# E.V.Scarpetta,L’economia spaziale cresce e le finalità di difesa prendono il sopravvento # G.Romeo,Ci sono più donne in politica ma non nei settori strategici # R.Casati,L’aratura dei fondali marini e l’idea di farli diventare un patrimonio comune # M.Allena,A.De Nuccio,Ripristinare gli ecosistemi cittadini:la sfida per il 2031 # A.Rosina,Una «scienza del nuovo» per affrontare i cambiamenti che stanno per arrivare # F.Cerati,Ringiovanire le cellulle senza cambiare la loro identità # E.Cattaneo,La mia battaglia per la ricerca-Contro la fuga dei cervelli # P.L.Sacco,Quelle tre «i» degli atenei futuri # M.Morazzoni,Raccontando il gufo pescatore # L.Bennacchio,Scienziati divisi sul sogno di Musk:colonizzare Marte # G.Noci,L’immigrazione, grande opportunità da gestire # M.Cartabia,La lunga traversata delle donne contro il potere della “Maschiocrazia” # C.Rovelli,Andiamo a scuola. Di futuro # E.B.C.Tucci,Ampliare l’offerta extra didattica per aiutare le famiglie # V.Roghi,La scuola non fa differenze # E.B.C.Tucci,Edilizia scolastica in emergenza nonostante i 12 miliardi del Pnrr # A.Cuzzocrea,“È la riforma di chi non ascolta i nostri giovani” # M.Revelli,Responsabilità, inutile chiamarsene fuori L'indifferenza è il male di questo secolo # P.Legrenzi,Un’emergenza che ci rende più umani # P.Levi,Una spaventosa schiavitù # E.Beccalli,L’educazione chiave per lo sviluppo del continente africano # E.Affinati,Più dei programmi alla fine peserà la didattica il vero tema è far appassionare i nostri ragazzi # G.Giraud,Acqua bene di tutti: la minaccia finale. # M.Lancini,"Famiglia e amici creano la responsabilità oggi però è diffificile dare la colpa ai genitori" # N.Dalla Chiesa,Ricongiungimenti familiari Dalle Ande alla Padania: giovani cittadini esemplari # P.Conti,Sedotti dall’arte grammatica # E.B.C.Tucci,Scuole elementari, via al ritorno dei giudizi sintetici # A.Urbinati,P.Zerbino,Il dilemma dei rifiuti tra riduzione e opportunità di riciclo # R.Scorranese,«L’ultimo antibiotico io l’ho preso 40 anni fa» # A.Rosina,Un nuovo patto generazionale # G.Fregonara,O.Riva,L’AI aiuta i copioni e i prof ne sanno poco # N.Lagioia,L’Italia di oggi che ancora è ferma a Eboli # G.Remuzzi,Salvare la sanità pubblica: un piano, i fondi, la volontà # A.Rosina,Rafforzare attrattività e capitale umano per vincere le sfide demografiche # G.De Rita,Specializzazione "Contro la crisi non basta sperare.Bisogna fare riforme strutturali" #
"Il Sole 24 Ore" - 29 gennaio 2025
L’economia spaziale cresce e le finalità di difesa prendono il sopravvento
di Ersilia Vaudo-Scarpetta
Ambiente e futuro
«L’Universo non è l’unica cosa che si espande». Comincia così un podcast di Mc Kinsey del 2024 intitolato The Case for Space. Il riferimento è all’incredibile traiettoria dell’economia spaziale globale che si prevede raggiungerà i 1.800 miliardi di dollari, inflazione inclusa, entro il 2035, rispetto ai 630 miliardi di dollari del 2023.
Che si sia d’accordo o meno con queste stime, resta notevole la trasformazione in atto nel settore spaziale. E il fenomeno alimenta, ormai da anni, una eccitazione diffusa e inedita, sostenuta dal moltiplicarsi delle opportunità, per investimenti sia pubblici che privati. Il futuro sembra aver preso anche quella direzione. I master in Space Economy si moltiplicano, i profili su Linkedin che menzionano «economia spaziale» o «spazio commerciale», aumentano ogni anno e, anche grazie all’ “effetto Elon Musk”, sono sempre di più i ragazzi che si dicono interessati a intraprendere carriere in ambito aerospaziale o a diventare imprenditori nel settore. Tutto bene quindi. O quasi.
"Il Sole 24 Ore" - 29 gennaio 2025
Ci sono più donne in politica ma non nei settori strategici
di Graziella Romeo
Gender gap
A dispetto degli ambiziosi obiettivi delle Nazioni Unite per il 2030, le statistiche dell’agenzia per le Donne (UNWomen) sono impietose. A far data dal 1° ottobre 2024, sono 29 i Paesi in cui 30 donne ricoprono il ruolo di Capo di Stato e/o di Governo. Solo 19 Paesi hanno una donna come Capo di Stato e 17 Paesi hanno una donna come Capo di Governo. Al livello globale, al 1° gennaio 2024 le donne rappresentavano il 23,3% dei membri dei Consigli dei Ministri alla guida di un settore specifico della politica nazionale. Sono appena 15 i Paesi in cui le donne occupano il 50% o più delle posizioni di Ministri responsabili di aree politiche. Tra questi, in Europa, c’è solo la Spagna. I cinque portafogli più frequentemente assegnati alle donne sono: Pari opportunità e uguaglianza di genere; Affari familiari e dell’infanzia; Inclusione sociale e sviluppo; Protezione sociale e sicurezza sociale; e Affari indigeni e delle minoranze.
"Il Sole 24 Ore" - 29 gennaio 2025
L’aratura dei fondali marini e l’idea di farli diventare un patrimonio comune
di Roberto Casati
Ambiente e futuro
Forse Vittorio Emanuele III ha contribuito suo malgrado a salvare una parte dell’oceano. Il due di marzo del 1909 la Repubblica del Messico e la Repubblica Francese decisero di nominare – su proposta messicana – l’allora Re d’Italia come arbitro della controversia che li separava quanto alla sovranità sull’isoletta di Clipperton, un piccolo atollo un buon migliaio di chilometri a ovest del centroamerica. Descritta da due capitani francesi nel 1711 (un Venerdì santo, da cui il primo nome di «Isola della Passione»), prende il nome odierno dal pirata inglese John Clipperton che ne avrebbe fatta l’isola del suo tesoro. È la cima di un monte vulcanico di cui affiora un roccione; unico atollo del Pacifico orientale, si è richiuso definitivamente a metà dell’Ottocento, riempendosi poi di acqua dolce.
"Il Sole 24 Ore" - 29 gennaio 2025
Ripristinare gli ecosistemi cittadini: la sfida per il 2031
di Miriam Allena e Alice De Nuccio
Ambiente e futuro
Il 18 agosto scorso è entrato in vigore il tanto discusso Regolamento europeo sul ripristino della natura (la cosiddetta «Nature Restoration Law») che obbliga gli Stati membri a recuperare il 20% degli ecosistemi terrestri ed il 20% degli ecosistemi marini del territorio dell’Unione entro il 2030, per poi ripristinare il totale degli ecosistemi degradati entro il 2050. La Nature Restoration Law dedica apposite disposizioni agli ecosistemi terrestri, costieri e di acqua dolce, agli ecosistemi marini, agricoli e forestali, ma – e qui sta la vera novità – fa riferimento anche agli
ecosistemi urbani: dunque, include pure le famigerate città, le piccole città e i sobborghi tra i teatri delle azioni che dovrebbero restituire alla natura uno spazio sottrattole da millenni.
"Il Sole 24 Ore" - 28 gennaio 2025
Una «scienza del nuovo» per affrontare i cambiamenti che stanno per arrivare
di Alessandro Rosina
IA e società
Viviamo in tempi in cui cambiamenti economici, sociali e demografici si intrecciano in modo profondo con trasformazioni tecnologiche dirompenti, rendendo il futuro un’incognita sempre più difficile da decifrare. In un mondo sempre più complesso e in continuo rapido mutamento l’unica informazione certa che abbiamo sul futuro è che è diverso dal presente. Per consentire al cambiamento di diventare miglioramento è necessario fare in modo che ciò che di diverso e nuovo il futuro porta rispetto al presente sia messo nelle condizioni di rendersi valore aggiunto.
"Il Sole 24 Ore" - 28 gennaio 2025
Ringiovanire le cellulle senza cambiare la loro identità
di Francesca Cerati
L’intervista. Vittorio Sebastiano. Il biologo italiano pioniere della riprogrammazione epigenetica ha dimostrato che è possibile invertire l’invecchiamento e istruire le cellule a combattere le malattie
In un laboratorio dell’Università di Stanford gli scienziati stanno lavorando su qualcosa di simile a una macchina del tempo molecolare. Il pioniere di questa tecnologia, chiamata riprogrammazione epigentica dell’invecchiamento (Era - Epigenetic reprogramming of aging), è Vittorio Sebastiano, un ricercatore italiano di fama internazionale, professore associato alla Stanford School of Medicine e fondatare di Turn Biotechnologies, l’azienda che sviluppa la tecnologia Era, mirata a riprogrammare le cellule umane per ripristinare uno stato più giovane senza alterarne l’identità. Con un background in biologia della riproduzione e un percorso di studi tra l’Università di Pavia, il Max Planck Institute in Germania e Stanford, Sebastiano, che è stato relatore alla II edizione del Women Economic Forum di Roma, sta rivoluzionando la comprensione dei processi di invecchiamento cellulare.
“La Stampa” - 28 gennaio 2025
La mia battaglia per la ricerca - Contro la fuga dei cervelli
di Elena Cattaneo
Chi ancora si domanda come mai tanti ricercatori italiani di talento scelgano di portare le loro idee all'estero probabilmente ignora la cronica inaffidabilità del sistema di finanziamento della ricerca pubblica in Italia. Mi riferisco alla totale assenza di certezze sull'apertura o meno di bandi di ricerca e sui tempi in cui se ne conosceranno gli esiti e alla mancanza di una struttura in grado di governare con standard internazionali le procedure di valutazione. Non sono problemi che scopriamo oggi: questa crisi va avanti da decenni, con conseguenze evidenti. Nel 2021 una ricerca della Normale di Pisa, dell'Istat e del Jrc stimava una perdita pari a 14mila ricercatori in dieci anni. Fermare questa emorragia di competenze dovrebbe essere un'ossessione per ogni governo. Ma così non è mai stato.
"Il Sole 24 Ore" - 26 gennaio 2025
Quelle tre «i» degli atenei futuri
di Pier Luigi Sacco
Università che cambiano. Il saggio di Andrea Prencipe, già rettore della Luiss, si concentra su «interdisciplinarietà», «internazionalizzazione» e «innovazione». Solo così anche le università italiane possono competete nello scenario globale
Andrea Prencipe ha terminato da poco il suo mandato di Rettore alla Luiss di Roma, ed è quindi nella posizione ideale per offrirci una riflessione a tutto campo sul presente e soprattutto sul futuro dell’università. Lo fa da un punto di vista tutto sommato insolito quanto necessario, come sottolineato già dal titolo del libro: università generativa, insistendo nel sottotitolo su tre ‘i’ che rappresentano i cardini di una visione strategica: interdisciplinarità, internazionalizzazione, innovazione. L’università italiana, con le dovute eccezioni, fa ancora una discreta fatica su tutti e tre i fronti se rapportata agli standard di una competizione globale sempre più accesa e dinamica. La riflessione di Prencipe, che non si limita alla diagnosi ma offre importanti prospettive concrete di policy, è quindi quanto mai necessaria.
"Il Sole 24 Ore" - 26 gennaio 2025
Raccontando il gufo pescatore
di Marta Morazzoni
Jonathan Slaght. Un’opera avvincente in cui un ricercatore americano narra le sue ricerche su una rara specie di uccello, sopravvissuta grazie all’indolenza sovietica, nella Siberia del 2006
I gufi pescatori devono la loro sopravvivenza all’indolenza sovietica: è un incipit degno di attenzione. Poco intervento umano sulla natura, poche, pochissime dighe costruite sui fiumi che sfociano dalla regione del Litorale nel mar del Giappone hanno salvato una specie altrimenti a rischio di estinzione. Si apre con questa singolare notazione il racconto dell’esperienza di Jonathan Slaght, ricercatore statunitense, nei territori dell’estremo est siberiano sulle tracce della rara avis (letterale!) scampata per caso all’invadenza umana. Questo gufo, imponente e forte, si nutre di salmoni, la cui risalita per deporre le uova è ostacolata proprio dagli sbarramenti artificiali.
"Il Sole 24 Ore" - 23 gennaio 2025
Scienziati divisi sul sogno di Musk: colonizzare Marte
di Leopoldo Bennacchio
Esplorazioni missione
Guideremo le esplorazioni spaziali e pianteremo la nostra bandiera su Marte. Lo ha detto pari pari Donald Trump nel recente discorso di insediamento come Presidente degli Stati Uniti, ed Elon Musk, lì vicino, ha esultato.
Il multimiliardario sudafricano vuole infatti andare su Marte, è il suo vero obiettivo finale, vuole portarci un milione di persone e fare della specie umana la prima “interplanetaria”, lo scopo è quello di «conservare e anzi propagare la coscienza», qualunque cosa voglia dire questa frase. Il progetto, secondo quanto ha detto lo stesso Musk, è costosissimo, al di sopra di qualunque possibile intervento di venture capital, almeno oggi come oggi, e anzi c’è chi sospetta che la sua entrata a gamba tesa nella politica, a fianco di Trump, sia per assicurarsi che il progetto Marte non venga spento, anzi, riceva sostanziose iniezioni di denaro.
"Il Sole 24 Ore" - 22 gennaio 2025
L’immigrazione, grande opportunità da gestire
di Giuliano Noci
Scenari geopolitici
Il boom che ci ha portato dall’avere una popolazione di 1,5 miliardi di persone agli inizi del ‘900 agli 8 miliardi del nuovo millennio deve essere considerato come un trend del passato. Andiamo molto rapidamente incontro ad un calo della popolazione mondiale e, soprattutto, a un aumento dell’età media. Mille anni fa era normale morire a trent’anni, oggi in Europa è considerato del tutto inaspettato passare a miglior vita a settanta. In questo contesto, non possiamo ragionare con i cliché del passato; dobbiamo tenere conto di due fenomeni molto rilevanti e che, in
quanto tali, necessitano di essere gestiti con grande attenzione.
“La Stampa” - 24 gennaio 2025
La lunga traversata delle donne contro il potere della “Maschiocrazia”
di Marta Cartabia
L’articolo della presidente emerita della Corte Costituzionale è la prefazione del libro “Maschiocrazia” di Emanuela Griglié e Guido Romeo.
Nel cuore di Roma, all’interno di Palazzo Montecitorio, dal 2016 c’è uno specchio nel quale tutte le ragazze dovrebbero riflettersi almeno una volta. Si trova nella Sala delle Donne, allestita nel corso della XVII legislatura per iniziativa della allora presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini. È un luogo forse ancora poco noto all’opinione pubblica, ma importante per capire l’evoluzione del nostro Paese. Su una parete, la Sala ospita i ritratti delle 21 deputate elette nel 1946 tra i 556 membri all’Assemblea Costituente e che seppero lasciare il segno nella nostra Carta Costituzionale, soprattutto sui temi dell’eguaglianza di genere, tanto nella famiglia quanto nella vita pubblica (artt. 3, 29 e 51 della Costituzione). Ci sono poi i ritratti delle prime sindache elette tra la primavera e l’autunno del 1946, della prima donna che ha assunto la carica di ministro, Tina Anselmi, della prima presidente della Camera, Nilde Iotti, e della prima presidente di Giunta regionale, Anna Nenna D’Antonio. Con la XVIII legislatura è stato aggiunto il ritratto della prima presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati e, nel 2022, il ritratto di Giorgia Meloni, prima donna presidente del Consiglio dei Ministri. Si parva licet, anche chi scrive ha l’onore di esservi ritratta dal 2019, in quanto prima presidente della Corte Costituzionale.
“Corriere della Sera” - 23 gennaio 2025
Andiamo a scuola. Di futuro
di Carlo Rovelli
Il destino dei nostri figli è globale, anziché privilegiare i localismi apriamoli al mondo
In una intervista di qualche giorno fa, il ministro Valditara ha parlato delle nuove Indicazioni nazionali per il primo ciclo, cioè i nuovi programmi, illustrandone alcune linee generali, e ha invitato a un «grande dibattito» su queste proposte.
Accolgo volentieri l’invito, con una breve riflessione.
Ho simpatia per diverse delle idee che ho ascoltato, in particolare la proposta di dare un ruolo maggiore alla musica e alla letteratura, e non vedo nulla di male in un po’ di latino. Mi aggiungo però alle voci già alzate per criticare l’idea di privilegiare «la storia d’italia, dell’europa, dell’occidente», e concentrare l’attenzione sui «popoli italici», e su «origini e le vicende dell’antica Grecia e di Roma, le loro civiltà, i primi secoli del Cristianesimo». Il ministro ha presentato questa scelta come un modo per non «caricare [la storia] di sovrastrutture ideologiche». Al contrario, concentrare la storia su alcuni momenti del passato rivela una forte sovrastruttura ideologica: è caratteristico di ogni ideologia cercare di costruire identità andando a pescare eventi del passato per definirsi e riconoscersi.
"Il Sole 24 Ore" - 21 gennaio 2025
Ampliare l’offerta extra didattica per aiutare le famiglie
di Eugenio Bruno Claudio Tucci
La proposta Edison Next
Criticità dell’infrastruttura scolastica e governance debole nella gestione dei servizi extra didattici (attività artistiche, corsi di approfondimento, attività sportive) stanno frenando un pieno, e ottimale, utilizzo degli edifici scolastici. Oggi i plessi sono utilizzati per circa il 20% del tempo; e ciò genera insoddisfazione nelle famiglie.
Eppure all’estero, dalla Francia alla Germania, passando per il Regno Unito, non mancano esempi e best practice di un utilizzo ottimale delle scuole, facendo leva sulla capacità dei dirigenti di attivare accordi con associazioni ed enti esterni per programmare attività extra didattiche; oppure attraverso una gestione più manageriale dell’istituto.
"La Repubblica" - 21 gennaio 2025
La scuola non fa differenze
di Vanessa Roghi
Il ministro Giuseppe Valditara rilascia un’intervista nella quale annuncia cosa accadrà, già a partire dal prossimo anno scolastico, nella scuola dell’obbligo e dell’infanzia. I titoli dei giornali dei giorni seguenti scrivono: ecco come cambieranno i programmi scolastici. O più correttamente: le nuove indicazioni nazionali saranno così. Nessuno però le ha lette queste indicazioni.
Quindi di cosa parliamo? Dello spirito che le animerà, dell’ideologia che le ha ispirate, per dirla con Ernesto Galli Della Loggia. Lo facciamo a partire da quelle adesso vigenti, che invece tutti possono leggere.
Le indicazioni nazionali per la scuola del primo ciclo (elementari e medie) e dell’infanzia sono state pubblicate nel 2007, poi riviste dal governo Monti nel 2012, e sono un documento molto bello. Parlano di “molteplicità di culture e di lingue”, di “rispetto delle differenze e delle identità di ciascuno”, di una scuola che deve fare i conti con la complessità di una società nella quale la diffusione delle tecnologie è una sfida per tutte e tutti. Parlano di nuove forme di esclusione e di povertà educativa, di fare scuola, di centralità della persona, di cittadinanza, umanesimo, Europa.
"Il Sole 24 Ore" - 21 gennaio 2025
Edilizia scolastica in emergenza nonostante i 12 miliardi del Pnrr
di Eugenio Bruno Claudio Tucci
Spazi per l’istruzione. Tutti gli ultimi rapporti, da Fondazione Agnelli a Legambiente, segnalano ancora criticità nelle scuole italiane e il Piano di ripresa e resilienza potrebbe non bastare: negli asili nido finanziati 120mila posti in più, ristrutturato il 20% degli edifici.
Lo stato di salute dell’edilizia scolastica era precario già prima del Pnrr e sembra esserlo anche adesso, nonostante gli oltre 12 miliardi di euro spalmati fino al 2026. A evidenziarlo sono stati un po’ tutti gli ultimi studi pubblicati sull’argomento, da Legambiente alla Fondazione Agnelli, da Bankitalia alla ricerca di Edison Next. I circa 40mila plessi disseminati lungo la penisola, che ospitano poco più di 8 milioni di studenti, sono mediamente vetusti, si stanno spopolando (ogni anno perdiamo 100/110mila studenti tra i banchi, frutto amaro della denatalità) e fanno sempre più fatica a svolgere un ruolo chiave di aggregazione a favore delle famiglie e della comunità che vada al di là della semplice erogazione di servizi di didattica. Peraltro con forti differenze negli apprendimenti tra Nord e Mezzogiorno.
"La Repubblica" - 21 gennaio 2025
“È la riforma di chi non ascolta i nostri giovani”
di Annalisa Cuzzocrea
Gli annunci del ministro Giuseppe Valditara sui nuovi programmi della scuola pubblica si possono riassumere in un sospiro che tutti conosciamo, e che suona più o meno così: “Ai nostri tempi!”. Ai nostri tempi si imparava a memoria “La pioggia nel pineto”, due strofe alla volta. Si studiava meglio il latino, o forse no. Ci si concentrava sui popoli italici e non sui pericolosi barbari arrivati a seguire, la geografia ci informava con dovizia di particolari di tutte le regioni in cui veniva coltivata la barbabietola da zucchero e quanti fiumi, laghi, monti. Ai nostri tempi sì, che eravamo preparati, dice in coro il Paese che registra un tasso di ignoranza altissimo in tutte le fasce d’età, come ha rivelato il Censis nel suo cinquantottesimo rapporto. E quindi non si comprende perché si debba considerare tanto migliore una scuola che in un’epoca di pace e boom economico ha prodotto un così scarso numero di laureati e un così alto numero di persone che non sanno che Mussolini è stato destituito e arrestato nel 1943 (il 55,2%), chi fosse Giuseppe Mazzini (lo ignora il 30,3%) o a che anno risalga l’unità d’Italia.
“La Stampa” - 20 gennaio 2025
Responsabilità, inutile chiamarsene fuori L'indifferenza è il male di questo secolo
di Marco Revelli
Sara Cherici è svenuta alla lettura della sentenza che il 9 gennaio scorso la condannava a 16 anni «per concorso morale nel tentato omicidio con l'aggravante dei futili e abietti motivi» compiuto dagli amici che erano con lei col lancio di una bici elettrica ai Murazzi. Una sentenza che ha colpito tutti, per la durezza della pena, e per la sproporzione rispetto a quelle inflitte agli autori materiali di quel crimine inescusabile (comprese tra i 10 e i 6 anni). Su di essa si potrà discutere a lungo dal punto di vista giuridico e processuale. Ma quello che qui preme, è piuttosto cercare di capire "chi sia" Sara (quale "tipo umano" si riveli dietro il profilo di quel gruppo di adolescenti che per svago giocarono con il male radicale). E, in rapporto a ciò, quale sia lo "spirito" di quella sentenza esemplare. Il messaggio che quei giudici (un collegio formato da tutte donne, come donna era la Pm) hanno voluto lanciarci. Evidentemente consapevoli del carattere aberrante di quel crimine.
“La Lettura” - 19 gennaio 2025
Una spaventosa schiavitù
di Primo Levi
La lettera a Bianca Guidetti Serra, scritta da Katowice, datata 27 aprile 1945. Il documento appartiene all’Archivio privato Primo Levi. «Ecco un riassunto della mia storia
Bianca carissima,
posso finalmente tentare di nuovo di scrivere a Torino: chi sa che non succeda un nuovo miracolo, e non ci riesca ancora una volta di stabilire una comunicazione attraverso mezza Europa in armi. Ed ecco un riassunto della mia storia.
Prima di tutto, occorre qui correggere e completare tutte le vaghe notizie che ho mandato da Monowiz. L’anno di schiavitù sotto i tedeschi è stato spaventosamente duro: a causa della fame, del freddo, della fatica e soprattutto delle decimazioni che, a intervalli irregolari, hanno diradato le nostre file. Fra i 600 partiti con me da Fossoli, sono stati scelti all’arrivo 95 uomini “validi” per il campo di Monowiz. Degli altri, vecchi, donne, bambini, si è persa ogni traccia. Di noi 95, siamo vivi in 6: scriverò in fine il nome degli altri 5. Gli altri, per lo più, sono morti di malattie o di stenti, o sono stati uccisi perché inabili al lavoro.
"Il Sole 24 Ore" - 19 gennaio 2025
Un’emergenza che ci rende più umani
di Paolo Legrenzi
Il futuro del pianeta/1. Secondo Adam Greenfield eventi come l’uragano Sandy ci aiutano a scoprire un inatteso sé radicato nella cura della comunità
Adam Greenfield, un versatile urbanista, si era laureato e insegnava alla New York University, mentre ora abita a Londra e lavora in un centro della London School of Economics dedicato ai rapporti tra sviluppo delle città e nuove tecnologie. A fine ottobre 2012 l’uragano Sandy si era abbattuto su New York e Greenfield, che in quel momento era fuori città, vide alla televisione la sua casa in mezzo ai flutti. L’acqua salmastra aveva inondato mezza città: la metropolitana, i condotti di servizio, gli scantinati. Tutto quello che si dà per scontato – acqua, luce, impianti di riscaldamento– aveva smesso di funzionare.
"Il Sole 24 Ore" - 18 gennaio 2025
L’educazione chiave per lo sviluppo del continente africano
di Elena Beccalli
Secondo le proiezioni dell’Ocse, la popolazione globale di laureate e laureati è destinata quasi a raddoppiare nel decennio in corso, raggiungendo i 300 milioni entro il 2030. In Africa, però, per quanto le proiezioni indichino una notevole crescita demografica che si assocerà a un rilevante aumento della forza lavoro, il livello di istruzione resta basso. È, questo, un ostacolo da rimuovere, anche per accompagnare uno sviluppo economico sostenibile.
Altri dati allarmanti riguardano le disuguaglianze educative in questo continente. A causa delle guerre, delle migrazioni e della povertà, circa 98 milioni di bambini e giovani africani non hanno accesso all’istruzione primaria e secondaria (Unesco, 2021). Inoltre, l’Africa sub-sahariana non solo è la regione al mondo con i più alti tassi di non scolarizzazione, ma è anche l’unica dove questo dato è in crescita.
“Avvenire” - 17 gennaio 2025
Più dei programmi alla fine peserà la didattica il vero tema è far appassionare i nostri ragazzi
di Eraldo Affinati
La cosa peggiore che potremmo fare nel riflettere sulle nuove indicazioni nazionali appena presentate dal ministro Giuseppe Valditara per il primo ciclo di istruzione, ovvero dalla scuola dell’infanzia alle superiori di I grado, sarebbe quella di strumentalizzare l’auspicato dibattito alimentando in modo precostituito le pur inevitabili contrapposizioni. Se c’è un luogo dove dovremmo trovare punti d’intesa cercando una sintesi complessiva, a partire dai fondamenti del sapere, è proprio questo. Senza dimenticare, è ovvio, la natura convenzionale dei programmi scolastici che non rappresentano una verità assoluta, bensì soltanto ipotesi di lavoro conoscitive.
Stiamo parlando, non dimentichiamolo, della formazione culturale delle future generazioni, umanistica dal momento che su quella scientifica si è già legiferato, tenendo presente che si tratta di criteri generali di massima, i quali dovranno poi calarsi nelle realtà particolari degli istituti: il che può fare tutta la differenza del mondo.
"Il Fatto Quotidiano" - 16 gennaio 2025
Acqua bene di tutti: la minaccia finale.
di Gael Giraud s.i.
L’acqua potabile in tutto il pianeta è diventata una risorsa mondiale sempre più rara.
E non va dimenticato il problema del suo inquinamento. Occorre intervenire con urgenza per porre fine allo spreco a causa delle fughe d’acqua. Qualche anno fa spiegavo in una trasmissione tv che la Penisola si avviava nella direzione di una situazione di mancanza di acqua: tra il -40% e il -80% di acqua entro il 2040, secondo il think tank Usa World Resources Institute. Chi mi intervistava manifestava interesse alla questione, ma restava assai incredula. Mi è sembrato stessi vivendo un “momento alla Mindy”, simile a quello immortalato nel film Don’t look up. In due anni, la situazione è fortunatamente cambiata, infatti l’acqua è diventata un’urgenza nazionale in tutto il Sud Europa.
“La Stampa” - 13 gennaio 2025
"Famiglia e amici creano la responsabilità oggi però è diffificile dare la colpa ai genitori"
di Matteo Lancini
«O pensiamo che i ragazzi abbiano ricevuto troppo dai genitori e i loro eccessi siano dovuti al desiderio di provare qualcosa di nuovo oppure, ed è la mia visione, che certi gesti spericolati nascano da emozioni inascoltate e dalla difficoltà a immaginare un futuro». Matteo Lancini, 59 anni, psicologo e psicoterapeuta, ha appena scritto Cosa serve ai nostri ragazzi (Utet) in cui spiega perché gli adolescenti di oggi sono diversi da quelli di ieri.
Che idea della responsabilità dei ragazzi si ricava dal caso dei Murazzi di Torino?
«Soggettività e contesto contano sempre molto. Il professor Lingiardi ieri ha detto bene quanto contino i valori dell'ambiente di crescita, che nell'adolescenza si fanno propri in collegamento con gli amici, in una specie di laboratorio valoriale. L'adolescenza è l'incontro con chi ci completa più che con chi è simile. Tra nascita, famiglia, amici si costruisce un senso che guida le azioni, che sarebbe l'etica e in qualche modo la responsabilità. Non a caso molti di noi se rapinassero una banca poi non dormirebbero perché in disaccordo con la propria identità».
"Il Fatto Quotidiano" - 13 gennaio 2025
Ricongiungimenti familiari Dalle Ande alla Padania: giovani cittadini esemplari
di Nando Dalla Chiesa
Non mi era mai capitato. Mai mi era successo di avere tra le mani, in contemporanea, tre testimonianze scritte delle fatiche per cui i giovani immigrati devono passare quando arrivano in Italia. Testimonianze sincere e trasparenti.
Non pensate per giornalisti o magistrati. Ma raccontate quasi privatamente in una di quelle riflessioni autobiografiche che i lettori sanno essere caratteristiche dei miei studenti nelle prove scritte. Hanno il timbro di storie nate in Perù, in Colombia e in Ecuador, i paesi delle nostre badanti o collaboratrici domestiche. Mi ha dunque colpito trovarmi davanti al significato vero di quei ricongiungimenti familiari spesso accusati, da almeno un ventennio, di essere un mezzo quasi truffaldino per allargare le maglie dell’immigrazione. Ecco come si allargano “impropriamente” le maglie.
“Corriere della Sera” - 12 gennaio 2025
Sedotti dall’arte grammatica
di Paolo Conti
Giuseppe Antonelli e le regole della lingua: sono strumenti di libertà (assai glamour...)
Apprendere bene la nostra lingua italiana è una splendida avventura di conoscenza e insieme di libertà intellettuale e civile. E la scuola può non essere una gabbia ossessiva e oppressiva per i ragazzi ma diventare una macchina fantasiosa di idee, confronti, creatività per crescere e maturare insieme. Di più: può persino nascere una «Accademia d'arte grammatica» fondata dagli stessi ragazzi impegnati a giocare con il vocabolario alla continua scoperta di parole e di significati.
Un'utopia? No: però bisogna avere la fortuna di imbattersi nei professori giusti. Chiunque insegni dovrebbe leggere con attenzione II mago delle parole (Einaudi, in uscita dopodomani, martedì 14), il nuovo libro di Giuseppe Antonelli, famoso linguista, professore ordinario di Storia della lingua italiana a Pavia, direttore del Multi (il Museo multimediale della lingua italiana) e firma nota ai nostri lettori per ciò che scrive sulle pagine del «Corriere della Sera» e del supplemento «la Lettura» ma anche sulla sua rubrica settimanale su «7» L'ultima parola. Lezioni di italiano.
"Il Sole 24 Ore" - 11 gennaio 2025
Scuole elementari, via al ritorno dei giudizi sintetici
di Eugenio Bruno Claudio Tucci
Quasi trent’anni e non sentirli. La scuola italiana ritorna di fatto al 1996, quando l’allora ministro della Pubblica istruzione, Luigi Berlinguer, decideva di introdurre - con circolare - i giudizi sintetici alla primaria. Un sistema che è andato avanti fino all’anno scolastico 2020/21 quando si era invece passati alle lettere per valutare gli alunni. Cinque anni dopo il sistema cambia ancora per effetto della legge 150/2024, approvata il 25 settembre scorso, che viene ora attuata da un’ordinanza del ministro Giuseppe Valditara. In base alla quale la valutazione sarà espressa attraverso giudizi sintetici, da «ottimo» a «non sufficiente», correlati alla descrizione dei livelli di apprendimento raggiunti per ciascuna disciplina, compreso l’insegnamento dell’educazione civica. Torneranno anche «distinto», «buono», «discreto», «sufficiente».
"Il Sole 24 Ore" - 9 gennaio 2025
Il dilemma dei rifiuti tra riduzione e opportunità di riciclo
di Andrea Urbinati e Pierluigi Zerbino
Economia circolare
«La spazzatura è una grande risorsa nel posto sbagliato a cui manca l’immaginazione di qualcuno perché venga riciclata a beneficio di tutti». Così recita una frase di Mark Victor Hansen, famoso speaker ispirazionale e motivazionale statunitense. Ed è proprio con la spazzatura, edulcorata col più nobile termine “rifiuto”, che l’Economia Circolare si trova a fare i conti. Da un lato, l’implementazione dell’Economia Circolare incorpora generalmente strategie volte a estendere il ciclo di vita dei prodotti, come il riuso, il ricondizionamento e la riprogettazione di prodotti e componenti, per salvaguardare le risorse del pianeta e contribuire a ridurre la produzione di rifiuti.
“Corriere della Sera” - 6 gennaio 2025
«L’ultimo antibiotico io l’ho preso 40 anni fa»
di Roberta Scorranese
Silvio Garattini: «Ogni giorno faccio ancora 5 km di camminata veloce, a colazione solo caffè. Per i dolcevita litigai con Funari»
Nei segreti di Silvio Garattini, ricercatore, oncologo, farmacologo, 96 anni compiuti lo scorso novembre. «L'ultimo antibiotico — racconta — l'ho preso 40 anni fa. A pranzo? Solo una spremuta. E cammino veloce per cinque km al giorno».
L'appuntamento è all'istituto di ricerche farmacologiche «Mario Negri», periferia di Milano. Istituto che Silvio Garattini ha fondato nel 1963. Qui è dove ha sviluppato importanti ricerche sulle medicine che prendiamo abitualmente. Qui ha contribuito in modo rilevante allo studio della moderna chemioterapia. E qui Garattini ha ancora il suo ufficio: ogni mattina si alza, (non) fa colazione e viene a lavorare. Però, a 96 anni appena compiuti, non rinuncia mai al secondo caffè della giornata. Con zucchero. Ma professore, lo zucchero non è uno degli spauracchi delle diete più recenti? «Figuriamoci. Il cervello ha bisogno di 90 grammi di zucchero al giorno, tra quelli semplici e quelli complessi. Io, per esempio, la sera non dico mai no a un dolcetto».
“Corriere della Sera” - 6 gennaio 2025
Un nuovo patto generazionale
di Alessandro Rosina
L'Italia continua ostinatamente a non essere un Paese per giovani e questo la rende sempre meno anche un Paese per anziani e per tutte le fasi della vita. Tutte le economie mature avanzate si trovano con anziani in aumento, grazie all'estensione della longevità, e con una natalità insufficiente a garantire un adeguato rinnovo generazionale. Il problema principale non è l'invecchiamento e nemmeno, a ben vedere, la denatalità, ma il processo di degiovanimento. I Paesi che vanno verso squilibri accentuati e sempre meno sostenibili, come l'italia, non sono quelli con più anziani ma quelli con meno giovani. D'altro canto, l'indebolimento delle nuove generazioni non dipende solo dalle basse nascite ma anche dai flussi di uscita verso l'estero e dalla scarsa capacità di gestire positivamente l'immigrazione. Le stesse nascite, inoltre, possono aumentare solo dove ci sono giovani messi nelle condizioni di realizzare in modo pieno i propri progetti professionali e di vita. La situazione di marginalità sociale ed economica, in cui molti si trovano, contribuisce alla crescita di sfiducia ed espone al rischio di demotivazione, che poi porta a non votare (astensionismo) o a votare con le gambe (diventando Expat).
“Corriere della Sera” - 6 gennaio 2025
L’AI aiuta i copioni e i prof ne sanno poco
di Gianna Fregonara e Orsola Riva
Cresce l'uso (e l'abuso) dell'ai, ma c'è poco digitale nella formazione degli insegnanti.
Se ai tempi della scuola aveste avuto a disposizione una specie di lampada di Aladino capace di fare, a comando, il riassunto di un canto dell'inferno o di risolvere un'equazione di secondo grado, cosa avreste fatto? Avreste continuato a sudare sul vostro quaderno o avreste ceduto alla tentazione di far fare i compiti al genio della lampada? Con l'avvento dell'intelligenza artificiale e dei nuovi software capaci di produrre testi simili a quelli che potrebbe scrivere un essere umano, il vecchio vizio italico di copiare, a casa o in classe, ha fatto un ulteriore salto di qualità rispetto a Internet. Già dieci anni fa due studenti su tre ammettevano di cercare «aiutini» in Rete. Lo sanno bene gli insegnanti che si sono attrezzati a rimaneggiare le versioni per evitare il copia-incolla delle traduzioni.
"La Repubblica" - 6 gennaio 2025
L’Italia di oggi che ancora è ferma a Eboli
di Nicola Lagioia
Cinquant'anni fa la morte di Carlo Levi, autore di uno dei grandi capolavori del Novecento: una lezione sempre attualissima.
«Il cielo era rosa verde e viola, gli incantevoli colori delle terre malariche, e pareva lontanissimo». Quando nel 1935, Carlo Levi — torinese, antifascista, laureato in medicina, sodale di Pietro Gobetti, membro di Giustizia e libertà — fu mandato al confino nel paese di Grassano, poi nel vicino Aliano, si ritrovò a contatto con la civiltà contadina del meridione. Gli fu davanti un mondo oscuro, arretrato, in apparenza inconoscibile, eppure necessario per capire cosa fosse davvero l’Italia.
I contadini lucani, come tutti, vivevano sotto il giogo del fascismo. In modo analogo, decenni prima, erano stati costretti alla retorica del nuovo stato unitario. Eppure, a ragione, se ne sentivano fuori. «Per la gente di Lucania », scrive Levi, «Roma non è nulla: è la capitale dei signori, il centro di uno Stato straniero e malefico». Napoli, con la sua miseria, potrebbe forse essere la loro capitale, «ma a Napoli non ci sta più, da gran tempo, nessun re». Nelle case in cui Levi mette piede ad Aliano non trova mai un ritratto del duce, mai un ritratto del re.
“Corriere della Sera” - 3 gennaio 2025
Salvare la sanità pubblica: un piano, i fondi, la volontà
di Giuseppe Remuzzi
Il medico di famiglia al centro delle attività di prevenzione, incentivare le cure a casa e svuotare i pronto soccorso.
«Molti dei nostri concittadini non sono in buona salute e non hanno abbastanza soldi per curarsi, è venuto il momento di aiutarli. Medici ne abbiamo, ma non sempre dove servono. E non è sufficiente costruire infrastrutture, le dobbiamo distribuire in modo uniforme nel Paese e farci carico degli operatori e dei servizi. Per i tumori abbiamo fatto molto, ma siamo lontani dall'aver risolto il problema, abbiamo fatto troppo poco per le malattie mentali e troppo poco per incentivare i giovani a essere medici e infermieri. E troppo poco per la ricerca biomedica». Il progetto Usa del '45. Con questo messaggio, letto di fronte al Congresso degli Stati Uniti il 19 novembre 1945, Harry Truman chiedeva per il suo Paese un servizio sanitario, e che fosse per tutti e per tutte le malattie: un grande progetto governativo (come stavano facendo proprio in que¬gli anni nel Regno Unito e come avremmo fatto noi molto dopo col Servizio Sanitario Nazionale). Il congresso fu contrario alla proposta di Truman che mirava fra l'altro a togliere ai suoi cittadini la preoccupazione dei soldi quando si dovessero ammalare. E come è finita?
"Il Sole 24 Ore" - 2 gennaio 2025
Rafforzare attrattività e capitale umano per vincere le sfide demografiche
di Alessandro Rosina
Strategie di crescita
Tre dati in combinazione tra loro rischiano di inchiodarci ad un futuro di basso sviluppo e di impoverimento del sistema sociale.
Il primo è la continua crescita della popolazione over 75, alla quale corrisponde, come ben noto, un aumento della spesa pubblica per pensioni, per cura e assistenza. Si tratta però di un dato in linea con la tendenza comune delle economie mature avanzate.
Il secondo è la riduzione demografica delle generazioni che entrano nella fase centrale lavorativa. La fascia 25-34 è passata da circa 8,5 milioni di persone nel 2004 ai 6,2 milioni attuali. Si tratta di un crollo inedito rispetto al passato e tra i più accentuati in Europa.
“La Stampa” - 2 gennaio 2025
Specializzazione "Contro la crisi non basta sperare.Bisogna fare riforme strutturali"
di Giuseppe De Rita
La necessità di riforme strutturali, di recuperare lo spirito corale che ha permesso la ricostruzione dell'Italia nel dopoguerra. La necessità soprattutto di riprendere a sperare, è l'augurio che arriva da Giuseppe De Rita, sociologo, tra i fondatori del Censis di cui è stato a lungo presidente.
Nel suo discorso il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha elencato le difficoltà dell' Italia. Un lungo elenco.
«Il presidente della Repubblica ogni anno cita tutti i problemi, dai migranti agli anziani.
L'elemento nuovo quest'anno è stata l'affermazione che la speranza siamo noi. Mi piace molto Percné ci invita a renderci conto che la speranza non arriva da una stella di Natale, siamo noi a doverla creare».
