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Sui quotidiani e periodici maggio 2025

# D.Quammen,Il pika, il bandicoot e la fine del mondo # M.Belpoliti,Ma che coraggio ci vuole a fare l’evoluzionista! # D.Di Pietrantonio,"Le parole tra noi leggere" La rivolta silenziosa di Lalla Romano # A.Viola,I tagli di trump alla ricerca medica danneggiano la salute globale # C.Tucci,Cinque in condotta (e bocciatura) per gravi episodi di bullismo # E.Moavero Milanesi,Una lezione (dimenticata) per fermare i conflitti # R.Luna,«AI, possiamo recuperare Servono fondi» # A.Larizza,A Pisa la scienza in silicio punta sugli artigiani del supercalcolo # F.Cerati,Human Technopole, al via 102 progetti di ricerca da tutta Italia #


"Il Sole 24 Ore" - 18 maggio 2025
Il pika, il bandicoot e la fine del mondo
di David Quammen
Sulle tracce di Darwin. La sfida è trovare il modo di non distruggere tutta la diversità biologica di cui Darwin scriveva nell’«Origine delle specie». 

Una lectio di David Quammen

Nel 1859 Charles Darwin conclude il suo L’origine della specie – un libro che ha cambiato il mondo – illustrando in modo eloquente come tutte le forme di vita siano interconnesse fra loro. Vale la pena rileggere quel celebre passo, e non soltanto per la sua bellezza letteraria, ma anche per esaminare le sue parole con occhio più attento di quanto si faccia di solito.
«È interessante contemplare una ripa intricata, ricoperta da piante di molti tipi diversi, con uccelli che cantano nei cespugli, vari insetti che ronzano all’intorno vermi che strisciano nel terreno umido, e pensare che tutte queste forme così elaborate, così differenti l’una dall’altra, e dipendenti l’una dall’altra in maniera tanto complessa, sono state prodotte dalle leggi che agiscono intorno a noi». Il punto principale è che a produrre le creature di una comunità tanto intricata non sono state divinità capricciose, bensì le leggi di natura. Nella conclusione del suo testo rivoluzionario Darwin riassume quelle leggi: accrescimento mediante riproduzione; ereditarietà; variabilità dei caratteri in seno alle popolazioni; tassi di riproduzione che provocano competizione e quindi lotta per l’esistenza. La somma di quelle leggi è il processo di selezione e miglioramento che Darwin chiama «selezione naturale».


"Il Sole 24 Ore" - 18 maggio 2025
Ma che coraggio ci vuole a fare l’evoluzionista!
di Marco Belpoliti
Sulle tracce di Darwin

Quando nel 1836 Charles Darwin ritornò a casa dal viaggio durato quasi cinque anni intorno al mondo sulla nave Beagle, il padre lo squadrò e concluse che la forma della sua testa era decisamente cambiata. In qualche modo era un elogio, poiché Robert Darwin era convinto che suo figlio non avrebbe mai combinato nulla di buono nella vita. Del resto dopo quella avventura Charles compì solo un altro viaggio del medesimo impegno, un itinerario mentale, come scrive Telmo Pievani, introducendo il libro di David Quammen, L’evoluzionista riluttante, e lo fece da clandestino. Per vent’anni Darwin fu infatti restio nel rivelare quello che aveva pensato transitando nelle zone più sperdute del pianeta e che poi, una volta rientrato in Inghilterra, aveva verificato utilizzando il suo laboratorio casalingo a Down House.


“La Stampa” - 16 maggio 2025
"Le parole tra noi leggere" La rivolta silenziosa di Lalla Romano
di Donatella Di Pietrantonio
L'intervento

Le parole tra noi leggere di Lalla Romano esce nel '69, tempo di rivoluzione, anche in Italia.
È di quell'anno l'autunno caldo delle proteste operaie, è sul numero di luglio che nei Quaderni piacentini si può leggere: «Cosa vogliamo? Tutto. Oggi in Italia è in moto un processo rivoluzionario aperto che va al di là dello stesso grande significato del maggio francese».
È in atto una rivolta dei giovani, dei figli. Di quell'incendio epocale non troviamo quasi traccia nel libro di Lalla Romano, che pure contiene una silenziosa rivoluzione, ma è la sua. Non è rivoluzionario il figlio P., assoluto protagonista, nel senso che il suo anticonformismo è tutto centrato su di sé, è molto personale e poco o niente politico, per quanto la differenza sia possibile. La vera rivoluzione la fa l'autrice, nel raccontarlo contro la volontà di lui. Lei usa la propria vita, nella scrittura, e un figlio è un materiale ineludibile, in una vita.


“La Stampa” - 14 maggio 2025
I tagli di trump alla ricerca medica danneggiano la salute globale
di Antonella Viola

Negli ultimi giorni, la notizia dei tagli annunciati dall'amministrazione Trump al finanziamento della ricerca pubblica e alla sanità ha suscitato reazioni contrastanti anche in Europa. Alcuni leader politici li hanno interpretati come un'opportunità per rafforzare il ruolo strategico della ricerca europea. Qualcuno ha parlato addirittura di "occasione storica" per recuperare competitività. Ma chi vive quotidianamente la scienza sa che ridurre gli investimenti in un settore così cruciale non è mai una buona notizia –neppure quando riguarda un altro Paese, e men che meno quando quel Paese è la prima potenza mondiale nella ricerca biomedica.
Il National Institutes of Health (NIH), l'agenzia federale USA responsabile della ricerca biomedica e della salute pubblica, è il maggior finanziatore della ricerca biomedica a livello globale, con un budget annuo di circa 47 miliardi di dollari, di cui l'80% viene distribuito come finanziamento a oltre 300.000 ricercatori in tutti gli Stati Uniti e nel mondo. Parliamo di università, ospedali, centri pubblici e privati che, grazie a questi fondi, conducono studi su cancro, malattie infettive, genetica, neuroscienze, vaccini, nuove terapie. Il restante 20% è impiegato per la ricerca condotta internamente e per i costi operativi.


"Il Sole 24 Ore" - 12 maggio 2025
Cinque in condotta (e bocciatura) per gravi episodi di bullismo
di Claudio Tucci
Violenza a scuola. Due regolamenti completano la stretta del ministro Valditara: alle superiori con la sola sufficienza in comportamento scatta un debito da recuperare a settembre per evitare di perdere l’anno

Sospensioni e condotta, si completa il giro di vite. Anche alle superiori. È quanto prevedono due regolamenti approvati nei giorni scorsi in via preliminare dal governo, che attuano la legge 150 del 2024, voluta dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, per contrastare la violenza a scuola.
Con il primo Dpr, tre articoli complessivi, si stringe sulla valutazione del comportamento: in caso di cinque in condotta, e comunque in caso di voto inferiore al sei, scatta la bocciatura, e sono compresi anche i casi di bullismo grave. Tale deliberazione – è scritto nel provvedimento, atteso ora all’esame dei pareri di rito – può essere adottata anche in presenza di comportamenti che configurino mancanze disciplinari gravi e reiterate, in presenza di atti di violenza o aggressione nei confronti del personale scolastico e degli studenti; e per violazioni previste dai regolamenti di istituto.


“Corriere della Sera” - 12 maggio 2025
Una lezione (dimenticata) per fermare i conflitti
di Enzo Moavero Milanesi
Il monito di Schuman è scritto nel codice genetico dell'europa. Trovare soluzioni (anche creative) ai conflitti

In Europa, 75 anni fa, passando per la prima volta dalle parole agli atti politici, è cominciato il percorso dell'integrazione di Stati diversi in un'inedita struttura finalizzata a una coope-razione strategica, suscettibile di evolvere in una più effettiva fusione. Come sia andata lo sappiamo: ci si è dedicati soprattutto agli aspetti di rilievo economico, raggiungendo, fra luci e ombre, traguardi lusinghieri. Ma l'abituale attenzione a questi profili non dovrebbe mettere in ombra il fulcro della solenne dichiarazione fatta, il 9 maggio 1950, dal ministro degli Esteri francese Robert Schuman: la pace.
Allora era l'obiettivo prioritario, a cinque anni dalla conclusione della Seconda guerra mondiale. Poi, lo si è ritenuto pleonastico per decenni, sinché una tragica deriva non ha risvegliato gli spiriti bellicosi nel vecchio continente. L'afflato che portò ex irriducibili nemici ad accordarsi fu senza dubbio lungimirante, visto che sono finiti i conflitti fra nazioni che avevano sempre combattuto lungo i secoli. Grazie a un originale quadro istitu¬zionale e normativo, si è incardinato un dialogo costante in grado di garantire che le inevi¬tabili divergenze fra i governi non degenerino mai oltre i limiti di un, talvolta teso, contraddittorio.


“Corriere della Sera” - 11 maggio 2025
«AI, possiamo recuperare Servono fondi»
di Riccardo Luna
Il Nobel per la Fisica: L'AI non è una battaglia persa, si può recuperare il ritardo. «Serve un piano per attrarre in Europa i ricercatori americani»: questo l'appello del premio Nobel Giorgio Parisi.

«Il piano del governo italiano per attirare i ricercatori americani che vogliono lasciare l'america di Trump è una cosa giusta. Come Europa abbiamo il dovere di accoglierli ma anche l'opportunità di far crescere il nostro capitale umano esattamente come accadde negli anni Trenta quando tanti scienziati dovettero lasciare l'europa a causa delle leggi raz¬ziali e andarono in America dove contribuirono alla crescita scientifica e tecnologica che ebbero gli Stati Uniti. Ovviamente la situazione è diversa da allora, ma le minacce del governo Usa all'indipendenza degli atenei sono reali e stanno spingendo molti ricercatori a porsi il problema di dove continuare il proprio lavoro. Il piano presentato dal ministro Ber¬nini è un segnale importante ma le dimensioni non sono sufficienti». Il premio Nobel per la Fisica Giorgio Parisi, 76 anni, è in un salottino dell'accademia dei Lincei dove da poco si è conclusa una riunione del consiglio direttivo che per l'ennesima volta ha fatto un appello per aumentare i fondi per la ricerca.


"Il Sole 24 Ore" - 11 maggio 2025
A Pisa la scienza in silicio punta sugli artigiani del supercalcolo
di Antonio Larizza
Pionieri. Il green data center dell’università sviluppa e utilizza tecnologie per supercomputer e reti dati del futuro. Molto prima che arrivino sul mercato.

«Vuole sapere la verità? Ci hanno sempre considerato un po’ matti, fin da quando nel 1993 costruimmo la prima pagina web italiana». Oggi Maurizio Davini è responsabile del green data center e delle risorse per il supercalcolo dell’Università di Pisa, dove lavora da 27 anni. Fisico di formazione, alla fine del 1992 si trova al Cern. Passa davanti all’ufficio di Tim Berners-Lee, l’inventore del world wide web. Bussa alla porta. Berners-Lee è felice di parlare a quel ragazzo del lavoro che sta portando avanti e alla fine dell’incontro gli regala una copia del codice sorgente del web, stampata su un foglio di carta. Tornato a Pisa, con l’aiuto dell’amico informatico Stefano Suin, oggi a capo delle infrastrutture digitali dell’ateneo pisano, e con altri studenti, Davini copia a mano il codice su un pc e lo fa girare. Pubblicando quella che è considerata la prima pagina web italiana.


"Il Sole 24 Ore" -  6 maggio 2025
Human Technopole, al via 102 progetti di ricerca da tutta Italia
di Francesca Cerati
Scienza di frontiera. Microscopi ad altissima risoluzione, sequenziatori genomici e piattaforme per cellule staminali gli strumenti a disposizione. Cancro, Alzheimer e malattie rare al centro degli studi

C’è chi studierà l’evoluzione del Dna nei millenni, chi proverà a predire l’insorgenza di una rara malattia del sonno, chi analizzerà perché alcune ferite non si rimarginano e chi cercherà nuovi farmaci per il tumore al seno metastatico.
Sono solo alcune delle sfide affrontate dai 102 progetti selezionati per accedere alle Piattaforme nazionali di Human Technopole (Ht), un’iniziativa che segna un passo concreto verso l’apertura delle tecnologie avanzate al sistema della ricerca italiano.