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Pierandrea Brichetti pagina 4

randrea Brichetti pagina 4 Pagina 3 pagina 2 - pagina 1

 


Nidificanti in Italia = Inverno nella bassa valle dell’Oglio = Uccelli dei giardini della pianura padana = Bigia padovana = Monte Baldo a inizio estate

 Alieni lungo Oglio nella Lanca di Acqualunga = Cascata delle Marmore in Umbria = Rapaci notturni = Picchio muraiolo = Picchio tridattilo = La magia della luce = Il Martin pescatore, Alcedo attis, in Italia

 

 

 Rapaci notturni

Pierandrea Brichetti

 2025
In questo video facciamo la conoscenza con le 9 specie di rapaci notturni (Strigiformi) che si riproducono nel nostro Paese, con indicazioni sulla loro attuale distribuzione e su alcuni aspetti della biologia. Per molte specie vengono mostrate anche le cosiddette “borre”, cioè le parti indigeribili delle prede, quali peli, penne, ossicini e parti chitinose, che vengono espulse sotto forma di boli di varia forma e colore secondo le specie. Le specie, trattate in ordine sistematico, sono: Barbagianni (Tyto alba), Civetta capogrosso (Aegolius funereus), Civetta (Athene noctua), Civetta nana (Glaucidium passerinum), Assiolo (Otus scops), Gufo comune (Asio otus), Gufo reale (Bubo bubo), Allocco (Strix aluco), Allocco degli Urali (Strix uralensis).

 

 

Cascata delle Marmore in Umbria: il grande salto nel vuoto 4':30"

Pierandrea Brichetti

Opera ingenieristica iniziata dai Romani nel 271 a.C., è una delle cascate a flusso controllato più alte, con il suo dislivello di 165 m su tre salti. Si trova in Umbria nella bassa Valnerina nei pressi di Terni. E’ alimentata dalle acque del Velino che alla fine dei salti confluisce nel fiume Nera. E’ stata visitata da illustri scienziati, poeti, papi e regnanti.

 

 

 

Malga Natura sul Monte Baldo 

 MALGA NATURA

A fine giugno a "Malga Natura", posta ad una quota di circa 1300 m sul Monte Baldo veronese, si possono filmare agevolmente molte specie di uccelli e mammiferi che abitano nella zona, al limitare del bosco di faggi e conifere, sulle pareti rocciose, nei cespuglieti e nei pascoli. Durante il giorno sui posatoi è un andirivieni di piccoli passeriformi, con le cince in prima fila (soprattutto Cinciallegra e Cincia mora), mentre sui tronchi secchi risuonano i colpi di becco del Picchio rosso maggiore e del Picchio muratore (quest’ultimo non è un picide ma un passeriforme). Si riescono a filmare anche altre interessanti specie, come Luì piccolo, Luì bianco, Fiorrancino, Cardellino, Capinera e Crociere, quest’ultimo caratterizzato da una serie di abiti che cambiano in relazione all’età e al sesso. In questo periodo gli uccelli adulti rivestono l’abito nuziale, facilmente riconoscibile soprattutto nei maschi di Ballerina bianca, Codirosso comune, Fringuello e Fanello, mentre è più difficile riconoscere i giovani di queste e altre specie nati nel corso della primavera. Sul versante di fronte alla malga si sentono di frequente i fischi delle Marmotte che avvertono i giovani della presenza dell’Aquila reale o di un altro predatore alato o terrestre. La notte è il momento certamente più emozionante perché ci si viene a trovare a stretto contatto con specie prevalentemente notturne, molto elusive e diffidenti, che si materializzano dal nulla, come Tasso, Volpe e Faina, mentre attorno risuona il canto insistente dell’Assiolo, un piccolo rapace notturno che in autunno migra in Africa per svernare; la sua voce è un “chiù” ripetuto in modo sommesso ogni 2-4 secondi.

 


   

 
Le specie aliene sono vegetali e animali introdotti dall’uomo in zone al di fuori del loro areale di origine. In Italia sono oltre 3000 e la loro presenza rappresenta una minaccia per la biodiversità degli ecosistemi naturali. Nel video presento tre “alieni invasivi” tra i più comuni e facilmente osservabili: Testuggine palustre americana, Ibis sacro e Nutria.

 

 


  

Inverno in campagna

Inverno nella bassa valle dell’Oglio 6’e55’’

Quando i giardini e i parchi dei paesi che si snodano lungo il basso corso dell'Oglio e nella vicina campagna tra Acqualunga e Monticelli d'Oglio si animano della presenza di pettirossi, scriccioli, luì piccoli e cinciarelle, allora vuol dire che l’autunno sta finendo. Da questo momento in poi sarà un susseguirsi di giornate piovose, nebbiose e soleggiate, alternate a nevicate e brinate. Mentre un tempo le temperature si abbassavano gradualmente per toccare i minimi nel mezzo dell'inverno e iniziare poi ad alzarsi, i cambiamenti climatici in atto hanno stravolto la ricorrenza e l’intensità di questi eventi meteorologici, per cui l'escursione termica varia sensibilmente anche da un giorno all'altro e le precipitazioni, come le nevicate, rimangono un ricordo…

 

 


 

Uccelli dei giardini della pianura padana

Pierandrea Brichetti

 

 


 

 

Nidificanti in Italia

 

Pierandrea Brichetti 

30 mar 2025 7':35"

Nel video vi presento le 5 specie di Irundinidi che nidificano in Italia, dalla più conosciuta alla più rara: Rondine (Hirundo rustica), Balestruccio (Delichon urbicum), Rondine montana (Ptyonoprogne rupestris), Topino (Riparia riparia) e Rondine rossiccia (Cecropis rufula). Tutte le specie, tranne la Rondine montana, sono migratrici a lunga distanza, con areali di svernamento situati in Africa a sud del Sahara. La Rondine è la più conosciuta e si riconosce per fronte e gola rossastre e la coda molto forcuta, mentre il Balestruccio è inconfondibile per la macchia bianca sul groppone e le zampe piumate. La Rondine montana è grigio-brunastra con tacche chiare sulla coda appena forcuta, mentre il Topino ha un piumaggio abbastanza simile ma è decisamente più piccolo e sfoggia una pettorina scura su fondo bianco, con coda poco forcuta. La Rondine rossiccia è la più rara del gruppo, ha coda molto forcuta, groppone, guance e nuca sfumati di rosso-ruggine. I giovani sono riconoscibili, mentre in tutte le specie negli adulti i sessi sono praticamente simili e solo nella Rondine, a parità di età, il maschio si differenzia per le due timoniere esterne più lunghe di quelle della femmina. Rondine, Balestruccio e Topino sono in preoccupante diminuzione per diminuite disponibilità alimentari, perdita di habitat e siti riproduttivi, cattura nei siti africani di svernamento. Solo la Rondine montana da alcuni decenni si è espansa verso quote inferiori seguendo i corsi d’acqua, raggiungendo l’alta pianura e incrementando gli effettivi nei centri urbani colonizzati. La Rondine rossiccia, dopo i primo caso di nidificazione scoperto negli anni ’60, conta una popolazione fluttuante di poche decina di coppie. Discovering the five nesting species in Italy: Barn Swallow, Western House Martin, Eurasian Crag Martin, Sand Martin and European Red-rumped Swallow.

 

 

Bigia padovana, Barred Warbler: il sogno di filmare i suoi ipnotici occhi gialli

 Pierandrea Brichetti

  

https://www.youtube.com/watch?v=6mZQnJfQ3qo&t=2s

gen 2025 SLOVENIA

Video dedicato al ricordo dell'ornitologo Davide Cambi, l’unico ad aver studiato questa specie in Italia, e un grazie all'amico Enrico Benussi, che ha scovato una "colonia" nidificante in un angolo selvaggio della Slovenia. Il maschio adulto di questo Silvide è riconoscibile per la tinta grigiastra, le barrature scure sulle parti inferiori, l’iride di colore giallo intenso e gli apici bianchi su terziarie e copritrici. La femmina adulta ha tinte più brunastre, poche barrature sulle parti inferiori e iride di colore giallo pallido. Nidifica in ambienti semiaperti caratterizzati dalla presenza di macchie arboreo-arbustive, ricchi di cespugli spinosi e alberi sparsi di media altezza, dalle zone pianeggianti fino ai versanti soleggiati montani, ben oltre i 1500 m….

 

Condivide molto spesso l’habitat riproduttivo con l’Averla piccola (Lanius collurio), subendo di frequente i sui attacchi. Appare molto diffidente, elusiva e raramente osservabile allo scoperto, tranne il maschio quando canta da un posatoio dominante. Il canto territoriale è forte e melodioso, in cui si alternano suoni grattati ad altri più liquidi, e facilmente confondibile con quello del Beccafico, che a sua volta ricorda quello della Capinera, anche se nella Bigia padovana la strofa è più breve, aspra e contenente coppie di note uguali. Il maschio si esibisce in un breve volo canoro, durante il quale si solleva cantando con una traiettoria ad arco, con coda tenuta leggermente spiegata e ali sfarfallanti. Il regime alimentare è basato prevalentemente su Artropodi, soprattutto Insetti, anche di grosse dimensioni, integrato in estate da bacche e frutti. Specie totalmente migratrice su lunga distanza e notturna, con areale di svernamento relativamente ristretto e, per quanto noto, limitato all’Africa orientale, tra Sudan meridionale e Tanzania settentrionale. Dopo alcuni decenni di progressivo decremento, la residua popolazione italiana (meno di 60 coppie) risulta concentrata quasi esclusivamente in Trentino-Alto Adige.

  

 

Picchio muraiolo

 
Pierandrea Brichetti
Il Picchio muraiolo (Tichodroma muraria) è stato filmato durante lo svernamento sull’alto Lago d’Iseo bresciano, nella zona della vecchia galleria dismessa tra Vello e Toline, dove ogni anni da molti decenni alcuni individui compaiono attorno a metà novembre e si soffermano sulle pareti rocciose a picco sul lago fino a inizio aprile. La notizia, un tempo conosciuta quasi esclusivamente dagli ornitologi, con l’arrivo dei social media è diventata “virale” tra fotografi e birdwatcher negli ultimi anni. Questa singolare specie è conosciuto dai rocciatori come “farfalla delle rocce” per via del suo modo di muoversi e svolazzare aprendo e chiudendo le vistose ali rosse. In periodo riproduttivo il maschio si riconosce per la tinta nera estesa dal mento alla parte superiore del petto (nella femmina al massimo è presente una macchia sul petto) mentre in autunno-inverno le parti inferiori appaiono uniformemente bianco-grigiastre. In Italia nidifica sulle Alpi e più scarsamente sull’Appennino centro-settentrionale. Il maggior numero di coppie si installa tra 1500-2500 m, spingendosi a volte fino a 3000 m. Nidifica preferibilmente su pareti rocciose strapiombanti, preferibilmente di natura calcarea, ombreggiate e con forte ruscellamento, circondate da zone erbose aperte, morene, sfasciumi detritici; localmente in aree montane con cave abbandonate, costruzioni e manufatti vari, come le dighe, raramente in centri urbani. La deposizione delle uova ha luogo tra metà maggio e luglio. Nel tardo autunno una parte delle coppie abbandona le alte quote e inizia a disperdersi nelle aree collinari e pianeggianti, oltre che lungo le coste tirreniche e sulle isole dell’Arcipelago Toscano, dove frequenta sia ambienti naturali sia centri urbani, comprese grandi città come Milano, Genova, Bologna e Firenze. Altrove le comparse sono più rare e irregolari. In Italia settentrionale lo svernamento è più frequente nelle zone pedemontane e attorno ai bacini lacustri prealpini, come i laghi di Garda e d’Iseo. I movimenti si registrano principalmente tra ottobre-novembre e marzo-aprile.

 

Picchio tridattilo

Pierandrea Brichetti

  

005 visualizzazioni 16 dic 2025 PONTE DI LEGNO

 

Nel giugno 2024, dopo alcune osservazioni nell’autunno 2022 e nell’inverno 2023, veniva accertata per la prima volta in provincia di Brescia, nel territorio comunale di Ponte di Legno, la nidificazione di una coppia questo raro picchio, confermata anche nel 2025 nello stesso nido. La scoperta si deve a Stefano Sandrini, un fotografo naturalista che frequenta l'alta Valle Camonica. Il sito riproduttivo si trovava in un bosco misto di Larici e Abeti rossi a circa 1730 m. In Italia il Picchio tridattilo abita come “relitto glaciale” le Alpi centro-orientali con una popolazione stimata in 150-300 coppie. In Lombardia sono conosciuti solo una decina di siti riproduttivi, tutti posti più a nord di quello bresciano, la cui colonizzazione potrebbe rientrare in un fenomeno espansivo verso sud-ovest che questo picchio, come il Picchio cenerino (Picus canus), ha intrapreso in tempi recenti. Negli ultimi due-tre decenni l’aumento e l’invecchiamento delle foreste, con maggiori disponibilità di tronchi secchi e marcescenti dovuta, sia a fenomeni meteorologici estremi, come la tempesta “Vaia“ del 2018 sia all’azione del Bostrico parassita dell’Abete rosso, hanno determinato una situazione molto favorevole per alcune specie prettamente forestali, come i Picchi. I cambiamenti climatici però potrebbero in futuro costringere il Picchio tridattilo a rifugiarsi a quote sempre più elevate, con il rischio di una calo nella diffusione e consistenza numerica.

 

 

La magia della luce: esaltazione di forme, colori e movimenti

I fotografi conoscono bene l’importanza della luce nella costruzione e nel risul-
tato finale di uno scatto. La luce va trattata con garbo perché approfittarne con

troppa disinvoltura significa svilire le sue doti più intime. E’ fondamentale riu-
scire a valutare qualità e quantità della luce, cioè la sua energia, cogliendola

mentre trapela nella nebbiolina autunnale o quando infuoca un tramonto esti-
vo. Alla luce piace molto giocare con acqua, nuvole, alberi, vento e con tutto

quanto è in movimento. Un gioco che può creare momenti di vera poesia, ma

che spesso ci sfiorano e si dissolvono in pochi istanti. Personalmente, da orni-
tologo prestato alla fotografia, affido tutto alla mia sensibilità e al mio gusto estetico, consapevole che il risultato finale, più che

dalle mie conoscenze tecniche, dipenderà da come la luce saprà valorizzare colori, forme e movimenti,

senza dimenticare che un pizzico di fortuna non guasta mai.

 

 

 Scopriamo i corvidi nidificanti in Italia

  

 
 5253 visualizzazioni 8 mar 2026
 Nel video facciamo la conoscenza con le 9 specie di Corvidi che nidificano nel nostro Paese, con indicazioni sulla loro attuale distribuzione e su alcuni   aspetti della riproduzione e del comportamento. Gli appartenenti a questa famiglia sono tra gli uccelli con il rapporto più elevato tra la massa   cerebrale  e quella corporea , per cui molti dei loro comportamenti ricordano quelli dell’Homo sapiens. I corvidi sono onnivori e opportunisti, per cui   nella loro dieta rientrano anche resti organici di carogne e piccoli vertebrati, compresi nidiacei e uova di uccelli. Alcune specie, come la Taccola, sono   stati oggetto di importanti studi etologici. Le specie, elencate in ordine sistematico, sono: Ghiandaia (Garrulus glandarius), Gazza (Pica pica),   Nocciolaia (Nucifraga caryocatactes), Gracchio corallino (Pyrrhocorax pyrrhocorax), Gracchio alpino (Pyrrhocorax graculus), Taccola (Coloeus   monedula), Cornacchia nera (Corvus corone), Cornacchia grigia (Corvus cornix), Corvo imperiale (Corvus corax).

 

 

 

 

 

Il Martin pescatore, Alcedo atthis, in Italia