aveva affermato che la salute mentale degli studenti «traballa sotto i colpi di un sistemascolastico e universitario sempre più competitivo». Una frase, tra l'altro, che ha catturatol'attenzione molto più delle sue sacrosante denunce del precariato, incluso quello che ormaisempre più caratterizza la prima lunga fase della carriera universitaria nel proliferare di fi guree ruoli a tempo: una situazione, questa sì, che genera, oltre che stress, una competizionespesso senza regole.


"La Repubblica" - 13 luglio 2025
Perché l’Europa ha dimenticato la sua Srebrenica
di Paolo Rumiz
Trent’anni fa il primo massacro post-guerra mondiale nel cuore del continente. Ma da quell’orrorenon abbiamo imparato nulla

Sono trent’anni — dalla strage di Srebrenica — che mi chiedo cosa siamo diventati. Noi, intendo. Noi che abbiamo guardato ai Balcanicome al Burundi. Siamo così diversi, oggi, da quella che, allora, abbiamo etichettato come barbarie? Non direi. In trent’anni siamopassati dall’accoglienza alla deportazione dei profughi e dalla demolizione dei muri al ripristino delle frontiere tra paesi fratelli. Le parole“pace”, “fratellanza”, “carità”, e persino il termine “democrazia” sono squalificati, derisi. La violenza, il ricatto e le minacce hannosostituito la diplomazia e i valori dell’Unione europea sono finiti nelle immondizie.
Non è solo un naufragio politico, ma anche morale, e culturale. La nostra capacità di distinguere si è perduta: per noi tutti gli arabi sonomusulmani così come tutte le vacche sono nere. Abbiamo dimenticato che la Siria, l’Egitto e la Palestina hanno comunità cristiane, cheSarajevo ha una storica comunità ebraica, o che fino al Quindicesimo secolo Istanbul è stata Costantinopoli, capitale dell’imperoromano d’Oriente. I nostri cuori si sono induriti. Contro chi offre volantini contro i massacri in Medio Oriente ho sentito urlare per strada:«Chi difendete? Fino a quando “loro” non saranno tutti massacrati, non ci sarà pace».


“La Stampa” - 10 luglio 2025
Il 75% della ricchezza in mano agli Over 50 Così l'Italia ha fermato l'ascensore sociale
di Chiara Saraceno
Il rapporto di Proof Society con il think tank Tortuga : allarme per le generazioni più giovani. Il nodo successioni

L'Italia è uno dei Paesi sviluppati e democratici in cui la famiglia in cui si nasce pesa di più sulle opportunità di vita e viceversa la mobilità sociale è ridotta. Lo aveva già segnalato qualche anno fa, dopo la crisi del 2008 e prima di quella del Covid 19, uno studio Ocse, utilizzando non solo la nota metafora dell'ascensore sociale rotto, ma anche quella di "pavimenti e soffitti appiccicaticci", per indicare che l'origine di nascita è altamente predittiva di dove ci si troverà da grandi nella stratificazione sociale ed economica.    Un fenomeno presente in altri Paesi, ma che in Italia appariva particolarmente forte. Lo conferma, in modo ulteriormente accentuato, una recentissima ricerca della Future Proof Society insieme al think tank Tortuga (La pesante eredità: ricchezza e (im)mobilità sociale tra le generazioni in Italia).


“Corriere della Sera” - 10 luglio 2025
Invalsi, in italiano e matematica il 50% degli studenti è insufficiente
di Gianna Fregonara e Orsola Riva
Sotto le aspettative i risultati dei test. Lontani i livelli pre Covid. I miglioramenti in Inglese

I dati delle prove Invalsi 2025 sono al di sotto di quel che ci si aspettava: non solo restiamo lontanissimi dai livelli pre-covid, ma anche i timidi segnali di recupero degli ultimi anni si sono arrestati bruscamente. In matematica solo il 49 per cento degli studenti di quinta superiore arriva a fine percorso con una preparazione sufficiente (l'anno scorso erano il 52 per cento). In italiano va appena meglio — 52 per cento di studenti sufficienti — ma la «caduta» è ancora più evidente: meno quattro punti in un anno. Siamo distanti ai traguardi in luce rispetto ai dati pre-pandemia, quando a raggiungere almeno la linea di galleggiamento erano rispettivamente il 61 e il 64 per cento dei maturandi.


"La Repubblica" - 10 luglio 2025
Exploit dell’inglese tra gli studenti ancora male matematica e italiano
di Giulia Boero

Il rapporto nazionale Invalsi 2025, presentato oggi alla Camera dei deputati, lo conferma. I risultati degli studenti peggiorano e continuano a riflettere l’effetto lungo della pandemia. Alle elementari diminuiscono le prestazioni in matematica e italiano, tanto che in seconda solo un terzo supera i livelli minimi. Mentre gli esiti alle scuole medie rimangono stabili: in terza, in linea con gli ultimi cinque anni, quasi la metà degli alunni non governa i calcoli. Stupisce però nelle stesse classi il miglioramento nell’apprendimento della lingua inglese. Dall’inizio della rilevazione, nel 2018, la quota di allievi che ora raggiunge il livelloA2 è aumentato di 9 punti nella lettura e di 16 nell’ascolto. Da bollino rosso al contrario i dati relativi all’ultimo anno delle superiori, con 4 punti in meno in italiano e 3 in matematica, e dove anche in inglese i risultati sono in calo. Unica eccezione per le competenze digitali, rilevate quest’anno per la prima volta.


"La Repubblica" - 10 luglio 2025
Ma quei test non fotografano la nostra scuola
di Viola Ardone

La fotografia delle prove Invalsi alla scuola italiana anche quest’anno, purtroppo, è venuta sfocata. Dai risultati presentati ieri alla Camera dei deputati appare sempre più evidente lo scollamento tra una popolazione scolastica e una società che cambiano molto rapidamente e dei livelli di apprendimento che restano più o meno sempre uguali.
La metodologia usata, prima di tutto, è rimasta immutata nel corso degli anni, nonostante sia stata oggetto di critiche proprio da parte di molti docenti, che non apprezzano questo tipo di valutazione meramente quantitativa, basata perlopiù sui classici test “a crocette”. Le Invalsi misurano infatti abilità di comprensione del testo e di risoluzione di problemi matematici con risposta chiusa o multipla favorendo una valutazione “q uiz oriented”. Non riescono invece a cogliere competenze fondamentali come espressione scritta, ragionamento creativo, capacità argomentativa. Questo ha prodotto in alcuni casi una sorta di paradosso docimologico che ha indotto alcune scuole a “preparare al test”, invertendo la logica della rilevazione: non valutare lo studio ma far studiare in vista della valutazione, con il rischio che le prove diventino finalità e non strumento.


“La Stampa” - 10 luglio 2025
Scuola, dispersione in calo Solo un diciottenne su due comprende i testi scritti
di Flavia Amabile

«Eccellenze e fragilità»: Roberto Ricci, presidente dell'Invalsi sintetizza così i risultati del Rapporto 2025 presentato ieri alla Camera dei Deputati. Di sicuro è un'ottima notizia il calo di chi abbandona la scuola senza completare il ciclo di studi, e l'aumento di chi riesce a conseguire un diploma o a proseguire in percorsi di istruzione e formazione. Ma l'aumento delle popolazione scolastica ha i suoi effetti collaterali: una flessione nel livello medio di competenze. «L'obiettivo più importante del sistema scolastico è tenere tutti a bordo», commenta il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara sottolineando il successo ottenuto sulla dispersione esplicita. «Abbiamo superato l'obiettivo fissato per il 2030. Un risultato importante su cui certamente incidono le misure messe in campo», avverte.

Molto forti ancora però sono le fragilità. Dal rapporto Invalsi 2025 emerge una evidente battuta d'arresto negli apprendimenti di italiano e soprattutto di matematica in tutti i cicli scolastici, dalle elementari all'ultimo anno delle superiori. Si è ben lontani dal riuscire a recuperare i livelli pre-Covid. «Preoccupa che non siamo riusciti a uscire dal calo delle competenze dovuto al fenomeno del Covid», ha ammesso il ministro.


"La Repubblica" -  6 luglio 2025
Chi sottovaluta il riscaldamento
di Stefano Mancuso

L’effetto serra è il motivo per cui il nostro pianeta è sempre più caldo e le città in cui viviamo bollono. Ne avrete sentito parlare:l’esistenza del fenomeno, teorizzato nel 1824 dal grande matematico francese Joseph Fourier, si ritiene normalmente dimostratosperimentalmente dal fisico irlandese John Tyndall nel 1859. In realtà, l’“effetto serra”, al tempo ancora senza nome, era stato misuratotre anni prima da Eunice Newton Foote. La scienziata americana dopo aver disposto per qualche ora, in piena luce solare, un cilindro riempito di aria umida, uno di aria secca e uno di anidride carbonica, ne aveva misurato la temperatura, rilevando come il cilindro pieno di CO2 fosse più caldo di quello con aria umida, il quale a sua volta era più caldo di quello con aria secca. La sua relazione dal titolo Circostanze che influiscono sul calore dei raggi solari, pubblicata nel 1856, riporta la seguente osservazione: “Un’atmosfera di quel gas[CO2] darebbe alla nostra terra una temperatura elevata; e se, come alcuni suppongono, in un periodo della sua storia l’aria si mescolòad esso in una proporzione maggiore di quella attuale ... deve necessariamente aver portato a un aumento della temperatura”. Questa ingegnosa scienziata di cui, credo, non si possegga alcuna immagine, ci rivelò ben 169 anni fa il motivo per cui, oggi, il nostro pianeta è sempre più caldo. Non è una scoperta recente, quindi.


"Il Sole 24 Ore" -  6 luglio 2025
Se la scienza si oscura in nome del profitto
di Umberto Bottazzini
Scenari/1. Il progresso tecnologico sta seguendo strade diverse dal passato: prima erafrutto della ricerca di base e pubblica ora è nelle mani di aziende private. Gli allarmi di Gianfranco Pacchioni

Da qualche tempo il progresso scientifico e tecnologico sta seguendo strade diversedal passato, anche quello più recente, dichiara Gianfranco Pacchioni in apertura delsuo libro. Gli sono sufficienti pochi esempi per convincerci. Nel gennaio 1958 gliStati Uniti mettevano in orbita l’Explorer 1, la loro risposta allo Sputnik sovietico.Nel 1962 John Kendrew e Max Perutz, furono premiati col Nobel per la scoperta della struttura della mioglobina e dell’emoglobina fatta a Cambridge. L’anno dopo in Colorado avveniva il primo trapianto di fegato. Cosa accomuna questi pionieristici risultati in campi così lontani tra loro? si chiede Pacchioni. Nulla, tranne l’essere stati ottenuti in strutture pubbliche. Mezzo secolo dopo, le cose stanno in maniera assai diversa.


"Giornale di Brescia" -  3 luglio 2025
Il Ministero dell'istruzione immagina una scuola vecchia
di Mario Maviglia

La Commissione di esperti nominata dal ministro Valditara ha consegnato la seconda versione delle «Indicazioni Nazionali per la scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione».
Rispetto alla versione del marzo 2025, alcuni aspetti sono stati cambiati, anche in seguito alle numerose critiche che all’epoca erano state espresse: il testo appare ora più asciutto (100 pagine al posto delle 150 precedenti); sono stati eliminati tutti i «suggerimenti» didattici e le proposte che appesantivano la lettura e invadevano di fatto l’autonomia delle scuole. Nella sostanza, comunque, poco è cambiato e l’impianto complessivo del documento e la sua impostazione culturale sono rimasti inalterati.
Dalla lettura del documento emerge un’idea di scuola vecchia, se non ammuffita, oltre che autoritaria. L’intento principale degli esperti sembra essere quello di tenere sotto controllo il lavoro dei docenti, nel timore che abbandonino la «retta via».