# S.Roncoroni,E Majorana morì due volte # T.Pievani,L’Antropocene di 12.800 anni fa # G.Parisi,Il paradosso della scienza italiana un’eccellenza in perenne agonia # P.Caraveo,Il telescopio svela la storia dell’universo # M.Bucchi,Il padre dei fiocchi di neve # E.Comelli,Il permafrost cede:effetti disastrosi dall’Artico alle Alpi # E.Beccalli,Serve un patto educativo per il futuro del digitale # P.Dubini,Perché la fruibilità della cultura è un tema che riguarda tutti # M.Pucciarelli,Il libro censurato sui crimini di guerra degli italiani # A.Mondo,Il tumore al seno metastatico spiegato ai bimbi "Parlare della malattia per affrontarla insieme" # M.Gallizioli,La piaga dei disturbi alimentari # F.Farinelli,Zaini e coltelli # M.Belpoliti,Primo Levi “Caro amico tedesco” # F.Giuliani,Se perdere le parole ci rende meno liberi # P.Di Paolo,Analfabeti funzionali # P.Boccardelli,L’Università è pronta a superare i paradossi dell’intelligenza artificiale # S.Truzzi,Che presidente fu Montale: l’egemonia culturista fa scuola # E.Fornero,Un Paese che sta arretrando in balia di social e populismi # C.Tucci,Ocse: un italiano adulto su tre comprende solo testi brevi # F.Rigotti,L’esperienza alla base della scienza # G.Dotti,«L’intelligenza artificiale può essere un rischio per la ricerca» # A.De Angelis,La fisica dell’atomo scritta dalle donne # G.Rossi,Delpini: «Città spossata» # F.Moscatelli,Alessandro Rosina "Giovani, donne e migranti Impariamo a riconoscerne il valore" # A.Cuzzocrea,L'Occidente in declino-Le spinte populiste # C.Tucci,Matematica e scienze:Italia meglio, ma resta il divario Nord-Sud # G.Landi,La salvaguardia delle foreste per tutelare l’ambiente # A.Gasbarrini,Cambio di passo necessario sul fronte del cibo # L.Reichlin,Ambiente e costi chi paga? #
"La Repubblica" - 22 dicembre 2024
E Majorana morì due volte
di Stefano Roncoroni
A 86 anni dalla misteriosa scomparsa del fisico, pubblichiamo alcuni documenti che potrebbero
fare chiarezza sul caso. Sono lettere che dimostrano, secondo il pronipote, la data della morte:
settembre 1939, diciotto mesi dopo la sparizione di Ettore. Ma la famiglia le ha sempre nascoste.
Ottantasei anni dopo la scomparsa di Ettore Majorana il suo mistero sembra ancora irrisolto, vittima di una serie di circostanze e di coincidenze incredibili, di depistagli familiari, civili, religiosi, intromissioni di ogni tipo e iniziative dello stesso fuggiasco. Di Ettore si dice che non si sia saputo più nulla e che non sia mai stato ritrovato. Ma non è proprio così che è andata perché la morte di Ettore era già nota alla sua famiglia dal settembre 1939 ma, per motivi da indagare, aveva tenuto tutta per sé quella ferale notizia. Nel 1964 mi era stata comunicata dalla famiglia ma vincolandomi al silenzio per vari anni, scaduti i quali è stata da me pubblicata nel 2013. Ma nessuno degli interessati al caso ha voluto prendere in considerazione i documenti relativi e, di conseguenza, la stampa e la pubblica opinione hanno continuato a scorrazzare per i prati della fantasia e dell'inverosimile fino ad oggi. Da qui la necessità di ritornare sulla questione.
“Corriere della Sera” - 22 dicembre 2024
L’Antropocene di 12.800 anni fa
di Telmo Pievani
Un nuovo studio sul cranio di un bambino di 18 mesi vissuto alla fine del Pleistocene mostra che il piccolo e sua madre che lo allattava mangiavano carne di mammut uccisi dai cacciatori della loro tribù. Una prova ritenuta importante per i cambiamenti climatici. Ma l’indagine, tutta basata su indizi, alla Sherlock Holmes, è ancora aperta...
Un gelido ponte di terra, oggi sommerso, univa un tempo Nord America e Siberia orientale. Si chiamava Beringia: più di mille chilometri di tundra, paludi e pianure che si estendevano dall’Oceano Pacifico all’Artico. Sul versante asiatico, i cacciatori di mammut e caribù erano all’opera da diversi millenni. Di origine africana, gruppi di Homo sapiens ben equipaggiati salirono dai Monti Altai lungo la valle del fiume Jenisej, raggiungendo la costa ghiacciata del mare di Kara, Oceano Artico, già 45 mila anni fa. Impararono a vivere a venti gradi sotto zero, come i pachidermi di cui si cibavano. Avvicinarsi sarebbe stato troppo pericoloso e allora li colpivano dalla distanza con i propulsori, in punti nevralgici come il collo e la base
del tronco. Le lance erano scagliate con tale vigore da penetrare pelle e muscoli, conficcandosi persino nelle ossa.
“La Stampa” - 22 dicembre 2024
Il paradosso della scienza italiana un’eccellenza in perenne agonia
di Giorgio Parisi
Abbiamo i migliori ricercatori del mondo, ma più della metà se ne va e non torna L’università è sottofinanziata, ora che finiranno i fondi del Pnrr rischiamo il tracollo
La ricerca italiana ha punte di eccellenza straordinarie. La Fisica, il campo che conosco meglio, ha un prestigio internazionale elevato. Basta ricordare la nostra Fabiola Gianotti è stata non solo la prima donna direttrice generale del Cern, ma anche il primo caso in cui il mandato è stato rinnovato alla prima scadenza.
L’università di Roma La Sapienza è l’unica università al mondo in cui tre ricercatori hanno ricevuto negli anni la medaglia Boltzmann della Iupap per i loro studi in meccanica statistica.
"Il Sole 24 Ore" - 22 dicembre 2024
Il telescopio svela la storia dell’universo
di Patrizia Caraveo
Astrofisica
La prima, e unica, visione del James Webb Space Telescope dopo il lancio, nel giorno di Natale 2021, ci ha mostrato una compatta struttura scintillante che conteneva tutti i sottosistemi del telescopio spaziale ripiegati con cura per entrare nell’ogiva del lanciatore Ariane 5.
Poi lo strumento ha iniziato il viaggio per raggiungere il suo punto di osservazione a 1,5 milioni di km dalla Terra. Nel corso del tragitto, durato un mese, il telescopio si è aperto con una sequenza di oltre 300 manovre. Appena terminata la complessa procedura sono iniziati i test per verificare le capacità del nuovo osservatorio sul quale si concentravano le attese di tutta la comunità astronomica mondiale.
"Il Fatto Quotidiano" - 21 dicembre 2024
Il padre dei fiocchi di neve
di Massimiano Bucchi
Wilson Bentley, primo fotografo degli straordinari cristalli. Un dilettante che osservava la natura da scienziato e da poeta
Le immagini di cristalli di neve che oggi siamo abituati a vedere in illustrazioni, maglioni e tazze per evocare l’atmosfera natalizia devono molto (quasi tutto) a una singola persona.
Che non era uno scienziato di professione, né un disegnatore, bensì un agricoltore del nord-est degli Stati Uniti.
Wilson Alwyn Bentley nasce il 9 febbraio 1865 a Jericho, nel nord del Vermont. I genitori, scelta assai diffusa per l’epoca in quella zona, decidono di risparmiare al piccolo Wilson la sfida quotidiana con i gelidi inverni per raggiungere la minuscola scuola locale. “Non andai mai a scuola fino all’età di quattordici anni. Mia madre mi istruì a casa. Era stata insegnante prima di sposare mio padre, e instillò in me l’amore per la conoscenza e le cose più raffinate della vita. Aveva dei libri, e tra questi alcune enciclopedie. Li lessi tutti”.
"Il Sole 24 Ore" - 19 dicembre 2024
Il permafrost cede: effetti disastrosi dall’Artico alle Alpi
di Elena Comelli
Allarme nuovi studi
Nel 2020 un’enorme fuoriuscita di 21mila tonnellate di diesel, causata dal cedimento delle fondamenta dei serbatoi di stoccaggio di Norilsk Nickel dovuto al disgelo del permafrost, ha causato uno dei peggiori disastri ambientali nella storia della Russia, inquinando fiumi e laghi della Siberia settentrionale. Fra i rischi posti alle infrastrutture dalla crisi del clima, il degrado del permafrost è uno dei più gravi e dei più estesi, coinvolgendo vaste aree dell’Asia e dell’America settentrionali, oltre alle infrastrutture d’alta quota su tutte le catene montuose, comprese le Alpi. Un quarto del
territorio dell’emisfero settentrionale è costituito da permafrost, gran parte del quale si trova nelle regioni artiche, dove le temperature stanno aumentando a un ritmo tre volte più rapido rispetto alla media globale.
"Il Sole 24 Ore" - 19 dicembre 2024
Serve un patto educativo per il futuro del digitale
di Elena Beccalli
Intelligenza artificiale
La diffusione dell’Intelligenza Artificiale (IA), con la sua ambivalenza tra rischi e opportunità, impone una riflessione sulla questione educativa. Nell’attuale transizione d’epoca, l’educazione è strategica per ripensare categorie e quadri di riferimento, diventando un mezzo di adattamento in un contesto di trasformazione rapida e radicale senza precedenti.
Educare significa mettere in dialogo in maniera armoniosa le intelligenze multiple.
Più volte Papa Francesco, parlando di educazione, invita a integrare i tre linguaggi – della testa, delle mani e del cuore. Ne consegue che educare non è solo una trasmissione di concetti e saperi, ma è un processo radicato sulle esperienze.
"Il Sole 24 Ore" - 17 dicembre 2024
Perché la fruibilità della cultura è un tema che riguarda tutti
di Paola Dubini
Il libro
Fra il dire e il fare… affinché termini come diversità culturale, pluralismo, partecipazione e riconciliazione non siano vuote enunciazioni e perché effettivamente la cultura sia di tutti, la strada è lunga e non sempre agevole. La questione di fondo sottesa a questa affermazione è che la cultura è un diritto, al pari della salute e dell’istruzione, e che quindi le persone devono essere considerate rispetto alla cultura in sostanziale parità. Il che non è automatico, né scontato. Bourdieu ci ha insegnato che i consumi culturali definiscono le élite.
"La Repubblica" - 16 dicembre 2024
Il libro censurato sui crimini di guerra degli italiani
di Matteo Pucciarelli
La storia del saggio "Le atrocità di Mussolini". I crimini di guerra rimossi dall’Italia fascista dell’italoamericano Michael Palumbo (Alegre) già di per sé è una vicenda che vale un altro libro. Mandato in stampa nel 1992 per Rizzoli, col titolo L’Olocausto rimosso.
I crimini di guerra italiani in Africa e nei Balcani , nessuna delle ottomila copie di tiratura arrivò mai sugli scaffali. Furono mandate al macero. Allora, di quell’incredibile caso di autocensura preventiva, scrisse Simonetta Fiori su questo giornale. Il volume seguiva il documentario che Palumbo aveva fatto per la Bbc,Fascist legacy , dove si denunciava «per la prima volta, senza reticenze, le atrocità commesse dai soldati italiani in Grecia, Jugoslavia e nelle colonie d’Africa. E la copertura che nel dopoguerra il potere democristiano avrebbe garantito ai criminali di guerra. Tanto per non sbagliare, la rete uno della Rai, che s’era assicurata i diritti, si guardò bene dal mandarlo in onda», recitava la cronaca di Fiori. Insomma, niente documentario e niente libro.
"La Stampa” - 16 dicembre 2024
Il tumore al seno metastatico spiegato ai bimbi "Parlare della malattia per affrontarla insieme"
di Alessandro Mondo
La novella illustrata da Gilead nasce dall'esperienza di Lauren Huffmaster, una madre colpita dalla neoplasia.
Questa è la storia di un'avventura intrisa di magia, raccontata con disegni colorati, come si conviene per la comunicazione ai più piccoli, ma con un obiettivo molto serio, di cui possono beneficiare anche gli adulti.
Si intitola "Le avventure nel barattolo" la novella illustrata, edita da Gilead Sciences, nella quale Enea e Sofia, insieme ai genitori, decidono che la malattia della mamma, il tumore al seno metastatico, non impedirà loro di vivere comunque avventure bellissime e magiche: in un barattolo verranno messi dei bigliettini che saranno pescati per dare vita ai desideri in essi scritti.
E' l'incipit di una storia vera, ed estremamente toccante, nata dall'esperienza di Lauren Huffmaster, una mamma con tumore al seno metastatico, in linea con quanto affermava Marie Curie, tra le donne più celebri della storia e di ispirazione per molte generazioni di donne:
«Nella vita nulla va temuto bensì compreso».
"La Repubblica" - 16 dicembre 2024
Primo Levi “Caro amico tedesco”
di Marco Belpoliti
La vita di Primo Levi è stata, salvo il periodo trascorso ad Auschwitz, quella di un chimico impiegato in una azienda di Settimo Torinese che prova a scrivere nei ritagli di tempo, perlopiù di notte o durante le vacanze. La deportazione era stata, a suo dire, un’avventura, tanto da modificarlo profondamente, dargli maturità e persino conferirgli una ragione di vita. Tuttavia nella sua esistenza c’è un aspetto finora poco noto, non meno avventuroso, accanto all’attività di testimone e a quella di scrittore. Si tratta dell’attività di corrispondente, di scrittore di lettere, che intrattiene relazioni a distanza con alcuni interlocutori privilegiati, uomini e donne, spesso in paesi e nazioni lontane dall’Italia.
"Rocca" - 15 dicembre 2024
La piaga dei disturbi alimentari
di Marco Gallizioli
Da diversi anni e sempre più frequente incontrare studentesse e studenti che manifestano seri disturbi alimentari. Il fenomeno poi si e acuito con la pandemia e i suoi strascichi, fino ad assumere dimensioni ai miei occhi inquietanti. Non c'è anno scolastico che non sia funestato da ragazze e ragazzi che dimagriscono fino quasi a scomparire o, viceversa, da giovani che aumentano la loro dimensione corporea fino all'obesità. Per queste ragioni, la scuola cerca di attrezzarsi come può, promuovendo un'educazione alla salute e alla corretta alimentazione, oppure incontri con équipe di specialisti per sensibilizzare l'utenza, fatta perlopiù di ragazzi tra i 14 e i 19 anni. Ma, ovviamente, tutto ciò non serve a risolvere il problema, che, anzi, si fa sempre più evidente.
"Rocca" - 15 dicembre 2024
Zaini e coltelli
di Fiorella Farinelli
La violenza tra giovanissimi non è più una tragedia rara. Mentre parte della politica se ne serve per alimentare l'allarme sociale e per questa via il consenso a risposte di tipo securitario, nell'opinione pubblica più riflessiva crescono sentimenti sospesi tra incredulità e impotenza. Cosa spinge tanti ragazzi, sempre di più anche ragazze, a rendersi protagonisti a danno di coetanei di aggressioni fìsiche e psicologiche, estorsioni, molestie e violenze sessuali, bullismo e cyberbullismo? Come si spiega che negli zaini dei quindicenni ci siano spesso dei coltelli, e nelle loro teste la tentazione, la voglia, la sfida di usarli? È inoltre un tormento da sbrogliare con buon senso ed equilibrio la consapevolezza che a quell'età i carnefici sono di sicuro anche vittime, che quindi non basta punire e occorre anche prevenire. Ma vittime di che cosa, quali sono i fattori che oggi pesano di più nella delinquenza giovanile? Per capire bisogna conoscere, ascoltare, discutere.
“La Stampa” - 13 dicembre 2024
Se perdere le parole ci rende meno liberi
di Giuliani Fabrizia
Ha a che fare con il tempo, la questione dell'analfabetismo impietosamente fotografata dai dati Ocse, questo è il primo dato da tenere a mente. Perché una società che non sa, non ha più le parole e i numeri per leggere il mondo è una società che non ha futuro, non sa immaginarlo, può averne solo paura. Punto, l'editoriale potrebbe finire qui: invece qui cominciamo, perché in questa storia, che fa rumore e fa discutere – ma non tanto quanto dovrebbe – ci sono responsabili, vittime e profeti. C'è chi ha saputo vedere e chi si è voltato dall'altra parte, chi ha parlato per tempo, chi ha pagato il prezzo più alto, chi ne ha tratto e ne trae vantaggio. Non funziona nemmeno parlare di sommersi e salvati, perché se il piano è inclinato a questo punto non si salva più nessuno, sempre che accettiamo un noi nazionale e non un si salvi chi può individuale o relazionale. Sono una sorpresa questi dati? No.
"La Repubblica" - 13 dicembre 2024
Analfabeti funzionali
di Paolo Di Paolo
Le idee
Poco più di un decennio fa, Tullio De Mauro, uno dei maggiori linguisti che il nostro paese abbia avuto, trovava incomprensibile e inaccettabile la scarsa attenzione prestata dai media ai dati — sconfortanti già allora — sulla dealfabetizzazione degli adulti. Dovrebbe esserci un costante allarme, diceva, ma non c’è. Le cifre emerse dall’ultimo report Ocse sulle competenze degli adulti non mostrano inversioni di tendenza: Italia al quartultimo posto, i 55-64enni con valori più bassi dei 16-24enni; un terzo degli adulti risulta analfabeta funzionale.
Un’emergenza sociale che non sembra agitare più di tanto la classe politica, né turbarne i sonni: e invece un cittadino che fatica a leggere un testo di media complessità (un articolo come questo) è un cittadino che non gode appieno dei propri diritti e forse nemmeno lo sa. Rischia di restare e spesso resta al margine della partecipazione alla vita democratica; si espone senza quasi difese a chi intende schiacciarlo, truffarlo, blandirlo per renderlo un consumatore inerte e apatico.
"Il Sole 24 Ore" - 13 dicembre 2024
L’Università è pronta a superare i paradossi dell’intelligenza artificiale
di Paolo Boccardelli
L'anno accademico della Luiss
L’Italia è oggi di fronte a sfide complesse e senza ancoraggi. Viviamo in una “società liquida”, come l’ha definita Zygmunt Baumann, e per questo è più che mai necessario costruire il nostro futuro partendo dalle nuove generazioni.
Le Università – e, in particolare la Luiss, promossa da Confindustria – sono chiamate, in questo scenario, ad avere un ruolo attivo nella società, nella ricerca e nella formazione della classe dirigente del nostro Paese.
Traendo ispirazione dal pensiero di Alcide De Gasperi, che ci ricorda che «Politica vuol dire realizzare», le istituzioni educative devono plasmare leader consapevoli, in grado di lavorare secondo una logica collettiva e nell’interesse della comunità, cercando di proporre e attuare soluzioni innovative alle profonde trasformazioni del nostro tempo: dagli shock geopolitici al cambiamento climatico, dall’inverno demografico ai nuovi equilibri economico-sociali, passando per l’intelligenza artificiale, grande amplificatore di questi cambiamenti.
"Il Fatto Quotidiano" - 12 dicembre 2024
Che presidente fu Montale: l’egemonia culturista fa scuola
di Silvia Truzzi
Corriamo il rischio di fare, nelle righe che seguono, la figura dei tromboni. Pazienza, ne vale la pena perché il rapporto Censis 2024 e l’ultima indagine Ocse-pisa certificano una situazione drammatica. Dal rapporto Censis, in ordine sparso: il 55% degli intervistati non sa chi sia Mazzini (per il 19,3%, un “parlamentare della Prima Repubblica”); il 49,7% non sa indicare correttamente l’anno della Rivoluzione francese; per il 32,4% la Cappella Sistina è stata affrescata da Giotto o da Leonardo (perché non Banksy?); per il 35% Montale è stato un presidente del Consiglio degli anni 50 (Spesso il male di vivere ho incontrato a Palazzo Chigi); il 53,4% non sa cosa sia il potere esecutivo; per il 12,9% degli italiani 7 per 8 “non fa necessariamente 56”; il 43,5% dei diplomati, l’80% negli istituti professionali, stenta a capire l’italiano scritto (per il 5,8% del resto il “culturista” è una “persona di cultura”). Anche l’indagine Pisa è sconfortante: in Italia un adulto su tre (tra i 16 e i 65 anni) dispone di capacità linguistiche o matematiche scarse o molto scarse.
“La Stampa” - 12 dicembre 2024
Un Paese che sta arretrando in balia di social e populismi
di Elsa Fornero
È proprio vero che i nodi, prima o poi, vengono al pettine. I dati sull'Italia presentati ieri - come parte dell'Indagine Piaac (il programma dell'Ocse che misura e confronta il livello di conoscenza e competenza degli adulti di età compresa tra i 16 e i 65 anni) - sono avvilenti ma non inattesi. Anche perché arrivano pochi giorni dopo l'impietoso quadro fornito dal Censis nel suo Rapporto 2024, dove si denunciano uno scarsissimo livello di cultura generale e un'ignoranza sempre più diffusa e profonda. Non è certo difficile rendersi conto del legame tra la povertà conoscitiva e quella economica: nel complesso, siamo diventati non soltanto più poveri ma anche più "fragili", sia intellettualmente, sia finanziariamente, con la stazionarietà delle retribuzioni mentre i prezzi aumentano. Rispetto alla media dei Paesi Ocse, abbiamo minori «competenze cognitive», ossia ci fa difetto la comprensione anche di piccoli problemi, la capacità di vederne le interconnessioni, di utilizzare ragionamenti e strumenti logico-deduttivi e, talvolta, anche semplici calcoli matematici per cercarne una soluzione.
"Il Sole 24 Ore" - 11 dicembre 2024
Ocse: un italiano adulto su tre comprende solo testi brevi
di Claudio Tucci
Rapporto sulle competenze. Nei tre domini (alfabetizzazione, calcolo, problem solving) complessivamente il 26% si trova ai livelli più bassi. Italia fanalino di coda a livello internazionale
In Italia esiste (e va affrontato) un problema di competenze, che rappresenta un freno a produttività e innovazione. Da noi, infatti, oltre un adulto su tre - parliamo non solo di studenti ma di persone in piena età da lavoro tra i 16 e i 65 anni - ha ottenuto punteggi piuttosto bassi nelle capacità di lettura e matematiche. Sono persone che sanno leggere e scrivere ma al massimo riescono a comprendere testi brevi, quando le informazioni sono indicate chiaramente; oppure eseguire calcoli semplici, con numeri interi o decimali, o con il denaro, ma già davanti a compiti che richiedono più passaggi (come risolvere una proporzione) arrancano.
"Il Sole 24 Ore" - 8 dicembre 2024
L’esperienza alla base della scienza
di Francesca Rigotti
Il punto cieco. La sensazione soggettiva dell’umano che guarda gli oggetti è importante e irrinunciabile. Negarla ha effetti disastrosi, come nel climate change
Il punto cieco è una parte della retina che non contiene recettori per la luce; è un buco visivo che non percepiamo perché il cervello recepisce le informazioni anche dall’occhio opposto; eppure senza questa assenza invisibile non ci potrebbe essere presenza visibile. Anche al centro della scienza c’è qualcosa che non vediamo ma che la rende possibile: è l’esperienza diretta, corporea, Insomma l’orizzonte dell’esperienza posseduta in qualche grado da tutti gli organismi viventi costituisce la condizione di possibilità della scienza, o in maniera ancor più concisa, senza esperienza niente scienza. La logica del punto cieco scientifico tende tuttavia a minimizzarne se non a negarne il ruolo.
"Il Sole 24 Ore" - 8 dicembre 2024
«L’intelligenza artificiale può essere un rischio per la ricerca»
di Gianluca Dotti
Scienza. Per David Gross, premio Nobel per la Fisica, l’Ia può solo avere un ruolo complementare, non genera conoscenza. E può essere controproducente
Osservare, formulare ipotesi, verificare e replicare. Sono i fondamenti del metodo scientifico, il miglior modo che il genere umano abbia messo a punto per generare nuova conoscenza, nella fisica e in tutte le scienze fondamentali. È un processo che richiede tempo, rigore e un continuo confronto con la realtà, in cui ogni verità dev’essere dimostrata e ogni errore non è che un passo verso una comprensione più profonda. «L’intelligenza artificiale, per quanto potente e affascinante, si muove su un terreno completamente diverso: non osserva, non verifica, non replica», spiega David Gross, premio Nobel della fisica nel 2004 per i risultati nella cromodinamica quantistica, ospite a Trieste per i sessant’anni del Centro internazionale di fisica teorica Ictp. «L’Ia si limita a calcolare la risposta più probabile, pescando da un mare di dati preesistenti, senza cercare la verità».
“Corriere della Sera” - 8 dicembre 2024
La fisica dell’atomo scritta dalle donne
di Alessandro De Angelis
Riproposto oggi un testo del 1936 firmato da Ginestra Amaldi e Laura Fermi (non soltanto mogli di Edoardo ed Enrico, anzi). Un volume attualissimo per la qualità della ricerca scientifica, il valore didattico inalterato e la capacità divulgativa
Nel 1936 due giovani scienziate — Ginestra Amaldi, allora ventiseienne, e Laura Fermi, ventinovenne — pubblicarono per l’editrice Hoepli un nuovo libro intitolato Alchimia del tempo nostro, che raccontava in modo divulgativo la nascente fisica nucleare partendo dalle ipotesi atomistiche dei Greci antichi. Come scrisse nella prefazione lo storico direttore dell’Istituto di Fisica di via Panisperna a Roma, Orso Maria Corbino, «il lettore avrà già compreso che le autrici di questo libro sono appunto le gentili spose di Enrico Fermi e di Edoardo Amaldi», due tra i fisici più importanti del gruppo e di tutto il mondo, e due protagonisti della nuova fisica. Ma la definizione delle due autrici da parte di Corbino, oltre che maschilista, è molto riduttiva.
“Corriere della Sera” - 7 dicembre 2024
Delpini: «Città spossata»
di Giampiero Rossi
Forte attenzione ai temi sociali: lavoro precario, diritto alla casa, costo della vita, aria più pulita L’arcivescovo nel tradizionale discorso duro con politica e imprese: fate di più
È urgente a Milano il tema della casa per tutti Il primo modo di contribuire è pagare le tasse Lasciare riposare la terra non significa assentarsi dalla storia Al contrario si tratta di un esercizio attivo «Uno dei sentimenti diffusi la spossatezza di chi non ce la fa più». Milano è stanca, dice l’arcivescovo Mario Delpini nel suo tradizionale Discorso alla città. E lancia un’esortazione a «sentire il compito di procurare sollievo», rivolta a chi ha responsabilità, cioè alle classi dirigenti politiche, amministrative ed economiche, ampiamente rappresentate nella Basilica di sant’Ambrogio: «Abbiate compassione di voi stessi, dei vostri contemporanei, dei vostri figli e trovate il modo di far riposare la terra». Delpini esamina le sofferenze della città, dalla casa al lavoro, dalla sanità al denaro sporco, e di nuovo sollecita: «Raccogliere tutte le energie per evitare di continuare a fare quello che si è sempre fatto e ascoltare e cogliere il grido di aiuto che si eleva dalla terra».
“La Stampa” - 7 dicembre 2024
La formazione - La paura del diverso
Alessandro Rosina "Giovani, donne e migranti Impariamo a riconoscerne il valore"
di Francesco Moscatelli
«L'Italia non è ancora riuscita a trovare un percorso virtuoso capace di generare valore, crescita e benessere nel 21° secolo. Il reddito reale calato del 7% negli ultimi vent'anni è la conseguenza di un Paese che galleggia, e galleggia perché è schiacciato in difesa. Ci sono troppi pochi giovani e nel frattempo la denatalità sta riducendo la popolazione in età lavorativa». Secondo Alessandro Rosina, docente di Demografia e Statistica sociale all'Università Cattolica di Milano, il rapporto Censis non fa che confermare l'inedita crisi demografica in cui l'Italia si è avvitata progressivamente dall'inizio del nuovo millennio.
«Abbiamo retto finché il sistema si basava su un modello tradizionale che metteva al centro la forza lavoro costituita dalla figura del maschio adulto - prosegue Rosina -. Questa componente, però, si sta riducendo sempre di più, con l'invecchiare delle generazioni nate negli anni Sessanta e Settanta, e di pari passo rallenta il motore di sviluppo del Paese».
“La Stampa” - 7 dicembre 2024
L'Occidente in declino - Le spinte populiste
di Annalisa Cuzzocrea
Marc Lazar "Si torna a criticare la democrazia come negli anni Trenta del 1900"
Quel che colpisce Marc Lazar, professore di Storia e Sociologia politica a Sciences Po a Parigi e di Relazioni italo-francesi per l'Europa alla Luiss di Roma, è l'ampiezza del fenomeno: il 70% di italiani convinti dell'inevitabile declino dell'Occidente.
Delle sue colpe, di una crisi irreversibile di senso e di valori. È come se i cittadini fossero a disagio nelle democrazie liberali in cui vivono. Quasi non ne riconoscessero più la legittimità. Questo la sorprende?
«Mi sorprende l'ampiezza del dato e l'evidenza di una situazione di gravissimo pericolo. Che mi fa pensare – e attenzione, questo non significa che sia la stessa cosa – alla crisi e al rigetto delle democrazie europee degli anni '20 e '30 del ventesimo secolo».
"Il Sole 24 Ore" - 5 dicembre 2024
Matematica e scienze: Italia meglio, ma resta il divario Nord-Sud
di Claudio Tucci
Scuola. L’indagine internazionale Timss 2023 sugli studenti di quarta elementare e terza media conferma il ritorno ai livelli pre Covid
In matematica e scienze gli studenti italiani vanno meglio di molti coetanei stranieri, e, rispetto al 2019 (e quindi al pre-Covid), mantengono stabili i livelli negli apprendimenti. Anche se da noi permane un doppio ampio divario: gli alunni del Nord sono molto al di sopra degli studenti di Sud e Isole nelle materie scientifiche, e, purtroppo, le ragazze fanno peggio dei ragazzi. A rivelarlo è l’indagine internazionale Timss 2023, promossa dalla Iea (International association for the evaluation of educational achievement), presentata dall’ Invalsi ieri a Roma, che misura il rendimento nel tempo nelle due discipline Stem in quarta primaria e in terza media.
"Il Sole 24 Ore" - 4 dicembre 2024
La salvaguardia delle foreste per tutelare l’ambiente
di Giovanna Landi
Politiche per il territorio
Le foreste sono “polmoni verdi”, sistemi naturali per eliminare la dannosa CO2, che ha un ruolo decisivo nel deterioramento dell’ambiente e del clima, e produrre ossigeno. In questi anni sono stati moltissimi i programmi promossi a salvaguardia di boschi e foreste, a livello internazionale ed europeo. In Italia, oltre il 35% del territorio è coperto da alberi, e molte Regioni sono impegnate nell’adozione di misure, anche di natura giuridica, per la loro salvaguardia e recupero. In particolare, uno dei problemi giuridici più interessanti affrontato da norme regionali sulla scorta dei principi generali previsti dal Testo unico nazionale delle foreste è rappresentato dal contrasto al fenomeno della frammentazione fondiaria, che colpisce anche i terreni agricoli e le aree di montagna.
"Il Sole 24 Ore" - 3 dicembre 2024
Cambio di passo necessario sul fronte del cibo
di Antonio Gasbarrini
La centralità che il cibo ha assunto nelle sue molteplicità di funzioni richiede giuste ed accurate analisi, necessarie dal momento in cui la scienza è ormai unanimemente d’accordo sul legame indissolubile tra cibo, attività fisica regolare e salute.
Un’unione che è al centro delle attività della Fondazione Aletheia con una serie di iniziative che partendo da analisi scientifiche hanno l’obiettivo di sensibilizzare cittadini e istituzioni sul ruolo cardine del cibo e di stili di vita sani. A rischio, oltre al benessere psico-fisico dei cittadini, c’è anche la tenuta economica e sociale del Paese se pensiamo ai riflessi sui costi sanitari. Solo per citare alcuni dati, dal 30 al 40% delle neoplasie (tumori) potrebbe essere scongiurato con una corretta alimentazione e con attività fisica regolare.
“Corriere della Sera” - 1 dicembre 2024
Ambiente e costi chi paga?
di Lucrezia Reichlin
Una delle ragioni per cui, in Europa e in Italia, la determinazione a rispettare gli obbiettivi sulla riduzione delle emissioni di carbonio si sta indebolendo, è il fatto che la transizione energetica comporta dei grandi costi. Certo, se ci si rinunciasse, i costi sarebbero molto più elevati e l’esistenza umana sul pianeta sarebbe addirittura minacciata. Ma non parlare dei costi della transizione è un errore perché rende più difficile costruire il consenso necessario ad affrontarla. Per troppo tempo si è raccontato che il passaggio da un sistema energetico all’altro sarebbe stato un «win-win» non solo a transizione compiuta ma anche nel breve/medio periodo. Poiché risulta sempre più evidente che questo non corrisponde alla realtà e che inoltre i costi non sono equamente distribuiti, sta emergendo un negazionismo dettato dalla paura e purtroppo incoraggiato in modo cinico da qualche parte politica.
